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IT Wallet al via, i nostri documenti nell’app IO: ecco come



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L’IT Wallet o portafoglio digitale, introdotto dal decreto Pnrr, è un sistema di portafoglio digitale che consente di conservare documenti digitali come tessera sanitaria e patente sull’app IO. Disponibile dal 4 dicembre 2024 per tutti gli italiani migliora comodità, sicurezza e interazione con servizi online

Aggiornato il 30 giu 2025

Andrea Tironi

Project Manager – Digital Transformation



it wallet portafoglio digitale

È disponibile da oggi 4 dicembre per tutti gli italiani l’IT Wallet, ovvero il Sistema di portafoglio digitale italiano nell’app IO, con patente, tessera sanitaria e carta europea della disabilità.

FAQ: it wallet

L’IT Wallet è il Sistema di portafoglio digitale italiano che permette di conservare e utilizzare documenti digitali in modo semplice e sicuro all’interno dell’app IO. Consente di avere a disposizione documenti come patente, tessera sanitaria e carta europea della disabilità in formato digitale. Serve principalmente a mostrare i documenti durante controlli (di persona o via internet) o per accedere a servizi online, migliorando comodità, sicurezza e interazione con la pubblica amministrazione. Il portafoglio digitale ha due versioni: quella pubblica accessibile gratuitamente a tutti i cittadini tramite app IO e quella privata per servizi offerti da aziende private che potrebbe richiedere un pagamento.

L’IT Wallet è stato reso disponibile per tutti gli italiani dal 4 dicembre 2024. Il lancio è avvenuto in modo graduale: da ottobre circa 50.000 cittadini hanno potuto accedere al portafoglio digitale, 250.000 dal novembre, un altro milione dal 20 novembre, fino alla disponibilità completa per tutti dal 4 dicembre. Questa implementazione progressiva ha permesso di testare il sistema prima del rilascio su larga scala.

Attualmente nell’IT Wallet si possono inserire tre documenti principali: la patente di guida, la tessera sanitaria e la carta europea della disabilità. Questi documenti sono caricabili sull’app IO, ma per ora sono utilizzabili solo per usi “off-line”, come durante controlli di polizia, in aeroporto o in farmacia. L’app dialoga automaticamente con i sistemi informatici della PA per recuperare questi documenti, a condizione che siano disponibili e validi.

Per accedere all’IT Wallet è necessario utilizzare l’app IO, che a sua volta richiede l’autenticazione tramite SPID o CIE (Carta d’Identità Elettronica). Si prevede che i servizi più “critici” saranno accessibili solo con CIE per garantire un livello di sicurezza più elevato. L’app IO rappresenta il naturale candidato per l’IT Wallet, trasformandosi da una semplice applicazione per le notifiche della Pubblica Amministrazione a un portafoglio per la gestione dei dati degli italiani. Ad oggi, l’app IO è stata scaricata ben 37 milioni di volte.

I principali vantaggi dell’IT Wallet sono tre: la comodità di non dover portare con sé i documenti cartacei; la sicurezza poiché i documenti digitali sono protetti da furti o smarrimento; e l’efficienza del sistema che semplifica l’accesso a servizi online e l’interazione con la pubblica amministrazione. In futuro, il wallet consentirà anche la condivisione selettiva delle informazioni, permettendo ad esempio di provare di essere maggiorenni senza mostrare l’intera carta d’identità o la data di nascita, aumentando così la privacy e il controllo sui propri dati.

In futuro, l’IT Wallet si arricchirà di nuovi documenti e funzionalità. Nel 2025 è previsto l’inserimento di altri documenti come la carta d’identità elettronica e la tessera elettorale. Inoltre, saranno aggiunti attestati, titoli di studio e altre certificazioni. Il portafoglio crescerà progressivamente tra il 2024, 2025 e 2026, con l’obiettivo di includere anche altri attestati elettronici. Nel 2026, l’IT Wallet sarà integrato con l’EUDI Wallet, il sistema di identificazione digitale europeo, permettendo l’uso del portafoglio digitale in tutta Europa.

L’IT Wallet è il portafoglio digitale italiano che anticipa il percorso europeo dell’EUDI Wallet (European Digital Identity Wallet). Mentre l’IT Wallet è un progetto interamente italiano, l’EUDI Wallet è un portafoglio elettronico europeo previsto dal regolamento eIDAS 2.0, che contiene tutti i documenti digitali per riconoscere e dimostrare l’identità dei cittadini europei. Nel 2026, l’IT Wallet sarà integrato con l’EUDI Wallet, permettendo così l’interoperabilità tra i paesi dell’Unione Europea. L’EUDI Wallet si distingue per il completo controllo dei cittadini sui propri dati e per l’interoperabilità tra i paesi dell’UE, una tematica rilevante considerando i 35 schemi di identità esistenti.

Attualmente, l’IT Wallet presenta diverse limitazioni. I documenti digitali sono utilizzabili solo per verifiche in presenza (“off-line”) e non ancora per interazioni online. La patente digitale, ad esempio, serve solo a dimostrare il possesso di un titolo di guida in caso di controlli, ma non può essere usata come documento di riconoscimento verso la PA o per salire in aereo. Inoltre, mancano ancora decreti attuativi e linee guida complete per regolamentare dettagli tecnici e organizzativi. L’attuale implementazione è considerata transitoria, una “anticipazione” del futuro sistema completo che sarà pienamente operativo entro il primo semestre del 2025.

La parte pubblica dell’IT Wallet è gratuita per i cittadini. I costi per lo Stato saranno di 102 milioni di euro l’anno dal 2024 al 2026, con fondi che derivano dal PNRR. Questo investimento è destinato a coprire lo sviluppo e la manutenzione dell’infrastruttura tecnologica necessaria per il funzionamento del portafoglio digitale italiano.

Le sfide future per l’IT Wallet includono la piena interoperabilità con l’EUDI Wallet europeo e la costruzione di un modello di governance e sostenibilità efficace nel lungo termine. Sarà necessario garantire che le specificità tecniche del sistema italiano siano allineate con le infrastrutture europee e stabilire un dialogo normativo continuo tra regolamenti nazionali e standard comunitari. La governance del sistema dovrà assegnare ruoli e responsabilità con chiarezza, mantenendo il controllo pubblico sull’infrastruttura ma permettendo la partecipazione di soggetti privati accreditati. Altre sfide riguardano la protezione dei dati personali, l’inclusione digitale per evitare nuove barriere tra chi può accedere ai servizi digitali e chi ne rimane escluso, e la sostenibilità economica del sistema nel lungo periodo.

L’IT Wallet prevede una versione privata per servizi offerti da aziende private, per i quali potrebbe essere richiesto un pagamento. Il Governo ha annunciato l’apertura al mercato, ma non ha ancora definito criteri certi per l’autorizzazione, né stabilito le condizioni di sicurezza o chiarito i limiti alla commercializzazione dei dati. Per le imprese, il wallet potrebbe diventare lo snodo centrale per digitalizzare processi come l’accesso al credito, la partecipazione a gare pubbliche, la selezione di candidati e fornitori, la gestione dei benefit e la compliance normativa. Questo permetterebbe di ridurre significativamente i tempi per procedure come la delibera di un mutuo, la valutazione di un’offerta o una due diligence aziendale, passando da settimane a poche ore.

L’IT Wallet è accessibile tramite l’app IO, che a sua volta richiede l’autenticazione con SPID o CIE (Carta d’Identità Elettronica). Questi sistemi di identità digitale rappresentano la piattaforma abilitante per l’accesso al portafoglio digitale. L’ecosistema SPID, originariamente concepito come gestore di attributi, si presta bene al modello di gestione dati dell’IT Wallet: durante l’autenticazione con SPID, vengono trasmessi al servizio i vari attributi del cittadino, fornendo una base solida per la gestione dei dati. SPID è inserito a pieno titolo nell’utilizzo del wallet: agli Identity Provider è riconosciuto un ruolo nel consolidamento del sistema SPID e nella sua progressiva evoluzione verso soluzioni di wallet nazionale ed europeo.

Gli attributi digitali sono informazioni legate a una persona, come nome, età, paese di cittadinanza, ma anche il possesso della patente di guida, titoli di studio, merito creditizio o stato di salute. Nel contesto dell’IT Wallet, questi attributi sono emessi da “issuer” certificati che li rilasciano in formati standard, rendendoli condivisibili per richiedere l’accesso ai servizi. Una volta emessi, documenti e attributi sono memorizzabili nel wallet e gestiti autonomamente dall’utente, che mantiene il controllo completo dei propri dati. L’utilizzo degli attributi consente la condivisione selettiva di informazioni, permettendo ad esempio di provare di essere maggiorenni senza mostrare l’intera carta d’identità. Questa funzionalità rappresenta un’importante innovazione rispetto ai sistemi di identità digitale tradizionali.

L’IT Wallet è regolato da diverse normative nazionali ed europee. A livello italiano, la disciplina giuridica dell’identità digitale si basa sull’articolo 64-quater del Codice dell’Amministrazione Digitale (d.lgs. 82/2005), introdotto dal decreto-legge 76/2020 e successivamente modificato per recepire il quadro europeo. Il DL 19/2024 (art. 20) ha aggiornato il CAD, prevedendo l’istituzione di questo nuovo strumento di semplificazione. A livello europeo, l’IT Wallet si inserisce nel contesto del regolamento eIDAS 2 (regolamento europeo 2024/1183 dell’11 aprile 2024), entrato in vigore il 20 maggio 2024, che modifica il regolamento europeo n. 910/2014 per quanto riguarda l’istituzione del quadro relativo a un’identità digitale europea.

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