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esperto risponde

Fattura elettronica e Pec per il regime forfetario: qualche chiarimento

17 Lug 2018

Salvatore De Benedictis

dottore commercialista

fatturazione, carburante, pec

DOMANDA

Buongiorno, la contatto per avere maggiori informazioni riguardo la fatturazione elettronica per il regime forfettario. Io ho un’attività in regime forfettario da inizio anno. Da quello che ho capito sono esonerato dalla fatturazione elettronica sia per i clienti privati che per quelli passivi Iva. La mia domanda però riguarda la fatturazione elettronica per l’acquisto di carburante. Io non detraggo nulla che riguardi le spese per l’auto o altro, essendo il mio un regime di vantaggio. Il gestore deve obbligatoriamente farmi fattura, anche se non scarico nulla? O essendo forfettario posso dribblare questo obbligo? E se sì, devo aprire una casella di posta elettronica certificata per ricevere fatture elettroniche? Attendo chiarimenti, in quanto in rete non ho trovato nulla che parlasse di questo argomento.

Ringrazio e porgo distinti saluti.

Enrico Alberto

RISPOSTA

Buonasera a Lei.

I soggetti esonerati dall’obbligo di emissione di fattura elettronica sono i contribuenti minori che rientrano nei vecchi “minimi” (articolo 27, comma 1 e 2 del Dl 98/2011) e coloro che applicano il regime forfettario (articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 190/2014). Ritengo Lei appartenga alla seconda categoria sopra indicata.

Per quanto riguarda la questione dell’obbligo di documentazione degli acquisti di carburanti, ritengo che l’obbligo di pagamento tracciato è condizione necessaria per la deducibilità del costo, ipotesi che nel suo caso non ricorre proprio in considerazione del regime in cui opera.

Tuttavia, pur senza volermi addentrare nell’esame delle regole fissate per l’accertamento ai soggetti forfetari, penso che avere spese documentate in maniera corretta (nel senso di idoneità alla deducibilità) potrebbe essere producente, e non vedo alcuna controindicazione al riguardo. Quindi, il rispetto delle “regole” per la documentazione e deducibilità del costo sarebbe eventualmente un onere, non un obbligo.

Nella ipotesi in cui optasse per documentare tutte le spese, le fatture elettroniche dei suoi fornitori potranno essere recapitate al suo indirizzo Pec. In alternativa, Lei potrebbe “registrarsi”  (direttamente se in possesso delle credenziali entratel/fisconline o tramite delega ad un intermediario in caso negativo) presso l’Agenzia delle Entrate comunicando il  “canale telematico” di ricevimento delle fatture,  diverso dalla posta elettronica, da attivare con un contratto da stipulare con un provider “accreditato”.

In questo caso tutte le fatture emesse nei suoi confronti saranno recapitate presso il provider da lei scelto, senza che i suoi fornitori abbiano necessità di conoscere la sua pec o il codice identificativo del provider.

Questa potrebbe essere una valida alternativa all’obbligo di conservazione al quale lei è comunque soggetto come contribuente forfetario. Il servizio potrebbe essere fruito gratuitamente con l’adesione alla convenzione con l’Agenzia delle Entrate oltre che, ovviamente, con apposito contratto col suo provider intermediario.

Per porre domande a Salvatore De Benedictis sul tema “Fatturazione Elettronica e Conservazione Digitale” è possibile inviare le proprie domande a: esperto@agendadigitale.eu

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