Decreto Sostegni per partita IVA, il contributo a fondo perduto: via alle domande, ecco come chiederlo e quando arriva | Agenda Digitale

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Decreto Sostegni per partita IVA, il contributo a fondo perduto: via alle domande, ecco come chiederlo e quando arriva

Dal 30 marzo al 28 maggio è possibile fare domanda per il Contributo a fondo perduto, disciplinato dal Decreto Sostegni, per 3 milioni di imprese e partite Iva. Rimborsi molto attesi: ecco a chi spettano e come ottenerli

30 Mar 2021
Barbara Maria Barreca

Dottore commercialista

Luca Benotto

Dottore Commercialista

Il Decreto Sostegni 2021 è realtà: disciplina le modalità di accesso al “Contributo a fondo perduto” per l’anno 2021.

La norma – “Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da covid 19” approvata oggi dal Governo, presentata dal premier Mario Draghi – ricalca sostanzialmente quella contenuta nel Decreto “Rilancio” per l’ottenimento del primo contributo a fondo perduto per l’anno 2020.

L’intervento riguarda circa 3 milioni di imprese e partite Iva, con 11,1 miliardi di rimborsi che potrebbero arrivare dalla seconda metà di aprile. Per ottenere il rimborso, è possibile presentare domanda dal 30 marzo al 28 maggio tramite il portare Fatture e corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate.

contributo fondo perduto

Decreto Sostegni, chi ha diritto al contributo a fondo perduto: partite IVA

Il contributo spetta a tutti i soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività di impresa, arte, o professione o producono reddito agrario residenti o stabiliti nel territorio dello Stato.

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Sono esclusi esplicitamente:

  • i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del Decreto Sostegni;
  • i soggetti che abbiano attivato la partita IVA dopo l’entrata in vigore del Decreto Sostegni;
  • enti pubblici di cui all’articolo 74 del Tuir (gli organi e le amministrazioni dello Stato, compresi quelli ad ordinamento autonomo, anche se dotati di personalità giuridica, i comuni, i consorzi tra enti locali, le associazioni e gli enti gestori di demanio collettivo, le comunità montane, le province e le regioni);
  • soggetti di cui all’articolo 162-bis del Tuir (gli intermediari finanziari e le società di partecipazioni).

Condizioni per l’ammissione al contributo a fondo perduto

I commi 3 e 4 dettano le condizioni per l’ammissione al contributo:

  • che i ricavi (o compensi) siano stati non superiori a 10.000.000 di euro nel periodo d’imposta 2019;
  • che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30 per cento rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno
  • che abbiano attivato la partita IVA a partire dal 1^ gennaio 2019, nel qual caso il contributo spetta anche in assenza del rispetto dei due precedenti requisiti.

Importo del contributo: da mille a 150mila euro

Se sono rispettate le due condizioni, il contributo ottenibile è determinato in misura pari all’importo ottenuto applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2019 come segue:

  1. 60% per soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100.000 euro
  2. 50% per soggetti con ricavi e compensi superiori a 100.000 euro e fino a 400.000 euro
  3. 40% per soggetti con ricavi e compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1.000.000 euro
  4. 30% per soggetti con ricavi e compensi superiori a 1.000.000 euro e fino a 5.000.000 euro
  5. 20% per soggetti con ricavi e compensi superiori a 5.000.000 euro e fino a 10.000.000 euro

Per i soggetti che abbiano attivato la partita IVA dal 1^ gennaio per la determinazione della media del fatturato e corrispettivi rilevano i mesi successivi a quello di attivazione della posizione IVA.

In ogni caso, all’avente diritto spetta un importo minimo determinato in euro mille per le persone fisiche e duemila per le persone giuridiche.

L’importo massimo del contributo a fondo perduto determinato secondo quanto sopra esposto non può eccedere centocinquantamila euro mentre il contributo minimo non può essere inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per gli altri soggetti.

Il comma 3 precisa che la nozione di ricavi include soltanto le voci relative alla cessione di beni e servizi oggetto dell’attività dell’impresa o delle relative materie prime, sussidiarie, semilavorati e altri beni mobili. Sono esplicitamente esclusi tutti gli altri componenti positivi quali quelli derivanti da cessione di beni strumentali, azioni e quote, strumenti finanziari, indennità, contributi, etc..

Il contributo non è soggetto ad IRAP né a imposte sui redditi e non concorre al calcolo degli interessi passivi deducibili né alla determinazione totale dei ricavi dell’impresa.

Novità del decreto legge Sostegni 2021: la scelta

Rispetto alle modalità del Rilancio, una novità del Sostegni 2021: l’avente diritto può scegliere, e tale scelta è irrevocabile

  • se ricevere l’accredito del contributo a fondo perduto sul proprio conto corrente bancario
  • oppure optare per la sua trasformazione in credito di imposta da utilizzare in compensazione su Modello F24 da presentare all’Agenzia delle Entrate esclusivamente tramite i servizi telematici resi disponibili dalla stessa.

Quando arrivano i soldi del decreto Sostegni

Le ipotesi di stampa più accreditate parlano di fine aprile come periodo probabile di accredito dei contributi del decreto Sostegni 2021.

Dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, bisognerà attendere il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate che darà il via alle richieste di contributo.

Il decreto Sostegni in Gazzetta Ufficiale

E’ uscito in Gazzetta Ufficiale il decreto Sostegni 2021, a questo indirizzo.

 

Come si ottiene il contributo a fondo perduto

Il contributo può essere richiesto esclusivamente mediante istanza telematica all’Agenzia delle Entrate entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica per la presentazione della stessa, mediante i servizi Entratel/Fisconline, accessibili mediante SPID, smart card CNS o le usuali credenziali rilasciate dall’Agenzia.

L’istanza può anche essere presentata, per conto dell’interessato, da un intermediario fiscale (tipicamente un commercialista o altro soggetto abilitato) purché sia già precedentemente delegato ai servizi di cassetto fiscale; stranamente, non pare essere più prevista la possibilità di richiesta mediante intermediari delegati ai servizi di fatturazione elettronica.

Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 25, commi da 9 a 14 del D.L. 34/2020 in relazione alle modalità di erogazione del contributo, al regime sanzionatorio e alle attività di controllo.

L’esatto contenuto dell’istanza, le modalità ed i termini di trasmissione sono demandati ad un provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate.

La somiglianza tra i due contributi fa ipotizzare che possa venir utilizzato lo stesso servizio già in uso per la richiesta del contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Rilancio per il 2020 una volta aggiornato alle nuove norme.

Provvedimento Agenzia delle Entrate, come fare domanda per il contributo a fondo perduto

Il provvedimento del 23 marzo 2021 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce com’è possibile fare domanda per il contributo previsto dal decreto Sostegni 2021. La domanda va fatta dal 30 marzo al 28 maggio 2021.

Qui di seguito una guida passo passo.

Decreto Sostegni, come fare domanda per il contributo a fondo perduto

 

Decreto Legge Sostegni, un bilancio

Nel Decreto Legge Sostegni 2021 paiono essere state accolte le opinioni di chi, come noi, lamentava il fatto di porre a confronto un solo periodo (un bimestre) senza tenere conto delle variazioni di fatturato intervenute in un arco di tempo più lungo (per esempio l’intero anno 2020 rispetto all’anno 2019) avrebbe avuto un impatto troppo restrittivo dei soggetti ammessi al contributo.

E’ noto, infatti, che le misure per il contenimento dell’emergenza sanitaria, a parte per i periodi di lockdown nazionale, hanno avuto un diverso impatto sia a livello geografico per effetto delle determinazioni regionali sia a livello di codici ATECO, senza contare che molte attività economiche sono caratterizzate da trend stagionali specifici.

Considerare le variazioni dell’intero anno consente, infatti, di attenuare eventuali distorsioni legate alla ciclicità delle attività.

Le altre modifiche positive, recepite nella seconda bozza del Decreto Legge, sono l’ampliamento del volume del fatturato dei soggetti ammessi alla richiesta di contributo e la conseguente rimodulazione delle percentuali applicabili che decrescono con l’incremento dei ricavi e corrispettivi.

Non ci resta che seguire la fase delle richieste di contributo che, ci si augura, possano effettivamente essere di sostegno alla futura attività delle imprese colpite dall’emergenza sanitaria.

Articolo aggiornato rispetto alla pubblicazione del 22 marzo, con l’arrivo del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate e in seguito con l’avvio della finestra per presentare le domande.

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