vademecum

Fondo impresa femminile, come accedere alle agevolazioni

In attesa del decreto previsto per indicare tempi e modalità per presentare le domande al fine di ottenere le agevolazioni del Fondo a sostegno dell’impresa femminile, ecco una guida pratica per capire a chi spettano gli incentivi e in che misura

09 Mar 2022
Barbara Maria Barreca

Dottore commercialista e Valutatore di impatto Sociale

Il Fondo a sostegno dell’impresa femminile è stato istituito con la legge 178/2020 ed è destinato a “promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile, la diffusione dei valori dell’imprenditorialità e del lavoro tra la popolazione femminile e massimizzare il contributo quantitativo qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese”.

Con il Decreto Interministeriale del 30 settembre 2021 sono state determinate la dotazione finanziaria del Fondo, le modalità di attuazione, i criteri e i termini per la fruizione delle agevolazioni previste, le attività di monitoraggio e controllo.

Con il Decreto Interministeriale del 24 novembre 2021, il Ministero per lo Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro per le pari opportunità e la famiglia sono intervenuti integrando la dotazione finanziaria inizialmente prevista (20 milioni di euro per il 2021 e 2022) di ulteriori 160 milioni di euro a valere sulle risorse del PNRR destinate all’investimento 1.2 “Creazione di imprese femminili”.

PNRR, arrivano i fondi a sostegno dell’imprenditoria femminile: ecco le iniziative

Fondo imprenditoria femminile, come funzionano le domande di agevolazione

Per il momento si è ancora in attesa del provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico che disporrà sull’apertura dei termini e sulle modalità per la presentazione delle domande di agevolazione. Sappiamo però che:

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  • le domande di agevolazione dovranno essere compilate sulla sezione dedicata della piattaforma informatica che verrà messa a disposizione dal Soggetto Gestore e cioè Invitalia,
  • le agevolazioni verranno concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, con la possibilità di una concessione parziale rispetto all’importo ammissibile,
  • non è ammessa la presentazione, nell’arco di quattro anni, di più domande di agevolazione da parte della stessa impresa femminile (tranne nel caso di presentazione di una nuova domanda agevolativa in caso di rigetto della prima istanza).

Possiamo quindi prepararci sin d’ora approfondendo le linee di intervento agevolabili e i requisiti necessari per l’accesso alle agevolazioni.

A chi spettano le agevolazioni

Soggetti beneficiari sono le imprese femminili e cioè:

  • la società cooperativa e la società di persone in cui il numero di donne socie rappresenti almeno il 60 per cento dei componenti la compagine sociale
  • la società di capitale le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne;
  • l’impresa individuale la cui titolare è una donna;
  • la lavoratrice autonoma (lavoratrice la cui attività è ricompresa nell’ambito dell’articolo 1 della legge 22 maggio 2017, n. 81, ivi inclusa la libera professionista iscritta agli ordini professionali e l’esercente una delle professioni non organizzate in ordini o collegi di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 14 gennaio 2013, n. 4);

che siano costituite da meno di dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione o siano persone fisiche che intendano costituire un’impresa femminile.

Le iniziative ammissibili sono i progetti di investimento per la costituzione e l’avvio dell’impresa relativi

  1. alla produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
  2. alla fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
  3. al commercio o al turismo

I progetti devono prevedere spese ammissibili non superiori a Euro 250.000 ed essere realizzati, pena la revoca, entro ventiquattro mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione dell’agevolazione, controfirmato dalla beneficiaria. Può essere autorizzata una proroga non superiore ai sei mesi sulla base di motivata richiesta.

Agevolazioni e spese ammissibili

Si tratta di contributi a fondo perduto concedibili

  • fino all’80% delle spese ammissibili (con un contributo massimo di Euro 50.000) per progetti di investimento fino ad euro 100.000. Fermo restando l’importo del contributo massimo la percentuale può arrivare al 90% di copertura per donne in stato di disoccupazione che avviano un’impresa individuale o un’attività di lavoro autonomo;
  • fino al 50% delle spese ammissibili per progetti di investimento superiori ad Euro 100.000 e fino ad Euro 250.000.

Rientrano tra le spese ammissibili:

  • le immobilizzazioni materiali (impianti, macchinari, attrezzature nuove di fabbrica) purché coerenti e funzionali all’attività dell’impresa, poste a servizio esclusivo dell’attività agevolata
  • le immobilizzazioni immateriali che siano necessarie all’attività oggetto dell’iniziativa agevolata
  • servizi in cloud funzionali ai processi portanti della gestione aziendale
  • personale dipendente assunto (a tempo determinato o indeterminato) dopo la data di presentazione della domanda impiegato nella realizzazione dell’attività agevolata
  • esigenze di capitale circolante nel limite del 20% delle spese ammissibili che possono essere utilizzate per pagare
    • materie prime, sussidiarie, materiali di consumo;
    • servizi connessi allo svolgimento dell’attività di impresa
    • spese per godimento di beni di terzi (noleggio, canoni di leasing, etc)
    • oneri per la garanzia (fideiussione o polizza fideiussoria) necessaria per richiedere l’erogazione di un’anticipazione dell’agevolazione di massimo il 20% che sia svincolata dal programma di spesa

Le imprese beneficiarie delle agevolazioni sono altresì erogati servizi di assistenza tecnico-gestionale durante il periodo di realizzazione degli investimenti agevolati fino ad un valore massimo di euro 5.000 per ogni impresa che può essere erogato:

  • da Invitalia fino ad un valore massimo di Euro 3.000 che fornisce assistenza tecnica per il miglior esito delle iniziative finanziate;
  • con un voucher fino ad un valore massimo di Euro 2.000 a copertura del 50% del costo per l’acquisto di servizi specialistici di importo non inferiore ad Euro 4.000.

La dotazione finanziaria

Per questa linea di interventi la dotazione iniziale era stata determinata in euro 8.200.000, con la costituzione di una riserva del 60% delle risorse in favore delle imprese femminili costituite in forma di impresa individuale o di lavoratrice autonoma.

Con il Decreto 24/11/2021 la dotazione finanziaria è stata implementata di Euro 38.800.000, con la destinazione di almeno il 40% delle risorse al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Gli incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili

Soggetti beneficiari sono le imprese femminili e cioè:

  • la società cooperativa e la società di persone in cui il numero di donne socie rappresenti almeno il 60 per cento dei componenti la compagine sociale;
  • la società di capitale le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne;
  • l’impresa individuale la cui titolare è una donna;
  • la lavoratrice autonoma (lavoratrice la cui attività è ricompresa nell’ambito dell’articolo 1 della legge 22 maggio 2017, n. 81, ivi inclusa la libera professionista iscritta agli ordini professionali e l’esercente una delle professioni non organizzate in ordini o collegi di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 14 gennaio 2013, n. 4);
  • che siano costituite da almeno dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione.
  • Le iniziative ammissibili sono i progetti di investimento per la costituzione e l’avvio dell’impresa relativi
  • alla produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
  • alla fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
  • al commercio o al turismo
  • I progetti devono prevedere spese ammissibili non superiori a Euro 400.000 ed essere realizzati, pena la revoca, entro ventiquattro mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione dell’agevolazione, controfirmato dalla beneficiaria. Può essere autorizzata una proroga non superiore ai sei mesi sulla base di motivata richiesta.
  • Agevolazioni e spese ammissibili

Si tratta di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati a tasso zero concedibili:

  • per imprese costituite da almeno 12 mesi e non più di 36 mesi: 50% in forma di contributo a fondo perduto e 50% in forma di finanziamento agevolato a tasso zero fino all’80% delle spese ammissibili
  • per imprese costituite da oltre 36 mesi: fermo restando il limite di copertura dell’80% delle spese ammissibili, il conteggio del 50% in forma di contributo a fondo perduto e 50% in forma di finanziamento agevolato a tasso zero si applica solo alle spese di investimento, mentre il finanziamento delle esigenze di capitale circolante è agevolato nella forma di contributo a fondo perduto.

Rientrano tra le spese ammissibili:

  • le immobilizzazioni materiali (impianti, macchinari, attrezzature nuove di fabbrica) purché coerenti e funzionali all’attività dell’impresa, poste a servizio esclusivo dell’attività agevolata
  • le immobilizzazioni immateriali che siano necessarie all’attività oggetto dell’iniziativa agevolata
  • servizi in cloud funzionali ai processi portanti della gestione aziendale
  • personale dipendente assunto (a tempo determinato o indeterminato) dopo la data di presentazione della domanda impiegato nella realizzazione dell’attività agevolata
  • esigenze di capitale circolante:
    • limite del 20% delle spese ammissibili per imprese costituite da non più di 36 mesi
    • limite del 25% delle spese ammissibili per imprese costituite da oltre 36 mesi e comunque nella misura massima dell’80% della media del circolante degli ultimi tre esercizi alla data di presentazione della domanda

Le esigenze di capitale circolante possono essere utilizzate per pagare:

    • materie prime, sussidiarie, materiali di consumo;
    • servizi connessi allo svolgimento dell’attività di impresa
    • spese per godimento di beni di terzi (noleggio, canoni di leasing, etc)
    • oneri per la garanzia (fideiussione o polizza fideiussoria) necessaria per richiedere l’erogazione di un’anticipazione dell’agevolazione di massimo il 20% che sia svincolata dal programma di spesa

Le imprese beneficiarie delle agevolazioni sono altresì erogati servizi di assistenza tecnico-gestionale durante il periodo di realizzazione degli investimenti agevolati fino ad un valore massimo di Euro 5.000 per ogni impresa che può essere erogato:

  • da Invitalia fino ad un valore massimo di Euro 3.000 che fornisce assistenza tecnica per il miglior esito delle iniziative finanziate;
  • con un voucher fino ad un valore massimo di Euro 2.000 a copertura del 50% del costo per l’acquisto di servizi specialistici di importo non inferiore ad Euro 4.000.

Caratteristiche dei finanziamenti agevolato a tasso zero

  • durata massima di 8 anni;
  • tasso zero;
  • rimborso con piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate (scadenza 31/05 e 30/11) dopo 12 mesi dall’erogazione dell’ultima quota dell’agevolazione
  • non sono assistiti da forme di garanzia (i relativi crediti del soggetto erogatore sono assistititi da privilegio ai sensi dell’art. 24, co. 333, L. 449/1997)

La dotazione finanziaria

Per questa linea di interventi la dotazione iniziale era stata determinata in euro 25.600.000, implementata di euro 121.200.000 con il Decreto 24/11/2021 e con la destinazione di almeno il 40% delle risorse al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

L’accesso alle agevolazioni e la valutazione istruttoria

Il progetto imprenditoriale deve contenere:

  • i dati e il profilo dell’impresa femminile richiedente;
  • descrizione dell’attività;
  • analisi del mercato e relative strategie;
  • aspetti tecnico-produttivi e organizzativi;
  • aspetti economico-finanziari.

Nel caso di impresa costituita da oltre 36 mesi, ai fini della determinazione del valore medio su cui parametrare il contributo concedibile, la domanda agevolativa deve essere corredata da documentazione idonea ad attestare l’importo delle poste di bilancio, relative ai tre esercizi antecedenti la presentazione dell’istanza.

La valutazione della domanda

La valutazione istruttoria parte della verifica dei requisiti dell’impresa che presenta la domanda ed effettua un esame di merito basato sui seguenti criteri:

  1. adeguatezza e coerenza delle competenze possedute dai soggetti richiedenti in rapporto alla complessità del progetto;
  2. capacità dell’iniziativa di presidiare gli aspetti del processo tecnico-produttivo e organizzativo;
  3. potenzialità del mercato di riferimento, vantaggio competitivo e relative strategie di marketing;
  4. sostenibilità tecnico-economica del progetto imprenditoriale, con particolare riferimento all’equilibrio economico-finanziario, nonché alla pertinenza e coerenza del programma di spesa;
  5. impatto sociale, occupazionale, ambientale, presidio di antichi mestieri, promozione del made in Italy.

Una premialità aggiuntiva verrà assegnata a progetti ad alta tecnologia.

Si attende il provvedimento che fisserà l’articolazione dei criteri di valutazione e del criterio di premialità in parametri, con indicazione dei punteggi assegnabili ai progetti imprenditoriali, nonché le soglie minime per l’accesso alle agevolazioni.

Azioni per la diffusione della cultura e la formazione imprenditoriale femminile

Il Fondo per l’impresa femminile sostiene anche le seguenti azioni e iniziative:

  1. iniziative per promuovere il valore dell’imprenditoria femminile nelle scuole e nelle università;
  2. iniziative per la diffusione di cultura imprenditoriale tra le donne;
  3. iniziative di orientamento e formazione verso percorsi di studio nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche;
  4. iniziative di sensibilizzazione verso professioni tipiche dell’economia digitale;
  5. azioni di comunicazione per diffondere la cultura femminile di impresa e promuovere i programmi finanziati.

Le predette azioni ed iniziative verranno declinate in un piano di attività che dovrà essere predisposto Invitalia e condiviso con il Ministero dello Sviluppo Economico.

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