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Europa, il nuovo piano che “resetta” la formazione nell’era digitale

Con il nuovo piano di azione dell’educazione digitale la Commissione Europea descrive un quadro di interventi ambizioso e organico che mette le competenze digitali e il sistema educativo come priorità strategica e indica la direzione per i programmi e i fondi europei del ciclo 2021-2027. Per un reale cambiamento culturale

Pubblicato il 14 Ott 2020

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Con il “Digital education action plan 2021-7”, il nuovo piano per la formazione nell’era digitale, la Commissione Europea compie un’operazione che per dimensione e importanza permette di collocare come strategico il tema del possesso da parte della popolazione europea di competenze digitali adeguate ai nostri tempi.

E lo fa prendendo atto dell’approccio limitato del piano precedente 2018-2020, limitato per durata temporale e investimenti, rispetto a un problema che invece non solo è di ampiezza tale da rendere necessari interventi di sistema, ma anche di profondità significativa, innestandosi sui sistemi educativi nazionali e su un cambiamento richiesto a tutta la popolazione europea di natura cultura e quindi di radicale ma necessariamente lenta evidenza di risultati.

La situazione di partenza

La realizzazione del nuovo Piano parte dal riconoscimento della dimensione del problema, ben evidenziato da alcuni indicatori:

  • solo il 39% degli insegnanti nell’Unione Europea dichiara di sentirsi preparato adeguatamente per utilizzare le tecnologie digitali nel lavoro quotidiano (OECD (2019), TALIS 2018);
  • oltre un terzo dei lavoratori europei non possiede competenze digitali almeno di base;
  • oltre un terzo degli studenti di 13-14 anni ha fallito il test dell’International Computer and Information Literacy Study per la valutazione delle competenze digitali e informative di base.

Inoltre, sono stati recepiti i principali input dalla consultazione che è stata parte importante del percorso di elaborazione del piano, soprattutto rispetto ai cambiamenti avvenuti durante il periodo di crisi sanitaria dovuta al Covid-19. Ad esempio, rispetto alla popolazione che ha risposto ai questionari proposti nella consultazione pubblica aperta:

  • quasi il 60% non aveva utilizzato l’apprendimento a distanza e online prima della crisi;
  • il 62% ritiene di aver migliorato le proprie competenze digitali durante la crisi. Oltre il 50% prevede di intraprendere azioni per migliorare ulteriormente le proprie competenze digitali;
  • il 95% ritiene che la crisi del periodo di emergenza dovuta al coronavirus segna un punto di svolta per il modo in cui la tecnologia digitale è utilizzato nell’istruzione e nella formazione.

I risultati dell’attuazione del Piano 2018-2020, articolato su 11 azioni, evidenziano come sia fondamentale puntare sulla collaborazione e la cooperazione sia all’interno degli Stati Membri (tra i diversi stakeholder) e tra Stati Membri. E puntare su interventi organici e di sistema, e quindi basati su un’ottica non meramente di progetto o sperimentazione, ma già con una prospettiva ampia di impatto. Tra le azioni di maggior successo (e che quindi trova nel nuovo Piano una logica di continuità) è la EU Code Week, che ha coinvolto nelle edizioni 2018-2019 (l’edizione 2020 è in corso dal 10 al 25 ottobre) il 10% delle scuole europee e quasi 7 milioni di persone su 116mila attività legate al coding.

Il nuovo Piano nasce così da un’attenta valutazione della situazione di partenza e dalla necessità di fornire una risposta ambiziosa al tema della carenza di competenze digitali. Gli sforzi nell’ambito di questo Piano, quelli nell’ambito della nuova agenda europea per le competenze e la proposta di raccomandazione del Consiglio sull’IFP (istruzione e formazione professionale) contribuiranno tutti all’obiettivo generale, stabilito nell’agenda per le competenze, per garantire che il 70% di persone di età compresa tra 16 e 74 anni disponga almeno delle competenze digitali di base entro il 2025.

Le due priorità strategiche

Il Piano di azione si articola su due priorità strategiche, una relativa al sistema educativo, anche da un punto di vista pedagogico, e una focalizzata sulle competenze digitali della popolazione europea.

Le azioni beneficeranno soprattutto dei programmi di finanziamento come Erasmus+, oltre che da Digital Europe, Horizon, il Fondo Sociale Europeo, il Fondo per lo Sviluppo Regionale, le politiche di smart specialisation policies, oltre che delle risorse del NextGenerationEU.

Promuovere un ecosistema educativo digitale ad alte prestazioni

L’uso efficace delle tecnologie digitali per un’istruzione e una formazione inclusiva e di qualità deve essere pianificato in modo sostenibile, con supporto, risorse e orientamenti sufficienti. Fornire infrastrutture e dispositivi digitali è fondamentale, ma un uso critico e mirato delle tecnologie digitali per l’insegnamento e l’apprendimento deve essere sostenuto da una forte capacità digitale. Le azioni nell’ambito di questa priorità promuovono una più stretta collaborazione e scambio nell’educazione digitale tra tutti gli stakeholder.

Ciò significa che l’orientamento è verso il soddisfacimento di bisogni in termini di:

  • disponibilità di infrastrutture, connettività e apparecchiature digitali;
  • pianificazione e sviluppo di capacità digitali efficaci, comprese capacità organizzative;
  • educatori digitalmente competenti e sicuri e adeguato personale per la formazione;
  • contenuti di alta qualità, strumenti di facile utilizzo e piattaforme sicure, nel rispetto della privacy e degli standard etici.

Le azioni individuate sono, in particolare:

  • avviare un dialogo strategico con gli Stati membri per facilitare il successo della formazione sul digitale;
  • fornire raccomandazioni per l’apprendimento online / a distanza nell’istruzione primaria e secondaria;
  • sviluppare un quadro europeo dei contenuti per la formazione sul digitale e verificare la fattibilità di una piattaforma di scambio europea per condividere risorse online certificate e collegare le piattaforme esistenti;
  • lanciare l’iniziativa Connectivity4Schools e incoraggiare l’adozione da parte degli Stati membri del sostegno dell’UE per la banda larga, l’accesso a Internet e strumenti digitali come SELFIE, l’autovalutazione delle competenze, per gli insegnanti;
  • sviluppare linee guida etiche sull’intelligenza artificiale (AI) e sull’utilizzo dei dati nell’insegnamento e nell’apprendimento e supportare le attività di ricerca e innovazione legate a Horizon Europe.

Migliorare le capacità e le competenze digitali per l’era digitale

Oggi, la mancanza di competenze digitali è una sfida per la società sia per gli adulti che per i giovani. La crisi COVID-19 ha rafforzato la necessità di promuovere una solida comprensione del mondo digitale e sostenere lo sviluppo delle competenze digitali dei cittadini e degli studenti di tutte le età. Le azioni nell’ambito di questa priorità riguardano le competenze digitali sia di base che avanzate con l’obiettivo di promuovere la cittadinanza e l’inclusione digitali.

Ciò significa che è necessario sostenere lo sviluppo di capacità e competenze digitali di base in tutte le età, in termini di:

  • alfabetizzazione digitale, compresa la gestione del sovraccarico di informazioni e il riconoscimento della disinformazione;
  • educazione informatica;
  • buona conoscenza e comprensione di tecnologie ad alta intensità di dati, come l’Intelligenza Artificiale (IA);
  • potenziamento delle competenze digitali avanzate, aumentando il numero di specialisti digitali e di ragazze e donne negli studi e nelle carriere digitali nelle discipline STEM.

Le azioni individuate sono, in particolare indirizzate a sviluppare linee guida comuni per

  • promuovere l’alfabetizzazione digitale e combattere la disinformazione;
  • includere l’IA e le competenze sui dati nel quadro europeo delle competenze digitali DigComp (previsto nella versione 2.2. in uscita nel 2021);
  • sostenere lo sviluppo di risorse di apprendimento dell’IA per i fornitori di istruzione e formazione;
  • sviluppare un certificato europeo per le competenze digitali riconosciuto da governi, datori di lavoro e altri stakeholder in tutta Europa;
  • elaborare raccomandazioni sul miglioramento della formazione nell’area delle competenze digitali e introdurre un obiettivo dell’UE per la competenza digitale degli studenti, in ambito DigComp;
  • promuovere lo sviluppo di competenze digitali avanzate;
  • aumentare i tirocini sulle opportunità digitali e incoraggiare le donne verso le discipline STEM;
  • rafforzare la cooperazione e lo scambio nell’educazione digitale a livello dell’UE

L’Unione Europea, infatti, può svolgere un ruolo più attivo in più aree:

  • identificare, condividere e ampliare le buone pratiche;
  • sostenere gli Stati membri e il settore dell’istruzione e della formazione con strumenti, quadri, orientamenti, competenze tecniche e ricerca;
  • promuovere la cooperazione tra tutti gli stakeholder interessate, creando un nuovo hub europeo dell’educazione digitale.

L’hub ha l’obiettivo di:

  • collegare le iniziative e gli attori dell’educazione digitale nazionali e regionali;
  • sostenere la collaborazione intersettoriale e nuovi modelli per lo scambio di contenuti di apprendimento digitale, affrontando questioni quali standard comuni, interoperabilità, accessibilità e garanzia di qualità

L’hub europeo fungerà da think tank, sosterrà lo sviluppo di politiche e pratiche e monitorerà lo sviluppo dell’educazione digitale in Europa, compresa l’attuazione del nuovo piano d’azione per l’educazione digitale. L’hub supporterà anche l’innovazione guidata dagli utenti e il loro coinvolgimento attraverso l’Hackathon sull’educazione digitale.

Dal Piano Europeo ai Piani Nazionali

Il Piano di azione per l’educazione digitale, insieme all’agenda europea per le competenze e alla raccomandazione per l’istruzione e formazione professionale (IFP) per la competitività sostenibile, l’equità sociale e la resilienza, costituiscono un quadro di intervento articolato che intende produrre un forte impatto sul sistema educativo europeo e sulle modalità di azione in ambito di competenze digitali.

Poiché viene enfatizzata la necessità di una forte collaborazione dentro gli Stati e tra gli Stati Membri, in una logica di sistema, è importante che i programmi e i fondi siano pienamente coerenti con questa logica, sostenendo interventi e politiche coordinate a livello regionale e nazionale. In questo senso, al di là degli specifici programmi di finanziamento, incluso il NextGenerationEU, è fondamentale che i paesi sviluppino dei piani strategici di prospettiva e di ampio respiro sul tema dell’educazione digitale e delle competenze digitali che vedano le varie azioni come tasselli correlati di un percorso ambizioso di cambiamento culturale, necessario per il futuro sociale ed economico europeo. L’Italia, con la sua Strategia Nazionale per le competenze digitali, si muove proprio in questa direzione.

Un percorso ambizioso, quello europeo, che si basa su alcuni principi e alcuni punti chiave di riferimento, come quello secondo cui, come si afferma nel Digital Education Action Plan, “oggi, più che mai, essere digitalmente competenti è sia una necessità che un diritto”. Con un’affermazione che richiede l’impianto di azioni strutturali e permanenti a garanzia di un diritto che, per essere esercitato, ha bisogno di un costante impegno di sviluppo e adeguamento delle capacità digitali. L’auspicio è che l’intero ciclo europeo 2021-2027, in cui il NextGenerationEU giocherà un ruolo importante, sia finalmente quello in cui le persone saranno al centro dei programmi di intervento come principali beneficiari e attori della nuova fase digitale e verde.

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