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Anci

Ecco perché Spid è una porta a costo zero per l’accesso ai servizi digitali

di Alessandro Delli Noci, Anci

31 Mag 2016

31 maggio 2016

Qualcuno dice: “non tutti i Comuni hanno servizi digitali”. Questo è vero ma i tanti Comuni che con coraggio hanno investito nella digitalizzazione dei servizi devono favorire l’accesso dei cittadini aderendo a SPID. Qualcun altro, invece, afferma: “non abbiamo i soldi in bilancio per sviluppare l’interfaccia tra i nostri servizi digitali e SPID”. Anche questo è vero, ma è possibile eliminare questi costi riusando le interfacce già realizzate. Ecco come

La rivoluzione è di tutti, se i processi che la innescano e la alimentano sono condivisi e uguali per tutti. Quanto detto vale a maggior ragione nell’ambito dell’innovazione digitale e la definizione di criteri, standard, condizioni e metodi univoci ed universali rappresentano un valore aggiunto e un traguardo importante verso il cambiamento digitale.

La novità introdotta nei mesi scorsi da Spid è senza dubbio un primo ma importantissimo segnale e risultato concreto. Potersi accreditare in maniera univoca per l’accesso ai servizi digitali delle differenti PA consentirà, infatti, di semplificare il processo in se stesso e, aspetto non meno importante, di agevolare l’utilizzo dei servizi da parte del cittadino, che fino ad ora, più che essere messo nelle condizioni migliori per accedere all’universo digitale, è stato messo a dura prova con condizioni e procedure complesse e ridondanti.

Dato ciò per assunto, il Comune di Lecce, come già detto in passato, ha deciso di aderire sin da subito – insieme ad altri due comuni italiani, Firenze e Venezia – al Sistema Pubblico per l’Identità Nazionale (SPID per l’appunto) e di lanciare i nuovi servizi digitali disponibili sul portale www.areavastalecce.it che sta completando la fase di sperimentazione.

Il progetto – di cui il Comune di Lecce è stato Ente Capofila e che ha visto la partecipazione dei 32 comuni dell’Area Vasta di Lecce– rappresenta per i comuni coinvolti una vera e propria rivoluzione digitale perché consente di razionalizzare, semplificare e digitalizzare i procedimenti amministrativi, consentendo un accesso semplificato e multicanale a cittadini e imprese, riconosciuti e certificati tramite SPID, che permetterà fra le altre cose di dematerializzare i documenti relativi ai procedimenti amministrativi, di protocollare in maniera automatica le istanze del cittadino, di interagire attivamente col cittadino.

Qualcuno dice: “non tutti i Comuni hanno servizi digitali”. Questo è vero ma i tanti Comuni che con coraggio hanno investito nella digitalizzazione dei servizi devono favorire l’accesso dei cittadini aderendo a SPID. Qualcun altro, invece, afferma: “non abbiamo i soldi in bilancio per sviluppare l’interfaccia tra i nostri servizi digitali e SPID”. Anche questo è vero, ma sono certo che possiamo eliminare questi costi riusando le interfacce già realizzate.

A tal proposito, il Comune di Lecce nell’ambito del progetto SalentoGov ha sviluppato software in grado di integrare i servizi sviluppati per il progetto con le logiche di autenticazione previste da SPID e ritenendo il lavoro realizzato di importanza strategica per le amministrazioni locali, lo ha evoluto affinché potesse essere utilizzato anche da altre amministrazioni che approcciano a SPID per la prima volta.

Le problematiche tecniche e il tema di autenticazione è oggettivamente ostico e di difficile approccio per organizzazioni che non possono beneficiare di strutture tecniche di supporto. Questo ha spinto la mia Amministrazione, su intuizione del Prof. Antonio Esposito, dirigente del Settore Sistemi informativi, e grazie alla disponibilità dell’ RTI che ne ha gestito l’attuazione, composta dalle aziende Sincon, Data Management e Publisys a considerare l’opportunità di rendere disponibile tale esperienza, metodologica e tecnica, sotto forma di un progetto OpenSource accessibile dalle comunità di potenziali utilizzatori e sviluppatori siano essi pubblici che privati.

La soluzione Open Source che ha preso vita implementa le nuove specifiche SPID per la Pubblica Amministrazione e lo fa utilizzando configurazioni e tecnologie già consolidate (SHIBBOLETH) e di semplice introduzione/applicazione.

Nei prossimi giorni condivideremo questa nostra idea con AGID e chiederemo che tale tool possa essere inserito nella piattaforma di riuso dell’Agenzia per l’Italia Digitale.

L’attuazione di SalentoGov e l’adesione a Spid dimostrano che a volte anche una città del Meridione può essere un buon esempio ed è l’ennesima riprova che non ci sono pregiudizi o limitazioni che tengano: la rivoluzione digitale ha casa dove c’è la volontà di realizzarla, con processi, procedure e modalità che abbiano come fine il miglioramento della qualità della vita del cittadino.

Oggi più di prima sono convinto che la frase che un giorno mi disse il Digital Champion Italiano Riccardo Luna: nel futuro o ci andiamo tutti o non ci arriva nessuno vale il senso dello del futuro dell’innovazione nel nostro Paese. E allora avanti tutta. O, meglio, avanti tutti!

 

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