Netcomm

Tendenze moda 2025: Gen Z e over 50 dettano le nuove regole



Indirizzo copiato

Il mercato fashion affronta una fase di consolidamento con il lusso in difficoltà e il fast-fashion in crescita. Emergono nuove priorità: inclusività, sostenibilità, tecnologie immersive. I consumatori integrano online e offline in un’esperienza omnicanale sempre più personalizzata

Pubblicato il 23 ott 2025

Roberto Liscia

Presidente Netcomm



AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
tessuti bio moda sostenibile (1)




Generazione Silver e Gen Z rappresentano i due poli del nuovo equilibrio del mercato moda. Da un lato gli over 50, che garantiscono quasi la metà della crescita dei consumi con fedeltà al brand e capacità di spesa elevata; dall’altro i giovani nati dopo il 1997, che privilegiano autenticità, sostenibilità e inclusività, pur mantenendo una relazione ambivalente con il fast-fashion.

Questi due segmenti, apparentemente distanti per valori e comportamenti d’acquisto, stanno ridisegnando insieme le strategie dell’intero settore: qualità e servizio per i primi, innovazione e responsabilità sociale per i secondi. Comprendere le loro aspettative è oggi la chiave per competere in un mercato globale sempre più frammentato e selettivo.

Il nuovo scenario di mercato tra lusso e accessibilità

Nel 2025 dunque le imprese sono chiamate a ripensare strategie produttive, distributive e comunicative per rispondere a un consumatore più consapevole ed esigente.

Il lusso ha rallentato a livello internazionale, con una contrazione tra il 2% e il 5% e una redditività messa sotto pressione dall’incertezza macroeconomica e dal calo della domanda cinese; mentre la crescita del lusso accessibile e del fast-fashion (+14,5%) nel primo semestre dell’anno hanno parzialmente compensato la tendenza.

La cosmetica, in questo contesto, mostra una maggiore resilienza. Il settore cresce a ritmi moderati ma costanti, sostenuto da un’innovazione che combina scienza, sostenibilità e benessere personale. È qui che si concentrano i nuovi driver di valore: formule personalizzate, prodotti rigenerativi, packaging riciclabili e processi produttivi trasparenti. La bellezza diventa un linguaggio universale che attraversa culture e mercati, ma con una forte componente tecnologica e una crescente attenzione all’impatto sociale e ambientale.

Le nuove generazioni ridefiniscono le regole del consumo

La trasformazione più profonda del settore riguarda però il consumatore. Le generazioni più giovani, in particolare i Millennials e la Generazione Z, hanno introdotto un cambio di paradigma: chiedono autenticità, inclusività e responsabilità. Il 73% dei giovani consumatori è disposto a pagare di più per prodotti sostenibili, ma proprio la generazione Z mantiene una relazione ambivalente con il fast-fashion, attratta da prezzi accessibili e continua novità. È un pubblico ibrido, che vive la moda come strumento di espressione identitaria, ma anche come terreno di contraddizione tra valori dichiarati e comportamenti reali.

Accanto a loro, la generazione Silver – over 50 – rappresenta quasi la metà della crescita dei consumi nel settore, con una maggiore fedeltà al brand e una spesa media più elevata. Si tratta di un segmento in forte espansione, che privilegia qualità, comfort e servizio e che dispone di una capacità di spesa determinante per la tenuta del mercato. Un ulteriore elemento strutturale della trasformazione è la spinta all’inclusività. Il mercato plus-size, ad esempio, ha superato i 110 miliardi di dollari a livello globale e continua a espandersi, imponendo un ripensamento dei modelli di collezione e dei fitting. Allo stesso modo, le collezioni genderless si moltiplicano: il 36% dei consumatori negli Stati Uniti dichiara di aver acquistato capi al di fuori del proprio genere di riferimento, con percentuali ancora più alte tra i giovani.

Filiere più agili e prossimità geografica

Sul fronte industriale, quindi, il ridisegno delle filiere è una priorità strategica. La dipendenza dalla Cina diminuisce progressivamente: il 43% dei retailer statunitensi produce meno del 10% in Cina, optando per strategie di nearshoring e diversificazione della supply chain, con l’obiettivo di ridurre rischi geopolitici e tempi di consegna. L’India, al contempo, ha superato il Bangladesh come principale partner per la manifattura tessile grazie a una maggiore flessibilità, a infrastrutture evolute e accordi commerciali favorevoli. Questo spostamento geografico non è solo logistico, ma culturale: indica un nuovo equilibrio tra prossimità, agilità e sostenibilità che punta sul rafforzamento della presenza nei mercati emergenti. Le imprese stanno oggi reinterpretando la globalizzazione in chiave più selettiva, basata su filiere corte, tracciabilità e valore territoriale.

Omnicanalità e convergenza dei canali distributivi

Ma l’evoluzione dei comportamenti d’acquisto si riflette anche nei modelli distributivi. L’omnicanalità è diventata la norma: il 70% degli italiani integra esperienze online e offline, scegliendo il canale di acquisto in base al contesto. Il negozio fisico si trasforma così in un hub esperienziale e logistico, supportato da tecnologie che integrano inventario, fidelizzazione e interazione. QR code, app mobile e RFID (tecnologie di identificazione automatica), consentono una gestione fluida del customer journey, mentre la convergenza tra social media, e-commerce e live shopping ridisegna la relazione tra brand e utente. Le vendite influenzate dal digitale rappresentano ormai il 70% del totale retail, confermando che l’integrazione dei canali è sempre più determinante: l’esperienza diventa continua, personalizzata e predittiva, abilitata da algoritmi di intelligenza artificiale che ottimizzano assortimenti, prezzi e customer experience.

Tecnologie digitali come leva competitiva

L’adozione di tecnologie digitali rappresenta quindi una leva decisiva per competere in questa nuova fase. L’intelligenza artificiale è ormai considerata prioritaria: consente di prevedere la domanda, ridurre gli sprechi, migliorare la personalizzazione e rendere più efficiente la supply chain. Le tecnologie immersive – dalla realtà aumentata al virtual try-on – stanno rivoluzionando il modo in cui i consumatori scoprono e sperimentano i prodotti, aumentando i tassi di conversione e riducendo i resi. La blockchain, con i passaporti digitali di prodotto, aggiunge un ulteriore livello di fiducia e trasparenza, in linea con le normative europee e con le aspettative delle nuove generazioni di clienti.

Verso un ecosistema integrato di valore

Il futuro della moda e della cosmetica dipenderà quindi dalla capacità delle imprese di coniugare innovazione e responsabilità, esclusività e inclusività, globalità e prossimità. La competitività non si misurerà più soltanto in termini di prodotto, ma di ecosistema: quello in etica, dati e cultura convergono per creare esperienze che rispondano ai valori e alle aspettative di un consumatore globale, connesso e consapevole.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

People&Change

Tutti
CARRIERE
AI E LAVORO
COMPETENZE
Produttività e AI
AI IN AZIENDA
SCENARI
FORMAZIONE
CULTURA AZIENDALE
AI in azienda
Carriera
AI leadership
Leggi l'articolo Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
competenze
Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
Leggi l'articolo AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
scenari
AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
Leggi l'articolo Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
scenario
Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
Leggi l'articolo AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
l'analisi
AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
Leggi l'articolo Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
lo studio
Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
policy
Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
Leggi l'articolo AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
collaborazione uomo-ai
AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
Leggi l'articolo Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
la sentenza
Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Leggi l'articolo Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
competenze
Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
Leggi l'articolo AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
scenari
AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
Leggi l'articolo Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
scenario
Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
Leggi l'articolo AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
l'analisi
AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
Leggi l'articolo Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
lo studio
Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
policy
Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
Leggi l'articolo AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
collaborazione uomo-ai
AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
Leggi l'articolo Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
la sentenza
Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x