normativa

C’era una volta il Fisco: perché il Decreto Semplificazioni non cambia la storia



Indirizzo copiato

La bozza del Decreto Semplificazioni permette già di fare previsioni sulla linea che il Governo intende perseguire sul fronte fiscale: emerge però una mancanza di innovazione, vediamo perché

Pubblicato il 31 ott 2023

Salvatore De Benedictis

dottore commercialista



shutterstock_1025555566 (1)

Il Decreto Semplificazioni, le cui bozze sono state approvate dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 23 ottobre, sebbene ancora soggetto a possibili modifiche e integrazioni permette già di intravedere la linea che il Governo intende perseguire sul fronte fiscale.

Gli aggiornamenti normativi proposti appaiono poco omogenei e ciò probabilmente è anche conseguenza sia del poco tempo a disposizione degli addetti ai lavori, sia della moltitudine di richieste, non sempre coerenti, da parte delle categorie interessate. Dal provvedimento emergono un insieme di misure che potrebbero essere in parte considerate una razionalizzazione delle comunicazioni e dei rapporti tra Fisco e contribuente, in parte come riscrittura di termini e procedimenti (non sempre in chiave agevolativa e semplificativa) ed in parte come inserimento di norme volte a colmare lacune o imprecisioni. Quello che preoccupa è che di veramente innovativo c’è ben poco.

La bozza del decreto non contiene quindi il necessario cambio di passo e di prospettiva che dovrebbe governare ogni processo di effettiva semplificazione, in quanto nell’attuale contesto non ha più senso parlare di “dichiarazioni” se i dati sono in possesso dei popolatissimi database dell’Agenzia delle Entrate[1] e, inoltre, si persevera nel non condivisibile approccio della determinazione automatica dei presunti redditi degli autonomi puntando sulla automazione dei controlli, sulla base del fuorviante assunto secondo cui il recupero della evasione possa avvenire a tavolino in esito alla elaborazione di dati-indice.

Dichiarazioni dei redditi e comunicazioni Sistema tessera Sanitaria

Sono state previste semplificazioni per i lavoratori dipendenti e pensionati. L’Agenzia delle entrate renderà disponibili al contribuente, in modo analitico, le informazioni in proprio possesso, che potranno essere confermate[2] o modificate. A decorrere dal 2024 tali informazioni saranno accessibili direttamente dai contribuenti; i dati confermati o modificati possano essere riportati in via automatica nella dichiarazione dei redditi, che il contribuente può presentare direttamente in via telematica. Tale possibilità sarà progressivamente estesa anche ai CAF e ai professionisti delegati.

Prevista anche la progressiva estensione delle categorie reddituali in presenza delle quali potrà essere compilato il modello c.d. “semplificato”. C’è da rilevare che il titolo della disposizione (Estensione del modello di dichiarazione dei redditi semplificato delle persone fisiche a tutti i contribuenti non titolari di partita IVA), sembra non essere coerente col dispositivo della norma, che prevede che “A decorrere dal 2024 la dichiarazione dei redditi di cui agli articoli 34, comma 4, e 37 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, può essere presentata anche dalle persone fisiche titolari di redditi differenti rispetto a quelli indicati nel citato articolo 34 comma 4[3]”.

La bozza prevede anche:

  • una nuova calendarizzazione dei termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, con accorciamento dagli attuali undici a nove mesi, e viene confermato il termine per la presentazione della dichiarazione dei sostituti di imposta al 31 ottobre di ciascun anno;
  • la conferma della trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria con cadenza semestrale.

Il nodo delle sanzioni

Il sistema contiene un grosso peccato originale e che rappresenta una eredità della antica legislazione analogica, che ha generato una forma mentis che fatica ad adeguarsi ai progressi tecnologici.

L’Agenzia delle Entrate detiene, direttamente o indirettamente, una serie di dati, notizie ed informazioni che, esattamente come le tessere di un mosaico, compongono i dichiarativi fiscali. Le tessere possono essere così precise e analitiche da consentire la ricostruzione di una dichiarazione (si pensi alla dichiarazione IVA, che altro non è se non la risultante delle fatture elettroniche risultanti dal SDI[4]) o, comunque, da fornire elementi che, opportunamente integrati con altri dati in possesso delle banche dati a cui l’anagrafe tributaria ha accesso, è in condizioni di produrre una bozza di dichiarazione.

La dichiarazione precompilata rappresenta una applicazione di questo principio. Quello che non è dato comprendere tuttavia è la ragione per cui se il contribuente non trasmette la dichiarazione si rende colpevole della omissione. Il buon senso e l’applicazione dei più elementari canoni di utilizzo delle tecnologie informatiche impongono una visione diversa, ossia che i dati in possesso dell’Agenzia delle entrate dovrebbe andare ad alimentare le dichiarazioni fiscali, che il contribuente dovrebbe avere l’onere di integrare o modificare ma che in assenza di intervento da parte dell’interessato, dovrebbero comunque avere il valore di “dato dichiarato”.

L’attuale sistema normativo ha mantenuto le sanzioni, pecuniarie e personali, per la omessa presentazione della dichiarazione IVA quando gran parte di essa è di fatto ricavabile dai dati delle fatture elettroniche, delle LIPE e dei versamenti risultati alla anagrafe tributaria. Come se non bastasse, una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ritenuto sussistente il dolo del reato di omessa dichiarazione sussiste anche per il contribuente che si limita ad effettuare la comunicazione Iva senza poi presentare la dichiarazione[5]. Ci troviamo quindi in presenza di un sistema giuridico e giudiziario che va controcorrente, e che non accenna a considerare che i reati e le relative sanzioni devono essere rapportate alla gravità della condotta omissiva, ai sensi dell’articolo 7 del decreto legislativo 472/1997.

Versamenti con F24 e PagoPA

Per i versamenti di imposte, contributi e altre somme per cui è previsto il pagamento mediante modello F24, il contribuente potrà utilizzare anche gli strumenti di pagamento offerti dalla piattaforma “PagoPa”.

Per i versamenti ricorrenti, rateizzati e predeterminati, di imposte, contributi e altre somme da effettuare con modello F24, il contribuente o l’intermediario autorizzato potrà disporre in via preventiva l’addebito di somme dovute per scadenze future, su un conto aperto presso un intermediario della riscossione convenzionato con la stessa Agenzia.

Mancata indicazione dei crediti d’imposta, cosa succede

La mancata indicazione dei crediti d’imposta derivanti da agevolazioni concesse agli operatori economici nelle dichiarazioni dei redditi non comporterà la decadenza dal beneficio. Tuttavia, per i crediti d’imposta qualificati aiuti di Stato o aiuti de minimis[6], l’inadempimento degli obblighi di registrazione previsti dal regolamento 115/2017 entro l’esercizio finanziario successivo a quello della fruizione da parte del soggetto beneficiario ovvero, per gli aiuti fiscali, entro l’esercizio finanziario successivo a quello di presentazione della dichiarazione fiscale nella quale gli aiuti individuali sono dichiarati, determinerà l’illegittimità della fruizione dell’aiuto.

La norma agevolativa avrà quindi una portata limitata. Sarebbe stato più sensato prevedere che la richiesta di concessione/fruizione dei crediti d’imposta che riguardano aiuti di stato o in regime de minimis possa avvenire esclusivamente tramite una piattaforma web in grado di assicurare anche la effettuazione di tutti gli adempimenti o comunicazioni necessari.

Certificazione unica soggetti forfettari

Viene proposto che a decorrere dall’anno d’imposta 2024, i sostituti di imposta che erogano compensi, comunque denominati, ai contribuenti che applicano il regime forfettario[7] ovvero il regime fiscale di vantaggio[8], siano esonerati dagli adempimenti relativi alla predisposizione e alla trasmissione telematica delle certificazioni Uniche.

Questo rappresenta l’esempio di una semplificazione non richiesta e, comunque, controproducente. Infatti l’adempimento dichiarativo, non essendo posto a carico dei soggetti “agevolati”, di fatto non allevia significativamente gli oneri e, comunque, contribuisce a generare un “buco” nelle informazioni in possesso della anagrafe tributaria[9].

Procedura telematica per le variazioni del depositario delle scritture contabili

Tra le proposte, anche quella per cui nel caso il contribuente abbia affidato a terzi l’incarico di tenuta e conservazione dei libri e documenti e si verifichi una variazione del luogo o del soggetto depositario, in caso di inerzia dell’interessato, il depositario abbia la possibilità di procedere alla variazione dei dati in anagrafe tributaria.

La procedura è la seguente:

  • il soggetto depositario deve avvisare il contribuente, mediante posta elettronica certificata o lettera raccomandata con avviso di ricevimento, che comunicherà all’Agenzia delle entrate nei termini di legge la cessazione dell’incarico o la variazione del luogo di conservazione/tenuta delle scritture contabili;
  • assolto l’onere comunicativo di cui sopra, il depositario, entro i medesimi sessanta giorni provvederà all’invio di tale comunicazione all’Agenzia delle entrate. A decorrere dalla data di invio di quest’ultima comunicazione, il luogo di conservazione si presume coincidere con il domicilio fiscale del contribuente.

La comunicazione sarà resa disponibile al soggetto passivo nella propria area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della disposizione, sarà approvato il modello della comunicazione e definite le relative modalità di trasmissione telematica alla medesima Agenzia.

Riorganizzazione degli ISA

Le modifiche saranno finalizzate a rivedere gli indici sintetici di affidabilità fiscale – ISA – tenendo conto di analisi finalizzate alla riorganizzazione e razionalizzazione degli stessi indici per rappresentare adeguatamente la realtà dei comparti economici cui si riferiscono e cogliere le evoluzioni della classificazione delle attività economiche Ateco.

Inoltre, l’Agenzia delle entrate renderà disponibili ai contribuenti e ai loro intermediari gli elementi e le informazioni in suo possesso riferibili allo stesso contribuente, acquisiti direttamente o pervenuti da terzi, per l’acquisizione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli indici. Le norme attuative sono demandate ad un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, e a provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate, che definiranno i dati su cui si fonda l’analisi funzionale alla revisione degli indici sintetici di affidabilità fiscale e disporranno la eliminazione delle informazioni non indispensabili ai fini del calcolo, dell’elaborazione o dell’aggiornamento.

Prevista anche una maggiore tempestività nella predisposizione dei programmi informatici per la elaborazione degli ISA: per l’anno 2024 saranno resi disponibili entro il mese di aprile 2025, e a decorrere dall’anno 2025 saranno resi disponibili entro il giorno 15 del mese di marzo del periodo d’imposta successivo a quello di riferimento.

Sempre in riferimento alla applicazione degli ISA, al raggiungimento di un punteggio pari almeno ad 8,5[10] i limiti per la compensazione dei crediti senza apposizione del visto di conformità[11] passeranno da 50.000 e 70.000 euro annui per l’IVA e da 20.000 a 50.000 euro annui relativamente alle imposte dirette e all’imposta regionale sulle attività produttive, mentre viene previsto l’esonero dall’apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi dell’imposta sul valore aggiunto per un importo non superiore a 70.000 euro annui.

In altre occasioni ho espresso la mia ferma e convinta disapprovazione per il metodo che il legislatore ha individuato per presumere la affidabilità del contribuente; ciò per almeno per due ordini di ragioni:

  • la disumanizzazione delle dinamiche economiche delle imprese e il declassamento di principi etici o solidaristici a meri calcoli di convenienza o opportunità è una violenza che è in aperto contrasto con i principi di solidarietà di cui la nostra società avrebbe bisogno, soprattutto nei momenti di crisi come quello che stiamo attraversando;
  • definire normativamente “inaffidabile” un contribuente che presenta indici sintetici di affidabilità non in linea con le elaborazioni statistiche rappresenta una mortificazione per gli imprenditori e i professionisti che sfidando il destino e i venti avversi, continuano una attività anche per non mettere in strada i loro dipendenti e concedersi una ulteriore chanche.

Questo non vuol dire che gli indici non siano utili, ma devono essere utilizzati come setaccio per gli accertamenti, non come strumento presuntivo che, calato in un sistema normativo che utilizza le scorciatoie come mannaia per recuperare gettito, precarizza e scoraggia qualsiasi attività.

I ritardi

Un altro problema storico è il ritardo nella predisposizione dei modelli di dichiarazione o di calcolo ISA. A mio modesto avviso sia i primi che i secondi dovrebbero essere noti prima dell’inizio del periodo d’imposta di riferimento, perché è inconcepibile che il contribuente possa essere chiamato a rintracciare dati da inserire nelle dichiarazioni dopo aver posto in essere mesi addietro le operazioni connesse. A maggior ragione, vista la attuale pericolosità degli ISA, il contribuente dovrebbe conoscere prima di avviare un periodo di imposta quale sarebbe il metodo con cui verrà determinati i suoi ricavi presunti, in modo da effettuare le adeguate valutazioni.

Sospensione dell’invio di comunicazioni e inviti

Salvo casi di indifferibilità e urgenza, dal 1° al 31 agosto e dal 1° al 31 dicembre è sospeso l’invio delle comunicazioni degli esiti dei controlli automatizzati, dei controlli formali, della liquidazione delle imposte dovute sui redditi assoggettati a tassazione separata e degli inviti all’adempimento “collaborativo”[12].

Probabilmente la responsabilità di questa proposta di innovazione normativa è stata ispirata dalle istanze dei rappresentanti delle categorie professionali, però la soluzione non sembra adeguata. Infatti il problema non è tanto la ricezione degli atti, quanto la tempistica per ottemperare alle richieste degli Uffici, per cui sarebbe stato molto più logico disporre la sospensione dei termini per la risposta, non quello della inibizione alla trasmissione degli atti. Poi ci sarebbe anche da discutere sulla “esimente” della indifferibilità ed urgenza, che conferisce indeterminazione (e quindi di arbitrio) nella applicazione delle deroghe da parte degli Uffici.

Scontrini elettronici, cosa prevede il Decreto semplificazioni

La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi potrà essere effettuata mediante soluzioni software che garantiscono la sicurezza e l’inalterabilità dei dati e che dovranno consentire la piena integrazione e interazione del processo di registrazione dei corrispettivi con il processo di pagamento elettronico al fine di semplificare e rendere meno onerose le operazioni amministrative degli esercenti.

Ciò consentirà due benefici: da un lato l’indipendenza degli operatori commerciali dai registratori telematici, ma soprattutto la integrazione tra il sistema di pagamento elettronico e la registrazione dei corrispettivi, con un grande vantaggio in termini di automazione dei processi contabili e di sicurezza, considerato che oggi la indicazione del corrispettivo pagato/non pagato è spesso affidata all’inserimento manuale dell’operatore, con possibilità di errori che verrebbero quindi eliminati alla fonte.

Resta il problema dei costi connessi alle transazioni elettroniche. Nel momento in cui i processi di pagamento elettronico vengono accelerati e spesso anche “sponsorizzati” dal legislatore, sarebbe opportuno che i relativi costi praticati dagli operatori finanziari trovassero una regolamentazione coerente sia col contesto tecnologico ma soprattutto con gli effettivi costi dei servizi. Al riguardo si ricorda che l’Abi e l’Associazione dei prestatori di servizi di pagamento, a fine luglio 2023 hanno raggiunto un accordo e firmato un protocollo con Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Fipe per ridurre le commissioni a carico delle piccole attività commerciali per l’uso del Pos nei pagamenti sotto i 30 euro. E’ stato anche assunto un impegno ad individuare offerte “significativamente competitive” per le transazioni sotto i 10 euro. Speriamo che tutto questo si traduca al più presto in realtà.

Superamento della dichiarazione annuale dei sostituti d’imposta

La proposta, che tende alla semplificazione della dichiarazione annuale, prevede che i sostituti di imposta effettuino i versamenti mensili delle ritenute e delle trattenute indicando tutti i dati che poi dovrebbero confluire nella dichiarazione annuale, equiparando questa comunicazione alla esposizione dei medesimi dati nella dichiarazione dei sostituti d’imposta.

E’ previsto un avvio sperimentale in cui potranno avvalersi delle disposizioni i sostituti d’imposta con un numero complessivo di dipendenti al 31 dicembre dell’anno precedente non superiore a cinque, ampliabile con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Non si comprende perché il progetto di norma faccia riferimento al numero di dipendenti e non ai soggetti “sostituiti”, a meno che col termine “non superiore” si intenda includere anche i soggetti con zero dipendenti.

Perché il Decreto Semplificazioni non è innovativo

Innegabilmente ci saremmo aspettati qualcosa di più, e la responsabilità di tutto questo non è soltanto politica, ma è purtroppo anche la espressione di una atteggiamento generalizzato che non riesce ancora a vedere il progresso tecnologico come un alleato, sia del contribuente che del fisco.

C’è da notare come le norme tributarie attualmente in vigore, progressivamente inasprite, risalgono ad un periodo storico (abbiamo superato il mezzo secolo) in cui le informazioni e le connessioni erano pressocché inesistenti o organizzate in formato analogico. Adesso che l’Agenzia delle Entrate ha accesso in tempo reale a tutti i dati relativi alle spese, al tenore di vita, ai conti bancari dei contribuenti, l’accertamento del reddito non può più essere demandato a presunzioni, che dovrebbero essere circoscritte a casi eccezionali e specifici. La capacità contributiva non può e non deve essere una entità presunta, ma tangibile.

Conclusione

In definitiva, serve più coraggio, soprattutto da parte delle categorie professionali, che dovrebbero puntare su servizi nuovi ed evoluti e chiedere a gran voce l’abbandono di formalità che la tecnologia ha di fatto reso assolutamente inutili.

L’obiettivo dovrebbe essere il superamento anche del concetto di contabilità generale ed IVA mediante la standardizzazione e strutturazione dei movimenti[13], in modo che i registri e i libri siano sostituti dai database e i professionisti assumano un ruolo di garanzia della correttezza delle informazioni e di corretto trattamento tributario delle stesse, una sorta di “visto” di conformità che dovrebbe consentire il ripristino delle garanzie di “tenuta” delle scritture contabili[14]. Questo semplice accorgimento attribuirebbe certezza al rapporto tra fisco e contribuente, dignità al lavoro del Dottore Commercialista, ed un serio colpo all’abusivismo.

Note


[1] E di questo il legislatore sembra essersene accorto come si vedrà infra solo a proposito della dichiarazione dei sostituti di imposta

[2] Il salto di qualità dovrebbe essere che la mancata conferma equivale comunque a dichiarazione, come verrà meglio specificato avanti

[3] Dichiarazioni dei redditi dei titolari dei redditi di lavoro dipendente e assimilati indicati agli articoli 46 e 47, comma 1, lettere a), d), g) dei redditi indicati all’articolo 49, comma 2, lettera a) DPR 917/1986.

[4] Tranne che per la detrazione dell’IVA acquisti sui cui occorrerebbe integrare

[5] Sentenza numero 40492/2023 – depositata il 05.10.2023, sezione terza penale della Corte di Cassazione

[6] Di cui all’articolo 10 del regolamento approvato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali del 31 maggio 2017, n. 115, ossia gli aiuti non subordinati all’emanazione di provvedimenti di concessione

[7] di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190

[8] di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111

[9] È come il caso degli esoneri della fatturazione elettronica, chiesti solo da miopi operatori professionali ed economici, e che nel tempo hanno evidenziato la loro inutilità, quando non pericolosità.

[10] Calcolato per i periodi d’imposta 2021 e 2022 attraverso la media dei livelli di affidabilità ottenuti, anche per effetto dell’indicazione di ulteriori componenti positivi.

[11] Vedi l’articolo 9-bis, comma 11, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96

[12] Previsto dall’articolo 1, commi da 634 a 636, della legge 23 dicembre 2014, n. 190

[13] Come è già avvenuto con le fatture elettroniche, potrebbe essere adoperata la stessa logica anche per i movimenti bancari.

[14] Si dovrebbe operare una rivisitazione ed una rivalutazione del “visto pesante”, che non sembra avere avuto ad oggi un grande successo

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati