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ecompetence framework

Professionisti IT della PA, certificare le competenze e monitorarle: ecco come

Il possesso di competenze digitali adeguate da parte dei professionisti e dei manager digitali che operano nella funzione IT è un tema cruciale per la trasformazione delle imprese e della PA. Ecco in che modo si possono monitorare, certificare e qualificare e con quali risultati

23 Lug 2018

Roberto Bellini

direttore Generale Assosoftware, Aica


Un tema ricorrente fra le problematiche di attivazione e gestione della trasformazione digitale nelle imprese e negli enti della PA è costituito dalla disponibilità delle competenze digitali adeguate, quelle dei professionisti e dei manager digitali che operano nella funzione IT.
Sono oggi definiti, verificati e disponibili strumenti, procedure e competenze per sostenere un ciclo virtuoso di monitoraggio della qualificazione e certificazione di questi specialisti.

Come sono definite le competenze digitali

L’Unione Europea (UE) ha finanziato sul tema delle competenze e della costruzione dei profili professionali del settore IT una serie di ricerche i cui risultati sono a disposizione di chi li vuole usare. Il primo risultato è il più volte citato “e-Competence Framework (e-CF) – Part 1: A common European Framework for ICT Professionals in all industry sectors” diventato standard europeo riconosciuto nella Norma UNI EN 16234-1:2016 e nella Norma UNI 1506: 2017 per l’Italia.

Sulla base di questo quadro di riferimento comune è stato realizzato in Italia l’Osservatorio delle Competenze Digitali (1) che ha pubblicato recentemente il 4° Rapporto Annuale sulle Competenze digitali fornendo una base dati aggiornata sulla consistenza delle competenze possedute dal personale specialistico e del personale operativo, professionale e manageriale delle aziende e degli enti PA.

Ricordiamo che lo standard europeo e-CF definisce 40 competenze ICT di riferimento con cui esemplifica la costruzione di 23 profili IT identificati nella versione della norma UNI 1506: 2017-2. I profili professionali e-CF sono generati da specifici mix di competenze e-CF secondo regole condivise. Il framework e-CF è pubblico e adottato in Italia da AgID e MIUR.

Come dire, l’industria IT ha oggi il suo dizionario delle competenze condiviso a livello europeo (e-CF) e per l’Italia i dati aggiornati sulla composizione e la consistenza del campo delle competenze e dei profili di coloro che operano nel settore digitale.

La UE ha poi indicato attraverso ulteriori ricerche di approfondimento la struttura del The European Foundational ICT Body of Knowledge, 2015 mentre il Cepis nel rapporto Towards an European Framework for the ICT Profession (2016) e l’Intermediate Report on the Framework for the ICT profession (june 2016) ha contribuito a definire le 4 componenti da considerare per gestire la professionalità di uno specialista IT: oltre al body of knowledge e alle competenze, la formazione e le regole di comportamento etico.

Le 5 domande che ogni specialista IT dovrebbe porsi

Per sostenere lo sviluppo dei percorsi professionali degli specialisti IT bisogna dare risposta alle cinque domande fondamentali della vita professionale che lo specialista si pone:

  • Quale orientamento professionale varrebbe la pena che mi proponessi, valorizzando l’esperienza fatta fino ad oggi?
  • Qual è e come si chiama il mestiere che faccio e che viene riconosciuto oggi dal mercato del lavoro?
  • A quale livello di expertise e di maturità mi trovo rispetto a quanto richiesto nel mercato? E come faccio a ridurre il mismatch fra competenze richieste e competenze di cui sono effettivamente in possesso?
  • Come potrei farmi aiutare a monitorare sistematicamente il mio sviluppo professionale e dove potrei raccogliere indicazioni per l’aggiornamento tecnico e la formazione manageriale rispetto all’orientamento professionale scelto?
  • Come rendere visibili e promuovere le mie competenze reali e la mia qualificazione?

Monitorare cambiamenti e competenze emergenti

La prima domanda che il professionista si pone è quella relativa al proprio stato professionale e alle prospettive di miglioramento e occupabilità del proprio mestiere; quello di cui ha bisogno è il supporto nella comprensione della struttura e delle caratteristiche del mercato del lavoro e delle principali componenti dei profili professionali; in sintesi attingere alle informazioni e ai dati dell’Osservatorio delle Competenze Digitali e a quelli che derivano dai percorsi di qualificazione e certificazione professionale attraverso cui monitorare i cambiamenti, e quindi le carenze di competenze emergenti nel mercato del lavoro e le competenze di crescente interesse per il suo futuro professionale.

Il professionista entra nello spazio dell’orientamento o di propria iniziativa o attraverso la partecipazione ai webinar della palestra del professionista digitale.

L’inventario delle competenze possedute

La seconda e la terza sono le domande critiche dello specialista, relative alla sua identità professionale: che mestiere faccio e come si chiama? E rispetto a quale livello di esperienza mi posso collocare?

La soluzione è quella di aiutare il professionista a fare l’inventario delle competenze possedute confrontandole con quelle previste dallo standard eCF e individuare il profilo professionale a cui si avvicina di più (profilo di prossimità) e in cui si riconosce; sostanzialmente qualificare il proprio profilo rispetto ai 23 profili dello standard e-CF. Può sviluppare a questo scopo un inventario delle competenze mediante il quale rilevare le competenze tecniche e manageriali secondo lo standard e-CF e costruire l’indice di prossimità del profilo rispetto allo standard.

Lo skill inventory e la identificazione del profilo costituiscono il nucleo centrale di un servizio per il monitoraggio del posizionamento professionale dello specialista IT. Per ottenere questo risultato si può utilizzare il tool e-Competence Management (e-CM), basato su un questionario che il professionista completerà in autovalutazione: il Report Personale prodotto come risultato dal tool e-CM permette a ciascuno specialista di documentare il suo livello di professionalità sulle competenze previste dal profilo e indica i set di competenze su cui si raccomanda un intervento formativo mirato specificamente alla copertura delle competenze carenti.

La certificazione del profilo professionale

Infine, è possibile rispondere anche alla quarta domanda: come valorizzare il profilo su cui si è consolidata una competenza misurabile attraverso la certificazione del profilo. La certificazione[1] rappresenta infatti un fattore altamente qualificante negli appalti e bandi di gara, oltre a essere un elemento distintivo della propria identità professionale attraverso il riconoscimento formale delle proprie competenze.

Ci sono ormai vari Organismi di certificazione (OdC) che, sotto il controllo costante di Accredia, mettono a disposizione di tutti i professionisti ICT uno schema completo di certificazione delle competenze basato sullo standard europeo “e-Competence Framework (e-CF) – A common European Framework for ICT Professionals in all industry sectors – Part 1: Framework” (UNI EN 16234-1:2016) e accolto dalla Norma UNI 11506:2017 e UNI 11621; il sistema AICA in particolare è conforme ai dettami del D.L. 16 gennaio 2013, n. 13 concernente la “Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze”. La conformità alla norma ISO/IEC 17024 “Requisiti generali per gli organismi di certificazione del personale” riconosce alla certificazione accreditata valore anche a livello internazionale.

La comunità del professionista digitale

Uno degli aspetti importanti per i professionisti di qualunque settore è la disponibilità di un luogo di discussione e confronto delle esperienze dei singoli. A questo scopo per gli specialisti IT è stato reso disponibile un ambiente digitale riservato[2] in cui i professionisti possono conoscere i principali trend a livello nazionale ed europeo e condividere informazioni ed esperienze, attraverso forum, webinar, repository e altre iniziative utili all’aggiornamento e alla crescita culturale. Lo spazio di discussione e scambio di esperienze professionali viene concentrato nel Forum dei Professionisti IT su LinkedIn in cui lo specialista si ritrova con professionisti con esperienze confrontabili.

I risultati del processo di qualificazione delle competenze

A seguito dell’adozione del processo di posizionamento, qualificazione e certificazione lo specialista digitale può disporre dei seguenti risultati:

  • Qualificazione delle competenze: è l’attestato che indica le competenze e il profilo (o i profili) di cui lo specialista è portatore; l’attestato ha valore solo in Italia, ha una durata indefinita anche se è evidente l’opportunità di rifare il ciclo di assessment ogni 2-3 anni. Risponde alla seconda e terza domanda del professionista “quale è il mio mestiere” riconosciuto nel mercato del lavoro e riduce il rischio del mismatch
  • Formazione mirata: il risultato è costituito dalla definizione di percorsi di formazione personalizzati sulla base dei gap di competenza rilevati in fase di assessment rispetto al profilo obiettivo, cioè rispetto alla posizione professionale che lo specialista vuole raggiungere.
  • Certificazione del Profilo Professionale: è il risultato della verifica di parte terza che accerta le mie competenze e mi fornisce di un titolo riconosciuto a livello nazionale ed europeo sulle competenze possedute per uno dei profili di riferimento associati ad e-CF. L’ottenimento della certificazione da diritto alla iscrizione sul Registro di ACCREDIA e riconosciuto a livello italiano ed europeo; formazione mirata e certificazione rispondono alla quarta domanda del professionista: “su quale evoluzione professionale è opportuno che io mi impegni e cosa devo imparare e su cosa fare esperienza per ottenere un riconoscimento delle competenze acquisite”. Inoltre, il professionista migliora la propria visibilità personale, utilizzando gli attestati ottenuti per riportarli nel CV; nel caso della Certificazione può riportare il titolo ottenuto sul biglietto da visita.

Come monitorare la propria posizione professionale

Come monitorare sistematicamente la propria posizione professionale? La risposta a questa  domanda del professionista è semplice: mantenere aperto il confronto con i colleghi che trova nel Forum dei Professionisti IT e ripetizione del ciclo di qualificazione e certificazione almeno ogni 3 anni.

Il modello proposto da AICA è basato sui principi del self-empowerment: valorizzare le dimensioni della “intenzionalità” (in cui si sviluppa la consapevolezza dell’influenza personale) e della “autoefficacia”, intesa come capacità individuale di mobilitare le proprie risorse cognitive e le proprie azioni per soddisfare le aspettative emergenti dal contesto e le opportunità che si presentano.

A sostegno di questo approccio, lo specialista può accedere alla documentazione disponibile prodotta dai gruppi di lavoro nazionali ed internazionali specializzati nello sviluppo delle competenze professionali IT.

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Il tool di e-Competence Management

Basato sul framework e-CF, eCFplus è il metodo AICA che dettaglia in termini operativi le competenze digitali professionali; in pratica arricchisce le 40 competenze e-CF con oltre 2.200 componenti elementari che vengono raggruppati in 157 insiemi omogenei di conoscenze e abilità integrate nella dimensione 4. Queste componenti elementari arricchiscono i 23 profili dello standard che ogni organizzazione può definire.

Sulla base di questa articolazione del modello e-CFplus, il tool interattivo e-Competence Management (e-CM) aiuta a valutare il livello di possesso delle competenze, knowledge e skills richiesti da ciascun profilo; il tool può essere usato in auto-valutazione oppure accompagnato da una fase di validazione dei risultati riportati nel Personal Report realizzata da un Assessor accreditato come terza parte indipendente.

  1. http://www.aicanet.it/per-i-professionisti-ict/servizio-di-certificazione
  2. http://www.aicanet.it/per-i-professionisti-ict/comunita-professionisti-ict

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