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apprendimento

Buona Scuola, la parola agli studenti: per svecchiare il sistema di apprendimento

Per progredire nel rinnovamento della scuola è importante il coinvolgimento di tutti gli attori che contribuiscono al funzionamento del sistema scolastico, in uno sforzo di valutazione partecipata, co-design e corresponsabilità. E in questa azione gli studenti devono avere un ruolo di primo piano. Viene tentato con un nuovo concorso di Aslerd

03 Feb 2017

Carlo Giovannella, Università Roma Tor Vergata, Smart Learning Ecosystems


Non sappiamo ancora se l’attuale quiete preluda a una futura tempesta ma, come in guerra, si deve approfittare della quiete per consolidare le posizioni, rivedere i piani operativi e irrobustirli. Come abbiamo scritto in passato la fretta è stata l’elemento critico che, in una situazione già di per sé disomogenea, ha condotto a un allargamento del divario culturale e organizzativo che caratterizza le scuole del nostro paese.

Al momento, ci troviamo in una fase di riflessione costruttiva: laboratori territoriali che tra una difficoltà burocratica e l’altra stanno partendo; riflessioni e ricerche su come sviluppare modelli di alternanza scuola-lavoro in grado di soddisfare al contempo le esigenze di studenti, imprese, scuole e famiglie; riflessioni su come superare un approccio alla formazione del personale della scuola da “regime”, incentrata sulle mode del momento – tecnologiche e metodologiche – in grado di produrre esclusivamente scimmiottamenti di quanto realizzato in paesi e contesti altri; riflessioni sulla flessibilità del curriculo in modo da allentare i puntelli che lo schiacciano programmaticamente sugli esiti delle prove INVALSI; ripensamento e sperimentazioni sui modelli di “governance” d’istituto e territoriale, ecc.

Insomma, stiamo vivendo una fase delicata del processo di rinnovamento innescato dalla Buona Scuola: riflessione critica ma anche sperimentazione e sviluppo guidate da una nuova consapevolezza sul complesso della riforma e sulle tematiche che da essa sono state toccate.

In un tale frangente ciò che si deve evitare è che un sistema così complesso e, tutto sommato, poco propenso ai cambiamenti, come è il nostro sistema scolastico, venga riportato dalla sua resilienza nella posizione di “equilibrio” che occupava prima di venir sottoposto allo stress della Buona Scuola. Ciò che si dovrebbe promuovere, d’altro canto. è l’attivazione di quella che possiamo definire resilienza dinamica, ovvero la capacità di progredire nel rinnovamento senza discostarsi troppo dalla propria geodetica di sviluppo.

Altro aspetto importante è il coinvolgimento in questa azione di resilienza dinamica di tutti gli attori che contribuiscono al funzionamento del sistema scolastico, in uno sforzo di valutazione partecipata, co-design e corresponsabilità.

Tra le componenti del processo educativo meno coinvolte in tale azione ci sono senza meno gli studenti: il target principale di tale processo.

È dunque necessario lanciare il guanto della sfida proprio ai ragazzi per stimolarli a riflettere su come poter contribuire alla costruzione di ecosistemi di apprendimento “smart”, che si possano definire tali perché centrati sulla persona e perché, magari, in grado di produrre innovazione sociale e sviluppo territoriale per la comunità di riferimento.

Parafrasando Veltroni, gli studenti sanno. Sanno quando un ambiente è “stantio”, quando una lezione è noiosa, quando un’attività non ha risvolti utili … Più o meno bonariamente gli studenti sopportano, ma sanno.

Gli studenti hanno anche fantasia e la capacità di divergere ma troppo spesso non li educhiamo a usarle in maniera costruttiva; gli studenti hanno l’energia che molti loro professori non hanno più e la voglia “di menare le mani”, il desiderio di essere messi alla prova, la pretesa che si creda in loro e si offrano loro opportunità.

Per tutto questo ma anche per stimolare la diffusione di una cultura del progetto e l’acquisizione delle competenze orizzontali che a tale cultura sono intrinsecamente legate, l’ASLERD (Association for Smart Learning Ecosystems and Regional Development) ha deciso di “sfidare” gli studenti delle scuole secondarie in un concorso per idee e prototipi affinché palesino come secondo loro si possa rendere più “smart” l’ecosistema di apprendimento, la scuola di appartenenza.

Elemento imprescindibile delle proposte è la centralità della persona e delle sue esperienze. In quest’ottica, il termine “smart” non corrisponde a riempire la scuola di tecnologie ma all’utilizzo intelligente delle tecnologie come mediatrici del benessere delle persone coinvolte nei processi di apprendimento, nonché come supporto allo sviluppo di esperienze significative e ricche di senso.

Come spiegato nel bando, ci aspettiamo che gli studenti riflettano su: come fare in modo che le infrastrutture possano flessibilmente adattarsi per sostenere al meglio lo svolgimento del processo educativo? Come fare in modo che l’ambiente venga curato e rispettato? Come fare in modo che gli ambienti siano sempre più sicuri e che tutti i bisogni primari degli attori coinvolti siano soddisfatti? Come fare in modo che i servizi informativi e amministrativi soddisfino le aspettative, e vadano persino oltre ? Come sostenere un’interazione sociale positiva e costruttiva? Come soddisfare il desiderio di partecipazione a sfide ed esperienze interessanti per sé, per l’ecosistema scolastico, per il territorio di riferimento?

Non ci aspettiamo voli pindarici, ma che alle domande e all’analisi critica seguano anche le risposte, ovvero le idee, più o meno originali, che potrebbero trasformare la propria scuola, e la comunità di riferimento, in un ecosistema più “smart”.

Progredire lungo la scala della “smartness”, infatti, è un processo lungo ma alla cui riuscita si può contribuire con tanti piccoli passi, tante piccole idee.

Auspichiamo, ma la parola è agli studenti, che ci venga restituita un’immagine di una scuola che non si arrocchi su sé stessa ma sappia fungere da contesto privilegiato per la formazione dei cittadini del futuro e che sia in grado di recuperare un ruolo centrale nella promozione della coesione e innovazione sociale e, al contempo, divenire motore dello sviluppo territoriale.

Siamo pienamente convinti che gli studenti[1] delle nostre scuole sapranno sorprenderci.

[1] Due le categorie di studenti a cui ci rivolgiamo nel bando del concorso per idee e prototipi dedicato a: “ECOSISTEMI DI APPRENDIMENTO ‘SMART’ CENTRATI SULLA PERSONA”: a) studenti degli ultimi tre anni delle secondarie di secondo grado che sono coinvolti in attività di alternanza scuola-lavoro; b) studenti della secondaria di primo grado e dei primi due anni della secondaria di secondo grado.

Due le fasi del concorso: I) sottomissione di un’idea progettuale entro il 15 Marzo; II) sottomissione dei prototipi e/o progetti esecutivi entro il 10 giugno (solo per gli autori delle idee progettuali selezionate). Presentazione finale e premiazione a Settembre. Premi in denaro per ciascuna categoria, presentazione ad invito per i progetti finalisti della categoria a), mostra di tutti i progetti finalisti di entrambe le categorie, l’impegno dell’ASLERD a promuovere le migliori idee in consessi nazionali e internazionali di prestigio e a fornire un servizio di mentoring per tutta la durata del iter concorsuale.

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