Alfabetizzazione

Amministrazioni pubbliche, incompetenti digitali

Qualche giorno fa è emersa la necessità di censire le competenze dei dipendenti dell’amministrazione pubblica secondo standard UNI 11506:2013 “Attività professionali non regolamentate”. A che punto siamo su questo fronte?

07 Apr 2014
Roberto Scano

già presidente Iwa, presidente commissione UNI e-accessibility

roberto-scano-121227165103

Era il lontano 1 marzo 2012, quando il governo Monti presentava un documento, con l’ambizioso obiettivo di predisporre entro giugno 2012 una serie di decreti (il cosiddetto Digitalia) che avrebbero dovuto costituire, assieme ai progetti operativi, la strategia dell’Agenda Digitale Italiana. Mesi di lavoro, che hanno portato alla stesura di diversi piani d’azione, molti dei quali sono finiti come white paper all’interno di un sito Web http://www.agenda-digitale.it, attualmente dismesso e in cui compare la poco rassicurante indicazione di “sito in costruzione”. Il problema purtroppo non è il sito, ma ciò che dovrebbe andarci all’interno di questo contenitore, considerato che da quel fatidico 1 marzo 2012 sono cambiate molte cose: sono passati tre governi, tre Digital Champion, è stata costituita una nuova agenzia (Agenzia per l’Italia Digitale), è stato nominato un commissario per l’Agenda Digitale con tanto di tavoli di esperti, sono stati emanati “n” decreti di attuazione e sono stati riproposti in più salse gli obiettivi dell’Agenda Digitale Italiana. Il tutto, con un semestre di presidenza europea che ospiterà nel nostro paese a luglio, a Venezia, la Digital Assembly.

Dai media apprendiamo sempre notizie in ambito di digitalizzazione, definendo come panacea per tutto la diffusione della banda larga e l’informatizzazione della pubblica amministrazione – argomenti senz’altro importanti ma che non contribuiscono alla crescita delle competenze digitali. E il problema è proprio qui, nelle competenze. Diversi tavoli di lavoro negli ultimi mesi hanno operato per predisporre dei documenti che saranno resi pubblici all’evento di lancio che si terrà all’Agenzia per l’Italia Digitale il 10 aprile[1]. Ciò che mi auspico come cittadino è che tali documenti non siano il classico “libro bianco” di analisi della situazione attuale ma siano delle analisi delle criticità italiane nei diversi settori identificati dal piano di alfabetizzazione nazionale (competenze di base, professionali, di e-leadership e competenze digitali nella PA), fornendo allo stesso tempo obiettivi reali, misurabili ed economicamente sostenibili.

La mia paura, viste le attività precedenti, è che per l’ennesima volta si perda l’occasione di intervenire per la crescita delle competenze, ovvero per la rimozione delle incompetenze digitali.

Si parla di piano nazionale e poi si legge di “linee guida” che come ben sa chi segue le attività di normazione non sono altro che dei suggerimenti e indicazioni, ovvero non hanno carattere cogente. Il lavoro che sarà presentato sarà senz’altro di qualità ma il governo a mio avviso deve fare quel passo in più per recepire da tali linee guida alcune indicazioni di base fissando obiettivi e relative risorse.

Il problema alla base della cultura digitale nel nostro paese è l’incompetenza digitale, ovvero la presunta competenza che non consente l’incremento delle capacità e conoscenze sia in ambito professionale, sia nella PA. Spesso il concetto di competenza è visto come possesso di titolo di studio, di attestati di competenza di diversi livelli (commerciali, quali certificazioni di prodotto o test con rilascio di attestazione da parte di associazioni culturali come ECDL, EIPASS, ecc.) e non viene calato nella realtà economico-operativa. L’incompetenza digitale porta a scelte errate in fase di progettazione (se e quando viene fatta), di implementazione e/o di acquisto soprattutto se legata alla P.A. dove l’informatica ed in generale l’innovazione sono uno dei tanti settori in cui i responsabili dei vari uffici tendono a crearsi il proprio “orto digitale”. L’assenza di cultura digitale nonché obblighi alla creazione di banche dati condivise rende il dato, il documento, l’informazione un “tesoretto” da non condividere con altri, un centro di potere che consente di mantenere un “grado superiore” nella scala dell’innovazione.

Questo crea costi inutili, disagio all’utenza e soprattutto barriere all’innovazione. Gli incompetenti digitali sono un costo per la collettività, ed il problema va risolto alla radice, specialmente nella P.A. Qualche giorno fa discutendo via twitter con il Capo Dipartimento Funzione Pubblica (Antonio Naddeo) è emersa la necessità di censire le competenze dei dipendenti dell’amministrazione pubblica secondo standard UNI 11506:2013 “Attività professionali non regolamentate – Figure professionali operanti nel settore ICT – Definizione dei requisiti di conoscenza, abilità e competenze”. Se non riusciamo a definire un modello condiviso, un riconoscimento delle competenze reali (ovvero quelle richieste dal mercato, che spesso non coincide con quelle richieste dalle associazioni di categoria), se non iniziamo a diffondere una cultura digitale di base sia in ambito lavorativo sia in ambito sociale lasceremo sempre agli incompetenti digitali la decisione delle grandi scelte per l’innovazione. Rendiamoci conto che ancora oggi c’è chi parla di utilizzo di “nuove tecnologie” anziché parlare di tecnologie ICT, ovvero non si è ancora giunti alla comprensione del fatto che tutto ciò che viene proposto non è nulla di nuovo ma è qualcosa già largamente diffuso nel mercato che, per diverse ragioni, è stato avverso e/o non considerato sia dai privati che dalle imprese che dalla P.A. Siamo stati abituati negli anni passati alla burocratizzazione del digitale, con disincentivazione all’uso degli strumenti informatici per interagire con la PA. Di chi è la colpa? Di diversi soggetti, da chi compra il prodotto a chi svuota i magazzini tramite il MEPA sino all’assenza di specifiche competenze nella fase di collaudo dei prodotti, di chi non ha competenze nella gestione della contrattualistica dei servizi, di chi si fa vendere la “patacca digitale” come se fosse l’ultimissima novità.

Alla base di tutto c’è l’ignoranza digitale, che è incrementata anche dalla scarsa condivisione delle esperienze. Siamo il paese delle decine di osservatori che producono paper digitali da convegnistica che nella maggior parte dei casi non portano alla pianificazione di interventi, lasciando ai singoli soggetti l’iniziativa. E quindi si sperimenta: nascono le agende regionali locali che creano programmi regionali, iniziative regionali, convegni regionali e non aprono alla condivisione creando il paradosso per cui in ambito Web (che per definizione non ha confini) si creano differenziazioni su base regionale. Il governo con il nuovo Digital Champion dovrà avere il coraggio di andare oltre, di prendere con forza le redini della digitalizzazione del paese andando oltre agli importanti percorsi già tracciati (pensiamo alla fatturazione e sanità digitale, in ambito PA), indentificando le buone pratiche locali per definirne la standardizzazione in ambito nazionale.

La standardizzazione serve a garantire anche la qualità, criteri di misurazione. Pensiamo anche al settore delle professioni dove in ambito UNI i principali attori del settore ICT (gran parte dei quali sottoscriveranno l’accordo del 10 aprile con AgID) hanno la possibilità di incentivare la normazione delle competenze digitali, riconoscendo quindi il valore (tecnico ed economico) delle nascenti professionalità che possono aiutare a rilanciare il paese, partendo proprio dalle professionalità Web sino agli skill di altra specializzazione, senza dimenticarsi però di rieducare gran parte della popolazione che ancora oggi è stata alfabetizzata a livelli medio bassi con patenti e patentine all’uso di specifici programmi, senza quindi creare una cultura digitale ma una cultura di prodotto. Senza standardizzazione, senza specifici obiettivi per settore con adeguata misurabilità rimarremo nella babilonia digitale, dove vinceranno gli incompetenti digitali che continueranno a fare la fortuna di chi, ciclicamente, deve svuotare i magazzini.

[1] http://www.agid.gov.it/notizie/presentazione-linee-guida-competenze-digitali

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4