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Le novità

Agenzia Entrate: il 30% delle imprese usa la fattura elettronica

In tre anni il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate ha ricevuto e gestito circa 71 milioni di fatture digitali

25 Lug 2017

Emanuele Franculli, Direzione Centrale Tecnologie e Innovazione – Agenzia delle Entrate


La fatturazione elettronica verso la PA rappresenta oramai un processo stabile e maturo. I numeri che registriamo in quanto gestori del Sistema di Interscambio, mostrano un quadro decisamente positivo: dal giugno 2014 – data di avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica – al 30 giugno 2017 il sistema ha ricevuto e correttamente gestito circa 71 milioni di file fattura; di questi, circa 65,9 milioni sono stati consegnati alle pubbliche amministrazioni destinatarie; nei primi mesi del 2017 sono stati gestiti mediamente oltre 2,5 milioni di file fattura al mese; il tasso di scarto dei file fattura si è progressivamente ridotto da oltre il 18% del 2014 a circa il 3,2% del mese di giugno 2017.

Le fatture sono state emesse da circa 975 mila fornitori e sono state consegnate, nel rispetto dei livelli di servizio, a oltre 62 mila “uffici virtuali” di circa 23 mila amministrazioni pubbliche, valori che tendono costantemente ad aumentare nel tempo.

Nell’ultimo periodo sono state introdotte due importanti innovazioni: l’introduzione da dicembre 2016 di nuovi più stringenti controlli formali eseguiti dal SdI, per elevare la qualità dei dati delle fatture e quindi l’efficienza dell’intero sistema, e soprattutto l’evoluzione del tracciato FatturaPA per consentire di sfruttare il SdI anche per veicolare fatture elettroniche nell’ambito dei rapporti B2B a partire dal gennaio 2017, come previsto dal D.Lgs. 127/2015.

Tali interventi non hanno determinato un significativo aumento del tasso di scarto ma solo piccoli incrementi rispetto ai valori precedenti a tali innovazioni, del tutto fisiologici e anzi più bassi delle aspettative; complessivamente è da evidenziare che le due transizioni sono avvenute senza rilevanti impatti sugli attori in gioco e che le novità sono state bene assorbite sia dalle pubbliche amministrazioni che dai loro fornitori.

Tale risultato è il frutto di un lavoro costante di monitoraggio, miglioramento continuo e anche di comunicazione verso le PA, oltre che di efficace collaborazione con le associazioni rappresentative delle imprese fornitrici delle PA e di quelle produttrici di soluzioni software gestionali.

Le imprese italiane che utilizzano la fatturazione elettronica sono il 30%, percentuale di molto superiore alla media dell’UE (18%) secondo le classifiche DESI 2017 (Digital Economy and Society Index); l’Italia sta colmando il divario con l’UE per quanto riguarda la digitalizzazione delle imprese, soprattutto grazie alla fatturazione elettronica.

E’ da evidenziare inoltre la diminuzione dei tempi di pagamento da parte delle PA in ambito sanitario ottenuta con l’introduzione della fatturazione elettronica: secondo uno studio di Farmindustria si è passati da 222 giorni registrati nel marzo 2013, a 83 giorni registrati nel marzo 2017.

La fatturazione elettronica europea

L’elaborazione di un possibile scenario per una evoluzione in Italia del processo di fatturazione elettronica negli appalti pubblici – secondo quanto previsto dalla Direttiva 2014/55/EU – è stata avviata quando lo standard di fattura elettronica europea era ancora in corso di definizione da parte del CEN (Comitato europeo di normazione) nell’ambito del progetto eIGOR (electronicInvoice GO Regional), supportato dalla Commissione Europea attraverso il programma Connecting Europe Facility (CEF); al progetto partecipano, con il coordinamento di AgID, l’Agenzia delle Entrate, InfoCert, Intercent-ER, UnionCamere e Celeris Group. Con l’obiettivo di minimizzare gli impatti e salvaguardare gli investimenti fatti sui sistemi gestionali, si sta pensando ad una evoluzione del Sistema di Interscambio che, nel breve-medio periodo, veicoli le fatture elettroniche verso le PA, nel formato e attraverso i canali da queste prescelti; a tale scopo sarà integrato nello SDI un motore di traduzione tra le fatture rappresentate con sintassi europea (UBL o CII) e semantica (core invoice), e le fatture con sintassi e semantica FatturaPA. Grazie a questa soluzione flessibile le PA adempieranno all’obbligo di accettare fatture elettroniche in formato europeo, programmando ciascuna il passaggio alla nuova modalità di gestione, che avverrà complessivamente in modo graduale.

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