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Blockchain e nuovo eIDAS, come saranno i registri distribuiti: ecco le regole

Nella proposta di modifica al regolamento eIDAS presentata dalla Commissione europea trovano spazio, agli articoli 45 nonies e decies, novità in materia di blockchain e registri distribuiti, come i loro effetti giuridici e i requisiti

Pubblicato il 01 Set 2021

Giovanni Manca

consulente, Anorc

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Un aspetto innovativo presentato dalla Commissione Europea nella proposta di modifica del regolamento eIDAS riguarda gli articolo 45 nonies e 45 decies in materia di blockchain e registri distribuiti.

Qualora le modifiche proposte diventino operative, risulta cruciale l’emissione di regole sul tema, oggi facoltativa, per evitare l’annoso problema che delega al mercato l’applicazione del “tecnologicamente neutro” che raramente, in particolare nell’ambito eIDAS, ha portato a risultati apprezzabili, soprattutto in tema di interoperabilità trans nazionale e trans settoriale. Su questi temi, comunque, gli enti di standardizzazione comunitaria stanno lavorando alacremente.

Blockchain e nuovo eIDAS, cosa prevede la proposta

Il testo della proposta di modifica, come pubblicato nella traduzione ufficiale in italiano dalla Commissione è il seguente

Sezione 11

Registri elettronici

Articolo 45 nonies

Effetti giuridici dei registri elettronici

1. A un registro elettronico non possono essere negati gli effetti giuridici e l’ammissibilità come prova in procedimenti giudiziali per il solo motivo della sua forma elettronica o perché non soddisfa i requisiti per i registri elettronici qualificati.

2. Un registro elettronico qualificato gode della presunzione dell’unicità e dell’autenticità dei dati in esso contenuti, nonché dell’accuratezza della data e dell’ora di tali dati e del loro ordine cronologico sequenziale all’interno del registro.

Articolo 45 decies

Requisiti per i registri elettronici qualificati

1. I registri elettronici qualificati soddisfano i requisiti seguenti:

a) sono creati da uno o più prestatori di servizi fiduciari qualificati;

b) garantiscono l’unicità, l’autenticità e il corretto sequenziamento dei dati inseriti nel registro;

c) garantiscono il corretto ordine cronologico sequenziale dei dati nel registro e l’accuratezza della data e dell’ora degli stessi;

d) registrano i dati in modo tale che sia possibile individuare immediatamente qualsiasi successiva modifica degli stessi.

2. Si presume che i requisiti di cui al paragrafo 1 siano stati rispettati ove un registro elettronico adempia le norme di cui al paragrafo 3.

3. La Commissione può, mediante atti di esecuzione, stabilire i numeri di riferimento delle norme applicabili ai processi di esecuzione e registrazione di un insieme di dati in un registro elettronico qualificato e alla creazione di tale registro. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 48, paragrafo 2.”;

Prima di analizzare l’articolato è indispensabile citare anche la definizione di registro elettronico come stabilita nella proposta di cui al numero 53) nell’articolo 3 dedicato alle definizioni.

53) “registro elettronico”, un registro elettronico di dati a prova di manomissione, che garantisce l’autenticità e l’integrità dei dati che contiene, nonché l’accuratezza della data e l’ora e dell’ordine cronologico di tali dati.

Nuovo regolamento eIDAS, verso l’Identità digitale UE: ecco la proposta

Gli articoli 45 nonies e decies

L’articolo 45 nonies stabilisce la validità legale del registro elettronico nel tipico stile della normativa comunitaria già applicato per le firme, i sigilli elettronici e le altre fattispecie trattate nel Regolmento vigente. Nel secondo paragrafo dell’articolo vengono stabiliti gli effetti giuridici di un registro elettronico qualificato.

L’articolo 45 decies stabilisce i requisiti per i registri elettronici qualificati e lo fa riprendendo i concetti della definizione. I requisiti stabiliti sono senza dubbio strettamente collegati ai concetti basilari della DLT (Distribuited Ledger Technology) ovvero della tecnologia dei registri distribuiti (spesso indicati come blockchain) ma la parola “distribuito” non viene utilizzata, si parla di “decentrato”.

Risulta interessante il principio dell’accuratezza di data ed ora per i dati nel registro che può favorire nuovi sistemi di validazione temporale alternativi alla marcatura temporale. Questi nuovi meccanismi già oggetto di attenzione scientifica hanno il vantaggio di essere indipendenti dai certificati digitali che hanno il problema della scadenza della validità.

L’articolo 45 decies si conclude che la previsione, facoltativa per la Commissione, di emettere atti di esecuzione che, una volta applicati rendono i requisiti del registro elettronico qulaificati conformi al Regolamento.

La realizzazione dei registri elettronici

Il tradizionale approccio comunitario, tecnologicamente neutro, non consente valutazioni specifiche sulla realizzazione dei registri elettronici. Qualche dettaglio in più ce lo fornisce il considerando 34) nelle premesse:

“I registri elettronici qualificati registrano dati in maniera tale da garantirne l’unicità, l’autenticità e il corretto sequenziamento senza possibilità di manomissioni. I registri elettronici combinano l’efficacia della validazione temporale dei dati e la certezza riguardo al loro originatore, in maniera simile alla firma elettronica, con l’ulteriore vantaggio di consentire modelli di governance maggiormente decentrati, adatti alle cooperazioni multilaterali. Tali registri creano ad esempio una pista di controllo affidabile per quanto riguarda la provenienza delle merci nel commercio transfrontaliero, sostengono la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, consentono mercati della flessibilità nel settore dell’energia elettrica, forniscono le basi per soluzioni avanzate di identità autosovrana e sostengono servizi pubblici più efficienti e trasformativi. Al fine di evitare la frammentazione del mercato interno è importante definire un quadro giuridico paneuropeo che consenta il riconoscimento transfrontaliero dei servizi fiduciari per la registrazione dei dati nei registri elettronici”.

Si notino la citazione di modelli di governance decentrati (decentralized nel testo originale) e la traduzione “originale” ma letterale di audit trail con pista di controllo. La citazione dell’identità autosovrana è un altro elemento cruciale per determinare che la Commissione intende sviluppare queste tematiche anche sul tema dell’identità digitale distribuita.

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