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le misure

Piano ICT nella PA: il bilancio del primo anno e i prossimi passi necessari

A un anno dal rilascio, lo stato dei risultati previsti dal Piano triennale per l’informatica nella PA può considerarsi positivo, con 44 risultati ottenuti su 108 e 16 in fase di implementazione. Ecco come si è giunti a questo risultato, su cosa focalizzare le prossime versioni e cosa serve per non disperdere quanto fatto

03 Lug 2018

Luca Gastaldi

Direttore dell'Osservatorio Agenda Digitale Politecnico di Milano

Paola Olivares

Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b, Politecnico di Milano


Ragionevolezza, inclusione, credibilità. Sono i valori su cui ha insistito Giulia Bongiorno, neo ministro della PA, nel suo esordio in occasione dell’Internet Day 2018. Oltre a questo ha affermato che il suo lavoro sarà improntato sulla continuità con quanto fatto dai suoi predecessori e sul supporto ad AgID (il cui direttore generale Antonio Samaritani ha terminato ieri l’incarico, su indicazione della stessa Bongiorno, Ndr.) e al Team per la trasformazione digitale nell’attuazione delle strategie di digitalizzazione della PA già definite.

In questo contesto un ruolo chiave è giocato dal Piano triennale per l’informatica nella PA che, da maggio 2017:

  • indirizza la trasformazione digitale della PA;
  • fissa i principi architetturali fondamentali da adottare;
  • specifica le regole di usabilità e interoperabilità da seguire;
  • chiarisce le iniziative da svolgere a livello centrale e locale.

Piano triennale e innovazione della PA

Il Piano è basato su un modello strategico, caratterizzato da un’architettura a più livelli in cui sono raccolte tutte le iniziative sul fronte dell’innovazione digitale della PA italiana (Figura 1.a). Per ogni componente del modello, il Piano specifica alcune azioni da realizzare in determinati orizzonti temporali grazie al contributo di specifici attori.

Complessivamente le azioni sono 67. Ognuna di esse prevede l’ottenimento di uno o più risultati. Sono 108 i risultati previsti dal Piano (Figura 1b). Le infrastrutture fisiche e quelle immateriali sono le componenti con il maggior numero di risultati attesi, rispettivamente 27 e 46. Questo risultato non sorprende.

Tali componenti, infatti:

  • sono necessarie affinché le componenti dei livelli superiori possano essere adeguatamente finalizzate;
  • sono i principali ambiti sui cui l’AgID e il Team per la trasformazione digitale hanno lavorato nel 2017.

(a)

(b)

Figura 1. (a) Modello strategico alla base del Piano triennale e (b) risultati attesi previsti

Stato dei risultati previsti per le infrastrutture e prossimi obiettivi

Nelle prossime versioni del Piano (il nuovo aggiornamento dovrebbe essere prodotto entro la fine di settembre) sarebbe opportuno focalizzare con maggior precisione tutti i risultati da ottenere anche per le restanti componenti, il cui sviluppo in caso contrario potrebbe essere rallentato. Ovviamente sulle infrastrutture fisiche e immateriali è di vitale importanza non accumulare ritardi. Questi, infatti, potrebbero propagarsi sulle altre componenti del modello, rallentandone l’attuazione.

A questo proposito è interessante analizzare lo stato dei risultati previsti per le infrastrutture fisiche e immateriali. Come mostrato in Figura 2, dei 73 risultati relativi a tali componenti:

  • 25 sono stati completati;
  • 14 sono in corso di completamento;
  • 19 sono in ritardo rispetto alle scadenze;
  • 15 non hanno scadenze esplicitate.

Figura 2. Status dei 108 risultati da raggiungere nella prima versione del Piano triennale

Più in generale, 44 dei 108 risultati previsti sono già stati ottenuti dopo un anno dal rilascio del piano e 16 sono in corso di implementazione. Questo è a nostro avviso un buon risultato, soprattutto se confrontato con la precedente attuazione normativa dell’Agenda Digitale che registrava su alcuni decreti attuativi ritardi di oltre 380 giorni.

Un quadro tutto sommato positivo

Tale risultato può essere in parte spiegato da una semplificazione del coordinamento tra attori preposti alla definizione e attuazione dell’impianto regolatorio. Gli attori che hanno in capo una quota maggiore di risultati previsti sono: AgID che deve essere coinvolta per l’attuazione di 87 risultati previsti, le PA locali (72) e il Team Digitale (22). Tutti gli altri attori (ad es. Funzione Pubblica, i Ministeri, ANAC) hanno invece un coinvolgimento minore, mediamente su 3 risultati.

Il quadro è quindi positivo e i presupposti per dare continuità a quanto fatto in questi ultimi anni ci sono. Certo, tornando alle parole della Bongiorno, serve “credibilità”. La trasformazione digitale della nostra PA non si realizzerà in pochi mesi. Serve tenacia, un commitment centrale forte e un altrettanto forte coinvolgimento degli enti locali, che devono beneficiare di quanto realizzato a livello centrale e scaricarlo a terra, grazie al loro contatto diretto con i cittadini.

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