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Fattura elettronica, come diffonderla nelle piccole aziende

Il passaggio alla fattura elettronica è motivato da benefici gestionali e organizzativi oltre che da evidenti risparmi. Ad oggi però sono ancora poche le aziende che la usano. Serve, quindi, un forte coinvolgimento di stakeholder e intermediari e una politica di incentivi fiscali anche per quella b2b

Pubblicato il 27 Nov 2017

Roberto Bellini

Direttore Generale AssoSoftware

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Abbandonare la fattura di carta per passare a quella elettronica dà vantaggi che le piccole aziende ancora ignorano.

Il passaggio dovrebbe essere motivato dai benefici gestionali e organizzativi che le controparti coinvolte ottengono, sia dall’utilizzo dei dati presenti nel documento elettronico, quali la contabilizzazione automatica, la riconciliazione con ordini e ddt, e sia dai risparmi tangibili legati all’uso di un canale trasmissivo immateriale e della conservazione digitale.

Questi vantaggi, come emerge dai numerosi studi dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, si traducono anche in una riduzione di costi che varia, per ogni fattura, da qualche euro fino a diverse decine, ma in realtà sono ancora poco percepiti dalle piccole e micro imprese. Scarsa formazione/informazione, timori legati all’innovazione tecnologica e costi di adeguamento dei sistemi informativi: questi i principali fattori che ostacolano il passaggio al digitale. Il risultato finale è che una minima percentuale di aziende in Italia effettua fatturazione elettronica e una buona fetta delle PMI e micro imprese compilano ancora le fatture a mano o tramite strumenti di office automation.

È evidente quindi che qualsiasi proposta che stimoli la digitalizzazione delle imprese e in particolare l’adozione della fatturazione elettronica è benvenuta ma non può avvenire senza un forte coinvolgimento di tutti gli stakeholder, in primis delle software house, che sviluppano gli strumenti gestionali, nonché degli intermediari e professionisti che assistono le aziende. Contemporaneamente vanno trovate forme di incentivazione fiscale (vedi super ammortamento e crediti d’imposta) per spingere le aziende a effettuare investimenti in tecnologia, soluzioni gestionali e software di fatturazione elettronica.

A questo proposito le norme inserite nella legge di bilancio, attualmente in discussione in Parlamento, che prevedono l’obbligo di fatturazione elettronica per tutte le imprese dal 2019, vanno sicuramente nella direzione giusta ma andrebbero accompagnate da misure di sostegno economico per superare quel gap informativo e tecnologico che al momento impedisce a milioni di aziende di essere immediatamente operative.

Anche la messa a disposizione di strumenti gratuiti di creazione e conservazione delle fatture da parte dell’Amministrazione finanziaria non può essere in ogni caso determinante per la trasformazione digitale delle imprese richiesta da una simile svolta; la chiave va trovata invece nella spinta che possono dare tutti gli interlocutori, in particolare intermediari e professionisti,  verso l’adozione di sistemi e soluzioni gestionali che automatizzano veramente i processi aziendali, compresa la fatturazione elettronica.

Un altro elemento di criticità dell’attuale proposta di legge è la previsione del Sistema di Interscambio pubblico (SDI) come unico punto di raccolta e consegna delle fatture elettroniche. Se da un lato è necessario avere un unico punto di raccolta dei dati, per le attività di controllo e lotta all’evasione da parte dell’Amministrazione Finanziaria, non sembra invece opportuno delegare sempre e per obbligo il Sistema di Interscambio alla consegna delle fatture al destinatario qualora il mittente si serva già per tale attività di altri soggetti e/o canali elettronici. Ricordiamo che esistono già fortunatamente alcune best practices di fatturazione elettronica in specifiche filiere – dell’automotive, del materiale elettrico, del farmaceutico, ecc… -, nelle quali il dialogo tra le controparti avviene già in modo strutturato e dove l’inserimento del sistema di interscambio rischia di interrompere la catena del valore.

Altro aspetto della norma che merita una riflessione è l’inserimento dell’articolo denominato “semplificazioni amministrative e contabili” nel quale è previsto che l’Agenzia delle Entrate metta a disposizione di professionisti e aziende in contabilità semplificata le dichiarazioni precompilare IVA e dei Redditi, compresi i modelli di versamento delle imposte. È evidente che, data la complessità della normativa fiscale vigente, per la stragrande maggioranza dei casi è quasi impossibile giungere a dati definitivi e completi (basti pensare alle problematiche di indetraibilità sul fronte iva, piuttosto che indeducibilità o competenza/cassa sul fronte redditi) ma è apprezzabile lo sforzo di mettere a disposizione del contribuente le informazioni raccolte dall’Agenzia delle Entrate per favorire il processo spontaneo di compliance.

È però determinante la modalità con cui questi dati saranno resi disponibili, preferibilmente in modo elaborabile, affinché i sistemi software delle aziende, ma soprattutto degli intermediari, li possano gestire direttamente senza complicate e onerose attività manuali da parte dell’utente. Nel complesso bilancio dei costi/benefici che compongono il puzzle della fatturazione elettronica va certamente inserito in positivo anche lo sforzo fatto da Assosoftware, e dalle software house che hanno aderito al progetto, per la creazione di uno “Standard di codifica della fatturazione elettronica”. Si tratta di un insieme di convenzioni e codifiche strutturate e condivise che, aggiunte come arricchimento del tracciato ministeriale xml, permettono la completa automazione del ciclo passivo all’interno dei sistemi gestionali delle aziende e dei professionisti.

È un contributo veramente importante che accomuna tutte le software house del settore e che, per la prima volta, permette uno scambio di informazioni gestionali perfettamente intellegibili a prescindere dal prodotto utilizzato. Lo standard è stato già pubblicato e le aziende lo stanno implementando per essere pronte a offrirlo al mercato già nei primi mesi del prossimo anno.

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Fabio Giuccioli
Fabio Giuccioli
8 anni fa

Articolo chiaro che sottolinea l’importanza di procedere verso la fatturazione elettronica condividendo soluzioni (standard), con regole chiare e rispettando il ruolo propositivo del mercato

paolo
paolo
8 anni fa

Non sono d’accordo su due punti:
1) avere un sw gratuito dell’Agenzia delle Entrate (che però sia semplice da usare) puo’ aiutare tantissimo le microaziende a passare nel nuovo mondo della FEB2B
2) è invece molto importante avere un gateway istituzionale che veicoli in modo tracciabile la consegna della fatture elettroniche come quello dello SDI

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