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Intelligenza artificiale, la via italiana: ecco i settori a maggiore potenziale

L’intelligenza artificiale, seppure a piccoli passi, continua a farsi strada nel nostro Paese. Dall’agricoltura alla manifattura, dalla cultura e turismo alla salute e benessere, all’ambiente, le infrastrutture e la PA, vediamo quali sono i settori in cui la tecnologia potrà esprimere al meglio il suo potenziale

Pubblicato il 14 Ott 2020

Maria Rosaria Della Porta

research fellow Istituto per la Competitività, I-Com

intelligenza artificiale

Sempre più consapevoli delle potenzialità della tecnologia, diverse realtà organizzative del nostro Paese stanno adottando sistemi di intelligenza artificiale per migliorare qualsiasi aspetto del proprio business, dai processi di produzione alla relazione con la clientela.

Vediamo quali sono i sette settori chiave in cui l’intelligenza artificiale può esprimere al meglio il suo potenziale, anche alla luce delle azioni contenute nella Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale elaborata dal Governo.

La diffusione dell’IA nelle imprese italiane

Da un’indagine campionaria condotta da NetConsulting cube – riportata nello studio “Il Digitale in Italia 2020” a cura di Anitec-Assinform – si rileva un’elevata diffusione di progetti e sperimentazioni in ambito IA nelle principali aziende end user italiane. Nello specifico, emerge che il 70% delle imprese italiane intervistate utilizza tecnologie di intelligenza artificiale o ha avviato progetti di sperimentazione, mentre il 20% sta effettuando studi di fattibilità e approfondimenti per individuare metodi di applicazione e skill necessari, ragionando sul lancio di attività in quest’area. Solo il 9% non prevede, invece, l’utilizzo di soluzioni IA.

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Gli ostacoli da superare per il pieno sviluppo dell’IA

Ovviamente, il percorso da compiere è ancora lungo e a tratti in salita poiché ci sono diversi ostacoli da superare per poter sfruttare appieno il potenziale, talvolta ancora inespresso, dell’intelligenza artificiale.

La mancanza di competenze, seguita dalla difficoltà di reperire sul mercato del lavoro figure professionali con profili adeguati nonché i vuoti normativi relativi alla privacy e alla sicurezza degli utenti costituiscono, senza ombra di dubbio, i principali freni all’avvio di progetti IA. Pertanto, l’Italia deve puntare sulla formazione della propria forza lavoro e, in linea con quanto avviene a livello europeo, impegnarsi nella definizione di un chiaro quadro normativo che regoli l’implementazione di tali strumenti al fine di tutelare l’individuo e le sue libertà fondamentali.

La Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale e i settori produttivi prioritari

Il documento sulla Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale, elaborato dal ministero dello Sviluppo economico e messo in consultazione pubblica dal primo al 31 ottobre 2020, contiene sicuramente principi guida ispirati all’antropocentrismo, all’affidabilità e alla sostenibilità, nonché finalità e iniziative per le imprese e i cittadini, volti a sostenere e accelerare l’adozione dell’IA nell’economia italiana.

Tenendo conto delle peculiarità del nostro tessuto produttivo e della società nel suo complesso, sono sette i settori-chiave (industria e manifattura; agroalimentare; cultura e turismo; salute e benessere; ambiente, infrastrutture e reti; città intelligenti; pubblica amministrazione) in cui l’intelligenza artificiale mostra le maggiori potenzialità.

Industria e manifattura

Secondo gli ultimi dati dell’International Federation of Robotics, l’industria italiana è sesta – preceduta da Cina, Giappone, Corea del Sud, Stati Uniti e Germania – per stock complessivo di robot industriali installati, raggiungendo più di 74.000 unità nel 2019. Solo nell’ultimo anno sono stati installati più di 11.000 robot industriali.

L’intelligenza artificiale e l’automazione industriale stanno rivoluzionando il settore manifatturiero italiano e il lavoro in fabbrica. In particolare, quest’ultimo è destinato a cambiare radicalmente con l’avvento di robot di nuova generazione sempre più sofisticati. In molte realtà industriali, ormai già da qualche anno, gli esseri umani sono affiancati da robot collaborativi o “cobots che lavorano in un ambiente di lavoro condiviso, svolgendo compiti monotoni e talvolta anche pericolosi. I robot sono infatti in grado di svolgere attività ripetitive, progettare modelli di produzione, fornire livelli superiori di garanzia della qualità e ciò si traduce per le aziende in minori costi operativi e migliori risultati di produzione. Inoltre, l’IA è sempre più utilizzata dalle imprese per effettuare la manutenzione preventiva e predittiva. I moderni macchinari registrano tutti i dati produttivi e grazie alle nuove tecnologie è possibile accorgersi tempestivamente di quando qualcosa inizia a non funzionare correttamente. Tale tipo di interventi ha minori costi rispetto a riparazioni complesse e allunga la vita delle macchine stesse.

Dunque, le opportunità per il settore manifatturiero sono davvero tante: aumento della produttività e riduzione dei costi; maggiori livelli di qualità; riduzione degli infortuni sul lavoro; manutenzione predittiva; minori costi per la riparazione dei macchinari; riduzione degli errori. A queste però fanno da contrappeso questioni fondamentali che devono essere affrontate, quali: perdita e ricollocazione della forza lavoro; necessità di manodopera specializzata; migliore interazione uomo-macchina.

Agroalimentare

Il mercato italiano dell’agricoltura 4.0 – ovvero di quell’insieme di tecnologie e strategie che alimentano il cosiddetto agribusiness, dal Precision Farming all’Internet of things, dai big data all’intelligenza artificiale – continua a crescere, raggiungendo nel 2019 un valore di 450 milioni di euro. Già nel 2017 l’ex ministro Maurizio Martina firmava le Linee guida per lo sviluppo dell’agricoltura di precisione e il governo si impegnava ad arrivare entro il 2021 ad avere il 10% della superficie agricola utilizzata coltivata con mezzi e tecniche di ultimissima generazione. E per farlo, l’esecutivo aveva annunciato uno stanziamento pubblico-privato pari a 12 milioni di euro proprio a sostegno del precision farming. L’interesse per queste nuove tecnologie è molto forte nel nostro Paese. Vi sono applicazioni per tutte le fasi della filiera, dalla produzione fino al consumo finale: sensori in campo e sui macchinari, droni, sistemi di supporto alle decisioni, sensori di controllo di qualità, etichette intelligenti, sensori per la riduzione degli sprechi e tanto altro ancora. Ad esempio, la blockchain consente di sviluppare processi di certificazione dei prodotti e della storia degli alimenti, dalla raccolta delle materie prime al flusso tra gli operatori della filiera, fino all’approdo al consumatore. Tracciare la filiera e archiviarla sulla blockchain garantirebbe quindi la sicurezza e la tutela del made in Italy dalla concorrenza illecita dei prodotti contraffatti. Invece, l’applicazione del machine learning e delle soluzioni IoT alla filiera agroalimentare consente l’analisi in tempo reale di una mole enorme di dati e di realizzare modelli predittivi sempre più accurati. Inoltre, gli sviluppi consentiti dall’installazione di sensori a basso costo nei campi possono permettere potenzialmente di elaborare dati in tempo reale sul terreno e sulle condizioni meteo, per monitorare il sistema produttivo e intervenire immediatamente sui fattori di rischio.

Cultura e turismo

L’intelligenza artificiale gioca un ruolo cruciale anche nell’elaborazione di efficaci strategie data driven per la tutela e la promozione dei beni culturali e paesaggistici nonché per la loro valorizzazione e il turismo.

Esplorare, mappare e digitalizzare il nostro patrimonio culturale è un’attività di grande importanza, perché permette agli studiosi di conoscere nel dettaglio siti di interesse archeologico, riprodurli in modelli virtuali e contribuire alla loro manutenzione nel tempo. Spesso, però, le rilevazioni più importanti vengono fatte in catacombe, cave, bunker o in luoghi sommersi dalla natura o dalle macerie, in cui l’archeologo, con i suoi strumenti ingombranti, si trova a dover svolgere lavori pericolosi. Negli ultimi anni lo sviluppo nel campo della robotica ha permesso di risolvere gran parte di questi problemi: nei laboratori di ingegneria informatica sono nati dispositivi leggeri e potenti in grado di sostituire l’attività degli archeologi in siti pericolosi. La robotica non viene però solo impiegata come supporto alle attività archeologiche ma anche impiegata all’interno dei musei per migliorare le esperienze dei visitatori. Tecnologie innovative permettono, inoltre, di analizzare e riprodurre nel dettaglio le più misteriose bellezze del mondo. Infine, anche la realtà aumentata trova applicazione nell’ambito della conservazione e del restauro dei beni culturali.

Dunque, in Italia è molto forte l’interesse verso tecnologie intelligenti che consentano l’analisi e la conservazione del nostro patrimonio culturale. A tal proposito, il 19 novembre 2018 l’Istituto Italiano di Tecnologia, in collaborazione con l’Università Ca ‘Foscari, ha inaugurato un nuovo centro della sua rete a Venezia, con lo scopo di sviluppare tecnologie e strumenti innovativi nel campo della conservazione dei beni culturali. Saranno sviluppate nuove tecnologie all’avanguardia per proteggere e garantire la conservazione sia digitale che fisica dei beni culturali nel nostro Paese e in tutto il mondo, grazie all’IA, all’apprendimento automatico e alle avanzate tecniche di digitalizzazione 3D.

Salute e benessere

Il settore sanitario è tra quelli con le maggiori potenzialità per le tecnologie IA, in grado di fornire preziosi contributi alla pratica medica e di consentire un’assistenza sanitaria pienamente integrata che sia al contempo predittiva e più precisa. Sia a livello di ricerca che nella pratica clinica, è possibile contare su tecnologie all’avanguardia che stanno rivoluzionando il mondo della sanità.

Negli ospedali italiani hanno già fatto il loro debutto i robot umanoidi che controllano le stanze, avvertendo i medici se ci sono emergenze oppure dialogano con i pazienti per catturarne le emozioni e fare le prime diagnosi.

All’istituto Humanitas Mater Domini di Castellanza (Varese), ad esempio, opera – letteralmente – il robot chirurgico ‘da Vinci X’, il primo sistema di questo modello in Lombardia, il secondo in Italia. Viene impiegato dall’Urologia per il trattamento del tumore alla prostata, uno dei più comuni nella popolazione maschile, coadiuvando il chirurgo con diversi vantaggi, tra cui minore necessità di trasfusioni, minor dolore post-operatorio, tempi di degenza spesso dimezzati. Consente anche il trattamento di tumori al rene e all’orizzonte c’è il suo utilizzo per le patologie del colon-retto.

Il Policlinico San Matteo di Pavia può invece vantare il primo laboratorio clinico in Italia di stampa 3D, a disposizione degli specialisti per pianificare in modo più preciso gli interventi chirurgici, insegnare ai giovani medici e farli esercitare.

Ambiente, infrastrutture e reti

L’impiego di soluzioni IA nel settore ambientale ha numerosi vantaggi in termini di risparmio nell’impiego delle risorse naturali (acqua, energia elettrica e gas naturale) – attraverso, ad esempio, il monitoraggio degli edifici ed infrastrutture oppure mediante il controllo intelligente della temperatura negli stabili –, di riduzione delle emissioni inquinanti e di prevenzione dei disastri naturali mediante l’analisi predittiva del dissesto idrogeologico. Ancora, i sistemi di intelligenza artificiale possono essere un aiuto formidabile per elaborare le migliori strategie per fare fronte ai cambiamenti climatici.

Inoltre, l’impiego delle soluzioni IA contribuisce a una maggiore efficienza del funzionamento delle infrastrutture attraverso la previsione di possibili interruzioni delle forniture. Parallelamente, le informazioni provenienti dalla rete ed elaborate in tempo reale da algoritmi adattivi assicurano costantemente un bilanciamento ottimale tra domanda e offerta.

Inoltre, droni e robot di piccole dimensioni possono essere utilizzati per identificare i difetti, predire i guasti e ispezionare le attività senza interrompere le forniture.

Città intelligenti

L’intelligenza artificiale può dare sicuramente benefici alla gestione delle città e alla salute pubblica dei cittadini. Ad esempio, attraverso l’analisi dei dati di geolocalizzazione e di quelli forniti da sensori può ottimizzarne l’offerta e/o la domanda dei servizi pubblici (es. parcheggi intelligenti, ottimizzazione del trasporto pubblico, gestione illuminazione delle città, ecc.) migliorando la sicurezza e il benessere dei cittadini e riducendo i costi. Si pensi ad esempio, ai vantaggi conseguibili in termini di riduzione dei costi imputabili al traffico, di diminuzione dell’inquinamento e di miglioramento dei processi logistici.

Pubblica amministrazione

Le potenziali applicazioni dell’IA nei servizi pubblici sono enormi con benefici per tutti gli ambiti della PA. Molti dipartimenti governativi, a livello mondiale, stanno già investendo e utilizzando l’intelligenza artificiale nei call center o nel servizio clienti. La stragrande maggioranza delle chiamate in arrivo è abbastanza semplice, ripete domande o relazioni di routine, pertanto facendo uso di chatbot intelligenti, tali attività possono essere automatizzate, migliorando il servizio e l’esperienza dell’utente che avrà risposte più veloci e più accurate.

Dunque, se correttamente progettate e utilizzate, le tecnologie IA potranno garantire concrete prospettive di miglioramento della qualità della vita. Nel rapporto tra i cittadini e la pubblica amministrazione, queste saranno in grado di consentire maggiore accessibilità ai servizi pubblici, favorendo notevole abbattimento dei loro costi, con vantaggi in termini di riduzione della spesa sociale, che potrà essere così riallocata. In prospettiva sarà possibile potenziare con adeguati automatismi molti procedimenti, offrendo ai cittadini la possibilità di relazionarsi con lo Stato in maniera più agile, efficace e personalizzata e trasparente.

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