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scenario 2018

Nanni (Wind Tre): “5G e digital skills pilastri per la quarta rivoluzione industriale”

Nel focus dell’operatore l’industria 4.0 e nuove opportunità per IoT, Big Data e IA grazie soprattutto a investimenti su infrastrutture. Wind Tre ha avviato sperimentazioni per il 5G, sta lavorando a rete unica ma per concretizzare l’Agenda Digitale necessario investire anche su digital skills

21 Dic 2017

Paolo Nanni

Direttore Business & Wholesale di Wind Tre


Il 2017 ha visto le imprese italiane e la Pubblica Amministrazione accelerare finalmente sul percorso della Trasformazione Digitale. L’Industria 4.0 non è più solo un modello teorico, ma si sta iniziando ad affermare nelle aziende con molteplici opportunità grazie all’Internet of Things (IoT), ai Big Data e all’Intelligenza Artificiale. Un cambiamento sostenuto dalle importanti evoluzioni che riguardano le infrastrutture di comunicazione: i progressi nella diffusione e nello sviluppo della banda ultra larga sono innegabili, come significativi sono i traguardi raggiunti e gli obiettivi prefissati.

Nelle scorse settimane, grazie all’assegnazione del bando di gara, indetto dal MISE, hanno preso il via le sperimentazioni sui servizi 5G in cinque città italiane. Wind Tre, in particolare, ha aperto i cantieri dell’infrastruttura di quinta generazione a Prato e a L’Aquila. Un progetto ambizioso che vede il coinvolgimento di Open Fiber e di diversi altri partner come Università, aziende ICT, startup, enti nazionali, oltre alle imprese del territorio, con una collaborazione proficua tra aziende ed enti pubblici, che porta ad auspicare un sostegno sempre maggiore all’innovazione da parte delle istituzioni anche nel 2018, rafforzando il modello vincente della co-innovation.

Wind Tre sta lavorando anche all’integrazione del proprio network in un’unica rete, un traguardo già raggiunto pochi giorni fa a Trieste, che garantisce numerosi vantaggi ai clienti consumer e business di Wind e di 3, grazie ad elevate performance per copertura, qualità del servizio e velocità di connessione, con un incremento, in 4G, fino al 250%, oltre a una migliore ‘user experience’. Il consolidamento della rete Wind Tre è già in fase avanzata in città come Roma, Milano, Agrigento, Ascoli Piceno, Bologna e Caserta e durerà per tutto il 2018, per realizzare un’infrastruttura capillare ed estesa, con oltre 21mila siti di trasmissione sull’intero territorio italiano.

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Gli investimenti e gli sforzi intrapresi in ambito infrastrutturale offrono la possibilità di avviare e accelerare lo sviluppo in anteprima di alcuni servizi dell’ecosistema di quinta generazione come, ad esempio, l’IoT per le smart city, che promette di evolvere ulteriormente la vita quotidiana delle famiglie e i modelli di lavoro delle aziende e della Pubblica Amministrazione, migliorando produttività, efficienza, sicurezza e vivibilità degli ambienti urbani.  Le possibilità sono potenzialmente infinite, già a partire dai prossimi mesi, i servizi IoT potranno essere applicati a settori come, ad esempio, l’energia, la logistica, la viabilità, l’agricoltura o l’ambiente. Anche le famiglie toccheranno con mano le possibilità offerte dall’IoT negli ecosistemi della mobilità, della sicurezza, dell’educazione o del turismo e questo sortirà l’effetto, non di secondo piano, di avvicinare cittadini e istituzioni.

Oltre che sulle infrastrutture, nel 2018 l’attenzione di aziende ed enti pubblici dovrà continuare a focalizzarsi sul tema centrale delle skills e delle competenze, come più volte sottolineato dal nostro amministratore delegato, Jeffrey Hedberg, perché siano adeguate al nuovo ecosistema produttivo e alle richieste delle aziende. Un punto sollevato recentemente anche dall’OCSE che, nel rapporto “Getting Skills Right: Italy” ha evidenziato la necessità di creare sinergie tra le imprese e il mondo dell’educazione, per stimolare lo sviluppo delle competenze più ricercate, come quelle legate alle nuove tecnologie digitali. Un fenomeno che riguarda soprattutto le grandi aziende, ma che, auspicabilmente, in futuro potrà coinvolgere, con un impatto sempre maggiore, anche le PMI, di cui è ricco il nostro territorio.

Con il brand Wind Tre Business percorriamo questa strada, accompagnando le aziende e la Pubblica Amministrazione verso la trasformazione digitale. Un ruolo di partner di fiducia che richiede la capacità d’ascolto e di individuare le necessità degli imprenditori per diffondere la cultura dell’innovazione e favorire la digitalizzazione dei processi produttivi anche nelle realtà più piccole, che spesso non dispongono di strutture dedicate all’ICT. Oltre a fornire servizi ad alta tecnologia, come le soluzioni per lo Smart Working, Data Center e Cloud di ultima generazione, Wind Tre Business svolge il ruolo di consulente a 360°, per aiutare gli imprenditori italiani a migliorare il proprio Business e, al tempo stesso, a cogliere le opportunità offerte da nuovi mercati.

Innovare significa anche guardare al di fuori della propria azienda con l’Open Innovation, una pratica ormai consolidata in diverse imprese e destinata a crescere nei prossimi mesi. Una ricerca degli Osservatori Digital Transformation Academy e Startup Intelligence del Politecnico di Milano afferma, infatti, che la percentuale di imprese che adotta sistematicamente l’Open Innovation è solo del 28%, ma chi ha intrapreso questo percorso si dichiara molto soddisfatto e, inoltre, un buon 32% di aziende è intenzionato ad adottare progetti in merito. Anche Wind Tre supporta con convinzione l’Open Innovation, anche per contribuire a orientare la crescita della giovane imprenditoria italiana. In questo contesto, è molto importante Wind Tre Business Factor, una delle più grandi business community in Italia che raccoglie oltre 37mila imprenditori e innovatori, più di 5mila tra idee e Startup iscritte e circa 300 video tutorial formativi. Perché, secondo la nostra azienda, la crescita dell’economia italiana non potrà prescindere dalla diffusione delle Digital Skills e delle competenze, fondamentali, insieme a infrastrutture e servizi evoluti, per concretizzare appieno l’Agenda Digitale ed entrare con successo, da protagonisti, nell’era della quarta rivoluzione industriale.

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