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Care Startup, avete dimenticato i commercialisti. Ecco come rimediare

Il meraviglioso mondo dell’innovazione è fatto di uno Stato che promuove le startup innovative, di banche che istituiscono premi nel disperato tentativo non si sa se di innovare o di migliorare la propria reputazione, di startup che promuovono altre startup… ma il meraviglioso mondo dell’innovazione si è dimenticato del settore dei commercialisti

22 Dic 2015

Andrea Arrigo Panato, commercialista


Sono un commercialista e, pur occupandomi prevalentemente di operazioni straordinarie, osservo stupito come tutti gli attori del settore si rifiutino testardamente di innovare.

Contabilità: oggi, esattamente come da decine di anni a questa parte, il flusso contabile nelle piccole imprese segue questa logica:

  • Il cliente predispone le proprie fatture attraverso vari software, le stampa su carta, le consegna al commercialista (massimo dell’innovazione si è passati dal pony a dropbox o similari);
  • Il cliente visiona il suo e/c on line, lo stampa su carta, lo consegna al commercialista;
  • Il commercialista o chi per lui riordina la documentazione su carta e la reinserisce su un programma software.

Nel tempo ci sono stati vari tentativi di semplificare questo processo ma nessuno adottato su larga scala. Attendiamo la rivoluzione della fattura elettronica, ma non vedo grandi tentativi di integrazione tra e/c bancari e fatturazione. Eppure proprio da li dovrebbe arrivare la convenienza dell’utilizzo dei nuovi strumenti. Altrimenti resta solo l’ennesimo adempimento, l’ennesima fonte di burocrazia inutile.

Quello che mi lascia perplesso è che non si procede neanche per piccoli passi. L’integrazione della fatturazione attiva del cliente nel gestionale del commercialista dovrebbe essere già oggi un’operazione fattibile (senza complesse importanzioni, ecc).

Studi di settore: da tempo oggetto di infinite polemiche (per il tentativo più o meno velato da parte dello Stato di fare cassa più che utilizzarli come strumento di controllo) in realtà se utilizzati correttamente potrebbero rappresentare una fonte incredibile di dati statistici. Big data? Open data? Lascio a voi la sigla che preferite. Sicuramente parametri utili potenzialmente ad imprese, società di consulenza e banche. Carlo Alberto Carnevale Maffè ne ha scritto diffusamente e con lui ne abbiamo discusso più volte.

730 precompilato: ennesimo adempimento auspicabile in teoria ma vessatorio nella realtà. Eppure ci si è dimenticati anche in questo caso di seguire il flusso dei documenti. Possibile che se vado in farmacia mi ritrovo a dover collezionare scontrini fiscali quando dovrebbe essere possibile la comunicazione diretta del dato da farmacia ad Agenzia delle Entrate?

Un ripensamento complessivo della gestione dei flussi di informazioni del settore contabile avrebbe certamente ricadute positive sull’ intero Sistema Paese:

  • Riduzione degli adempimenti burocratici;
  • Lotta all’evasione;
  • Migliore gestione contabile per le imprese;
  • Riduzione del costo e migliore qualità del dato.

Comprendo bene le resistenze politiche (cambiare espone sempre al rischio di scontentare qualcuno), di categoria (timori, a mio parere infondati, di ricadute negative sull’occupazione) e l’inerzia di un settore poco sensibile alla concorrenza come quello bancario. Comprendo i produttori di software che si ritroverebbero a ridisegnare costosi programmi ancora da ammortizzare.

Care Startup provateci voi, almeno l’importazione della fatturazione attiva nel gestionale riusciamo ad inventarla? Non dimenticatevi del mio settore.