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European Digital Identity Wallet: cos’è l’identità digitale europea e cosa cambierà

Il digital wallet europeo non sostituirà le identità digitali nazionali, ma le integrerà aggiungendo funzionalità, contenendo documenti e attestazioni. Ma in cosa consiste esattamente e in quale contesto andrà a inserirsi? Una panoramica

Pubblicato il 10 Gen 2023

Andrea Tironi

Project Manager - Digital Transformation

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Quando parliamo di European Digital Identity Wallet, parliamo della possibilità di avere in futuro un’identità digitale uniforme per tutti i cittadini europei, in cui la gestione dei dati sarà posta sotto il controllo delle persone titolari dei dati stessi.

Per approfondire l’argomento e capirne meglio le implicazioni, partiamo dalle origini.

Digital Wallet: a che punto è il framework sull’identità digitale europea

Il panorama internazionale e nazionale

I sistemi nazionali di identità digitale grazie anche alla pandemia negli ultimi anni hanno avuto una forte fase di sviluppo. Essendo limitati da un ceiling (la popolazione della nazionale in cui sono utilizzati) il loro tasso di crescita sta rallentando e in alcuni casi sono prossimi alla saturazione dei possibili utilizzatori. In altri ambiti continua il loro percorso di diffusione e consolidamento, sia tra imprese che cittadini.

La diffusione di Spid e Cie

Per quanto riguarda l’Italia, abbiamo oltre 30 milioni sia di SPID che di CIE nelle mani degli italiani, con tassi di diffusione diversamente distribuiti nelle fasce di età (SPID: penetrazione di quasi il 100% nella fascia 18-24, mentre attorno al 25% per gli over 65). I servizi pubblici, anche grazie agli avvisi padigitale2026.gov.it, dovrebbero progressivamente diventare sempre più standardizzati nel permettere l’accesso sia con SPID che con CIE (e meglio ancora anche con eIDAS) nonchè aumentare in numero. Servizi digitali sempre più diffusi comportano l’aumento della richesta e utilizzo di identità digitali da parte di cittadini e imprese.

Per quanto riguarda i servizi dei privati, l’utilizzo di SPID e CIE è ancora molto ridotto, sebbene l’evoluzione verso altri tipi di sistemi per l’identificazione digitale (con utilizzo di token mandati via sms ad esempio o link inviati con sms) sia in rapida diffusione.

Quindi, in Italia, l’identità digitale è un concetto mainstream, e possiamo dire che l’Italia è tra i Paesi in ambito europeo, in cui l’identità digitale come la conosciamo oggi è più diffusa. E quando un sistema si diffonde, tipicamente emergono anche nuove possibilità di utilizzo e se ne colgono i limiti tecnologici. Per questo le identità digitali nazionali stanno evolvendo a livello europeo verso un concetto di wallet, che permetta di integrare identità digitale, certificati, pass e altri attributi. In questa direzione si stanno muovendo soggetti pubblici e privati ovvero servizi fiduciari, banche, governi e big tech.

I governi si muovono seguendo il concetto di European Digital Identity Wallet, definito nella bozza di regolamento eIDAS uscito nel giugno 2021. Le Big Tech si propongo sempre più come partner tecnologici e abilitatori di questi wallet, a tutti i livelli. le Big Tech inoltre stanno evolvendo le loro identità digitali verso veri e propri wallet, come dimostrato ad esempio da Google con il passaggio da Google Pay a Google Wallet.

Ad oggi non c’è un’implementazione definitiva e condivisa del wallet a livello europeo: sono in corso diverse sperimentazioni (4 gruppi di lavoro) che coinvolgono stati e big tech per capire quale può essere la “realizzazione” migliore dello wallet per soddisfare le esigenze future di cittadini e imprese, nel rispetto di privacy e security.

Cos’è il digital wallet

Secondo la definizione dell’Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano: “il digital wallet è un portafoglio elettronico per la memorizzazione e la condivisione sicura di documenti e certificati in formato digitale. Viene tipicamente erogato in forma di applicazione mobile per smartphone.”

Secondo la descrizione data in un post medium di PagoPA s.p.a.: “Il portafoglio di identità digitale europea (Digital Wallet) offrirà ai cittadini e alle imprese un sistema semplice, affidabile e sicuro per identificarsi online e condividere una moltitudine di attributi e certificati, come ad esempio la patente di guida, il diploma o gli estremi del proprio conto bancario, con fornitori di servizi privati ​​e pubblici.

Riassumendo il digital wallet (portafoglio digitale) conterrà una serie di informazioni (attributi, documenti …) relative al cittadino che lo possiede, che potrà decidere di condividere con chi riterrà opportuno, avendo sotto controllo con chi e come condividerà i propri dati o documenti”.

Cosa cambierà con il digital wallet

Mentre le identità digitali sono:

  • associate 1 a 1 ad un’identità fisica
  • permettono di autenticarsi ad un servizio
  • permettono di dare al servizio degli attributi (es. cofice fiscale)
  • firmare digitalmente documenti
  • hanno 3 livelli di sicurezza: base (username e password), intermedio (come base + otp), avanzato (come intermedio ma con presenza anche di oggetto fisico di autenticazione)

Il digital wallet sarà qualcosa di più.

Il digital wallet non sostituirà le identità digitali nazionali, ma le integrerà aggiungendo funzionalità, contenendo documenti (es. patente) e attestazioni (es. l’attestazione elettronica di attributi, come ad esempio diplomi universitari, titoli professionali, permessi e licenze pubbliche, dati finanziari e aziendali). Oltre a questo potrà contenere attributi di vario tipo (es. iban). Quanto visto fino ad ora potrà essere condiviso su scelta del proprietario con chi ne ha necessità, permettendo un controllo capillare della diffusione dei propri documenti, attestazioni, attributi.

Il digital wallet sarà transfrontaliero per natura, ovvero varrà in tutta europa e sarà rilasciato da entità pubbliche o private riconosciute a livello europeo, permettendo di superare l’oligopolio delle big tech / privati sulle identità digitali più diffuse a livello globale e permettendo maggiore interoperabilità dei dati, in maniera semplice, sicura e gdpr compliant.

Ovviamente manterrà le caratteristiche delle identità digitali di base, ovvero autenticazione e possibilità di firma digitale.

Conclusioni

In conclusione: l’ecosistema delle identità digitali sta cambiando velocemente, sia per adozione che per possibilità. L’identità digitale è ora davanti a un bivio:

  • il wallet sarà considerato solo come un nuovo “contenitore” per identità digitali e credenziali esistenti, senza modificare la configurazione attuale del mercato e dell’offerta all’utente. Diventerà quindi una mera estensione di quanto conosciamo.
  • Il wallet permetterà di raggiungere l’interoperabilità, sinergie tra servizi digitali in Stati diversi, capillarità in diversi ambiti applicativi e coinvolgimento di nuovi attori con competenze e asset nuovi, creando una rivoluzione reale del mondo dell’identità digitale e del suo utilizzo

Alle sperimentazioni in corso, alle evoluzioni normative e alla necessità di maggiore controllo dei propri dati, oltre che al mercato, è destinata la scelta della direzione da prendere. Scopriremo tutto questo nei prossimi 24-36 mesi.

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