Franco Lo Piparo, filosofo del linguaggio, ha pubblicato di recente sul Foglio un articolo dal titolo volutamente provocatorio: “L’AI non è autocosciente perché non fa sesso e non prova dolore”. Il ragionamento concede molto alla macchina: le sue prestazioni intellettuali sono ormai pari a quelle umane e in molti campi le superano.
Le impronte umane
L’intelligenza artificiale parla con le nostre parole: il rischio nascosto
Intelligenza artificiale e pensiero umano si intrecciano nella comunicazione mista: i modelli restituiscono le tracce linguistiche dell’immaginazione umana, quelle parole rientrano nella cultura e possono rafforzare credenze, compiacenza e uniformità nel deposito da cui le macchine continuano a imparare nel tempo
Professore associato presso l’Università IULM di Milano

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