i consigli

PA digitale, ecco le priorità per il nuovo Governo

Occorre pensare ad una rivisitazione globale delle funzioni PA, a partire dalle nuove aspettative dei cittadini e dai relativi servizi digitali. Con un nuovo patto pubblico-privato, nuovi assetti organizzativi e un forte investimento nelle competenze digitali della PA

27 Feb 2018
Davide D’Amico

dirigente Miur e componente Consiglio Direttivo AIDR

amministrazione digitale_260152466

A breve, con le prossime elezioni verrà definito il nuovo assetto politico del Parlamento e la nuova compagine di Governo del nostro Paese. Ci auguriamo tutti che vi sia un periodo duraturo di stabilità e che si possano mettere in campo azioni di medio lungo periodo tali da garantire un trend positivo di crescita. Nell’ambito delle pubbliche amministrazioni, le proposte delle varie forze politiche non sembrano essere particolarmente incisive, forse perché il settore è delicato e muove un ingente bacino di voti e su cui si ha il timore di passi falsi che portino ad una perdita di consenso. Ancor meno sul digitale. E invece entrambi i temi sono di un’importanza vitale in questo momento e necessiterebbero di veri e propri interventi “shock”, per i quali è fondamentale definire policy mirate per il prossimo quinquennio. Non parlerei comunque tanto di “trasformazione digitale”. Dobbiamo invece porre più enfasi sul “ridisegno della PA e colorarla di digitale”.

Occorre in particolare pensare ad una rivisitazione globale delle funzioni, a partire dalle nuove aspettative dei cittadini e dai relativi servizi, con particolare attenzione alla qualità e definendo quali siano gli ambiti di intervento da “cedere” al settore privato, garantendo comunque un presidio di regolazione e di controllo orientato al continuo miglioramento della performance rivolta ai cittadini.

In sostanza il pubblico e il privato devono insieme contribuire a migliorare il Sistema Paese attraverso nuovi meccanismi operativi di “partnership” forte, su azioni verticali per i diversi settori d’interesse per i cittadini (salute, istruzione, ricerca, welfare, giustizia, fisco, turismo, etc.).

Ciò appunto necessita di un nuovo assetto organizzativo e conseguentemente di effettuare un assessment sulle competenze attualmente presenti nelle pubbliche amministrazioni e sui relativi bisogni futuri, andando ben al di là di semplici logiche numeriche e favorendo l’ingresso di personale con professionalità adeguate alle sfide attuali e del prossimo futuro.

In questo contesto è indispensabile avere il coraggio e la forza anche politica di immaginare e definire un nuovo sistema per il pubblico impiego in cui gli standard professionali, la carriera e sviluppo continuo del capitale culturale e umano costituiscano i pilastri fondamentali.

Competenze digitali nella PA: i vantaggi

In particolare per la trasformazione delle pubbliche amministrazioni è ineludibile la necessità, a tutti i livelli, di avere a disposizione personale con competenze digitali qualificate, di base ed avanzate. Ciò è valido sia per le qualifiche dirigenziali sia per i funzionari coinvolti, all’interno delle PA nell’attuale e nella futura fase di cambiamento.

WHITEPAPER
Intelligent enterprise: dall’azienda estesa alla filiera integrata e collaborativa
IoT
Manifatturiero/Produzione

Infatti la dotazione di dirigenti  qualificati sui temi del digitale comporta almeno i seguenti vantaggi:

  • Realizzazione di corrette stime economiche su prodotti/servizi di carattere informatico (in modo da ridurre l’attuale asimmetria informativa spesso presente tra fornitore e PA).
  • Adeguatezza nell’adottare la corretta soluzione tecnologico organizzativa per migliorare i processi interni ed esterni. Infatti avendo conoscenze in materia, le decisioni possono essere adottate nel rispetto del proprio ambito di responsabilità, sulla base di una conoscenza oggettiva dei dati e delle informazioni, invece di affidarsi, come spesso avviene, alle soluzioni proposte direttamente da fornitori o da consulenti).
  • Capacità di valutare la produttività del proprio personale, a tutto vantaggio della valutazione del merito e degli effettivi obiettivi raggiunti.

Quindi, una forte competenza dirigenziale ICT in ogni pubblica amministrazione di medie grandi dimensioni è altamente auspicabile poiché contribuirebbe a negoziare i servizi ed i contratti ICT con il fornitore, a spingerlo verso mete ed obiettivi sfidanti in un contesto diverso, di “partnership forte tra pubblico e privato, in cui, seppur nella diversità dei propri ruoli, ciascuno sostiene il miglioramento del sistema digitale del nostro Paese.

Dovrà quindi necessariamente aumentare anche l’offerta di “formazione qualificata” nel settore ICT e stimolarne anche la domanda da parte dei giovani. Infatti ciò che spesso accade è che anche molte aziende ricercano competenze digitali certificate che il mercato del lavoro non è in grado di soddisfare.

Il digitale rappresenta sicuramente uno dei driver fondamentali per la trasformazione delle pubbliche amministrazioni e la sua pervasività è sempre più rilevante in tutte le fasce di età del Paese.

Purtroppo il dato rilevante è che l’Italia si trova al 25 esimo posto rispetto ai 28 Paesi dell’Unione Europea, rispetto all’indicatore DESI (Digital Economy and Society Index). In pratica per connettività, capitale umano, uso di internet, integrazione delle tecnologie digitali e servizi pubblici digitali, siamo il fanalino di coda del vecchio continente.

La frammentazione delle funzioni PA

In questo, molte delle criticità sono rappresentate dalla frammentazione e sovrapposizione di funzioni che da sempre interessa la governance dell’ICT nella PA e la conseguente mancanza di visione comune e di condivisione di obiettivi strategici tra tutti i livelli di governo (centrale, regionale e locale).

Infatti da un lato, a livello centrale, abbiamo diverse strutture che nel corso degli anni hanno avuto competenze affini (AGID, Commissario per la trasformazione digitale, Dipartimento della Funzione pubblica, etc.), dall’altro l’assetto Costituzionale a seguito della riforma del titolo V, non ha mai favorito un’attuazione omogenea e razionale delle strategie previste, sia per il CAD sia per gli obiettivi dell’agenda digitale italiana ed europea).

A complicare il contesto entra in gioco anche la distribuzione dei centri di budget ICT per ogni pubblica amministrazione (con appositi capitoli di spesa nei bilanci delle PA) la cui conseguenza, in termini di “scelte ed azioni” sul digitale, si ripercuote in spese per investimenti, spesso non in linea con le priorità dettate dalle politiche nazionali. Per garantire l’attuazione delle politiche nazionali del digitale, o si centralizza il budget IT (come spesso accade nelle multinazionali per uniformare e razionalizzare), oppure, deve essere rafforzato opportunamente il sistema dei pareri preventivi per i progetti digitali (oggi confinato ad un ruolo apparentemente marginale), anche attraverso una sua estensione a livello territoriale (trovando un modo per non burocratizzare eccessivamente questa attività).

In questo scenario, diventa importante progettare “ex novo” le funzioni delle pubbliche amministrazioni, considerando, in modo congiunto, tre componenti fondamentali: le regole, i processi e le tecnologie.

Occorre realizzare, interventi di “capacity building” nelle PA con l’obiettivo di accompagnare le amministrazioni nel realizzare servizi on-line “semplici” ed efficienti, sempre più centrati sui bisogni dei cittadini attraverso una effettiva reingegnerizzazione e una, mai veramente attuata, interoperabilità e cooperazione applicativa. È indispensabile dunque utilizzare modalità innovative, definendo metodologie standardizzate, sia per la tempestiva realizzazione sia per la efficiente gestione dei servizi, utilizzando e mettendo a sistema le già diffuse e consolidate tecnologie ma guardando anche a quelle emergenti.

Ad esempio, l’implementazione di blockchain private o miste private e pubbliche potrebbero migliorare l’erogazione dei servizi e facilitare la condivisione delle informazioni e il coordinamento dei processi tra pubbliche amministrazioni (concessioni di autorizzazioni, le licenze, cambi di residenza, rilascio di titoli di studio, etc.). Tuttavia, esistono considerazioni complesse sulla privacy e sulla riservatezza che devono necessariamente essere approfondite nelle catene di transazioni che verrebbero attivate.

L’obiettivo fondamentale deve essere comunque quello di migliorare il benessere e la qualità della vita dei cittadini attraverso l’effettiva attuazione di politiche pubbliche mirate alla coesione sociale e orientate alla realizzazione di servizi digitali, semplici, efficaci ed utilizzati dalla maggior parte della popolazione.

Sei priorità per cambiare la PA

Senza smontare quanto realizzato e la strada percorsa in questi ultimi anni è importante concentrare gli sforzi ed agire a partire da sei priorità, che possano sostenere la trasformazione delle pubbliche amministrazioni:

  1. Governance: adottare un nuovo modello di governance che riduca la frammentazione e sovrapposizione di funzioni
  2. Risorse umane: costruire un modello rinnovato per la gestione e lo sviluppo professionale e culturale continuo dei dipendenti pubblici (carriera, standard professionali e formazione continua)
  3. Leggi e norme: la produzione normativa deve prevedere e sostenere la trasformazione digitale
  4. Capacità amministrativa e di implementazione dei servizi: Innalzare il livello di collaborazione tra le amministrazioni, sviluppare metodologie condivise di gestione dei processi comuni a tutte le PA, utilizzare il codesign e sistemi di sviluppo agile per l’implementazione di servizi
  5. Tecnologie: Istituire un osservatorio permanente per l’analisi, anche nei contesti internazionali, delle tecnologie emergenti (IoT, Big Data, Intelligenza Artificiale, BlockChain, etc.). In questo modo sarà possibile trasferire alle PA possibili scenari d’impiego e modelli di realizzazione di sistemi digitali e di servizi innovativi nei settori verticali (salute, istruzione, ricerca, welfare, giustizia, fisco, turismo, etc.).
  6. Competenze di base ed avanzate: Diffondere la cultura digitale alla popolazione e favorire l’acquisizione di competenze digitali avanzate in linea con quanto previsto dalle attuali norme UNI.

Si tratta ovviamente di sei priorità strategiche alle quali dovrebbero essere affiancate azioni verticali nei vari settori: salute, istruzione, ricerca, welfare, giustizia, fisco, turismo, etc. Soprattutto è di fondamentale importanza l’allineamento delle anagrafi presenti nelle diverse pubbliche amministrazioni.

A questo proposito diventa importante anche sviluppare degli HUB d’innovazione in ogni PA, attraverso l’istituzione di gruppi di lavoro di dirigenti che facciano da traino ai necessari cambiamenti culturali e organizzativi che è opportuno mettere in campo per una “nuova PA”.

Ciò potrebbe avvenire anche con la partecipazione attiva di imprese e tramite la realizzazione di “laboratori permanenti”, in grado di sostenere e diffondere lo sviluppo di nuove metodologie di lavoro, orientate anche ad una standardizzazione di servizi di staff, comuni a diverse amministrazioni: gestione del personale, acquisizione di beni e servizi, etc. L’auspicio è che comunque vadano le cose, dopo ‪il 4 di marzo vi sia una forte spinta sul rinnovare effettivamente il settore pubblico sulla base di un disegno che superi le attuali logiche, purtroppo sempre più consolidate, di informatizzare l’esistente.

WHITEPAPER
Transizione 4.0 e PNRR: incentivi e agevolazioni, tutto quello che c'è da sapere
Logistica/Trasporti
Smart manufacturing

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati