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IL PUNTO

Suap indietro nella digitalizzazione, come semplificare

Il Suap resta un interlocutore unico per l’impresa, ma deve interfacciarsi con troppe amministrazioni, moduli, procedure e regole non coerenti: come semplificare e potenziare il sistema, il punto sullo stato dell’arte

09 Ago 2018

Barbara Weisz


Difformità di tempi, procedure e sistemi informatici, scarso numero e insufficiente formazione degli operatori, poca digitalizzazione dei processi: sono alcuni dei punti maggiormente critici sul funzionamento dei Suap, gli sportelli unici attività produttive, per le imprese.

Sono stati individuati da un’indagine del Cnel, e presentati nell’ambito della Relazione annuale sulla qualità dei servizi offerti a imprese e cittadini nel 2017.

E’ un report che «fotografa bene la realtà – commenta Stefano Valvason, direttore generali di API piccola industria – . L’iniziativa è basata su principio molto utile e condivisibile, il problema è che non viene attuata». E dire che il tema non è nuovo: «a fine anni ’90 ho partecipato alla costituzione del Suap di Gorgonzola, con tantissima fatica. Era il Comune più grande del territorio, e lo Sportello Unico funzionava anche per le amministrazioni più piccole». Da allora, ammette il rappresentante degli imprenditori, di passi avanti ne sono stati fatti parecchi, legati soprattutto alla digitalizzazione.

Troppi interlocutori per i Suap

«Ma siamo lontani dal veder la ricadute sulle imprese. I Suap ci sono, la legge che consente di costituire un’impresa in un giorno pure, ma la burocrazia resta. Il punto è il seguente: «il Suap è un interfaccia che riceve le istanze delle imprese, ma poi per rispondere si relaziona con il mondo della pubblica amministrazione, che in parte continua a mantenere processi scorrelati». In parole semplici lo Sportello deve confrontarsi con troppi interlocutori, e far fronte alla mancanza di organicità delle misure e delle procedure che le singole amministrazioni attuano. E il risultato è che «le pratiche si bloccano continuamente, e i tempi si moltiplicano».

La disomogeneità e difformità di tempi, procedure, piattaforme informatiche e modulistica utilizzate, spesso anche all’interno della stessa Regione, è fra gli elementi maggiormente critici che emergono dall’indagine su “SUAP operativi per ridurre tempi e adempimenti”, condotta dal Cnel con la collaborazione delle principali associazioni imprenditoriali (Confindustria, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e CNA). In realtà, con le semplificazioni del 2015 e del 2016, sono stati unificati moduli e procedure per una serie di pratiche (come la Scia), sono stati accorciati i tempi con la Conferenza dei servizi semplificata, che non vede più le diverse amministrazioni riunirsi, ma comunicare direttamente con l’utilizzo di strumenti telematici (andando incontro, in parte, alla richiesta di snellimento delle procedure autorizzatorie segnalata dalle imprese). Ed è previsto il silenzio assenso se le risposte non arrivano nei tempi previsti (45 o 90 giorni quando sono coinvolte le amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali o alla tutela della salute dei cittadini).

Il silenzio assenso

Il silenzio assenso, dichiara Valvason, rappresenta in effetti una buona pratica da prendere come riferimento. Il problema è che deve diffondersi maggiormente. Con normative come il silenzio assenso «modifichiamo in modo virtuoso l’approccio nelle relazioni fra impresa e pubblica amministrazione». Ed è questa la corretta strada da percorrere, «basta invece con il sentiment per cui l’imprenditore è un presunto colpevole. Invertiamo l’approccio, dando più fiducia all’iniziativa privata. Poi, facciamo funzionare i controlli, per cui chi non rispetta le rego,e pur semplificate e rese più chiare, paga le rispettive sanzioni. Ma l’importante è che la burocrazia si riduca effettivamente a poche cose e chiare».

Digitalizzazione e competenze

In realtà, fra i nodi da sciogliere evidenziati dal report Cnel c’è proprio la complessità delle procedure, unita alla numerosità delle amministrazioni coinvolte: fra gli enti meno collaborativi, Vigili del fuoco, Soprintendenze, Agenzia delle dogane, le ASL, l’ANAS, le Questure. I problemi rilevati: mancate risposte in tempi certi, richiesta di documentazione cartacea, presenza problematica in Conferenza dei servizi. I procedimenti trasversalmente più problematici sono invece quelli legati alla normativa ambientale e all’edilizia.

Le altre criticità rilevate dal report:

  • Criticità dei sistemi di back office all’interno e fra le amministrazioni.
  • Scarsa numerosità e insufficiente formazione degli operatori dei SUAP.
  • Scarsa digitalizzazione dei processi e complessità dei flussi telematici di front-e back office.

In generale, servono provvedimenti, e forse semplicemente prassi, che rendano veloci le pratiche amministrative, necessarie ad esempio per aprire un’impresa, proseguendo sulla strada tracciata da Impresainungiorno. Ma Il punto primo è la digitalizzazione. Innanzitutto, sono necessari ulteriori passi avanti sulla standardizzazione di moduli e procedure. «In una gara d’appalto, se mi rivolgo a un ente brianzolo, ricevo determinate richieste, se poi ho bisogno di un ente bergamasco mi chiedono un’altra procedura. La digitalizzazione è scarsa, e i tempi di risposta sono molto diversificati. Qui, in realtà, la situazione negli ultimi anni sta migliorando, con la legge del 2016. «Anche se non ho colto nelle relazioni con gli imprenditori riscontri di questo tipo. In effetti, gli sforzi si sono concentrati su artigianto ed edilizia, non sul manifatturiero».

La modulistica unificata

Alla legge sulla modulistica unificata (126/2016) si sono già adeguate tutte le Regioni sia per quanto riguarda le attività commerciali sia sull’edilizia. La nuova modulistica per le attività commerciali e artigiane fa riferimento a settori di attività in cui operano oltre 1 milione 400mila imprese. Per quanto riguardo l’edilizia, la nuova modulistica oltre 2 milioni e 700mila titoli abilitativi e adempimenti. I moduli sono tutti scaricabili dal portale governativo dedicato alle semplificazioni, Italiasemplice.gov, oppure su Impresainungiorno, o ancora sui siti dei Comuni di appartenenza, che hanno l’obbligo di utilizzare e di pubblicare online i nuovi moduli. In base ai provvedimenti che si sono succeduti nel corso degli anni, i moduli unificati sono i seguenti:

  • Accordo il 22 febbraio 2018: commercio all’ingrosso (alimentare e non alimentare), facchinaggio, imprese di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione, agenzie di affari di competenza del Comune.
  • Moduli approvati con l’accordo in Conferenza Unificata il 6 luglio 2017: permesso di costruire, panifici, Tintolavanderie, Somministrazione di alimenti e bevande al domicilio del consumatore, Somministrazione di alimenti e bevande in esercizi posti nelle aree di servizio e/o nelle stazioni, Somministrazione di alimenti e bevande nelle scuole, negli ospedali, nelle comunità religiose, in stabilimenti militari o nei mezzi di trasporto pubblico, Autorimesse, Autoriparatori.
  • Accordo 4 maggio 2017: Esercizio di vicinato, Media e grande struttura di vendita, Vendita in spacci interni, Vendita mediante apparecchi automatici in altri esercizi già abilitati e/o su aree pubbliche, Vendita per corrispondenza, tv, e-commerce, Vendita presso il domicilio dei consumatori, Bar, ristoranti e altri esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, anche temporanea, Attività di acconciatore e/o estetista, Subingresso in attività, Cessazione o sospensione temporanea di attività, Notifica sanitaria ai fini della registrazione.

In generale, le nuove regole di semplificazione prevedono che non possano essere chiesti al cittadino o all’impresa atti o dati che la pubblica amministrazione già possiede (esempio: certificazione dei titoli di studio, certificazione antimafia). Stop a procedure che derivano da prassi amministrative non supportate da specifiche norme di legge. Esempio: niente più certificato di agibilità dei locali per l’avvio di un’attività commerciale o produttiva, o relazioni tecniche dettagliate con la descrizione dei locali e delle attrezzature per aprire un pubblico esercizio. Non bisogna più chiedere autorizzazioni, segnalazioni e comunicazioni preliminari all’avvio dell’attività, ci pensa direttamente il Suap. La modulistica Suap semplificata fa parte delle linee guida al 2020 dell’Agenda per la Semplificazione approvata dalla Conferenza unificata, con le seguenti caratteristiche:

In agenda anche l’opera di potenziamento dei Suap, che fra le azioni prevede la creazione di una rete dei responsabili SUAP, ecco il progetto:

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