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Direttore responsabile Alessandro Longo

le proposte

Piano triennale ict, Anci: “Ecco la nostra partita per aiutare i Comuni”

di Luca Della Bitta, presidente Commissione Innovazione Tecnologica ANCI, Sindaco di Chiavenna e presidente Provincia di Sondrio

04 Gen 2018

4 gennaio 2018

Il Piano triennale ha introdotto un modello ideale per sviluppare la PA Digitale ma non tutti i Comuni sono pronti. ANCI ha provato a formulare delle proposte operative concrete e modelli di aggregazione che possano facilitare i Comuni in questo processo. Le proposte saranno presentate al governo

Il modello tracciato dal Piano triennale è la cornice ideale per sviluppare la pubblica amministrazione digitale, ma sappiamo tutti che non sarà semplice da realizzare, soprattutto perché non si parte da zero o da uno stesso livello di informatizzazione. Tutti i Comuni, nella loro eterogeneità, hanno davanti un percorso impegnativo e oneroso, sicuramente non realizzabile in tempi rapidi.

Proprio in questi giorni si sta concludendo l’iter di approvazione del decreto di aggiornamento del Codice dell’Amministrazione Digitale che prevede ulteriori obblighi ed impegni a carico delle PPAA e dei gestori di pubblici servizi, con l’intento di semplificare il quadro normativo. Peccato che mantenendo l’ormai consueta clausola di invarianza finanziaria, se ne renda più difficoltosa l’attuazione, soprattutto per il livello locale, più debole dal punto di vista sia organizzativo, sia finanziario, specie in questo periodo di transizione al cosiddetto “digital first” o al tanto agognato “digital only”.

I Comuni credono che questo passaggio sia la base per fare un salto di qualità nella gestione della cosa pubblica, per questo si stanno impegnando nonostante le scarse disponibilità. L’ANCI è al loro fianco, cercando di creare le migliori condizioni di supporto possibili attraverso il dialogo con le istituzioni, per evitare di creare un divario ancor più profondo tra i Comuni più evoluti o con maggiore capacità di investimento e quelli medio-piccoli in precarie condizioni economiche, e poco strutturati sul fronte digitale.

Come Associazione Nazionale dei Comuni abbiamo manifestato la nostra disponibilità, anzi direi piuttosto necessità a collaborare per definire e attuare insieme le migliori azioni possibili per aiutare i Comuni ad adempiere a tutte le prescrizioni normative e, soprattutto, a diventare davvero “digitali”.

Il tempo in questo caso non aiuta: le tecnologie evolvono molto più velocemente dell’iter amministrativo della Pubblica Amministrazione, per cui i Comuni e l’ANCI, credono che sia ormai impellente intervenire, anche alla luce dei ritardi accumulati da alcuni dei progetti prioritari nazionali che, in fase di avvio, hanno sottovalutato gli impatti che avrebbero prodotto a livello locale, causando quindi un prevedibile disallineamento rispetto ai tempi previsti.

Ci sono state delle sottovalutazioni, responsabilità un po’ di tutti: continuare ad insistere su un modello che si è dimostrato inefficace sarebbe antieconomico per il Paese. E’ ora di mettere in campo, tutti insieme, azioni correttive di supporto alla strategia nazionale e di rileggere tutta la programmazione nazionale in modo sinergico, per aiutare gli enti locali e non sprecare l’opportunità di far fare un salto di qualità alla nostra Pubblica Amministrazione, a tutti i livelli.

Un primo passo è stato fatto: l’avviso pubblico a valere sui fondi PON “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020 emanato dal Dipartimento della Funzione Pubblica con il quale si riconosce un contributo finanziario ai Comuni che comunicheranno di essere formalmente migrati nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente entro il 31/12/2018. Le risorse disponibili non sono molte, per cui le somme variano da 1.000 a 7.000 euro a Comune, a seconda del numero di residenti; poca cosa rispetto ai costi effettivi, ma il segnale è importante: una misura concreta in risposta alle difficoltà del comparto locale per integrarsi nel disegno nazionale digitale.

Nell’ultimo incontro della Commissione Innovazione tecnologica dell’ANCI, che ho l’onore di presiedere, abbiamo deciso di provare a formulare delle proposte operative concrete che possano facilitare i Comuni, anche partendo da modelli di aggregazione territoriale su realtà medie che possano fare da volano per l’attuazione del Piano per porzioni sempre più ampie di territori. Comuni medi, anche non capoluogo di Provincia, che già hanno attuato una politica di supporto ai Comuni della cintura, che l’Associazione vorrebbe proporre al Governo per avviare un percorso sperimentale, coinvolgendo più o meno tutti i territori regionali.

Abbiamo cominciato a confrontarci su temi di grande interesse e imminente scadenza, come l’applicazione del Regolamento 2016/679 sulla protezione dei dati e i requisiti minimi di sicurezza informatica a cui tutte le PPAA dovranno attenersi e ci siamo resi conto di quanto il contesto sia più ampio dei singoli provvedimenti normativi che vanno letti in un’ottica di insieme volta al rinnovamento sistemico dell’ente. Questa visione complessiva rende sempre più urgente intervenire a supporto dei Comuni, che sono pronti ad ogni sforzo perché consapevoli dei vantaggi che ne deriveranno nel medio-lungo termine. Come associazione siamo confidenti che l’intervento legato all’ANPR sia solo l’inizio di un programma sistematico di accompagnamento ai Comuni in questa fase così complessa.

Contestualmente stiamo avviando delle iniziative informative anche in collaborazione con il mercato IT, per favorire il confronto tra domanda e offerta, affinché ci sia la più ampia possibilità, pre-competitiva e pre-commerciale, di confronto fra i Comuni portatori di specifiche necessità e il settore privato produttore di soluzioni.

L’intenzione dell’associazione a brevissimo è quella di presentare al Governo uscente una proposta di azioni concrete da mettere subito in campo per accelerare il processo di adesione al modello italiano di Agenda Digitale, disegnate insieme ai Comuni e quindi corrispondenti ai reali processi organizzativi del livello locale. Vogliamo definire un modello virtuoso, in collaborazione con tutte le Istituzioni, che possa essere ripreso dal successivo Governo in ottica di “continuità operativa” della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. E vorremmo farlo entro la fine dell’anno.

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