Evasione fiscale, ecco come il DEF punta a combattere il malcostume - Agenda Digitale

Le regole

Evasione fiscale, ecco come il DEF punta a combattere il malcostume

L’obiettivo è colmare il tax gap attraverso interventi che mirano a una profonda revisione del sistema tributario italiano, implementando una strategia “cashless” e alla semplificazione delle norme

19 Mag 2021
Davide Bedini

commercialista

Il DEF – Documento di Economia e Finanza, licenziato il 15 aprile 2021 dal Consiglio dei Ministri, ha confermato una profonda revisione del sistema tributario italiano. In particolare, dal documento emerge l’implementazione di una visione complessa, che punta a dare continuità anche agli interventi normativi precedenti che si inserivano nel solco del “cashless” e della lotta all’evasione fiscale.

Lotta all’evasione fiscale, cosa prevede il DEF

Il governo, coerentemente con quanto sopra esposto, rinnova il vigore dell’intervento legislativo sul tema dell’evasione. Parallelamente si punta ad una semplificazione delle regole e degli adempimenti al fine di instaurare un nuovo patto con i contribuenti. Quello che emerge, finalmente, è una visione complessiva dei contribuenti e delle Istituzioni, compresa l’Amministrazione Finanziaria, tutti coinvolti in un processo di ammodernamento sul tema tributario. Ciò evidenzia come non sia possibile proporre un modello diverso dall’attuale ai contribuenti senza coinvolgere seriamente e radicalmente le Istituzioni e viceversa. Un cambio di passo interessante, dunque, ma vediamo nello specifico cosa si prevede.

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Lotta all’evasione, le proposte della Commissione UE per le piattaforme digitali

Il Documento di Economia e Finanza, pag. 158 ss., specifica che “Tenuto conto del nuovo contesto economico-sociale e delle dinamiche evolutive che si vanno delineando a seguito dell’emergenza pandemica, la lotta all’evasione continuerà ad essere considerata un obiettivo prioritario per l’Amministrazione finanziaria. In continuità con molte misure già adottate, le ultime manovre di bilancio hanno previsto, da un lato, l’introduzione di alcune importanti misure finalizzate al recupero di gettito nel corso del prossimo triennio, dall’altro, una strategia più ampia di contrasto all’evasione fiscale destinata a produrre effetti positivi e strutturali in termini di miglioramento della tax compliance in un orizzonte temporale di medio-periodo”. Da una parte, dunque, verrà data continuità ad azioni volte al recupero del gettito, come l’obbligo generalizzato della fatturazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi.

Dall’altra, vi sarà un serio contrasto all’evasione che sarà esteso e potenziato tramite i pagamenti elettronici. Unitamente a ciò, vi sarà anche una drastica riduzione dei costi sulle transazioni cashless. Queste attività, svolte sinergicamente, consentiranno la drastica riduzione del Tax Gap, intesa come stima dell’evasione fiscale o anche come “perdita di gettito” per l’Erario.

Il rapporto con il PNRR e i fondi a disposizione

Tali azioni, preme sottolineare, sono anche finalizzate all’approvazione da parte della Commissione Europea del PNRR, ragione per cui appare imprescindibile una loro prosecuzione nonché una seria attuazione di quanto esposto. Proprio una delle Raccomandazioni formulate verso il nostro Paese relative alla Politica Fiscale (CSR), prevede di sviluppare delle azioni volte a contrastare l’evasione fiscale soprattutto nel campo della omessa fatturazione, tramite un potenziamento dei pagamenti elettronici obbligatori anche facendo uso di un abbassamento dei limiti legali per il pagamento in contanti.

Cashback di Stato anche per gli acquisti online: ecco come fare

Nello specifico, per il raggiungimento di questi obiettivi è stato disposto, nell’art.1 della Legge di Bilancio per il triennio 2021 -2023 un nuovo fondo con una dotazione di ben 8 miliardi di euro per l’anno 2022, e di 7 miliardi per il 2023. Inoltre, a partire dal prossimo anno saranno destinate a tale fondo le risorse stimate come maggiori entrate permanenti derivanti dal miglioramento dell’adempimento spontaneo (tax compliance). [1]

Tutti gli strumenti che sono stati ipotizzati ed attuati dal precedente governo Conte, dunque, sembrano essere ben visti e considerati, e pare verranno prorogati e potenziati. Strumenti come la lotteria degli scontrini e il cashback saranno considerati parte degli strumenti per necessari alla riduzione del tax gap che ancora affligge il nostro Paese. Quanto alla lotteria, in quanto l’acquirente continuerà ad essere incentivato nel richiedere la fattura o lo scontrino al venditore, grazie ad un meccanismo incentivante che possa aiutare a far emergere la c.d. “base imponibile”. Quanto al cashback, l’acquirente sarà invogliato ad utilizzare mezzi di pagamento elettronici finalizzati ad un rimborso per i contribuenti “onesti”.

Conclusione

Sicuramente permangono alcune premesse fondamentali, come ad esempio il miglioramento delle infrastrutture che possano consentire un agevole pagamento elettronico su tutto il territorio nazionale, ma per il momento il Documento di Economia e Finanza e la Commissione Europea sembrano aver tracciato le giuste premesse per quello che potrebbe prefigurarsi come un serio colpo all’evasione fiscale che, per molti versi, ha già preso piede nel nostro Paese.

Emerge infatti dall’attualità il superamento del mezzo miliardo di transazioni compatibili con il programma “cashback”. Mezzo miliardo di pagamenti in digitale, dunque, registrati da oltre 8,4 milioni di cittadini aderenti al programma cashback. Una notizia che fa sicuramente ben sperare su un progetto che, anche se a volte ha lasciato spazio a qualche dubbio attuativo, sembra stia davvero prendendo forma nel nostro Paese e che si spera sia correttamente portato avanti dalle Istituzioni nazionali ed europee.

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Note

  1. Documento Economia e Finanza, pag. 159.

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