Udienze a distanza causa coronavirus, come vanno e i problemi | Agenda Digitale

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Udienze a distanza causa coronavirus, come vanno e i problemi

Per contenere l’epidemia da coronavirus la Giustizia italiana si è dovuta digitalizzare: la situazione offre l’occasione per riflettere sulle pratiche attuate e sul futuro di questa situazione. Analizziamo come vanno le udienze a distanza nel processo civile, penale, amministrativo

11 Mag 2020
Ione Ferranti

Studio legale Ferranti


Mai dire “udienza a distanza“. La caotica normativa dettata per il contenimento dell’epidemia da coronavirus ha dato una sferzata al processo di rinnovamento della giustizia italiana. Importante approfondire come le cose sono cambiate nella gestione di ogni tipologia di processo, considerando vantaggi e problemi.

Il contesto giustizia digitale

Gli sviluppi tecnologici, così come hanno cambiato profondamente il modo di fare le cose nella vita quotidiana, hanno cambiato il modo di amministrare la Giustizia, il modo di giudicare e il modo di esercitare la professione forense. Lo svolgimento a distanza delle udienze può agevolare e rendere più veloci i processi (garantendone la ragionevole durata ex art. 111 Cost), riducendone i costi. In effetti, la digitalizzazione della Giustizia implica, fra l’altro, il bilanciamento di due princìpi sanciti dalla Costituzione:

  • il diritto di difesa (art. 24);
  • il principio del buon andamento dell’amministrazione (art. 97) e, in particolare, della Giustizia.

La maggiore effettività di un processo dematerializzato sembra essere diventata un dogma incontestabile. La telematizzazione dei processi può essere letta come un capitolo della più ampia opera di digitalizzazione della Giustizia e, più in generale, della pubblica amministrazione, di cui lo svolgimento delle udienze a distanza mediante collegamento da remoto costituisce un ulteriore sviluppo. Nel contesto della giustizia elettronica europea, l’utilizzo della videoconferenza nei procedimenti giudiziari è parte del Piano d’azione in materia di giustizia elettronica europea fin dal 2008[1]. Storicamente, l’assunzione delle prove costituisce l’utilizzo più importante della videoconferenza nei procedimenti transfrontalieri ma lo stesso è utilizzato per l’audizione di testimoni vulnerabili oppure oggetto di intimidazioni e per le audizioni di esperti. Nell’organizzazione della Giustizia italiana, la videoconferenza è consolidata da diversi anni per celebrare i processi penali che coinvolgono detenuti ritenuti pericolosi e, per i quali, è opportuna la detenzione in carcere, evitando i problemi di sicurezza legati agli spostamenti in aule giudiziarie (sui complessi problemi che solleva la dematerializzazione del procedimento penale v. infra).

Nell’emergenza coronavirus, il d.l. n. 18/2020 (conv. con modif. in l. n. 27/2020) ha introdotto, fra l’altro, norme dirette ad accelerare la dematerializzazione del processo al fine di consentire lo svolgimento dell’attività giudiziaria. Con specifico riferimento al tema dello svolgimento delle udienze a distanza, per quanto di interesse, la normativa, fra l’altro, prevede la possibilità di svolgimento delle udienze a distanza mediante collegamenti da remoto, individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della Giustizia (“DGSIA”) [art. 83 comma 7 lett. f), h-bis), comma 12, comma 12-bis, comma 12-quater e art. 85 comma 3 lett. e) d.l. n. 18/2020 conv. con modif. in l. n. 27/2020].

L’art. 83 comma 5 d.l. n. 18/2020 (conv. in l. n. 27/2020) prevede che, nel periodo di sospensione dei termini e limitatamente all’attività giudiziaria non sospesa, i Capi degli Uffici giudiziari possono adottare, fra l’altro, le misure di cui al comma 7 lett. f). Il comma 6 prevede, fra l’altro, che, fino al 30.6.2020, i Capi degli Uffici giudiziari possono adottare le misure previste dal comma 7 lett. f) dell’art. 83 d.l. n. 18/2020 (conv in l. n. 27/2020). La suddetta normativa è stata già oggetto di modifiche e integrazioni, le quali hanno riguardato essenzialmente le udienze penali, amministrative e contabili (più approfonditamente v. infra)[2]. Il d.l. n. 18/2020 (conv. con modif. in l. n. 27/2020) fa riferimento a collegamenti da remoto regolati dal DGSIA. Con provvedimento del 10.3.2020, il DGSIA ha disposto che le udienze civili possono svolgersi mediante collegamenti da remoto organizzati dal giudice utilizzando gli applicativi Skype for business e Teams di Microsoft[3]. In altri termini, la partecipazione all’udienza telematica avviene con l’utilizzo del software Teams di Microsoft o Skype for business tramite collegamento a un link (link esteso all’aula virtuale) che viene comunicato dal Giudice alle parti. L’utilizzo del software per l’accesso alla stanza virtuale è gratuito, non richiede registrazioni, inserimento di credenziali né sottoscrizione di abbonamenti. L’utente deve dotarsi unicamente di un dispositivo (PC, Tablet o smartphone) munito di videocamera e microfono. A tali provvedimenti hanno fatto seguito una serie di Protocolli per lo svolgimento da remoto delle udienze adottati dai singoli Uffici giudiziari di concerto sia con gli Ordini territoriali degli Avvocati sia con il C.N.F.

Udienza a distanza nel processo civile

La normativa emergenziale, fra l’altro, prevede lo svolgimento delle udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori, dalle parti e dagli ausiliari del giudice, anche se finalizzate all’assunzione di informazioni presso la pubblica amministrazione, mediante collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del DGSIA del Ministero della giustizia [art. 83 comma 7 lett. f) d.l. n. 18/2020 (conv. con modif. in l. n. 27/2020).

Lo svolgimento dell’udienza deve in ogni caso avvenire con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione delle parti. Prima dell’udienza il giudice fa comunicare ai procuratori delle parti e al pubblico ministero, se è prevista la sua partecipazione, giorno, ora e modalità di collegamento. All’udienza il giudice dà atto a verbale delle modalità con cui si accerta dell’identità dei soggetti partecipanti e, ove trattasi di parti, della loro libera volontà. Di tutte le ulteriori operazioni è dato atto nel processo verbale. Lo schema di decreto-legge approvato il 29.4.2020 prevede la necessaria presenza del Giudice nell’Ufficio giudiziario. In sede di conversione, è stata introdotta la possibilità di svolgimento dell’attività degli ausiliari del giudice con collegamenti da remoto tali da salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione delle parti [art. 83 comma 7 lett. h-bis) d.l. n. 18/2020 (conv. con modif. in l. n. 27/2020)][4]. Le particolarità dello svolgimento a distanza dell’udienza richiedono, ad avviso di chi scrive, una speciale regolamentazione di:

  • la partecipazione di testimoni, esperti e ausiliari del Giudice all’udienza digitale;
  • la redazione del verbale dell’udienza digitale: dovrebbe essere prevista la redazione di un verbale di udienza mediante registrazione;
  • il ruolo dell’udienza digitale: il ruolo di udienza digitale dovrebbe contenere anche le indicazioni sulle modalità tecniche di svolgimento dell’udienza.

Per quanto concerne le udienze destinate all’acquisizione delle prove orali, le modalità di svolgimento a distanza impongono l’adozione di una serie di cautele volte a garantire l’effettività del diritto di difesa e il principio della parità delle armi. I fattori che determinano l’audizione di testimoni a distanza sono economici (per esempio, la riduzione dei costi ex art. 97 Cost.), le difficoltà pratiche (per esempio, la malattia o un handicap del testimone) e la riduzione dei tempi dei processi (art. 111 Cost.). Se si tratta di una testimonianza cruciale, è opportuna l’audizione mediante comparizione fisica del testimone dinanzi al Giudice. Ça va sans dire, è meno facile osservare e interpretare il comportamento di un testimone nel caso di un’audizione a distanza. Il principio della parità delle armi va rispettato in ogni caso. Inoltre, le modalità tecniche utilizzate diventano importanti ai fini dell’acquisizione della prova testimoniale (per esempio, una connessione non perfetta può alterare la trasmissione). In altri termini, è necessario adottare cautele tali da evitare che le modalità tecniche di audizione a distanza di un testimone possano rivelarsi uno svantaggio per una delle parti[5].

Già l’art. 95 comma 3 del R.D. n. 267/1942 (c.d. “legge fallimentare”, come integrata dal d.l. n. 59/2016 conv. con modif. in l. n. 119/2016) prevede che il Giudice delegato, in relazione al numero di creditori e all’entità del passivo, può stabilire che “l’udienza sia volta in via telematica con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione dei creditori, anche utilizzando le strutture informatiche messe a disposizione della procedura da soggetti terzi”.

Udienza a distanza nel procedimento penale

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La Corte di Strasburgo ha stabilito che la partecipazione dell’imputato all’udienza tramite videoconferenza, di per sé, non viola l’art. 6 par. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali[6]. Invece, in Francia, il Conseil constitutionnel ha riconosciuto l’importanza della garanzia che si collega alla comparizione fisica dell’interessato dinanzi al Giudice nel quadro di una procedura di detenzione provvisoria, imponendo un limite alla partecipazione a distanza in quanto eccessivamente lesiva del diritto di difesa[7]. In Italia, il dibattito è stato rinfuocato dalla normativa emergenziale che estende la partecipazione a distanza nel procedimento penale[8]. Tuttavia, il diritto dell’indagato o imputato alla partecipazione fisica all’udienza penale sembra essere solo una delle questioni oggetto di dibattito.

L’art. 83 comma 12 d.l. n. 18/2020 (conv. con modif. in l. n. 27/2020) richiama, fra l’altro, le disposizioni sulla partecipazione a distanza nel procedimento penale, di cui all’art. 146-bis disp. att. c.p.p., in quanto compatibili. Il comma 12 prevede che, ferma la possibilità di procedere a porte chiuse nei casi previsti dall’art. 472, comma 3, c.p.p., fino al 30.6.2020, la partecipazione a qualsiasi udienza da parte di detenuti, internati o imputati in stato di custodia cautelare è assicurata mediante videoconferenze o collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del DGSIA del Ministero della Giustizia, applicate le disposizioni di cui ai commi 3, 4 e, in quanto compatibili, 5 dell’art. 146-bis disp. att. c.p.p.

Nel corso dell’esame in Senato, sono stati aggiunti i commi da 12-bis a 12-quinquies. In particolare, il comma 12-bis consente – fino al 30 giugno – che si tengano, con collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento DGSIA, le udienze penali che non richiedono la partecipazione di soggetti diversi dal Pubblico Ministero (P.M.), dalle parti private e dai rispettivi difensori, dagli ausiliari del Giudice, dalla Polizia Giudiziaria (P.G.), interpreti, consulenti e periti.La disposizione individua alcune misure per garantire, anche da remoto, che lo svolgimento dell’udienza consenta il rispetto del principio del contraddittorio e l’effettiva partecipazione delle parti.

Prima della udienza, il Giudice fa comunicare ai difensori delle parti, al P.M. e agli altri soggetti che devono partecipare all’udienza giorno, ora e modalità di collegamento. I difensori attestano l’identità dei soggetti assistiti, i quali, se liberi o sottoposti a misure cautelari diverse dalla custodia in carcere, partecipano all’udienza solo dalla medesima postazione da cui si collega il difensore. In caso di custodia dell’arrestato o del fermato in uno dei luoghi indicati dall’art. 284, comma 1, c.p.p., la persona arrestata o fermata e il difensore possono partecipare all’udienza di convalida da remoto anche dal più vicino ufficio della P.G. attrezzato per la videoconferenza, quando disponibile. In tal caso, l’identità della persona arrestata o fermata è accertata dall’ufficiale di polizia giudiziaria presente.

Nell’udienza digitale penale, l’unico soggetto che deve necessariamente trovarsi nell’Ufficio giudiziario è l’ausiliario del Giudice. L’ausiliario del Giudice dà atto nel verbale d’udienza delle modalità di collegamento da remoto utilizzate, delle modalità con cui si accerta l’identità dei soggetti partecipanti e di tutte le ulteriori operazioni, nonché dell’impossibilità dei soggetti non presenti fisicamente di sottoscrivere il verbale (ai sensi dell’art. 137 comma 2 c.p.p.) o di vistarlo (ai sensi dell’art. 483 comma 1 c.p.p.). Il comma 12-bis dell’art. 83 d.l. n. 18/2020 (conv. con modif. in l. n. 27/2020) è già oggetto di modificazione: lo schema di decreto-legge prevede l’aggiunta del seguente periodo: “Fermo quanto previsto dal comma 12, le disposizioni di cui al presente comma non si applicano, salvo che le parti vi acconsentano, alle udienze di discussione finale, in pubblica udienza o in camera di consiglio e a quelle nelle quali devono essere esaminati testimoni, parti, consulenti o periti” [art. 3 comma 1 lett. f) schema decreto-legge approvato il 29.4.2020].

Il comma 12-quater, interviene per consentire, nella fase delle indagini preliminari, fino al 30 giugno 2020, il compimento di atti tramite collegamenti da remoto. In particolare, si prevede che il P.M. e il Giudice possono avvalersi di tali collegamenti – individuati con provvedimento DGSIA – per compiere atti che richiedono la partecipazione dell’indagato, della persona offesa, del difensore, di consulenti, di esperti o di altre persone, nei casi in cui la presenza fisica di costoro metta a rischio le esigenze di contenimento della diffusione del virus COVID-19[9]. La partecipazione delle persone detenute, internate o in stato di custodia cautelare è assicurata mediante videoconferenza o con collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento DGSIA (art. 83 comma 12 d.l. n. 18/2020 conv. con modif. in l. n. 27/2020). La disposizione individua specifiche misure concernenti le modalità di partecipazione. Le persone chiamate a partecipare all’atto sono tempestivamente invitate a presentarsi presso il più vicino Ufficio di P.G., che abbia in dotazione strumenti idonei ad assicurare il collegamento da remoto. Presso tale Ufficio le persone partecipano al compimento dell’atto in presenza di un ufficiale o agente di P.G., il quale procede alla loro identificazione. Il compimento dell’atto avviene con modalità tali da salvaguardarne, ove necessario, la segretezza e ad assicurarne la possibilità per la persona sottoposta alle indagini di consultarsi riservatamente con il proprio difensore. Il difensore partecipa da remoto mediante collegamento dallo studio legale, salvo che decida di essere presente nel luogo dove si trova il suo assistito. Il pubblico ufficiale che redige il verbale dà atto nello stesso delle modalità di collegamento da remoto utilizzate, delle modalità con cui si accerta l’identità dei soggetti partecipanti e di tutte le ulteriori operazioni nonché dell’impossibilità dei soggetti non presenti fisicamente di sottoscrivere il verbale (ex art. 137 comma 2 c.p.p.). Le indicate disposizioni si applicano, in quanto compatibili, ai procedimenti relativi alla magistratura militare (art. 83 comma 21 d.l. n. 18/2020 conv. con modif. in l. n. 27/2020).

Udienza a distanza nel processo amministrativo

La possibilità di svolgere udienze telematiche – sia per le camere di consiglio che per le udienze pubbliche – non è prevista dalla disciplina ordinaria del p.a.t., che trova la sua principale fonte di regolamentazione nel d.P.R. n. 40/2016. Infatti, quest’ultimo, emanato in attuazione dell’art. 13, co. 1, dell’Allegato 2 al c.p.a., contiene il Regolamento recante le regole tecnico-operative per l’attuazione del processo amministrativo telematico. Dal 1°.1.2017, tutti gli atti dei processi amministrativi devono essere obbligatoriamente depositati per via telematica. L’art. 136 c.p.a. prevede che, dall’entrata in vigore del p.a.t., “tutti gli atti e i provvedimenti del giudice, dei suoi ausiliari, del personale degli uffici giudiziari e delle parti sono sottoscritti con firma digitale”. Il p.a.t., pur essendo caratterizzato da un grado di digitalizzazione pressoché totale, non prevede ancora la possibilità di tenere udienze a distanza.

Il comma 5 dell’art. 3 d.l. n. 11/2020 aveva previsto, in via transitoria, la possibilità di tenere le udienze del p.a.t. sia quelle pubbliche che quelle camerali a distanza. L’art. 3 d.l. n. 11/2020 è stato abrogato a far data dal 17.3.2020[10]. Pertanto, nel nuovo testo dell’art. 84 d.l. n. 18/2020 (conv. con modif. in l. n. 27/2020) è scomparsa la previsione dello svolgimento delle udienze (sia pubbliche che camerali) da remoto ed è stata introdotta la possibilità (ben più limitata) di svolgimento a distanza delle camere di consiglio – se necessario – nelle quali i magistrati del collegio discutono e decidono fra loro l’esito dei giudizi.

Lo schema di decreto-legge approvato il 29.4.2020 prevede che a decorrere dal 30.5.2020 e fino al 31.7.2020 con istanza congiunta delle parti costituite (depositata fino a 5 gg. liberi prima della data fissata per la trattazione), può essere richiesto lo svolgimento delle udienze pubbliche e camerali, se non è prevista la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti, mediante collegamenti da remoto con modalità idonee a salvaguardare il contradittorio o l’effettiva partecipazione dei difensori all’udienza. In ogni caso, va assicurato la sicurezza e la funzionalità del sistema informatico della Giustizia amministrativa e dei relativi apparati e comunque nei limiti delle risorse attualmente assegnate ai singoli Uffici (art. 4 schema decreto-legge). In tal caso, la Segreteria comunica, almeno un giorno prima della trattazione, l’avviso dell’ora e delle modalità di collegamento. Si dà atto nel verbale delle modalità con cui si accerta l’identità dei soggetti partecipanti e la libera volontà delle parti, anche ai fini della disciplina dei dati personali. Il Giudice, nel medesimo termine di cui al primo periodo dell’art. 4, può disporre che la discussione si svolga con collegamenti da remoto, previa comunicazione alle parti costituite. Il luogo da cui si collegano i magistrati e il personale addetto è considerato camera di consiglio a tutti gli effetti di legge.

Udienza a distanza nel processo tributario

Le norme dettate dall’art. 83 d.l. n. 18/2020 (conv. con modif. in l. n. 27/2020), in quanto compatibili, si applicano anche ai procedimenti relativi alle Commissioni tributarie (cfr. comma 21). Tuttavia, dal 2018, nel processo telematico tributario (p.t.t.) è prevista la possibilità di svolgere a distanza l’udienza pubblica (v. art. 16 comma 4 d.l. n. 119/2018 conv. con modif. in l. n. 136/2018). Più dettagliatamente, nel p.t.t. la partecipazione delle parti all’udienza pubblica (di cui all’art. 34 d.lgs. n. 546/1992) può avvenire a distanza, su apposita richiesta formulata da almeno una delle parti nel ricorso o nel primo atto difensivo, mediante un collegamento audiovisivo tra l’aula di udienza e il luogo del domicilio indicato dal contribuente, dal difensore, dall’ufficio impositore o dai soggetti della riscossione con modalità tali da assicurare la contestuale, effettiva e reciproca visibilità delle persone presenti in entrambi i luoghi e la possibilità di udire quanto viene detto.

Il luogo dove la parte processuale si collega in audiovisione è equiparato all’aula di udienza. Con uno o più provvedimenti del direttore generale delle finanze, sentito il Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria e l’Agenzia per l’Italia Digitale, sono individuate le regole tecnico-operative per consentire la partecipazione all’udienza a distanza, la conservazione della visione delle relative immagini, e le Commissioni tributarie presso le quali attivare l’udienza pubblica a distanza. Almeno un’udienza per ogni mese e per ogni sezione è riservata alla trattazione di controversie per le quali è stato richiesto il collegamento audiovisivo a distanza. Prima dell’epidemia, tale disposizione non ha mai avuto attuazione concreta.

Conclusione

La dematerializzazione del processo penale pone problemi complessi, i quali si aggravano allorché l’indagato o l’imputato è stato privato della libertà personale[11]. Le preoccupazioni sollevate da una parte dell’Avvocatura possono essere condivise ma solo in parte. In effetti, non è dato comprendere la ratio della necessità di prevedere la presenza fisica delle persone (non private della libertà personale) in determinati luoghi. Le modalità tecniche di svolgimento dell’atto (tramite collegamento da remoto) sono finalizzate proprio alla eliminazione della necessità della presenza fisica di una persona in un determinato luogo. Il collegamento da remoto può essere realizzato ovunque.

La partecipazione a tutte le udienze svolte a distanza mediante collegamento da remoto dovrebbe richiede una serie di formalità: si dovrebbe svolgere in uno spazio privato, silenzioso, senza nessuna interruzione, nessuno spostamento senza l’autorizzazione del Giudice, il viso dovrebbe essere ben visibile e ben illuminato, dovrebbe essere consentito di bere solo acqua, dovrebbe essere vietato fumare, mangiare ecc. Ad avviso di chi scrive, è condivisibile pienamente la proposta di un processo penale completamente smaterializzato con il consenso dell’imputato a fronte di uno sconto di pena[12].

Inoltre, molte udienze che non presentano particolare complessità possono essere svolte a distanza. Allo stesso modo, molti processi possono essere completamente dematerializzati, pur assicurando l’effettività del diritto di difesa e il principio della parità delle armi, oltre che il contraddittorio. In aggiunta, non sarebbe inutile istituire dei Tribunali o Corti virtuali, dinanzi ai quali celebrare processi completamente digitalizzati, soprattutto per alcuni tipi di contenziosi (si pensi, per esempio, alla c.d. giustizia bagatellare). In altri termini, le modalità tecniche di svolgimento delle udienze dovrebbero essere decise sulla base della natura del contenzioso, degli interessi delle parti coinvolte, delle particolarità del caso concreto, del tipo di udienza e della complessità della stessa.

La modernizzazione tecnologica del sistema giudiziario italiano richiede, innanzitutto, importanti investimenti finanziari nel settore della Giustizia. La smaterializzazione dei processi presuppone la realizzazione delle infrastrutture tecnologiche necessaria alla cyber justice, altrimenti “tutto fila liscio al netto dei problemi tecnici”[13].

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Note

  1. Cfr. La videoconferenza nel contesto della giustizia elettronica europea e il Piano d’azione in materia di giustizia elettronica europea approvato dal Consiglio nel novembre 2008. Inizialmente, l’impiego dello strumento della videoconferenza è stato previsto per le audizioni dei testimoni, esperti o vittime dalla seguente legislazione: art. 10 Convenzione 29.5.2000 relativa all’assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell’UE; artt. 10 par. 4 e 17 par. 4 Reg. (CE) n. 1206/2001 del Consiglio 28.5.2001 relativo alla cooperazione fra le Autorità giudiziarie degli Stati membri nel settore dell’assunzione delle prove in materia civile e commerciale; art. 9 par. 1 Dir. 2004/80/CE del Consiglio 29.4.2004 relativa all’indennizzo delle vittime di reato; artt. 8 e 9 par. 1 del Reg. (CE) n. 861/2007 del Parlamento europea e del Consiglio 11.7.2007 che istituisce un procedimento europeo per le controversie di modesta entità; art. 11 par. 1 Decisione-quadro 2001/220/GAI del Consiglio 15.3.2001 relativa alla posizione della vittima nel procedimento penale. Più di recente v. Piano d’azione 2019-2023 in materia di giustizia elettronica europea.
  2. Il riferimento è allo schema di decreto-legge recante Misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile, e disposizioni urgenti in materia di dati personali nel tracciamento dei contatti, approvato il 29.4.2020 dal Consiglio dei Ministri. L’art. 3 del predetto schema di decreto-legge introduce una serie di modifiche all’art. 83 del d.l. n. 18/2020 conv. con modif. in l. n. 27/2020. L’art. 4 dello schema di decreto-legge introduce Disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia amministrativa. L’art. 5 detta Disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia contabile.
  3. Tali modalità tecniche di svolgimento delle udienze sono state adottate anche in altri Paesi. In Gran Bretagna, fra le modalità disponibili vi sono, a titolo esemplificativo, BT conference call, Skype for Business, Microsoft Teams, BT MeetMe, Cloud Vedo Platform e Zoom. Cfr. Civil Justice in England and Wales Protocol Regarding Remote Hearings 26.3.2020.
  4. Cfr. M. Reale, Processo telematico e udienze da remoto: le novità della conversione del Cura Italia, 27.4.2020.
  5. Cfr. Preuves électroniques dans les procédures civiles et administratives. Lignes directrices adottate il 30.1.2019 dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.
  6. Cfr. CEDU, sent. 5.10.2006 (ricorso n. 45106/04), Marcello Viola contro Italia, in Hudoc database.
  7. Cfr. Conseil constitutionnel, sentenza n. 2019-778 DC del 21.3.2019, cons. 233-234.
  8. V. Disciplina emergenziale per la celebrazione delle udienze penali. Le osservazioni della Giunta UCPI del 31.3.2020 e Gli avvocati contro la smaterializzazione del processo ora difesa da ANM del 27.4.2020 . A seguito delle osservazioni diffuse il 31.3.2020 da UCPI, il Garante per la protezione dei dati personali ha scritto una lettera al Ministro della Giustizia per chiedere chiarimenti sulla questione del trattamento dei dati personali degli imputati raccolti da Microsoft Teams. Tuttavia, la questione relativa all’allargamento dei casi di partecipazione a distanza al procedimento penale è dibattuta da tempo: v. Trib. pen Busto Arsizio Pres. Ferrazzi ord. 7.2.2020. provv. Giudice Beluzzi del Trib. pen. Cremona, 7.3.2016  V. altresì J. Ierussi, Udienza telematica, ecco il futuro della Giustizia italiana, 5.3.2019.
  9. Cfr. M. Cecchi, Ai tempi del Coronavirus la partecipazione alle indagini preliminari può svolgersi da remoto, 27.4.2020.
  10. L’art. 3 d.l. n. 11/2020 (abrogato dal 17.3.2020) al comma 5 prevedeva che, nel caso in cui fosse stata chiesta la discussione in udienza camerale o in udienza pubblica, si poteva “in ragione motivata della situazione concreta di emergenza sanitaria” e in deroga a quanto previsto dal c.p.a., “consentire lo svolgimento delle udienze pubbliche e camerali che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti mediante collegamenti da remoto con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione dei difensori alla trattazione dell’udienza, assicurando in ogni caso la sicurezza e la funzionalità del sistema informatico della giustizia amministrativa e dei relativi apparati e comunque nei limiti delle risorse attualmente assegnate ai singoli uffici. In tal caso è assicurato congruo avviso dell’ora e delle modalità di collegamento. Si dà atto a verbale delle modalità con cui si accerta l’identità dei soggetti partecipanti e la libera volontà delle parti. Il luogo da cui si collegano magistrati, personale addetto e difensori delle parti è considerato aula di udienza a tutti gli effetti di legge. Di tutte le operazioni è redatto processo verbale”.
  11. “La tecnologia può deresponsabilizzare perché manca il contatto” dichiara il Giudice de Gioia (del Tribunale penale di Roma) al giornalista che lo intervista sullo svolgimento a distanza di una udienza di convalida di arresto. V. P. Dimalio, I processi targati Microsoft: arriva la spia in Tribunale? pubblicato il 27.4.2020 alla p. 10 de Il fatto quotidiano.
  12. Si tratta della proposta lanciata dal Giudice Valerio de Gioia del Tribunale penale di Roma, riportata nell’articolo di A. D’Anna, De Gioia: rito a distanza con uno sconto di pena, pubblicato il 27.4.2020 su ItaliaOggi, p. VI
  13. È filato tutto liscio al netto dei problemi tecnici, racconta il Giudice de Gioia. V. P. Dimalio, I processi targati Microsoft: arriva la spia in Tribunale? pubblicato il 27.4.2020 alla p. 10 de Il fatto quotidiano.
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