Digital humanities

Filosofi 2.0: perché servono alle aziende e quali corsi universitari devono frequentare

In un mercato del lavoro instabile, la specializzazione tecnica perde punti a favore della riscoperta della filosofia: una disciplina che consente analisi dei contesti e letture degli assetti organizzativi e delle dinamiche sociali. Il precedente di Olivetti, i filosofi 2.0 a capo delle aziende, i percorsi di formazione

27 Giu 2022
Gabriele Giacomini

assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell'Università di Udine e fellow presso The Center for Advanced Studies of Southeastern Europe – University of Rijeka

Photo by Yeshi Kangrang on Unsplash

Il digitale sta trasformando tutto: il modo in cui lavoriamo, ci informiamo, trascorriamo il nostro tempo libero. Che ne sarà, in futuro, di giornali, sportelli bancari, negozi, agenzie di viaggio, partiti?

Per un mondo che tramonta, però, ce n’è uno che sta emergendo con forza. Questa trasformazione in atto ha, inevitabilmente, le sue conseguenze sul mondo del lavoro, ed è aperto il dibattito su quale sia la formazione più adatta sia per i giovani sia per i professionisti: quella scientifica o quella umanistica?

La risposta potrebbe essere scontata, ma non lo è affatto.

Perché l’era digitale ha bisogno della filosofia

La riscoperta della filosofia, i punti deboli della tecnica

Nel dibattito sulla formazione più adatta al mondo contemporaneo si pensa agli studi in ingegneria, ovviamente. O a quelli in informatica, ancora più chiaramente. Ma una figura professionale tradizionale ha senso soprattutto all’interno di un mondo del lavoro relativamente stabile, le cui richieste di specializzazione si inseriscono in un quadro definito.

WHITEPAPER
Troppe piattaforme IT? Non serve cambiarle! Scopri come farle dialogare
Digital Transformation
Software

Questa situazione sta parzialmente cambiando: le nuove figure professionali perdono i loro contorni, sono costrette a forzare i limiti delle proprie definizioni e a sperimentare. Oggi, un atteggiamento aperto e critico nei confronti di un contesto in trasformazione costituisce un elemento imprescindibile per il ripensamento dell’organizzazione del lavoro nell’era del digitale.

In questo contesto, da almeno alcuni decenni, si sta verificando una riscoperta della filosofia. Almeno nel mondo anglosassone. Secondo uno studio[1] di David Deming, dell’Università di Harvard, tra il 1980 e il 2012, negli Stati Uniti, i lavori che richiedono alti livelli di interazione sociale sono cresciuti di quasi 12 punti percentuali.

Nello stesso periodo, i lavori ad alta “intensità matematica” ma meno “sociali”, tra cui molte occupazioni STEM – science, technology, engineering and mathematics – si sono ridotti di 3,3 punti.

Non a caso, ormai da parecchi anni, nel settore delle Risorse umane si trovano molti laureati in filosofia. Un filosofo è specializzato nella conoscenza dell’essere umano e delle relazioni strutturali. Riesce ad affiancare al rigore dell’analisi la capacità di visione d’insieme, offrendo alle aziende letture innovative sugli assetti organizzativi e sul contesto di riferimento. Ma con la rivoluzione digitale questa tendenza sembra rafforzarsi.

Infatti, per cogliere sia i rischi sia le opportunità della trasformazione digitale, è utile superare un’ottica meramente tecnica, che si focalizza su problemi contingenti e specifici, adottando una prospettiva di lungo periodo, critica, globale. Queste sono le caratteristiche tradizionali dell’approccio filosofico.

Inoltre, l’innovazione digitale solleva enormi questioni filosofiche, soprattutto etiche (privacy dei dati, valutazione algoritmica del rischio, responsabilità giuridica) e politico-sociali (impatto sull’occupazione, sulla qualità del discorso pubblico e della democrazia). In questo senso, le innovazioni digitali richiedono certamente programmatori di software, ma anche (e soprattutto?) esperti in grado di comprendere, valorizzare e governare le conseguenze comunicative, organizzative e sociali delle nuove tecnologie.

Filosofi 2.0: i corsi a Oxford e Udine

Per formare persone in grado di rispondere adeguatamente a questa sfida, da alcuni anni è attiva all’università di Oxford il corso di laurea in “Computer Science and Philosophy[2], della durata di tre anni (Bachelor) o di quattro anni (Master of Arts).

A essere formato è il “filosofo 2.0”, un laureato in grado di unire le hard skill delle STEM, soprattutto matematica e informatica, alle competenze della filosofia: rigore d’analisi, capacità di sintesi, conoscenza dell’essere umano, della sua antropologia, consapevolezza dei problemi della vita individuale e collettiva.

L’informatica riguarda la progettazione, la comprensione e l’utilizzo dei sistemi artificiali, dei computer e dei programmi.

Lo studio della filosofia, invece, sviluppa rigore analitico, critico e logico, applicato all’interno di un’ampia gamma di abilità preziose: analizzare e organizzare informazioni diverse, comprendere vari punti di vista, discutere un problema, immaginare nuove possibilità.

In Italia, invece, è di recente istituzione la laurea triennale in “Filosofia e trasformazione digitale[3], dell’università di Udine. Dedicata allo studio delle novità scientifiche, culturali e sociali che le tecnologie stanno diffondendo, si propone come una laurea fondamentale di filosofia con una robusta componente informatica, che prevede due anni comuni dedicati all’acquisizione dei fondamenti (teoretici e pratici) e un terzo anno incentrato sulle problematiche del digitale tra comunicazione, didattica e innovazione.

Il corso intende formare figure professionali in grado di individuare i principali trend e capire come si relazioneranno con le dinamiche delle organizzazioni, al fine di dialogare con gli esperti di tecnologie emergenti.

Si tratta di cogliere le trasformazioni che il digitale opera nel campo della formazione e dell’insegnamento (ancora di più dopo l’esperienza della DAD durante il Covid), dell’organizzazione di attività mediali e culturali, del supporto alla direzione aziendale e organizzativa, della comunicazione attraverso Internet e i social, della gestione dell’informazione e di sistemi esperti, delle relazioni pubbliche, dello sviluppo e delle applicazioni dell’intelligenza artificiale.

A partire da un approccio interdisciplinare, la laurea intende analizzare non soltanto quali siano le potenzialità e i rischi insiti nelle tecnologie, ma anche come gli individui e le comunità possano decidere di usarle.

Filosofi 2.0: i master a Trento e Udine

Invece, per dirigenti e funzionari pubblici e privati, o per i neolaureati in cerca di un’ulteriore specializzazione a fini di inserimento lavorativo, fra pochi mesi partirà all’università di Udine la nuova edizione (rinnovata e focalizzata maggiormente sull’intelligenza artificiale) del master di I livello in “Filosofia del digitale. Governare la trasformazione[4], con una faculty che ospita i più affermati esperti di tecnologie digitali.

Fra le lezioni, troviamo “etica e postumano”, “filosofia della tecnologia”, “teoria politica e media digitali”, “intelligenza e memoria digitale”, “ragionamento automatico”, “blockchain”, “digital strategy e al change management”, “marketing digitale”. Il master si svolge quasi esclusivamente online, la sera oppure i fine settimana, ed è erogato sia con lezioni sia con lavori di gruppo.

Un altro master orientato al futuro è quello in “Previsione sociale”[5] dell’università di Trento. È meno focalizzato sulla tecnologia, ma prevede un corso in “previsione tecnologica” e permette agli studenti di acquisire nuovi strumenti di supporto alle decisioni strategiche.

A dirigere entrambi i master troviamo due filosofi: Luca Taddio, teoreta all’università di Udine, e Roberto Poli, epistemologo, all’università di Trento.

Filosofi 2.0: i precedenti a capo delle aziende

La sfida è quella di “incanalare”, di valorizzare in maniera stabile, lo stretto rapporto fra filosofia e impresa innovativa che, in realtà, non è affatto una novità. Anche nel nostro Paese.

Basti pensare ad Adriano Olivetti, imprenditore-filosofo, con il suo celebre “umanesimo aziendale”. In tempi più recenti, diverse grandi aziende si sono affidate a dottori in filosofia. Lo dimostra il percorso di studi di dirigenti come Luigi Marra, CFO di Fujifilm Healthcare Italia, con un master in Filosofia del King’s College of London, o Claudio Colzani, Ceo di Barilla, laureato all’università di Milano.

Per non parlare di Sergio Marchionne, laureato in Filosofia all’università di Toronto (da lui stesso definita come la scelta più appropriata) e poi in Legge, artefice della “storica” acquisizione di Chrysler da parte di FIAT (annunciata dall’allora Presidente USA Barack Obama).

Nemmeno nei colossi del mercato tecnologico è difficile incontrare filosofi, spesso in ruoli chiave. Stewart Butterfield, laurea in filosofia all’università di Victoria, inizia un dottorato di ricerca su Spinoza e lancia prima Flickr (fra i principali siti di photosharing), poi Slack (app di messaggistica business). Reid Hoffman, appassionato di epistemologia e scienze cognitive, un master of Studies in Filosofia ad Oxford, è stato il co-fondatore e presidente di LinkedIn, secondo Forbes “lo strumento di social networking più vantaggioso disponibile oggi per chi cerca lavoro e per i professionisti”. Recentemente, Google ha creato la posizione di Chief Philosophy Officer (CPO), che si occupa di apportare innovazioni all’interno dell’azienda attraverso le metodologie delle discipline filosofiche.

Conclusioni

Se i manager sono eccellenti nel gestire il presente, i filosofi potrebbero avere una marcia in più nel gestire il futuro. Ma perché siano in grado di valorizzare le loro competenze al meglio, per i “filosofi 2.0” sono necessari percorsi di formazione solidi e al tempo stesso aggiornati.

La trasformazione digitale richiede una nuova generazione di pensatori che comprendano la tecnologia e siano in grado di pensare in modo critico alle sue conseguenze.

Alcune università sembrano aver colto la sfida, cercando di trasformare casi individuali significativi in percorsi di formazione (e crescita professionale) strutturati e riconosciuti.

___________________________________________________________________________________

Note

  1. https://scholar.harvard.edu/files/ddeming/files/deming_socialskills_aug16.pdf
  2. https://www.ox.ac.uk/admissions/undergraduate/courses/course-listing/computer-science-and-philosophy
  3. https://dium.uniud.it/it/didattica/corsi-di-studio/lauree-triennali/filosofia-e-trasformazione-digitale/
  4. https://www.uniud.it/it/didattica/formazione-post-laurea/master/alta-formazione/Area-umanistica-comunicazione-formazione/filosofia-del-digitale#autotoc-item-autotoc-3
  5. https://www.unitn.it/master-previsione-sociale

WHITEPAPER
Smart working: perché conviene avere i device giusti
Risorse Umane/Organizzazione
Smart working
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 2