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Piattaforma Digitale Nazionale Dati, una nuova era per la PA: come funziona e i vantaggi

Per la Pubblica amministrazione ci sarà un prima e un dopo Piattaforma Digitale Nazionale Dati, una sorta di AC e DC per la Storia dell’umanità. Ecco perché e come funziona, passo passo

07 Nov 2022
Andrea Tironi

Project Manager - Digital Transformation

banche dati fiscali

Da qualche giorno è attiva la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), piattaforma che abilita lo scambio di informazioni tra gli Enti e la Pubblica Amministrazione e favorisce l’interoperabilità dei sistemi informativi e delle basi dati pubbliche. Contestualmente è stato anche pubblicato il primo Avviso da 110 milioni di euro dedicato ai Comuni.

I Comuni interessati ad aderire alla Piattaforma possono presentare la loro domanda entro il 17 febbraio 2023, su PA digitale 2026, ricevendo un voucher economico predefinito calcolato in base alla dimensione dell’Ente.

Abbiamo provato a collegarci alla piattaforma per vedere come funziona. Vogliamo spiegare come ci sarà un prima e un dopo PDND per la storia della PA (e del nostro Paese), una sorta di AC e DC per la Storia dell’umanità.

La procedura guidata per l’abilitazione alla piattaforma

PagoPA S.p.a. e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale hanno realizzato un’eccellente guida che dà indicazione precise su come effettuare l’abilitazione alla piattaforma, raggiungibile cliccando sul pulsante “scopri come aderire”.

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La procedura è completamente guidata e online, tranne per la firma dell’accordo di adesione che va scaricato, firmato e ricaricato secondo il link che viene inviato via pec insieme al documento di adesione stesso. Una volta caricato il documento di adesione, l’accesso alla piattaforma è abilitato immediatamente e nell’arco di poche ore viene anche inviata una Pec con conferma dell’accettazione dell’accordo di adesione.

Entrando nella piattaforma mediante il pulsante “Accedi” (e SPID o CIE), si viene associato alla propria Amministrazione (o alle proprie tra cui scegliere) e si entra quindi nel portale selfcare realizzato da PagoPA s.p.a. Il portale selfcare è il nuovo portale di PagoPA che progressivamente ingloberà tutti i portali per l’adesione e l’accesso ai prodotti di PagoPA (quindi anche Piattaforma Notifiche, PagoPA e IO), come da roadmap 2023.

Una volta entrati nel portale è possibile vedere i propri dati al centro, i prodotti in basso (nel caso specifico per la PDND si vede “Interoperabilità”) e il menù per aggiungere Gruppi e Utenti a sinistra.

Cliccando nei “prodotti Attivi”, nell’ambito “Interoperabilità” su “Gestisci” è possibile accedere ai servizi di PDND. In particolare, prima viene richiesto se si vuole accedere all’ambiente di test o di produzione:

Cliccando su test si entra in un ambiente utile per le prove della piattaforma.

Interessante è il menù sulla sinistra che mostra:

  • Erogazione: servizi in erogazione
  • Fruizione: servizi di cui posso fruire. In particolare il “Catalogo e-service” mostra le possibilità che ho di interagire con altre PA
  • Le Notifiche ad oggi sono “in sviluppo”

Al centro è possibile vedere gli e-services, ognuno in un quadratino, con “Ispeziona” come voce per addentrarci nelle specifiche. Vedremo meglio cosa si intende con “ispeziona” quando esploreremo l’ambiente di produzione.

Cliccando su “Erogazione” nel menù è possibile “produrre” dei propri e-services.

In alto a destra è possibile accedere alla documentazione e all’assistenza.

La sezione Produzione

Passiamo ora alla sezione “Produzione”.

Cliccando su “Esci” posizionato di fianco ad Assistenza, si torna alla selezione dell’ente di riferimento. Scelto l’ente, andando sul prodotto “Interoperabilità” e scegliendo “Gestisci” e quindi “Produzione” si arriva alla sezione “Produzione”.

L’interfaccia è come quella della sezione di “TEST” con Erogazione e Fruizione, oltre che Notifiche. Al centro ci sono gli e-service in produzione che si possono utilizzare.

La prima cosa che balza all’occhio è la presenza di un gruppo di e-service a cui aggiungere 1 altro e-service che i comuni (ma non solo) aspettavano da tempo:

  • il gruppo di e-service è riferito a quelli associati ad ANPR
  • l’e-service aggiunto è il controllo ISEE

Vediamoli entrambi, partendo dall’ISEE.

Cliccando su “Ispeziona” si vede:

In primis, si nota la tecnologia (SOAP). Quindi le informazioni di versione e url di chiamata. Nella terza zona dall’alto i limiti per le chiamate. Sulla destra la sezione con la documentazione associata.

Continuando lo scroll della pagina, si vede chi può accedere al servizio (ovvero chi ha l’attributo per accedere).

L’ISEE sulla Piattaforma Digitale Nazionale Dati

Senza eccedere nei dettagli tecnici riportiamo una piccola parte della documentazione che spiega esattamente la chiamata da fare all’eService per avere il dato che numerosi servizi della PA richiedono: il leggendario ISEE (che ora viene solitamente autodichiarato dal cittadino).

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“Per gli enti erogatori che necessitano di verificare il valore di un indicatore ISEE per un determinato soggetto ad una certa data, l’INPS mette a disposizione il servizio.

ConsultazioneISEE (operation ConsultazioneIndicatore)

L’ente dovrà indicare nei criteri di ricerca il tipo di indicatore ISEE da verificare (ordinario, minorenne, universitario, sociosanitario, sociosanitario residenziale, dottorato di ricerca), il codice fiscale del soggetto da verificare e la data di validità rispetto alla quale vuole consultare l’indicatore (se la data non è presente viene considerata la data del giorno in cui si elabora la richiesta).

Gli Enti Erogatori dovranno inoltre specificare nella richiesta i seguenti attributi:

  • PrestazioneDaErogare
  • ProtocolloDomandaEnteErogatore
  • StatoDomandaPrestazione

Tali dati sono necessari all’Istituto per conoscere la motivazione della consultazione dell’indicatore per quel determinato codice fiscale”.

Per chi aspettava questa possibilità da anni, questo è un momento magico. Pensate a quanto tempo verrà risparmiato dai cittadini italiani per ottenere e autocertificare l’ISEE nelle numerose domande che fanno ogni anno. Se questo lo moltiplichiamo per tutti i cittadini italiani capiamo l’impatto incredibile di questa novità.

Ora passiamo ad un altro e-service, altrettanto “sospirato”.

La documentazione

La documentazione dice:

“Il servizio “AccertamentoStatoFamiglia”.

Si illustra di seguito il servizio “C021 – Servizio di accertamento stato di famiglia” esposto dal Ministero dell’Interno tra i servizi disponibili sulla PDND per l’accesso ai dati di ANPR.

Il servizio fa parte del gruppo dei “Servizi di accertamento”.

Il servizio è di tipo “rest”.

Per i dettagli implementativi consultare il documento yaml.

Il servizio prevede la restituzione dei dati del nucleo familiare o dei conviventi di un cittadino presenti in ANPR alla data di riferimento della richiesta.

Prevede in ingresso i seguenti dati:

  • codice fiscale oppure:
  • nome
  • cognome
  • sesso
  • data di nascita
  • luogo di nascita: comune o stato

dati obbligatori:

  • data riscontro: data di riferimento della consultazione, può essere valorizzata con una data antecedente alla data corrente per accertamenti di tipo storico
  • numero di riferimento della pratica: testo libero utilizzabile per indicare l’identificativo della pratica in lavorazione.

Il servizio prevede solo la ricerca dell’appartenenza a una famiglia non a una convivenza anagrafica (insieme di persone coabitanti per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena e simili ex art. 5 D.P.R. 223/1989). In caso di convivenza sono restituiti solo i dati del soggetto in trattamento. La risposta prevede la restituzione dei seguenti dati o gruppi di dati:

  • generalità
  • id ANPR
  • dati dei componenti del nucleo familiare, la sezione è assente se la famiglia è costituita dal solo cittadino in trattamento viceversa i due gruppi di dati di seguito indicati possono ripetersi tante volte quanti sono i componenti della famiglia o i membri della convivenza:
    • generalità
    • id ANPR
    • relazione di parentela o legame di convivenza, data di decorrenza appartenenza alla famiglia
  • data del decesso se il cittadino principale, alla data della richiesta, risulta deceduto: in tal caso la composizione della famiglia/convivenza viene ricondotta alla data del decesso.

Se il cittadino, alla data di riferimento della richiesta, risulta cancellato per motivi diversi dal decesso il sistema restituisce in risposta un diagnostico che segnala che la posizione non è presente in ANPR”.

Infine, usiamoli insieme (a meno di qualche approssimazione che facciamo ma solo per spiegare il potenziale): sono un genitore e iscrivo alla mensa mio figlio. Entro con SPID quindi il mio comune conosce il mio CF.

Il software chiama ANPR (mediante PDND) e in particolare “AccertamentoStatoFamiglia” usando il CF e ricava la mia famiglia. Per cui io scelgo solo il figlio che voglio iscrivere (ne ho 2, per ipotesi). Senza dover inserire dati.

Poi proseguo e mi trovo compilato l’ISEE e quindi mi viene indicato se ho delle agevolazioni (oppure no) perché il sistema ha già chiamato “ConsultazioneISEE” (sempre tramite PDND).

Infine, confermo l’iscrizione.

Il tutto da casa, dal mio divano, alle 23 di sera e senza chiedere nessun dato o dichiarazione o documentazione o senza dover fare autocertificazioni di valori che la PA conosce già (il mio stato di famiglia e il mio ISEE).

Conclusioni

Se questo non è rivoluzionario, sinceramente non sappiamo cosa altro potrebbero esserlo.

Si poteva fare prima? Si. Si poteva fare meglio? Forse. Ma si poteva anche non fare. Ed ora c’è. Magari non sarà tutto così semplice come pare ad una prima valutazione, del resto la strada è aperta, ben asfaltata e ben illuminata. Si tratta solo di percorrerla.

Benvenuta PA “Dopo PDND”, addio PA “prima di PDND”. Siamo in una nuova era.

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@RIPRODUZIONE RISERVATA

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