il dibattito

AI Act, Panetta: “Critiche sbagliate, era urgente regolare l’Intelligenza Artificiale”



Indirizzo copiato

Molte critiche si sono levate contro l’Ue “rea” di aver regolato, con l’AI Act, una tecnologia di cui ancora si conosce poco. Le norme saranno un freno all’innovazione? Avvantaggeranno le aziende Usa e cinesi? Dubbi già avanzati con precedenti normative, poi copiate in tutto il mondo, e che ignorano una cosa: l’Europa non fa le…

Pubblicato il 26 mar 2024

Rocco Panetta

Partner Panetta Studio Legale e IAPP Country Leader per l’Italia



Digital,Transformation,Concept.,Binary,Code.,Ai,(artificial,Intelligence).

Regolare o non regolare, questo è il dilemma, avrebbe detto Shakespeare, oggi, ai tempi dell’intelligenza artificiale.

Dilemma ampiamente discusso e dibattuto da Stefano Rodotà, prima e Giovanni Buttarelli, poi, nei loro scritti e testimoniato – con evidente favore verso la necessità di regolare – con la loro azione e militanza istituzionale.

L’Europa è stata criticata molto in questi anni per aver scelto di regolare qualcosa ancora in divenire. Soprattutto gli Stati Uniti, ma anche molti commentatori nostrani, di matrice più liberale, hanno aspramente criticato questa scelta paventando ora il rischio di fermare ciò che non si può fermare, l’innovazione, ora quello di desertificare i mercati finanziari del continente, a vantaggio di quelli d’oltremanica o d’oltreoceano.

Fomentare la paura verso le nuove norme: la storia si ripete

Con il GDPR, sei anni fa, avvenne più o meno la stessa cosa, e l’economia non solo non è crollata e le Big Tech sono ancora tutte qui e l’unico “inconveniente” che abbiamo finora riscontrato è che qualche servizio è arrivato un mese dopo in Europa rispetto al lancio negli Stati Uniti, ma ne è uscito ampiamente trasformato e migliorato – si veda il caso delle app Chat GPT di Open AI e Replika uscite molto migliorate dopo il blocco e le prescrizioni imposte dal Garante per la protezione dei dati italiano nel 2023 per non compliance con il GDPR.

Ma anche all’interno dell’UE, in particolare, Francia e Germania, si sono mostrate reticenti fino a qualche mese fa, tanto da rischiare di far saltare il tavolo delle negoziazioni sull’AI Act, dopo due anni di lavoro, per proteggere i propri interessi nazionali e le proprie aziende.

A queste misure protezionistiche si aggiunge il rumore di tanti commentatori che, per ignoranza o per mala fede, vogliono intorbidire le acque sfruttando la propria notorietà e autorevolezza. L’altro giorno, ad esempio, sentivo un illustre economista dire che l’AI Act complicherà la vita alle aziende che vogliono usare l’AI per aumentare la produttività interna, con conseguenti danni per il PIL. Mi ricordo che nei primi anni 2000, un analoga narrazione attribuiva al famigerato DPS, legato alla legge sulla privacy, prima e al Codice Privacy, poi, una simile responsabilità nella stagnazione del PIL italiano e addirittura veniva additata a una delle cause dell’aumento costante del debito pubblico nostrano.  Con questo tipo di uscite si crea solamente paura tra le migliaia di PMI e Startup che, non avendo le risorse per seguire da vicino quanto avviene a Bruxelles, si limitano a leggere e ascoltare media e influencer di turno.

Sia chiaro, l’AI act non è perfetto, come non lo è il GDPR e come non lo è nessuna legge, perché ogni norma è sempre il frutto di un compromesso politico e, quando si tratta di Europa, il confronto coinvolge tantissimi attori.

AI, perché regolare qualcosa che non si conosce ancora bene? La Ue non è sola

C’è un però. L’Europa non fa le cose a caso. Non rincorre, come altre grandi potenze, l’emergenza del momento e l’iter legislativo, benché possa sembrare farraginoso e non perfetto, non è improvvisato. Molti, da tempo, e ancor più dopo il voto del 13 marzo, dicono che forse era troppo presto e che dovevamo attendere di avere le tecnologie sul mercato. E ciò in parte è vero, regolare qualcosa che non si conosce non è facile ma ciò non toglie che non vada fatto. Ma d’altro canto è anche già tardi, perché l’AI è già tra noi. D’altronde le conseguenze della lentezza nel regolare i social media sono sotto gli occhi di tutti, con rischi anche sul fronte democratico.

Peraltro, visto che la Cina viene spesso citata come altra potenza che investe moltissimo nello sviluppo dell’AI e meno nelle leggi, occorre ricordare che anche a Oriente le nuove regole sono tutt’altro che soft.

Tutto lo studio che ha portato all’AI Act

Come regolare, dunque, qualcosa che non si conosce bene? Con lo studio e il confronto. L’AI Act è la fine di un primo percorso iniziato nel 2018 con la creazione, da parte della Commissione europea, dell’High Level Expert Group, che annoverava tra gli altri gli italiani Luciano Floridi, Stefano Quintarelli, Andrea Renda e Francesca Rossi. Anche sulla base dalle indicazioni di quel gruppo di lavoro, la Commissione, guidata da altri italiani come Roberto Viola e Lucilla Sioli, ha poi pubblicato un white paper nel 2020 e la proposta di regolamento nel 2021.

Sono seguiti, ma erano già cominciati, diversi incontri con stakeholder di ogni tipo, dall’industria alla società civile, dalle big tech alle startup. Quando già il Consiglio aveva chiuso la sua versione, nel novembre 2022 ha fatto la sua comparsa sul mercato ChatGPT, poi seguita da Bard (ora Gemini) di Google e tutto è cambiato. Nuove domande e dubbi cui il parlamento europeo ha dovuto trovare risposte, prima da soli e poi in fase di trilogo con i governi e la Commissione.

Equilibrio tra norme certe e flessibilità, e l’uomo resta al centro

Fermarsi dunque, davanti all’ignoto? Tutt’altro. Trovare il giusto equilibrio tra la necessità di regolare con norme certe e quella di essere abbastanza flessibili da non dover rifare tutto daccapo solo perché c’è una nuova tecnologia sul mercato.

Pertanto è difficile comprendere chi, nello stesso istante, critichi il fatto che le norme non siano precise e al contempo che si rischi di regolare troppo qualcosa che ancora non c’è. L’approccio basato sul rischio serve proprio a trovare il giusto, e difficile, equilibrio tra questi estremi.

Occorre, poi, segnalare con gaudio l’emendamento che il parlamento ha adottato proprio per l’incipit dell’articolo 1, allo scopo di rimettere l’essere umano al centro: “L’obiettivo del presente regolamento è migliorare il funzionamento del mercato interno e promuovere l’adozione di un’intelligenza artificiale (IA) incentrata sull’uomo e degna di fiducia, garantendo al tempo stesso un elevato livello di protezione della salute, della sicurezza e dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali, tra cui la democrazia, lo Stato di diritto e la tutela dell’ambiente, dagli effetti nocivi dell’intelligenza artificiale, e supportare l’innovazione.”

È questo un monito che ci ricorda che l’AI è al servizio dell’uomo, e non viceversa. E questo vuol dire, prima di tutto, rispetto dei diritti fondamentali. Diritti fondamentali che, con l’emendamento difeso dal parlamento, sono entrati, con l’articolo 27, a gamba tesa nel regolamento.

La valutazione d’impatto sui diritti fondamentali (FRIA) per le AI ad alto rischio era infatti fortemente voluta dal Parlamento, al contrario dei governi, che la vedevano come un nuovo fardello. Si è detto che non ce n’era bisogno perché c’era già la DPIA (valutazione d’impatto sulla protezione dei dati) del GDPR. Ma la FRIA e la DPIA sono due strumenti simili ma non identici, con la DPIA che fungerà da supporto alla redazione della FRIA. A voler mantenere la FRIA nel testo il parlamento ha avuto il supporto della società civile e dell’accademia, con appelli che hanno raccolto oltre un centinaio di firme nel giro di poche ore.

I nodi della governance

Resta aperta la partita di chi dovrà occuparsi della governance a livello europeo e nazionale. Accantonata, in Italia, la scelta naturale che avrebbe visto la creazione di una super autorità indipendente, un Garante dei Dati e dell’AI, gemmato dalla struttura del Garante privacy attuale, più innesti di Agcm, Agcom, Agid e Acn, si andrà piuttosto verso una nuova struttura governativa, più agile e basata sul modello di Agid e Acn. La garanzia, in entrambi i casi, è data dalla qualità del personale che già opera in queste istituzioni e che, come di consueto nel nostro Paese, fa spesso la differenza anche in relazione ad Autorità e Agenzie degli altri Stati dell’UE.

Conclusioni

Quindi possiamo dire senza dubbio che sì, c’era bisogno di regolare l’AI senza aspettare dieci anni. Il modo in cui viene fatto il training oggi e i modi in cui viene già adottata nel pubblico (e dalle forze dell’ordine) e nel privato ci suggeriscono che è meglio iniziare bene questa rivoluzione, evitando il rischio di non poter più porre rimedio perché ormai ci si è investito troppo. Possiamo fare bene, senza per questo bloccare il progresso.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 4