Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

la guida

La lotteria degli scontrini elettronici: ecco cosa si vince

Dal primo gennaio 2020 i clienti che acquisteranno prodotti al dettaglio del valore superiore a un euro potranno partecipare all’estrazione di un montepremi mensile, se comunicheranno il proprio codice fiscale: è la lotteria degli scontrini, una particolare mossa per ridurre il fenomeno dell’evasione fiscale

17 Lug 2019

Nicoletta Pisanu

Giornalista


Vincere una somma di denaro grazie a una ricevuta fiscale: è la lotteria degli scontrini, un originale sistema ideato dal legislatore per ridurre il fenomeno dell’evasione fiscale incentivando i clienti degli esercizi di commercio al dettaglio a chiedere lo scontrino al negoziante. L’operazione rientra nell’ambito delle novità fiscali che includono anche lo scontrino elettronico, nel più ampio contesto della dematerializzazione e digitalizzazione dei processi di gestione dei documenti fiscali e dei dati.

Lotteria scontrini, come funziona

Di fatto, la lotteria degli scontrini può essere definita come un premio per essersi comportati in modo corretto nei confronti del fisco. Non si opera però incentivando il commerciante ad adeguarsi alle norme, ma si fa leva sui clienti. La lotteria degli scontrini entrerà in vigore dal primo gennaio 2020 ed è come un gioco o un concorso a premi. Quando si fanno acquisti del valore complessivo superiore a un euro in negozi di commercio al dettaglio dove il negoziante si sia già adeguato alle disposizioni previste per lo scontrino elettronico, il cliente che chiederà formalmente lo scontrino fiscale e fornirà il proprio codice fiscale al commerciante, potrà partecipare all’estrazione di un montepremi mensile.

Sembra che le cifre del premio in denaro saranno di diverse migliaia di euro, fino a un milione di euro. Una ghiotta occasione dunque per i clienti dei negozi – escluse le rivendite di prodotti sanitari come le farmacie. Ma l’aspetto alla base del nuovo sistema premiale non è solo ludico: infatti, si tratta di un mezzo per la lotta all’evasione fiscale.

Il contesto: la digitalizzazione documentale

L’introduzione dell’obbligo dello scontrino elettronico, scattato il primo luglio per i contribuenti con volume d’affari superiore ai 400.000 euro e pronto a entrare in vigore dal primo gennaio 2020 per tutti gli altri, è stato pensato per soddisfare diversi fattori vantaggiosi per commercianti e fisco. In primis, lo scontrino elettronico fa parte del grande mosaico della digitalizzazione delle procedure fiscali, avviato con l’obbligo di fattura elettronica B2B dal primo gennaio 2019 e pronto a svilupparsi ulteriormente dal primo ottobre col Nodo Smistamento Ordini.

Questo significa automatizzazione delle procedure, con conseguente risparmio di tempo da parte dei commercianti e azzeramento del rischio di commettere errori nel comunicare i dati dei corrispettivi al fisco. Tutto infatti avviene in modo automatico e digitale, grazie al registratore telematico, strumento indispensabile per adempiere all’obbligo della trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri. Il digitale tuttavia lascia tracce, ed ecco dunque che si presuppone queste innovazioni favoriscano il controllo delle autorità e del fisco sulle operazioni contabili e lo scambio di documenti fiscali. Questo significa che questi sistemi tecnologici rappresentano validi baluardi contro l’evasione fiscale, fenomeno che in Italia secondo i rilevamenti dell’Agenzia delle entrate, è tra i più rilevanti in tutta Europa e va dunque combattuto per il benessere dello Stato e dei contribuenti corretti.

Scontrino elettronico, il problema dell’evasione fiscale

Se la fattura elettronica ha lo scopo di permettere un maggiore controllo al fine di evitare operazioni irregolari e l’NSO è visto come uno strumento di procurement per garantire la trasparenze nelle operazioni d’acquisto degli enti del Servizio Sanitario Nazionale, lo scontrino elettronico presuppone il controllo dei corrispettivi trasmessi dai commercianti.

È pur vero tuttavia che una forma di evasione è data in questo ambito proprio dal non emettere lo scontrino: in questo caso anche con lo scontrino elettronico si rischia di risolvere ben poco, in quanto chi non faceva lo scontrino prima semplicemente non lo farà neppure ora con la nuova tecnologia (situazione che genera timori di professionisti e operatori del settore).

Dunque è necessaria una misura che spinga a fare gli scontrini, per evitare “il sommerso”, ovvero tutte quelle operazioni di compravendita al dettaglio che di fatto non sono registrate ed è come se non fossero mai avvenute, mentre in realtà c’è stato scambio di merce e denaro all’insaputa dell’Agenzia delle entrate. In questo contesto entra in gioco la lotteria degli scontrini. Incentivati dall’idea di vincere dei soldi, i clienti secondo le previsioni del legislatore saranno spinti maggiormente a chiedere al commerciante lo scontrino fiscale. In questo modo, il negoziante per non deludere il cliente dovrà emettere il documento, accontentando da una parte il suo compratore e dall’altra ottenendo lo scopo del fisco, cioè quello della comunicazione dei dati dei corrispettivi.

I vantaggi dei pagamenti tracciati

Ad avallare ulteriormente la caratteristica della lotteria degli scontrini di essere una misura anti evasione fiscale, c’è il fatto che chi pagherà prodotti al dettaglio del valore superiore a un euro con carta o bancomat, avrà una maggiore probabilità di vincere il montepremi mensile (nella misura del 20% in più rispetto a chi paga in contanti).

Questo ovviamente per incentivare l’uso delle carte e dunque favorire i pagamenti tracciati, che più facilmente possono essere controllati e dunque sono meno soggetti a situazioni irregolari. Per fare un banale esempio, pagare in nero col bancomat non è una buona idea: l’operazione di pagamento risulterà dai dati bancari, ma se il commerciante non emette lo scontrino non ci sarà corrispondenza e dunque viene rilevata l’irregolarità. Il pagamento in nero è amico del contante. La lotteria degli scontrini va nella direzione di spingere i clienti a usare le loro carte anche per acquisti di valore non ingente.

Le tecnologie necessarie per la lotteria scontrini

Per partecipare alla lotteria degli scontrini, è necessario che il commerciante disponda del registratore telematico per l’invio digitale dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle entrate. L’avvio della lotteria dal primo gennaio 2020 giunge proprio in concomitanza con l’entrata in vigore dell’obbligo di scontrino elettronico per i commercianti anche con volume d’affari inferiore ai 400.000 euro. Tuttavia, una moratoria alle sanzioni permette un periodo di transizione di sei mesi per adeguarsi e ottenere un registratore telematico o modernizzare la propria cassa. Il cliente dunque deve informarsi con il negoziante.

Altro presupposto è che il cliente fornisca il proprio codice fiscale (se non si ricordano tutte le cifre che lo compongono, si può ricorrere a un software o al conteggio manuale con la guida sul calcolo del codice fiscale). A quel punto, si potrà partecipare all’estrazione mensile.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 4