Il rapporto tra magistratura e intelligenza artificiale è destinato a diventare uno dei nodi centrali della modernizzazione della giustizia. Le più recenti posizioni del Consiglio Superiore della Magistratura — espresse nelle Raccomandazioni sull’uso dell’IA nell’amministrazione della giustizia, approvate nell’ottobre 2025 e aggiornate nel luglio 2026 — formulano cautele ragionevoli e pienamente legittime. Al tempo stesso, tuttavia, sembrano prendere le distanze da alcune caratteristiche essenziali dell’intelligenza artificiale, finendo per ricondurne l’impiego entro paradigmi più vicini all’informatica tradizionale e rivelando, sotto questo profilo, una comprensione ancora parziale della sua portata trasformativa.
scenario
Magistratura e AI, perché serve più coraggio per innovare la giustizia
L’intelligenza artificiale nella giustizia può diventare un supporto concreto per magistrati e uffici, ma solo entro infrastrutture sicure, fonti verificabili e controlli umani effettivi. Le raccomandazioni del CSM indicano rischi reali; la sfida è trasformare quella prudenza in sperimentazione responsabile
Data Protection Officer (DPO) del Gruppo Leonardo

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