Cashback: come ottenere rimborso 150 € sui pagamenti carta e bancomat

il decreto

Cashback, cos’è e come funziona il rimborso di 150 euro sui pagamenti nei negozi

Già il 10% di rimborso sugli acquisti fatti a dicembre. Ma fino al massimo di 150 euro per quel mese e poi 150 euro a semestre. Lo si legge nello schema del decreto sul bonus cashback sui pagamenti elettronici, in arrivo dal MEF. Ecco che deve fare il consumatore e l’esercente e le indicazioni privacy

2 giorni fa
Barbara Maria Barreca

Dottore commercialista

Luca Benotto

Dottore Commercialista


Il bonus cashback per i pagamenti elettronici porterà fino a 150 euro nelle tasche degli utenti già a febbraio, grazie al periodo sperimentale previsto per questa misura dal primo dicembre. Lo si legge nello schema del decreto cashback in arrivo dal MEF e che ha ricevuto da poco il parere favorevole del Garante Privacy e del Consiglio di Stato.

Si avvicina quindi l’operatività per i bonus per i consumatori che effettuano acquisti nei negozi fisici mediante strumenti di pagamento elettronici, previsti dal comma 288 e seguenti della legge di bilancio per il 2020 (L. 160/2019).

Il bonus che vale il 10% di acquisti, fino a un massimale di spesa di 1500 euro, riguarda già quelli fatti a dicembre, con un pagamento – si legge – che sarà fatto agli utenti a febbraio 2021. La condizione è fare dal primo al 31 dicembre almeno dieci pagamenti tracciabili.

Stanziati 4,7 miliardi di euro per la misura, come chiarito dal Consiglio di Stato a novembre nel parere dato al cashback di Stato.

Cos’è cashback, il piano che prevede un bonus sui pagamenti elettronici

Il cashback è termine tecnico che vuol dire alla lettera “soldi indietro”: un rimborso. In questa specifica misura, primo bonus cashback, anche chiamato (impropriamente) bonus bancomat, è un rimborso pari al 10% dell’importo speso nel limite di 150 euro a transazione (con un bonus quindi non superiore a 15 euro per singola operazione). La condizione è che il consumatore “aderente” abbia effettuato non meno di 50 operazioni nel semestre di riferimento.

Il massimale di spesa

C’è quindi una massimale di spesa semestrale su cui sarà conteggiato il cashback 10%, 1500 euro. C’è anche un massimale conteggiato per ogni acquisto, per raggiungere quel tetto di 1500 euro, ed è di 150 euro. Se compriamo una lavatrice da 500 euro, sempre 150 euro avremo conteggiati.

Soglia minima di spesa? No numero minimo di transazioni tracciabili

Non c’è una soglia minima di spesa, per usufruire del cashback, ma un numero minimo di transazioni tracciabili: 50 al semestre. Per la fase sperimentale, invece, bisogna fare dal primo al 31 dicembre almeno dieci pagamenti tracciabili.

Come funziona il cashback: che deve fare l’utente

L’utente deve quindi:

  • una volta sola registrare il proprio Iban, carte di credito e codice fiscale sui canali attivati al fine del cashback, app io e quelli bancari.
  • Poi pagherà nei negozi con moneta elettronica – carta di credito, app cellulare;
  • Ogni pagamento sarà registrato nel sistema perché associato al codice e a carte pre-registrate.

In ogni semestre di riferimento il rimborso massimo ottenibile è pari a 1.500 euro. Ma, come detto, dicembre farà storia a sé permettendo già agli utenti di maturare un primo rimborso pari al 10% di quanto speso in quel mese.

App per il cashback: IO o banche

Al momento, come detto, per partecipare all’iniziativa, il consumatore dovrà espressamente aderire. Ciò potrà essere fatto mediante l’app IO (l’app che si propone concentrare tutti i servizi delle PA) oppure utilizzando direttamente i servizi (app, sito web, etc.) della carta o dell’app di pagamento che si vuole utilizzare. E’ possibile registrare l’utilizzo di più strumenti di pagamento contemporaneamente, cumulando quindi le operazioni pagate da più carte o app.

WHITEPAPER
Come migliorare la gestione dei documenti grazie a un ufficio digitalizzato?
Dematerializzazione

Va detto che alla luce del parere del Consiglio di Stato potrebbe essere possibile farlo solo tramite app IO, che diventa quindi necessaria per il rimborso.

Come funziona il cashback per gli acquisti online: esclusione totale

Ricordiamo infine che il cashback vale solo per acquisti nei negozi fisici, perché lo scopo è combattere l’uso del contante. Non è previsto quindi un funzionamento del cashback per gli acquisti online.

Niente tasse sui rimborsi cashback

“I rimborsi non concorrono a formare il reddito del percipiente e non sono assoggettati ad alcun prelievo erariale”. È quanto scrive il Governo nell-attuale bozza della Manovra (Legge di Bilancio 2021).

Super cashback: cos’è e come funziona

Il supercashback, come dice la parola, è un super rimborso. L’art. 8 del decreto regola il rimborso speciale, un premio una tantum di importo al momento non definito (si ipotizza tra i 1.000 e 1.500 euro) riservato ai consumatori Aderenti che effettuano il maggior numero di transazioni all’interno del semestre di riferimento.

Anche il numero dei premiati non è per ora stato ancora definito, ma è previsto nell’ordine di grandezza dei 100/150.000 partecipanti; un numero oggettivamente molto alto che rende probabilmente non così difficile aggiudicarsi il bonus per chi è già abituato ad utilizzare frequentemente carte ed app di pagamento.

Sono espressamente vietati frazionamenti artificiosi di pagamenti riferibili al medesimo acquisto presso lo stesso esercente.

I periodi validi per la fruizione del cashback

La bozza di decreto vede al momento 4 periodi in cui può maturare il bonus:

  1. il mese di dicembre 2020, c.d. “periodo sperimentale”, compatibilmente con il tempestivo avvio delle convenzioni, con numero di operazioni minime pari a 10;
  2. 1° semestre 2021
  3. 2° semestre 2021
  4. 1° semestre 2022

Durante il periodo sperimentale sarà fruibile soltanto il cashback 10% (con un limite massimo ancora non definito) e non il super cashback, attivo solo a partire dal 1° semestre 2021.

Cosa deve fare l’esercente per non perdere soldi

L’esercente dovrà avere attivo un accordo con un soggetto (banca o gestore servizi di incasso/pagamento) che preveda “l’accettazione di strumenti di pagamento attraverso dispositivi fisici”; ovviamente tale soggetto a sua volta dovrà aver sottoscritto la convenzione con PagoPA S.p.A. per la partecipazione.

E’ ipotizzabile che i tipici POS già oggi a disposizione degli esercizi commerciali saranno automaticamente pronti per la partecipazione al programma.

Erogazione del rimborso: come avviene e tempistiche (febbraio 2021)

I rimborsi per cashback e super cashback verranno erogati sul conto corrente indicato al momento dell’adesione al programma o in un momento successivo, entro il mese successivo al termine del periodo di riferimento, con l’eccezione dell’iniziale “periodo sperimentale” ovvero dicembre 2020, i cui bonus maturati saranno erogati a febbraio 2021.

Strumenti di pagamento elettronici e dispositivi fisici per gli esercenti

Se la norma si limita a citare generici “strumenti di pagamento elettronici”, dalla bozza di decreto, mediante richiami al testo unico bancario ed altra normativa di settore, appaiono teoricamente utilizzabili pressoché tutti gli strumenti di pagamento.

Oltre alle ovvie carte di credito e di debito, le app di moneta elettronica e persino le carte fedeltà di catene e grandi aziende, nel caso in cui le stesse possano essere utilizzate per i pagamenti (ovviamente previa stipula di apposita convenzione tra il soggetto emittente la carta e PagoPA S.p.a.).

L’ambito però pare invece restringersi quando andiamo ad analizzare come devono essere accettati i pagamenti: è espressamente prevista la necessità, per l’esercente, di dotarsi di un “Dispositivo di accettazione” definito come “dispositivo fisico che, per il tramite di software e/o applicazioni informatiche, consente il pagamento degli acquisti tramite Strumenti di Pagamento elettronici”.

Se da un lato questa previsione pare chiudere le porte ai pagamenti effettuati via internet, limitandolo agli acquisti presso negozi fisici (come effettivamente riportato dalle prime indiscrezioni di stampa), dall’altro potrebbe bloccare l’utilizzo di pos virtuali che potrebbero legittimamente sostituire i pos fisici, in particolar modo per soggetti (es. professionisti) che tipicamente vedono un limitato numero di transazioni con carta.

Utilizzo dei dati raccolti: privacy del cashback 2020 – 2021

La bozza di decreto in questo senso è chiara: i dati raccolti possono essere utilizzati soltanto per il conteggio ed il pagamento dei rimborsi, ma poi dovranno essere cancellati. Non possono quindi essere direttamente utilizzati per scopi quali il contrasto all’evasione o al riciclaggio; restano però validi gli usuali strumenti di monitoraggio fiscale e finanziario (es. anagrafe dei rapporti finanziari in cui presumibilmente tali transazioni sarebbero comunque censite).

Pare quindi evidente che il contrasto all’evasione sarà realizzato indirettamente, aumentando il volume delle transazioni mediante strumenti tracciati che più frequentemente vengono regolarmente documentate e dichiarate o possono facilmente essere ricostruite in sede di accertamento fiscale.

In conclusione: una norma contro il contante e l’evasione fiscale

È utile in conclusione ricordare che si tratta di una norma che ha come obiettivo quello di favorire la diffusione degli strumenti di pagamento diversi dal contante, nella speranza che ciò favorisca il contrasto all’illegalità ed all’evasione fiscale ma anche riduca i costi di sistema associati, per l’Italia, all’uso del contante.

Lo strumento per questo fine è quello dell’incentivo economico, con il il pagamento di una somma in denaro in funzione degli acquisti effettuati in un certo periodo di tempo utilizzando strumenti di pagamento (carte, app, etc.) convenzionati.

WHITEPAPER
Una guida pratica alla modernizzazione del sistema EDI
Cloud
Dematerializzazione

La struttura dei due bonus evidenzia soprattutto la volontà di incentivare l’utilizzo di strumenti elettronici anche per micropagamenti frequenti, nell’evidente tentativo di far apprezzare al pubblico l’immediatezza e la praticità di app e carte contactless sui piccoli importi.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 4