l'analisi

Proteste negli Usa, il duplice volto della tecnologia e il valore della privacy

Manifestazioni come quella per la morte dell’afroamericano George Floyd mostrano come i social e il digitale possono essere usati sia a sostegno dei diritti civili e delle proteste sia per reprimerle o inquinarle con fake news. Privacy e consapevolezza digitale diffusa si confermano così le nostre armi migliori

06 Giu 2020
Diego Dimalta

Studio Legale Dimalta e Associati

Alessandro Longo

Direttore agendadigitale.eu

200602-george-floyd-protest-memorial-blackout

Le proteste che stanno dilagando in questi giorni nelle città statunitensi, per l’omicidio di un afroamericano durante un controllo di polizia, offrono numerosi spunti di discussione molto interessanti per chi si occupa di privacy e nuove tecnologie.

In questa sede non tratteremo il tema della morte di George Floyd (non che non ci interessi, sia chiaro); ciò che invece affronteremo è l’aspetto tecnologico della rivolta che, come vedremo, ha assunto un ruolo primario nelle strategie di entrambi gli schieramenti. Il digitale ha mostrato con la massima chiarezza il proprio volto ambivalente. Strumento utile per il progresso dei diritti civili in seno di una società democratica o anche strumento di sorveglianza, repressione e disinformazione.  

Tutto è cominciato con un post e uno smartphone

In effetti, i social e la tecnologia sono all’origine stessa della protesta perché – ricordiamolo – Il video dell’arresto di George Floyd è stato reso conoscibile al mondo in quanto trasmesso con una diretta social da una persona che vi ha assistito; e poi diffuso via internet tra il 25 ed il 26 maggio 2020. Senza social forse non sarebbe scoppiato il caso; non avrebbero saputo, non avremmo saputo e tutto sarebbe stato impunito.

WHITEPAPER
GUIDA PRATICA contro il Phishing: scopri come tutelare la tua azienda!
CIO
Cybersecurity

Nasce social anche la protesta: tutto è iniziato con un post pubblicato sul profilo Instagram di Alexandria Ocasio-Cortez (deputata statunitense da molti ritenuta possibile futura candidata alla presidenza) con il quale si invitavano i cittadini a prendere tutta una serie di accorgimenti prima di scendere in piazza. In questo post si legge, tra l’altro: indossa la mascherina, raccogli i capelli, porta con te dell’acqua e… disabilita il riconoscimento facciale e la ricezione dati dal telefono.

Questo consiglio, apparentemente banale, nasconde un significato molto importante a parere di chi scrive in quanto ci rivela come le agitazioni siano ormai diventate irrimediabilmente high tech.

In tal senso, mentre la richiesta di togliere il riconoscimento facciale è probabilmente dovuta alla necessità di poter utilizzare il telefono per chiamare i numeri di emergenza (anche nel caso in cui il proprietario abbia perso i sensi), la disabilitazione della ricezione/invio dei dati è verosimilmente dovuta alla necessità di impedire il rintracciamento da parte delle autorità.

Un cellulare acceso, con abilitazione a ricezione ed invio di dati, è un cellulare individuabile. Non solo; un cellulare acceso, porta con sé la possibilità di utilizzare il device per andare sui social o per condividere informazioni che, una volta nelle mani della polizia, possono permettere di individuare i manifestanti, anche a manifestazione ultimata.

La portata di un simile messaggio è incredibile. Insomma, un parlamentare che suggerisce di disabilitare sistemi di tracing non penso che si fosse mai visto in occidente.

Si badi, la Ocasio Cortez non ha in alcun modo incitato a comportamenti illegali, come alcuni sostengono. Ha semplicemente suggerito ai manifestanti di prendere il proprio telefono e di agire su di esso in modo assolutamente legittimo, modificando le impostazioni così da inibire possibili azioni di rintracciamento. E già da quel post traspare tutta l’ambivalenza della tecnologia: strumento di sostegno per dissenso civile e proteste, ma anche strumento che può facilitare la repressione e le indagini. 

C’è difatti da ricordare che le accese manifestazioni statunitensi di questi giorni hanno evidenziato un forte conflitto tra cittadini ed una certa parte delle forze dell’ordine, venendo a mancare quella fiducia nel giusto operato della polizia. In questo contesto diventa quindi quasi naturale il sentimento di diffidenza espresso dalla Ocasio Cortez e da molti manifestanti.

Le app dei manifestanti

Già perché, il post della giovane parlamentare non è l’unico elemento tech in questa sommossa popolare.

Come accadde ad Hong Kong solo pochi mesi fa, anche i cittadini statunitensi si sono attrezzati utilizzando tutta una serie di applicativi al fine di meglio contrastare i tentativi di contenimento da parte delle forze dell’ordine. Da sempre, gli organizzatori di simili manifestazioni hanno due principali obiettivi:

  • evitare lo scontro con la polizia;
  • in caso di scontro, evitare il riconoscimento dei manifestanti.

Citizen e Signal

Non stupisce quindi che sistemi come Citizen e Signal (app di chat scaricabili su dispositivi Apple e Android) si stiano diffondendo a macchia d’olio tra i manifestanti.

Per capire l’estensione del fenomeno occorre guardare i numeri: secondo siti di settore, dal 25 maggio Citizen sarebbe stata scaricata circa 234.000 volte mentre Signal sarebbe stata scaricata da 121.000 persone. All’inizio di questa settimana, Citizen è stata addirittura la quarta app iOS più scaricata in assoluto negli USA. Insomma, il passaparola ha funzionato e la tecnologia sta aiutando i manifestanti nel raggiungimento dei loro due obiettivi principali sopra menzionati.

Citizen, in particolare, è un applicativo che permette agli utenti di scambiarsi informazioni in modo da monitorare in tempo reale le azioni della polizia. Se, ad esempio, le forze dell’ordine si avvicinano passando dalla Quinta strada, i manifestanti vengono informati da altri manifestanti (o da persone comuni) permettendo quindi al corteo di prendere un’altra strada. Ironia vuole che la app sia nata nel passato come app per permettere ai cittadini di cooperare con le forze dell’ordine per segnalare sospetti e furti mentre, ad oggi, come visto, viene utilizzata per difendersi proprio dalla polizia stessa.

Non a caso, nei giorni scorsi Citizen è stata rimossa da Google Play anche se pare sia adesso nuovamente disponibile in diverse città.

Funzioni simili stanno assumendo le diverse app che trasmettono scanner della radio della polizia.

Signal, invece è puramente una app di messaggistica, al pari di WhatsApp. La sua peculiarità è quella di essere, come si dice, “privacy by design e by default”. Si tratta difatti di un applicativo studiato con lo scopo di creare un sistema di messaggistica capace di non raccogliere dati.

I messaggi sono inviati con crittografia end to end, come spesso capita, in modo da evitare il famoso “man in the middle” ovvero al fine di evitare intercettazioni non desiderate da parte di soggetti terzi. Ma non solo, Signal permette di nascondere i messaggi inviati e ricevuti, così da evitare spiacevoli intrusioni nel caso di furto o ritrovamento del device.

Infine, di recente, Signal ha implementato una nuova ed interessante utilità. Signal ha difatti appena lanciato una funzione molto importante per aiutare a proteggere le identità di coloro che protestano per la morte di George Floyd. Gli utenti possono difatti ora sfocare i volti delle foto, è sufficiente selezionare la modalità “sfocatura” e tutti volti vengono automaticamente resi non riconoscibili.

E’ evidente l’utilità di una simile funzione che permette di rendere facilmente irriconoscibile il soggetto fotografato e tutti coloro presenti sullo sfondo. A tal proposito la azienda produttrice della app ha su Forbes dichiarato: “A Signal, sosteniamo le persone che sono scese in strada per far sentire la loro voce.

Crediamo che qualcosa in America debba cambiare e, anche se non sappiamo esattamente come, sosteniamo e confidiamo nelle persone che si auto-organizzano in tutto il paese per capirlo”.

Si tratta quindi di uno strumento fondamentale per i manifestanti che, come visto, grazie a Citizen evitano la polizia e grazie a Signal possono ora diminuire grandemente il rischio di essere riconosciuti.

Il sito 2020Protests invece mostra appuntamenti e raduni avvenuti o pianificati in un posto e permette di inviare sms di protesta a diverse autorità.

Chat e social per raccontare le proteste

Non c’è solo questa funzione per il coordinamento delle proteste e per evitare la polizia. I social stanno servendo anche a raccontare la protesta, portando testimonianza di eventi che altrimenti sarebbero stati probabilmente sconosciuti al pubblico.

Qui ci sono certo altri esempi di police brutality durante la protesta, come il caso noto dell’anziano spinto e lasciato sanguinare a terra; grazie al video i poliziotti sono stati sospesi.

Cops Suspended After 75-Year-Old Man Is Pushed to the Ground

Ma ci sono stati anche altri racconti, a mostrare diversi volti della protesta. Il poliziotto che consola un manifestante in lacrime.

Il video di due uomini e un teenager che dicono quanto si sentono impotenti, la donna arrabbiata per le persone che fanno graffiti su un negozio e altri atti di vandalismo come quella contro una macchina della polizia;  e ancora un’altra macchina della polizia che si scaglia contro la folla a New York City.

Fake news e disintermediazione

Tutto utile da conoscere, grazie ai social e gli smartphone, ma con un grande rischio: che questo flusso di testimonianze arrivi anche a essere fuorviante. Il New York Times già si interroga a proposito: questi video, presentati decontestualizzati e senza intermediazione giornalistica, rischiano di mostrare una verità parziale dei fatti. Il rischio è insomma quello di non facilitare la vera e profonda comprensione di ciò che sta succedendo, condizione necessaria per sviluppare un dibattito democratico sui diritti civili tra cittadinanza e autorità, utile a migliorare le condizioni di partenza.

Il flusso dal basso può scadere anche nelle fake news vere e proprie: abbondano i contenuti social secondo cui Floyd in realtà non è morto; e/o che è un complotto ordito e finanziato da George Soros; oppure che dietro ci siano i gruppi di sinistra di Antifa. Accusa, quest’ultima, che è stata fatta propria e promossa dallo stesso presidente USA Donald Trump. Le fake news si diffondono in modo tentacolare, dal basso, ma si avvalgono di voci autorevoli (o presunte tali) e persino istituzionali per prendere il volo, come emerge dagli studi.

I sistemi usati dalle autorità

Di contro e di nuovo: l’ambivalenza della tecnologia. C’è a questo proposito da rilevare come anche le autorità in realtà non siano esattamente sprovviste di “armi” tecnologiche per contrastare i manifestanti.

A tal riguardo, è importante evidenziare come, al già vasto ventaglio di soluzioni di cui disponevano esercito e polizia ad Hong Kong, si siano sommati, di recente, i vari sistemi di tracing nati originariamente per rintracciare e contenere i positivi al COVID.

Il Commissario per la Sicurezza del Minnesota John Harrington, in una recente intervista alla rete televisiva NBC, ha difatti affermato che la polizia sta utilizzando sistemi di contact tracing per individuare i manifestanti pericolosi e per arrestarli. La smentita è arrivata immediatamente con il classico “avete capito male, intendevo dire un’altra cosa”, ma ormai era forse troppo tardi, quantomeno, per evitare che tra i giuristi qualcuno potesse pensare al verificarsi dello scenario tanto atteso: l’utilizzo di app di tracing, per finalità diverse dal contenimento COVID.

Ora, come detto, il Commissario ha smentito, precisando che il suo intento era quello di descrivere una attività investigativa (con mezzi ordinari) volta ad individuare tutte le persone venute in contatto con determinati soggetti ritenuti pericolosi. Tuttavia, questa affermazione ha comunque portato a galla tutta una serie di critiche ed interrogativi già da più parti espressi, nei confronti dei sistemi di tracing.

Per capirci, se i manifestanti utilizzano Citizen e Signal è perché temono di essere a loro volta geolocalizzati o intercettati. Questo significa che la polizia è in grado di utilizzare sistemi come Waze, Google Map, Facebook, Instagram, per organizzare il contenimento e per indagare contro i manifestanti. Ora, se la polizia potrebbe usare WhatsApp contro i manifestanti, cosa impedisce di pensare che, ad un certo punto, quando la rivolta sfuggirà di mano, le autorità possano decidere di usare le app COVID per rintracciare i manifestanti?

Ricordiamo difatti che, sebbene le manifestazioni siano in gran parte pacifiche, in diversi casi la situazione è sfuggita di mano, trasformando la manifestazione in una vera e propria guerriglia. Interessante notare come alcune forze di polizie hanno chiesto ai cittadini di collaborare inviando loro immagini e video dei dimostranti, ma per ora con risultati poco brillanti (l’app che la polizia di Dallas aveva predisposto a tal scopo è stata sommersa di contenuti di disturbo, per renderla inutilizzabile).

Nell’armamentario tecnologico di sorveglianza, dei poliziotti americani, si possono citare anche videocamere con riconoscimento facciale, l’accesso a reti di videocamere anche di privati cittadini che danno sull’esterno (quelle Amazon e Google ad esempio) e i controversi apparati Imsi Catcher per intercettazioni on the fly di cellulari.

Allora la domanda è: se messa “spalle al muro” l’autorità deciderà di utilizzare le app COVID (non quelle in uso in Europa, comunque, che non utilizzano Gps)? E i Paesi come la Cina e la Russia arriveranno a usarle non solo per sedare le proteste, ma anche per innalzare il livello di sorveglianza permanente by default che grava, anche per mezzo della tecnologia, su tutta la popolazione? Già è noto che in Cina l’apparato di sorveglianza ha fatto grossi passi avanti durante il covid,a  forza di droni, riconoscimento facciale e app sanitaria obbligatoria.

In conclusione

Non sappiamo se le azioni di controllo dal basso delle attività della polizia, con i social e i video che ne mostrano la brutalità, hanno una qualche efficacia diretta nel modo sperato dagli utilizzatori. Stesso dubbio riguarda anche le bodycam dei poliziotti, in uso in alcuni posti per sorvegliarne l’operato. Diversi studi, citati di recente dal Mit Technology Review , mostrano che i video sono serviti di radio a condannare la polizia e anzi spesso sono serviti per assolverla; l’idea di essere sorvegliati non ha cambiato l’atteggiamento dei poliziotti, in ogni caso. Questo perché le norme non sono cambiate: continuano a giustificare molte reazioni violente e a supportare anche un loro armamentario militare.

Ciò non significa che le azioni social, i video e le manifestazioni che ne sono associati e a volte persino ne conseguono siano inutili. Possono essere utili, ma come tasselli all’interno di un cambiamento più ampio. Perché possono contribuire a scuotere le coscienze e a spingere verso modifiche normative. A tutela dei diritti civili. Ancora una volta, il soluzionismo tecnologico – l’idea che basti una certa tecnologia e il suo utilizzo per cambiare direttamente le cose – si mostra un modello superficiale.

Ed è importante che queste proteste siano arrivate in questo preciso momento storico, perché permettono di porsi le giuste domande e, forse, potrebbero segnare un forte rallentamento della deriva che dalle app sta portando ai braccialetti per il coronavirus e, in alcuni casi (vedi Singapore, India) ai robot o droni utilizzati per controllare i cittadini.

Spesso quando si parla di privacy e data protection, le persone tendono a non percepire la reale importanza dei dati. In quei casi spiego che, se utilizzati in maniera impropria potrebbero portare ad una forte limitazione dei diritti, ma le persone la vedono come una probabilità molto astratta, lontana dalle loro vite.

Manifestazioni come quelle americane hanno quindi, tra l’altro, il pregio di far concretizzare davanti agli occhi di tutti i peggiori scenari di controllo e di violazione della privacy, rendendo così innegabile l’importanza della riservatezza anche ai giorni d’oggi.

WHITEPAPER
DATI: come PROTEGGERLI e mantenerli CONFORMI alle regole? Scarica la Guida
Sicurezza dei dati
Database
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3