Nodo SPC

Pagamenti alla PA: il punto sulla riforma digitale

Hanno aderito 28 pubbliche amministrazioni di cui 9 centrali, 8 Regioni e 11 enti locali.
Lato prestatori che offrono i servizi di pagamento, hanno aderito 11 prestatori di servizi di pagamento di cui 6 banche (2 in esercizio e 1 in pre-esercizio), 4 istituti di pagamento e moneta elettronica e Poste Italiane (in esercizio), oltre al CBI-Customer to Business Interaction e My Bank che si propongono come facilitatori per l’utilizzo di specifici servizi di pagamento

03 Nov 2014
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Il Sistema dei pagamenti elettronici attraverso il Nodo dei Pagamenti-SPC gestito dall’Agenzia per l’Italia Digitale nasce per dare la possibilità a cittadini e imprese di effettuare qualsiasi pagamento in modalità elettronica verso le pubbliche amministrazioni e i gestori di pubblici servizi, con la stessa user-experience dei siti di e-commerce.

Il Sistema si basa sull’infrastruttura tecnologica del Nodo dei Pagamenti-SPC messa a disposizione dall’Agenzia per l’Italia Digitale e capace di consentire a tutte le banche e ad ogni altro prestatore di servizi di pagamento di scambiarsi informazioni con le pubbliche amministrazioni e con i gestori di pubblici servizi, al fine di consentire al cittadino di eseguire i pagamenti nei confronti dei soggetti pubblici con la stessa semplicità con cui ogni cittadino esegue versamenti in favore di un classico e-commerce.

Il Sistema permette a cittadini e imprese di eseguire i pagamenti in modalità elettronica, lasciando libera la scelta:

· del prestatore di servizi di pagamento (es. una banca o un altro istituto di pagamento);

· dello strumento di pagamento (es. addebito in conto corrente, carta di credito, bollettino postale elettronico);

· il canale tecnologico di pagamento per effettuare l’operazione (es. on-line banking, ATM, mobile, etc).

L’utente del servizio, è preventivamente a conoscenza dei costi massimi richiesti per l’operazione di pagamento e, nel contempo, ha garanzia della correttezza dell’importo da pagare: può così disporre il pagamento ottenendo immediatamente una ricevuta con valore liberatorio da parte dell’Amministrazione beneficiaria.

Le pubbliche amministrazioni possono altresì:

· velocizzare la riscossione degli incassi, ottenendone l’esito in tempo reale ed effettuando la relativa riconciliazione in modo certo e automatico;

· ridurre i costi e ottimizzare i tempi di sviluppo delle nuove applicazioni online, grazie anche all’utilizzo di soluzioni ed esperienze riusabili;

· eliminare la necessità di stipulare specifici accordi con i prestatori di servizi di riscossione.

Chi fa cosa?

Gli attori che partecipano al Sistema sono:

· le pubbliche amministrazioni o i gestori di pubblici servizi che mettono in condizione i privati di effettuare i pagamenti attraverso i loro siti web o attraverso altre modalità elettroniche;

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· i cittadini e le imprese che devono effettuare dei pagamenti in favore delle pubbliche amministrazioni o dei gestori di pubblici servizi;

· le banche e gli altri prestatori di servizi di pagamento che mettono a disposizione dei loro clienti (cittadini e imprese) gli strumenti di pagamento ed i canali per effettuare le relative operazioni di versamento;

· l’Agenzia per l’Italia Digitale che attraverso il Nodo dei Pagamenti-SPC consente lo scambio di informazioni tra le pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento.

Situazione

Il Sistema è già operativo e immediatamente utilizzabile da qualsiasi pubblica amministrazione o altro soggetto beneficiario di interesse pubblico.

Al momento sono già in esercizio l’INAIL e il Ministero della Giustizia che consente il pagamento delle spese connesse al Processo civile telematico, nonché la Regione del Veneto, che consente il pagamento di tributi e dei servizi a loro dovuto nonché dovuti alle amministrazioni locali del loro relativo territorio. Infine, sono in procinto di partire in esercizio la Regione dell’Emilia Romagna e quella della Toscana.

Nel complesso, lato enti beneficiari dei pagamenti, hanno aderito 28 pubbliche amministrazioni di cui 9 centrali, 8 Regioni e 11 enti locali.

Lato prestatori che offrono i servizi di pagamento, hanno aderito 11 prestatori di servizi di pagamento di cui 6 banche (2 in esercizio e 1 in pre-esercizio), 4 istituti di pagamento e moneta elettronica e Poste Italiane (in esercizio), oltre al CBI-Customer to Business Interaction e My Bank che si propongono come facilitatori per l’utilizzo di specifici servizi di pagamento.

3 Regioni – con i relativi enti del territorio – e 3 ulteriori prestatori di servizi di pagamento stanno invece eseguendo le prove preliminari per la connessione al Nodo dei Pagamenti-SPC.

Fabbisogni

Secondo dati statistici forniti dalla Banca d’Italia il mondo delle pubbliche amministrazioni in Italia riceve all’anno circa 250 milioni di operazioni di pagamento per complessivi 135 miliardi di euro all’anno.

Un’entità di operazioni e di denaro così cospicua che si merita di essere gestita con modalità avanzate nel comune intento di migliorarne la gestione da parte di tutti i soggetti coinvolti.

Attraverso il Sistema dei pagamenti elettronici attraverso il Nodo dei Pagamenti-SPC, si auspica che almeno il 50% di tali operazioni possa essere gestito con modalità elettroniche con l’obiettivo di contenere a livello sistemico i costi per l’uso del contante e di ampliare in tale ambito la concorrenza da parte dei prestatori di servizi di pagamento.

Con il nuovo sistema l’utente, per eseguire un versamento alla PA, non sarà più costretto a rivolgersi direttamente all’amministrazione o ad un prestatore di servizi di pagamento da quest’ultima indicato ma, al contrario, ogni scelta sarà rimessa alla libera determinazione del cittadino o impresa, con possibili capacità di fidelizzazione degli stessi da parte delle banche o degli altri prestatori di pagamento in forza dei servizi erogati – in materia di pagamenti – per semplificare i suoi rapporti con la PA.

Inoltre, in un periodo orientato a politiche di risparmio della spesa pubblica e di incremento delle disponibilità finanziarie delle pubbliche amministrazioni ogni potenziale snellimento delle procedure amministrative comporta un risparmio da parte delle pubbliche amministrazioni, oltre che una fonte di efficienza che può risultare artefice di nuovi e ulteriori miglioramenti.

Tra le operazioni di pagamento è stata individuata, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, di interesse principale quella della marca da bollo digitale che, in quanto di applicazione generale per tutte le PA, potrebbe essere l’applicazione decisiva e di successo per accelerare il processo di adesione al sistema da parte delle pubbliche amministrazioni.

Infatti, per il pagamento dell’imposta di bollo da apporre sui documenti, atti o registri, grazie all’introduzione del bollo digitale, il cittadino potrà acquistare la marca da bollo in via digitale direttamente on line all’atto della presentazione della propria istanza alla pubblica amministrazione.

Utilizzando strumenti ICT non solo per la redazione del documento ma anche ai fini del pagamento del bollo, le vecchie marche da bollo potranno essere sostituite con una ricevuta telematica del pagamento del bollo, eliminando ogni ostacolo all’automazione del rapporto fra cittadini e PA, laddové come per legge il cittadino sia chiamato all’invio di documenti con su apposto una marca da bollo.

In considerazione della forte valenza strategica per il sistema paese, in quanto rivolto a semplificare la vita ai cittadini e alle imprese, nonché ad efficientare le pubbliche amministrazioni, per dare ulteriore impeto all’obbligatorietà dell’adesione al sistema da parte delle PA è forse opportuno che il legislatore introduca – al fianco dell’obbligo per le PA di consentire pagamenti elettronici – anche l’obbligo per i cittadini e le imprese di utilizzare esclusivamente strumenti elettronici per i versamenti da eseguirsi nei confronti delle stesse amministrazioni.

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