innovazione

Startup, finanza agevolata e open innovation opportunità per l’ecosistema: i modelli

La finanza agevolata può dare un’importante spinta all’innovazione, fornendo alle imprese il sostegno necessario per superare le situazioni più complesse relative alla nascita di una nuova realtà imprenditoriale. Fondamentale, però, è anche il framework dell’Open Innovation. Ecco i possibili tipi di collaborazione

01 Lug 2021
Vincenzo E. M. Giardino

Financial Advisor & Venture Capitalist

Giuseppe Lorizzo

CEO di FIMAP

startup-593324_1920

Una startup, in particolar modo se italiana, per poter crescere e competere nel mercato ha bisogno di ricorrere anche a soluzioni non equity-based o, quantomeno, non al 100% del proprio fabbisogno di fondi: in questo ambito si è sempre più consolidato il ruolo della “finanza agevolata”.

La finanza agevolata, infatti, se dal lato europeo ha l’obiettivo di favorire l’incremento della competitività riducendo gli squilibri economici tra i vari territori e favorendo lo sviluppo dei settori “prioritari”, per l’ecosistema delle startup mira al raggiungimento di obiettivi di ampio respiro, rappresentando uno strumento in grado di sostenere le tre principali fasi dell’innovazione, al fine di:

  • Supportare gli investimenti in fase early stage, dalla costituzione alla validazione del primo MVP fino alla fase di pre-commercializzazione;
  • Incrementare il valore dell’equity fundraising ovvero gli investimenti di BA e VC;
  • Aumentare le possibilità di crescita del valore della startup (dalla premoney alla penetrazione del mercato all’acquisto di macchinari per la produzione) grazie alla possibilità di sostenere finanziariamente l’onda lunga della validazione e pre-commercializzazione.

Startup, le nuove misure del Sostegni-bis: pregi e limiti. Ecco i punti da “sanare”

Finanza agevolata: le mosse di Ue e Italia

Partendo da una definizione classica, la finanza agevolata si traduce nell’insieme di strumenti capaci di garantire fonti di finanziamento utili a sostenere lo sviluppo economico di un’impresa, con un netto vantaggio rispetto alle condizioni standard di mercato. Inserendosi nel ramo della finanza d’impresa, fa leva sui mezzi forniti dalla finanza pubblica per incentivare lo sviluppo di nuove idee, stimolando la competitività territoriale e dando vita ad un ecosistema che favorisce una crescita sociale ed economica a medio e lungo termine.

WHITEPAPER
IoT Platform: trasforma le promesse del 4.0 in realtà
IoT
Integrazione applicativa

L’Unione Europea con il Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 si è mossa in questa direzione, con l’obiettivo primario di risollevare i paesi dalla crisi economica ed emergenziale pandemica. Allo stesso tempo si è acquisita la consapevolezza tra tutti gli stati membri che l’investimento in innovazione genera concreti e tangibili ritorni di medio / lungo termine. Anche l’Italia, per fornire il boost alla nascita di una nuova economia e di nuovi mercati, si è mossa lungo questa direttrice con le più recenti disposizioni legislative inserite nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), concentrandosi su tre fasi:

  • La generazione di nuove idee dirompenti, ossia quella fase in cui un’impresa scopre e implementa nuovi prodotti, servizi o processi;
  • La disseminazione di nuove idee e progetti, tramite un processo in cui le innovazioni si spingono dal “laboratorio di creazione” al mercato;
  • L’assimilazione delle innovazioni, ossia la fase in cui effettivamente l’innovazione viene utilizzata tramite un modello di business ben identificato in grado di scalare e dare continuità al progetto.

La finanza agevolata può quindi fornire alle imprese il sostegno finanziario necessario per superare le situazioni più complesse relative alla nascita di una nuova realtà imprenditoriale, nonché l’inserimento in nuovi mercati. Se si affianca ai percorsi più tradizionali, è in grado di coprire il fabbisogno finanziario connesso alle fasi che vanno dalla generazione di nuove idee fino al posizionamento sul mercato di un prodotto o servizio. In tale ottica, si accompagna alle fonti di finanziamento del mercato del capitale di rischio (Business Angel, Venture Capital, ecc.), per una strategia “mix & match finanziario” di successo, diventando uno strumento fondamentale per incentivare la nascita di nuove realtà imprenditoriali.

L’importanza dell’Open Innovation

Le startup, nel contesto di trasformazione che stiamo vivendo, devono cogliere e sfruttare le crescenti opportunità che la finanza pubblica offre per accedere autonomamente a capitali importanti che possano garantire rapidi sviluppi del business. Ad oggi la rete di agevolazioni a supporto delle startup rende sempre meno frequente (attenzione a pensare che sia la soluzione ai classici problemi finanziari, perché non lo è!) la condizione di “underfunded” – una delle principali motivazioni di fallimento per le startup in fase early – riducendo la mortalità precoce delle imprese innovative. Il rapido e semplice accesso a capitali consente pertanto di investire nella crescita di realtà molto spesso “visionarie” che contribuiscono al rilancio dell’economia e alla creazione di nuovi mercati e occupazione.

Se, dunque, la finanza agevolata garantisce un rapido accesso al capitale necessario per lo sviluppo delle giovani imprese, ciò che appare in seguito fondamentale per la circolazione di nuove idee e risorse è l’affermarsi di nuova forma di collaborazione tra imprese e startup volta a sviluppare l’innovazione: il cosiddetto  framework dell’Open Innovation.

Facendo leva su una definizione del padre della teorizzazione dell’Open Innovation, Henry Chesbrough “L’idea alla base di questo nuovo approccio è che le conoscenze utili sono ora presenti in tutta la società. Nessuna impresa ha il monopolio delle grandi idee, e tutte, non importa quanto efficaci al proprio interno, hanno bisogno di collaborare intensamente ed estesamente con le reti e le comunità della conoscenza”. L’Open Innovation si inserisce nel flusso di generazione, disseminazione e assimilazione di nuove idee mediante flussi di “conoscenza in entrata ed in uscita” per sviluppare nuovi business, consolidare opportunità commerciali, velocizzare l’execution e ridurre i rischi collegati allo sviluppo dell’innovazione. La connessione con grandi realtà imprenditoriali, a seguito dell’applicazione delle strategie di Open Innovation, permette alle startup di ampliare le proprie competenze e capacità manageriali e di usufruire della visibilità e dell’esperienza di brand affermati per acquisire nuovi clienti e un’immediata credibilità.

I modelli di collaborazione

I modelli di collaborazione che possono essere messi in atto sono di due tipi: quelli più tradizionali basati sull’investimento in capitale e quelle che non prevedono partecipazione al capitale o “leggere”. Alla luce di tale distinzione, appare utile illustrare la categorizzazione di H. Chesbrough sui diversi modelli di collaborazione in base alla direzione dei diversi flussi di innovazione:

Direzione dei flussi di innovazione
Outside-inInside-out
Partecipazione al capitaleCorporate Venturing

Partecipare al successo dell’innovatore esterno e ottenere idee strategiche su mercati diversi dal proprio.

Corporate Incubation

Offrire una via al mercato a proprie innovazioni promettenti estranee al proprio core business.

Nessuna partecipazione al capitaleProgramma startup (outside-in)

Internalizzare innovazioni esterne per stimolare e generare innovazioni proprie.

Programma startup (inside-out)

Indurre innovazioni esterne complementari per promuovere una propria innovazione interna.

Fonte: “Il futuro della Open Innovation” H. Chesbrough

I modelli che si realizzano tramite la partecipazione al capitale sono, dunque, il corporate venturing e il corporate incubation, che si differenziano a seconda della direzione del flusso dell’innovazione, rispettivamente outside-in e inside-out. Il primo si muove tenendo d’occhio tecnologie e mercati in evoluzione inserendosi nel capitale e influenzando le decisioni della startup; mentre il secondo consente alle grandi imprese di accompagnare le proprie innovazioni anche se estranee al core business, portando avanti nuovi progetti attraverso un incubatore interno che ne consente lo sviluppo.

Le due tipologie di collaborazioni forniscono principalmente liquidità alle startup e si basano su una logica del controllo che richiede sforzi e costi elevati in termini di valutazione, realizzazione e monitoraggio della collaborazione. Si rivelano, perciò, modelli di partecipazione non scalabili che difficilmente consentono un dinamismo in grado di consentire una rapida innovazione.

Le forme di collaborazione che non prevedono alcuna partecipazione al capitale della startup, invece, rinunciano alla logica del controllo prediligendo un’influenza in grado di offrire alle startup risorse diverse dal denaro, ma necessarie per uno sviluppo rapido e scalabile, dando accesso a canali e clienti, nonché a nuovissimi strumenti e tecnologie. Tali modelli di collaborazione consentono alla startup di muoversi più liberamente giovando delle risorse messe a disposizione e mantenendo un’organizzazione flessibile e snella che consente rapidi cambiamenti e un’innovazione repentina. Anche i programmi “leggeri” possono essere di due tipi: outside-in e inside-out.

  • Programma startup (outside-in) – prevedono l’internalizzazione di innovazioni esterne provenienti dalle startup per generare innovazione all’interno di una grande azienda. In questo caso, la grande impresa mette la startup in condizione di sviluppare un determinato progetto, identificando diverse tecnologie innovative e valutandone l’utilità per il proprio business. La startup giova dell’interesse del big player riguardo la propria innovazione, trovando campo aperto e strumenti adatti per sviluppare rapidamente la propria idea tramite una collaborazione senza ingerenze che lascia intatta autonomia, struttura organizzativa, pensiero e vision.
  • Programma startup (inside-out) – fanno sì che la startup costruisca nuovi prodotti o servizi partendo da una nuova idea/soluzione/prodotto/tecnologia figlia della grande impresa, allargandone il mercato di riferimento e producendo innovazioni complementari che vanno a rafforzare la piattaforma comune. In tal caso, il processo è ribaltato: vengono indotte innovazioni esterne complementari per la promozione di un’innovazione interna alla grande impresa che si fa difficoltà a sfruttare.

Questi ultimi due modelli consentono di superare una serie di ostacoli connessi alla logica del controllo, superando i limiti di una struttura organizzativa troppo rigida che risulta inadeguata per interfacciarsi con il dinamismo esterno, mettendo in atto procedure di collaborazione snelle che permettono di agire con maggiore prontezza e collaborare con diverse realtà, dando un boost all’innovazione tecnologica.

Il ruolo del PNRR

Anche il PNRR è stato pensato per favorire la creazione di ecosistemi dell’innovazione in cui si possa beneficiare della contaminazione di idee e collaborazione tra grandi imprese, startup, istituzioni locali e soggetti appartenenti al campo della ricerca pubblica e privata. Il piano “Italia domani” (anche #NextgenerationItalia) avrà investimenti previsti pari a circa 222 miliardi di euro suddivisi in specifici obiettivi strategici a sostegno della ripresa. All’interno di ogni missione individuata viene definito l’ambito di intervento a favore delle startup, con programmi orientati a costruire l’economia del futuro, dando spazio a giovani talenti e idee disruptive.

Passando in rassegna l’intero documento, in modo sintetico, possono essere individuate le seguenti azioni:

  • Missione 1 – componente 3: 0,5 miliardi di euro sono destinati al Turismo 4.0 e in particolare alla “creazione di nuovi contenuti culturali e lo sviluppo di servizi digitali ad alto valore aggiunto da parte di imprese culturali/creative e start-up innovative” per stimolare un’economia basata sulla circolazione della conoscenza. Viene istituita una Sezione Speciale Turismo del Fondo Centrale di Garanzia (358 milioni) per facilitare l’accesso al credito delle imprese e per l’avvio di startup nel settore;
  • Missione 2 – componente 2: un ruolo attivo è stato riconosciuto all’innovazione proveniente dalle startup per la Green Transition, destinando 0,25 miliardi del Piano per sostenere l’innovazione che proviene laboratori di ricerca, startup o SMEs, in grado di abilitare e accelerare la transizione ecologica. L’obiettivo dell’intervento è di incoraggiare e stimolare la crescita di un ecosistema di innovazione, con focus particolare sui settori della transizione, tramite investimenti di venture capital diretti e indiretti, partendo dall’introduzione di un fondo dedicato – Green Transition Fund GTF – con strategia di investimento focalizzata sui settori specifici e a copertura delle diverse fasi di sviluppo, con investimenti nei fondi più rilevanti di Venture Capital con focus green, in startups e incubatori/programmi di accelerazione, affiancando i più rilevanti VC manager e operatori del sistema;
  • Missione 4 – Componente 2: vengono previsti investimenti diretti in “Innovazione e Ricerca” per un dialogo più attivo con il mondo imprenditoriale e con le startup. Si prevede un Finanziamento per le startup di 0,30 miliardi di euro finalizzati ad integrare le risorse del Fondo Nazionale per l’Innovazione per sostenere lo sviluppo del Venture Capital in Italia. Attraverso questa iniziativa sarà possibile ampliare la platea di imprese innovative beneficiarie del Fondo, finanziando investimenti privati in grado di generare impatti positivi e valore aggiunto sia nel campo della ricerca sia sull’economia nazionale. L’investimento consentirà di sostenere 250 piccole e medie imprese innovative con investimenti per 700 milioni di euro (partecipazione media pari a 1,2 mln di euro);
  • Missione 5 – Componente 1: la misura più direttamente collegata alle imprese è quella relativa al sostegno all’imprenditorialità femminile alla quale sono destinati 0,40 miliardi di euro. L’intervento agisce attraverso una strategia integrata di investimenti di carattere finanziario e di servizi di supporto, che promuovano l’imprenditoria femminile nella realizzazione di progetti aziendali innovativi per imprese già costituite e nell’avvio di attività imprenditoriali femminili, nonché nella creazione di un clima culturale favorevole attraverso azioni di comunicazione mirate che valorizzino l’imprenditorialità femminile, presso scuole e università. Si prevede, inoltre, la creazione del “Fondo Impresa Donna” a sostegno dell’imprenditoria femminile a cui verranno affiancate misure di accompagnamento (mentoring, supporto tecnico-gestionale, misure per la conciliazione vita-lavoro, ecc.), nonché campagne di comunicazione multimediali ed eventi e azioni di monitoraggio e di valutazione.

In un futuro di grandi cambiamenti, dunque, la finanza agevolata si traduce in un boost dell’innovazione, diventando il canale preferenziale per accedere rapidamente a nuove tecnologie e accelerare l’ingresso nel mercato.

WHITEPAPER
Smart building: una guida per semplificare la progettazione della rete
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3