Bitcoin e blockchain

Criptovalute, il ruolo ambiguo delle DAO

Il mercato delle criptovalute è in pieno boom, nonostante la consueta volatilità, soprattutto in questo scenario di guerra. In particolare, le DAO hanno svolto un ruolo positivo nel portare donazioni sicure e immediate verso l’Ucraina. Ma presentano alcune criticità. Ecco quali

14 Mar 2022
Mirella Castigli

ScenariDigitali.info

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Nel mondo delle criptovalute le DAO (decentralized autonomous organization) sono molto popolari. Rappresentano la tendenza più attuale. Ma se Ukrainian DAO ha permesso di portare un supporto immediato e utile all’Ucraina, invasa dalla Russia, non sono tutte luci quelle riferite alle DAO. Non mancano le ombre e le problematiche.

Il boom delle criptovalute ha prodotto aziende governate in maniera democratica da una comunità di utenti. Ma ciò avviene in teoria, perché nella realtà è tutto molto più complicato.

Crypto-Fueled Relief Efforts for Ukraine

Cosa sono le DAO

Le DAO sono organizzazioni autonome decentralizzate, un modo per organizzare persone e interessi in Rete usando la blockchain. Come la CryptoFed americana, senza proprietari, ufficiali o impiegati. A governare, in teoria, è una comunità di utenti che votano sulle proposte con i cripto token.

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Dunque, le DAO sono venture, un nuovo modello di commercio, in grado di democratizzare il business, far emergere nuovi hub e social club. Ma la visione di un processo decisionale comune e condiviso è idealista e utopistico. Infatti la realtà è più complessa.

Lo scorso novembre la SEC, la Consob americana, ha chiuso l’American CryptoFed DAO, a causa di informazioni contraddittorie ed ambigue, anche se le DAO sono in piena crescita e si muovono in fretta.

Criptovalute, il giro d’affari delle DAO

Le DAO stanno affrontando sfide come le vulnerabilità e gli hacking che hanno causato perdite di denaro, oltre ai problemi di divisioni interne nelle comunità. Inoltre c’è chi accusa questi venture di essere veicoli per arricchire gli insider e “spolpare” i nuovi consumatori. Tuttavia c’è chi considera le DAO un nuovo modo di fare business.

Quattromila differenti DAO hanno un valore di criptovalute che ha registrato un rialzo del 3200% nel 2021. Hanno superato quota 13 miliardi di dollari a dicembre, secondo DeepDAO.

Su DAO gira un’ampia gamma di progetti finanziari decentralizzati come Compound e SushiSwap, mentre Red DAO attira i fan del fashion e spopolano social club come Friends with Benefit.

Il panorama delle DAO è molto vasto. E venture capitalist come Andreessen Horowitz spingono per riconoscere le DAO, chiedendo ai decisori di aggiornare quelle che i sostenitori delle blockchain e cripto chiamano le “leggi antiquate”.

La democrazia di DAO

L’aspetto più promettente e innovativo delle DAO riguarda l’approccio decisionale. Le decisioni sono lasciate ai membri che dovrebbero votare in maniera democratica, attraverso i forum di voto online.

I player possono usare i token per comprare terre o costumi. Solo su Decentraland sono presenti oltre mille referendum. I forum Internet permettono i dibattiti: le persone si sentono parte di una piattaforma e con il loro voto possono avere un impatto diretto.

Tuttavia c’è il serio rischio che il più ricco ed influente trascini gli altri, imponendo la sua visione, e dunque orientando il consenso sulla sua posizione. Più che di democrazia delle DAO, dovremmo parlare di illusioni o di utopie velleitarie.

Criptovalute fra volatilità e beneficenza

“Nel 2021 il mercato delle criptovalute rimane altamente volatile”, spiega Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio Innovative Payments e dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano: “Abbiamo assistito al rialzo dei Bitcoin, ma siamo in una fase di lieve calo, ma la fase attuale, dalla quotazione dei Coinbase in Borsa fino all’investimento di Elon Musk da 1,5 miliardi in criptovalute, dimostra che quello delle criptovalute è un fenomeno connotato da altissima volatilità“.

“Anche l’avvento degli NFT ha visto un fortissimo boom nel 2021, ed ha accompagnato il rialzo nell’ultimo anno. Ora siamo in fase di razionalizzazione, ma non è che dopo questo hype si ritorni ai valori più bassi: certamente, il valore medio dei Bitcoin sta ampiamente salendo“, continua Valeria Portale.

“Le criptovalute rimangono asset ad altissimo rischio, sono fortemente volatili, dunque non adatte ai piccoli risparmiatori. In questo scenario si inseriscono le nuove tendenze”.

I meccanismi di consenso delle cripto

“Qui emerge il tema che le criptovalute hanno come sottostante il consumo energetico“, evidenzia Portale, “in un contesto come quello attuale, in cui bisogna razionalizzare l’energia, le piattaforme stanno migrando sia verso le rinnovabili che verso meccanismi di consenso che non si basano sul consumo di energia: il caso di Ethereum, che è la seconda piattaforma dopo Bitcoin, sta migrando verso il nuovo meccanismo di consenso che utilizza meno energia, ma nei cambiamenti tecnologici ci vuole tempo fra voler fare una cosa e farla davvero; oppure nascono piattaforme che nativamente sono meno energivore”.

“Altro punto importante è il fatto che queste tecnologie hanno risvegliato il mondo delle Banche centrali che entrano in campo proponendo le digital currencies, un’alternativa governata alle criptovalute. A queste tendenze va aggiunto lo scenario da war economy in cui ci troviamo, dove entrano prepotentemente in scena geopolitica e guerra, fa sì che il ruolo delle criptovalute si estenda”.

Per esempio, in questo tragico momento “è necessario fare donazioni e le criptovalute servono per far arrivare i soldi in Ucraina. Però le criptovalute non offrono una via di uscita alle sanzioni economiche, anche perché le criptovalute sono trasparenti e i pagamenti sono facili da tracciare, quindi, il mondo delle criptovalute sta supportando le sanzioni alla Russia. Nell’attesa che le normative si definiscano in maniera più chiara, le criptovalute non aiutano la Russia a bypassare il bando di Swift, tuttavia rappresentano un meccanismo interessante per far arrivare i soldi all’Ucraina“.

Il ruolo positivo delle DAO in Ucraina

“E qui nasce il tema della DAO”, sottolinea Portale, “organizzazioni autonome decentralizzate, dove non c’è un ente che riceve i soldi e li governa, ma la DAO garantisce in maniera più equa che i soldi arrivino con certezza dove devono finire, a differenza di altre donazioni che potrebbero disperdersi perché solo le grandi organizzazioni affidabili hanno le capacità di portare gli aiuti e i fondi in maniera corretta”. Ukrainian DAO è l’iniziativa di Pussy Riot, Trippy Labs e PleasrDao per raccogliere fondi tramite Ethereum NFT.

“La DAO ha permesso di sostenere l’Ucraina”, continua Portale, “proprio nei primi giorni di guerra, e si è rivelata come strumento innovativo di raccolta fondi, che ha permesso di raccogliere in modo semplice, veloce e distribuito milioni di dollari in criptovalute, per renderli disponibili alla resistenza ucraina. La DAO è uno strumento fuori dalle regole e dal controllo dei governi, ma ha già dimostrato di essere uno strumento di aiuto coerente e di valore per le donazioni, in una fase molto critica, contribuendo a sostenere le spese militari. Le DAO offrono la garanzia di fornire un sostegno immediato e sicuro a chi vogliamo dare supporto” conclude Valeria Portale.

Non solo luci: le DAO hanno anche ombre

Le DAO svolgono un ruolo positivo nel sostegno all’Ucraina, tuttavia presentano anche criticità. Ne abbiamo parlato con Massimiliano Nicotra, avvocato (senior partner Qubit Law Firm) ed esperto di criptovalute: “Le DAO sono una tipologia di smart contract, ma hanno un problema reale: non sono così decentralizzate. Il vero tema di queste nuove organizzazioni su blockchain è la governance“.

“In realtà nelle DAO”, continua Nicotra, “l’assegnazione non è così trasparente e chi le crea mantiene un quantitativo di token tale da influenzare gli altri.

L’altro problema delle DAO è la mancanza di flessibilità: una volta che abbiamo trovato attivato lo smart contract dentro la blockchain è molto difficile cambiare le regole di governance al suo interno, anzi è quasi impossibile cambiarla. Una soluzione potrebbe essere a monte: servirebbero delle DAO a blocchi, e la governance per superare le criticità dovrebbe già esserci, essendo già ideati meccanismi di intervento”.

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