Con lo schema “One-Leg Out Instant Credit Transfer – OCT Inst”, il Consiglio Europeo dei Pagamenti (European Payments Council – EPC) introduce un modello per l’interoperabilità internazionale dei pagamenti istantanei. In linea con il piano d’azione promosso dal G20, l’iniziativa rappresenta un primo passo concreto verso pagamenti internazionali più rapidi, trasparenti e accessibili. Dalle prime implementazioni alle sfide ancora aperte, ecco a che punto siamo.
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Dalla SEPA allo schema OCT Inst per i pagamenti internazionali
Il mercato dei pagamenti sta attraversando una profonda trasformazione, guidata dalla digitalizzazione dei servizi finanziari, dall’evoluzione delle aspettative della clientela e dalla crescente integrazione economica globale. Negli ultimi anni, l’Europa ha rappresentato uno dei principali laboratori di innovazione grazie a un quadro normativo uniforme, promosso dalla Direttiva sui servizi di pagamento, e allo sviluppo dell’area unica dei pagamenti in euro (SEPA – Single Euro Payments Area), che hanno progressivamente portato a una sempre maggiore armonizzazione di strumenti, servizi, regole e infrastrutture.
In questo processo, ha svolto e svolge un ruolo centrale l’EPC, organismo di autoregolamentazione che riunisce i prestatori di servizi di pagamento (PSP) europei e che ha definito gli schemi di pagamento SEPA – dai bonifici (SEPA Credit Transfer – SCT) agli addebiti diretti (SEPA Direct Debit – SDD), fino ai bonifici istantanei (SEPA Instant Credit Transfer – SCT Inst).

Oggi oltre 3.900 PSP partecipano agli schemi dell’EPC, che costituiscono la base operativa di un mercato integrato dei pagamenti in 41 paesi, in cui cittadini e imprese possono effettuare oltre 50 miliardi di transazioni ogni anno.
L’introduzione dello schema SCT Inst nel 2017 ha rappresentato una svolta decisiva: per la prima volta è stato possibile trasferire fondi in euro in pochi secondi, 24 ore su 24, su scala paneuropea. Da allora, su impulso anche delle iniziative regolatorie europee più recenti, è cresciuta rapidamente la diffusione dei pagamenti istantanei che mirano a diventare un elemento strutturale dell’ecosistema dei pagamenti.
Tuttavia, se all’interno della SEPA i bonifici istantanei sono ormai una realtà consolidata, i pagamenti internazionali continuano a presentare complessità ben note: tempi di esecuzione non prevedibili, costi elevati e limitata trasparenza lungo la catena del pagamento. È proprio questo divario tra esperienza domestica e internazionale a rappresentare oggi la principale sfida nell’evoluzione del mercato, ponendosi come priorità sia per le autorità sia per gli operatori del mercato.
In questo contesto si colloca lo schema One-Leg Out Instant Credit Transfer (OCT Inst) sviluppato dall’EPC, con l’obiettivo di estendere i benefici dei pagamenti istantanei anche alle transazioni transfrontaliere, collegando l’infrastruttura europea con il resto del mondo.
Come funziona lo schema OCT Inst tra euro leg e non-euro leg
Pubblicato per la prima volta nel 2023 dall’EPC, lo schema OCT Inst definisce un insieme di regole, standard e processi operativi per abilitare l’invio e la ricezione di pagamenti istantanei internazionali. Lo schema si applica sia ai casi in cui uno dei due PSP coinvolti è localizzato al di fuori dell’area SEPA, sia alle operazioni in cui entrambi i PSP sono situati nella SEPA ma il pagamento è denominato in una valuta diversa dall’euro.
Il principio alla base dello schema è la gestione della cosiddetta “euro leg” della transazione, cioè la componente del pagamento denominata in euro e regolata all’interno dell’infrastruttura SEPA. In questo perimetro, lo schema garantisce:
- disponibilità del servizio 24/7/365;
- esecuzione in pochi secondi (tipicamente entro 10 secondi per la componente SEPA);
- utilizzo degli standard globali di riferimento per la messaggistica (in primis ISO 20022) e pieno allineamento con i processi operativi e le regole definiti in ambito SWIFT (Cross-Border Payments and Reporting Plus – CBPR+);
- elevati livelli di automazione e tracciabilità end-to-end.
Le fasi operative tra euro leg e non-euro leg
Dal punto di vista operativo, un’operazione di pagamento OCT Inst si articola in più fasi:
- avvio del pagamento da parte dell’ordinante (presso un PSP nella “euro leg” per le operazioni in uscita o presso un PSP nella “non-euro leg” per le transazioni in entrata);
- scambio e regolamento nella “euro leg” attraverso le infrastrutture di pagamento istantaneo disponibili in area SEPA;
- interazione con i sistemi e le infrastrutture in uso nella “non-euro leg”, in cui può essere prevista la conversione valutaria dall’euro a qualunque divisa diversa e possono essere applicati controlli locali richiesti in una specifica giurisdizione;
- notifica dell’esito al PSP controparte e al cliente.
Elemento centrale dello schema è quindi l’interoperabilità tra sistemi diversi: mentre l’EPC definisce regole stringenti per la componente europea, la parte extra-SEPA resta gestita secondo le regole locali, con meccanismi di collegamento (bilaterali o multilaterali) basati sul tradizionale modello di “correspondent banking” o sull’interconnessione delle infrastrutture e schemi disponibili in altre giurisdizioni, con un ruolo chiave svolto da quei PSP che ricoprono la funzione di “ponte” tra la “euro leg” e la “non-euro leg” (cd. “Entry PSP” e “Exit PSP”).
Sfruttando i binari già messi a disposizione dallo schema SCT Inst per i bonifici istantanei nell’area SEPA, ma con una maggiore flessibilità richiesta per la gestione di operazioni transfrontaliere multivaluta in un’ottica di integrazione con sistemi e infrastrutture di altre aree geografiche, l’OCT Inst sviluppa un modello che mira a superare le inefficienze dei tradizionali pagamenti internazionali, offrendo transazioni più rapide, maggiore trasparenza su costi e controparti e una migliore tracciabilità lungo tutta la catena.
Lo schema OCT Inst nella roadmap G20 sui pagamenti transfrontalieri
L’iniziativa dell’EPC si colloca in un quadro più ampio. Si inserisce, infatti, nella più ampia strategia internazionale promossa dal G20, che nel 2020 ha avviato un piano d’azione (roadmap) per migliorare i pagamenti transfrontalieri (cross-border). Coordinata dal Financial Stability Board (FSB) insieme alla Banca dei Regolamenti Internazionali (Bank for International Settlements – BIS) e ad altri organismi internazionali, la roadmap nasce dalla constatazione che, nonostante i progressi nei sistemi di pagamento domestici, i pagamenti internazionali continuano a presentare frizioni strutturali: costi elevati, tempi lunghi, accesso limitato e scarsa trasparenza.
Per dare una risposta sistemica a questo scenario, il G20 ha definito:
- 19 “building blocks”, cioè linee di intervento che coprono aspetti tecnologici, normativi e infrastrutturali;
- una serie di target quantitativi globali, con orizzonte principale al 2027, per misurare i progressi in modo concreto.
I target G20 su velocità, costi, accesso e trasparenza
Gli obiettivi si articolano lungo quattro dimensioni chiave:
- Velocità: regolamento di almeno il 75% dei pagamenti transfrontalieri (retail, wholesale e rimesse di denaro) entro un’ora dall’avvio, con la restante parte entro la giornata lavorativa successiva;
- Costo: riduzione del costo medio dei pagamenti retail a circa 1% del valore della transazione (3% per le rimesse di denaro), con soglie massime del 3% per singoli corridoi (5% per le rimesse di denaro);
- Accesso: disponibilità per tutti gli utenti (consumatori, imprese e istituzioni finanziarie) di almeno una soluzione per inviare e ricevere pagamenti internazionali;
- Trasparenza: obbligo per gli intermediari di fornire informazioni chiare su costi complessivi, tempi di esecuzione e tracciabilità delle operazioni.
Interoperabilità, regole e standard nella roadmap internazionale
Per raggiungere questi target, la roadmap individua tre aree prioritarie di intervento:
- interoperabilità e interconnessione tra sistemi di pagamento, inclusi i sistemi che consentono lo scambio e regolamento di bonifici istantanei;
- armonizzazione dei quadri normativi e di supervisione nelle diverse giurisdizioni;
- adozione di standard comuni per dati e messaggistica, come ISO 20022.
In questo contesto, lo schema OCT Inst rappresenta un’iniziativa concreta per tradurre in pratica alcune delle principali aree di intervento della roadmap, in particolare quelle legate all’interoperabilità tra infrastrutture e allo sviluppo di pagamenti istantanei transfrontalieri.
OCT Inst tra infrastrutture europee e massa critica
Lo sviluppo dello schema OCT Inst si trova oggi in una fase iniziale ma già caratterizzata da segnali concreti. Dopo la pubblicazione del Rulebook nel 2023, il focus si è progressivamente spostato dalla definizione delle regole alla costruzione delle prime infrastrutture e dei primi casi d’uso, in linea con quanto sta avvenendo anche a livello globale nell’ambito della roadmap del G20.
RT1, TIPS e Nexus: le infrastrutture per OCT Inst
Sul piano infrastrutturale, il primo passo è stato il lancio da parte di EBA Clearing, nel novembre 2024, del servizio RT1 OCT Inst, che è in grado di processare in tempo reale la componente euro delle transazioni internazionali sfruttando gli stessi “binari” dei pagamenti istantanei SEPA.
Un passaggio particolarmente significativo è inoltre rappresentato dall’evoluzione della piattaforma TIPS (TARGET Instant Payment Settlement) dell’Eurosistema, che ha introdotto a partire da giugno 2025 una capacità di base multivaluta fondata proprio sullo schema OCT Inst, consentendo l’interazione tra l’infrastruttura pubblica europea per il regolamento dei bonifici istantanei e analoghi sistemi di pagamento situati al di fuori dell’area euro.
In questa stessa prospettiva si colloca anche l’iniziativa annunciata dalla Banca d’Italia a luglio 2026 relativa all’avvio di TIPS Clone per Bosnia-Erzegovina e Montenegro: non si tratta di un’estensione diretta di TIPS, ma di una piattaforma autonoma, basata sulla medesima tecnologia, che consente il regolamento in tempo reale dei pagamenti istantanei nelle valute locali e in euro e che a novembre 2026 dovrebbe vedere l’ingresso anche delle Banche centrali di Albania, Macedonia del Nord e Kosovo.
Questo sviluppo rappresenta un primo passo verso la costruzione di un ecosistema realmente interoperabile su scala globale, rafforzando in modo sostanziale il ruolo dell’infrastruttura europea come hub di interconnessione. In questa direzione si inseriscono anche le attività esplorative dell’Eurosistema, che stanno valutando diverse opzioni di interconnessione internazionale, tra cui la partecipazione al progetto Nexus – iniziativa della Banca dei Regolamenti Internazionali finalizzata a collegare più sistemi di pagamento istantaneo attraverso una rete multilaterale – o ancora la realizzazione di collegamenti bilaterali con infrastrutture di pagamento di altri paesi, come Unified Payments Interface in India o lo Swiss Interbank Clearing Instant Payment System in Svizzera.
Le banche che puntano alla massa critica entro il 2027
Parallelamente, si sta formando un primo gruppo di operatori impegnati a costruire una massa critica: dieci grandi banche internazionali[1] hanno avviato un percorso congiunto per rendersi raggiungibili tramite lo schema OCT Inst entro il 2027, contribuendo a definire pratiche di mercato condivise e ad accelerare la costruzione di una massa critica.
La Spagna apre la strada a OCT Inst nei pagamenti internazionali
Sfruttando il forte legame che la unisce all’America Latina, la Spagna ha avuto la possibilità di mettere in pratica la prima esperienza d’uso concreta per l’implementazione dello schema OCT Inst, e rappresenta oggi il caso di riferimento a livello europeo affermandosi come un vero laboratorio per i pagamenti istantanei transfrontalieri.
Il percorso verso questo risultato è stato graduale. Già nel 2023, un progetto pilota aveva coinvolto alcuni dei principali gruppi bancari spagnoli – tra cui Santander, BBVA e CaixaBank – insieme a operatori internazionali, dimostrando la fattibilità tecnica di pagamenti istantanei tra diverse aree valutarie, con regolamento quasi immediato e piena visibilità end-to-end della transazione.
Il vero punto di svolta si è registrato a novembre 2024, quando l’intera comunità bancaria spagnola ha aderito allo schema OCT Inst, diventando il primo paese pienamente connesso a questo nuovo modello.
In questo passaggio, determinante è stato il ruolo di Iberpay, l’infrastruttura nazionale che per prima in Europa è stata abilitata allo scambio e al regolamento di pagamenti istantanei internazionali in conformità con le regole dello schema dell’EPC, mettendo in condizione le banche spagnole di andare oltre la fase iniziale di sperimentazione, concretizzando i primi casi d’uso per lo schema OCT Inst e portando lo schema in un contesto di operatività reale, con servizi già disponibili per clientela retail, corporate e istituzionale.
I corridoi tra Spagna e America Latina
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda lo sviluppo dei primi corridoi internazionali, soprattutto verso aree geografiche ad alta intensità di relazioni economiche e flussi di rimesse, come il caso già citato dell’America Latina. L’integrazione tra banche spagnole e controparti in paesi come Messico, Brasile o Colombia – dove operano gruppi bancari europei con presenza diretta – rappresenta infatti uno dei principali ambiti applicativi dello schema, consentendo di:
- ridurre drasticamente i tempi di esecuzione dei pagamenti rispetto ai modelli tradizionali;
- migliorare la tracciabilità dei flussi finanziari;
- offrire servizi innovativi in segmenti come rimesse, e-commerce e pagamenti tra imprese.
Allo stato attuale, si tratta tuttavia di corridoi ancora in fase di sviluppo ed estensione, che si basano su modelli eterogenei e su integrazioni tra infrastrutture e operatori, in un percorso che punta alla progressiva standardizzazione e scalabilità su base globale. L’esperienza spagnola evidenzia come il successo dell’iniziativa dipenda dalla capacità di costruire effetti di rete e coordinare l’ecosistema, offrendo un modello replicabile anche in altri paesi europei.

Le sfide di OCT Inst per un ecosistema globale interoperabile
Il percorso verso un ecosistema globale di pagamenti istantanei, abilitato da iniziative come l’OCT Inst, entra ora quindi in una fase cruciale, in cui le sfide non sono più principalmente tecnologiche, ma strategiche e di mercato. In questo contesto, emergono tre direttrici strettamente interconnesse, che determineranno il successo del modello nei prossimi anni.
Corridoi, reachability e reciprocità tra sistemi
La prima riguarda la capacità di identificare e sviluppare i corridoi più appetibili, nei quali emerge un forte bisogno di pagamenti rapidi e frequenti.
Le priorità si concentrano tipicamente su aree caratterizzate da elevati flussi economici e finanziari – come le rimesse, l’interscambio commerciale e i pagamenti tra imprese – e da una presenza significativa di operatori europei. In questo senso, iniziative come quelle osservate tra Europa e America Latina rappresentano un primo banco di prova, ma il modello dovrà progressivamente estendersi ad altri corridoi globali per esprimere appieno il proprio potenziale.
Il secondo elemento chiave è la costruzione di una “reachability” ampia e sostenibile. Come per tutti gli schemi di pagamento, il valore dell’OCT Inst assume maggiore peso al crescere del numero di partecipanti e della copertura geografica.
L’obiettivo è quindi quello di passare da un insieme di implementazioni ancora relativamente circoscritte a una rete sempre più estesa, in grado di garantire accesso uniforme ai servizi su scala internazionale.
Questo richiede un forte coordinamento tra PSP, infrastrutture e autorità, nonché la definizione di pratiche operative comuni che riducano la frammentazione tra i diversi mercati.
In questa dinamica si inseriscono le riflessioni che sta attualmente svolgendo l’EPC, al fine di valutare la possibilità di introdurre un obbligo di adesione allo schema OCT per i PSP europei, dovendo accuratamente determinare validi criteri su cui sviluppare questo obbligo e un orizzonte temporale congruo per la sua implementazione.
A questi due punti si affianca un terzo aspetto, altrettanto determinante: la reciprocità tra i diversi sistemi di pagamento e le diverse giurisdizioni. Affinché i corridoi funzionino in modo efficace, è necessario che le infrastrutture coinvolte garantiscano livelli di servizio comparabili in termini di tempi di esecuzione, disponibilità dei fondi, trasparenza e standard informativi, indipendentemente dalla “direzione” del pagamento – consentendo cioè di gestire alle stesse condizioni sia le operazioni “incoming” sia quelle “outgoing”. In assenza di questa simmetria, il rischio è che l’esperienza end-to-end del pagamento resti discontinua, vanificando in parte i benefici dell’istantaneità e il livello di servizio offerto alla clientela.
L’armonizzazione normativa per pagamenti globali
Elemento cruciale, trasversale a tutte le direttrici precedenti e presupposto per la loro realizzazione, è rappresentato dalla necessità di armonizzare i quadri normativi e regolamentari tra le diverse giurisdizioni: differenze nei requisiti di compliance – in ambito antiriciclaggio, sanzioni, gestione dei dati o protezione dei consumatori – possono infatti costituire un ostacolo significativo alla piena interoperabilità dei sistemi. L’allineamento delle regole, pur nel rispetto delle specificità nazionali, è quindi una condizione essenziale per abilitare pagamenti realmente globali, riducendo frizioni operative e incertezze per gli operatori.
Tutte queste dimensioni non sono indipendenti, ma si rafforzano a vicenda. Lo sviluppo di nuovi corridoi stimola l’ingresso di nuovi partecipanti, ampliando la rete; una maggiore raggiungibilità favorisce economie di scala e maggiore interesse commerciale; la reciprocità tra giurisdizioni, rende possibile offrire un’esperienza realmente omogenea a livello globale; l’armonizzazione normativa, infine, crea le condizioni di fiducia e stabilità necessarie per sostenere la crescita.
In definitiva, la sfida dei prossimi anni sarà trasformare un insieme di iniziative ancora in parte eterogenee in un ecosistema integrato di pagamenti istantanei cross-border, in cui la velocità e l’efficienza oggi sperimentate a livello domestico diventino lo standard anche su scala internazionale.
Il messaggio che emerge è chiaro: il tempo della sperimentazione è ormai terminato. Per trasformare l’OCT Inst in uno standard globale, sarà necessario accelerare l’adozione, costruire massa critica e rafforzare la cooperazione tra operatori a livello internazionale. La vera sfida non è più innovare, ma scalare e rendere interoperabile questa innovazione su scala mondiale.

[1] Barclays, BBVA, BNP Paribas, Citi, Deutsche Bank, HSBC, ING, Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan e Société Générale. ↩

























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