le indicazioni

NFT, come proteggere i marchi nel metaverso: il caso della Juventus

Una pronuncia del tribunale di Roma che concesso alla ricorrente Juventus l’inibitoria dalla produzione e commercializzazione degli NFT permette di chiarire le regole per tutelare i marchi nel metaverso: ecco gli impatti concreti alla luce della normativa

Pubblicato il 22 Dic 2022

Leonardo Maria Seri

Avvocato - Counsel BMLex

NFT, cosa sono, esempi e come creare un non-fungible token

Il diffondersi degli NFT dal mondo dell’arte a quello della musica e dei collectibles, ha aperto la strada a nuovi fenomeni e nuove interrogativi. Da tempo ci si chiede quali siano le più adeguate strategie di protezione di marchi nel metaverso e se l’uso di marchi di terzi nell’ambito dei contenuti digitali associati ad un NFT possano costituire contraffazione di marchio, anche alla luce dei contenziosi pendenti oltreoceano[1].

Se nel frattempo l’EUIPO ha cercato di fornire indicazioni orientative alla luce dell’elevato numero di depositi aventi ad oggetto NFT e prodotti digitali per il metaverso[2], in attesa di conoscere l’esito delle ormai note cause pendenti oltreoceano, un primo tentativo di risposta nel vecchio continente è arrivato dal Tribunale di Roma, che con ordinanza del 20 luglio 2022, ha concesso alla ricorrente Juventus l’inibitoria dalla produzione e commercializzazione degli NFT e dei contenuti collegati, assistita da penale per ogni giorno di ritardo o violazione.

Blockchain per la moda, da Prada alle startup piace a tutti: ecco i casi aziendali più interessanti

NFT, il caso della Juventus

Il Tribunale di Roma ha infatti disponendo di: “inibire […] l’ulteriore produzione, commercializzazione, promozione e offerta in vendita, diretta e/o indiretta, in qualsivoglia modo e forma, degli nft (non,fungible token) e dei contenuti digitali di cui in narrativa, nonché di ogni altro nft (non,fungible token), contenuto digitale o prodotto in genere recante la fotografia di cui in narrativa, anche modificata, e/o i marchi Juventus di cui in narrativa, nonché l’uso di detti marchi in qualsiasi forma e modalità” ed ordinando alla resistente “[…] di ritirare dal commercio e rimuovere da ogni sito internet e/o da ogni pagina di sito internet direttamente e/o indirettamente controllati dalla stessa su cui tali prodotti sono offerti in vendita e/o pubblicizzati, gli nft (non,fungible token) ed i contenuti digitali ad essi associati o prodotti in genere oggetto di inibitoria”.

WHITEPAPER
La Top 5 delle minacce informatiche e come contrastarle
Sicurezza
Cybersecurity

Il caso riguardava la creazione, promozione e commercializzazione di card digitali collezionabili relative a calciatori del passato (nel caso di specie Bobo Vieri nel periodo juventino), vendute in associazione ad NFT: in base a quanto rilevato dal giudice de quo, emerge come l’autorizzazione concessa dal calciatore per l’utilizzo della propria immagine a tal fine fino al 2024, secondo il Tribunale non fosse sufficiente ai fini dell’uso delle immagini in questione recanti anche marchi di terzi e non esimeva dunque il resistente dal dover ottenere, da parte delle squadre le cui maglie e denominazioni venivano riprodotte, l’autorizzazione all’utilizzo dei rispettivi marchi, poiché “…anche la fama delle diverse squadre in cui il calciatore ha giocato contribuiscono a dare valore all’immagine digitale da acquistare”.

L’impatto della decisione del Tribunale di Roma

Il provvedimento potrebbe a prima vista destare qualche perplessità poiché sembra celare un tentativo di non fare i conti con la struttura e le caratteristiche di web 3.0 ed NFT: basti pensare che la parola blockchain appare solo all’interno di una frase e che, nel qualificare la fattispecie e ricondurla ad utilizzazione non autorizzata dei marchi di Juventus, il provvedimento pone al centro “la creazione di dette Card e la loro commercializzazione”, apparentemente relegando ad una posizione del tutto secondaria l’uso di NFT, cui si riferisce nei seguenti termini “…a prescindere dalle caratteristiche telematiche delle Cards in questione…”. In altri termini, il fenomeno sembra essere osservato e soppesato tenendo in considerazione le condotte afferenti il web 2.0 (quello della creazione e commercializzazione di Card digitali in associazione a marchi di terzi, in assenza della relativa autorizzazione), relegando invece NFT e blockchain (i.e. i fenomeni relativi al web 3.0), con le loro peculiarità (ivi inclusa la loro immodificabilità), a mere caratteristiche telematiche da cui si potrebbe prescindere nella valutazione del fenomeno e della violazione.

NFT e marchi, indicazioni pratiche

Eppure, ad una lettura più approfondita, sembra possibile ricavare alcune prime indicazioni per l’interpretazione del fenomeno in questione e, più in generale, per la qualificazione di fattispecie sempre più frequenti relative all’uso di NFT e blockchain. In primis, la pronuncia del Tribunale di Roma sembra dare rilevanza, inter alia e quantomeno ai fini del periculum in mora, alla possibilità di rivendita delle Card sul mercato secondario (rivendite sulle quali ai creatori delle card spetterebbe una fee), come generalmente avviene nell’uso di NFT in relazione a prodotti collezionabili e/o d’autore, nel caso di specie mettendone espressamente in evidenza gli esclusivi fini commerciali (quantomeno con riguardo alla creazione e commercializzazione delle Card digitali). Ciò sembra porre qualche domanda sulla configurabilità di un uso privato di tali NFT che circolano sulle piattaforme di scambio e spesso prevedono percentuali riconosciute in favore del soggetto mintatore a fronte di ogni successiva cessione sul mercato secondario.

Inoltre, l’uso di NFT in relazione a beni digitali è un fenomeno che a prima vista sembra essere unitario, ma che opera “a più livelli”, in cui fattispecie diverse si sovrappongono, restando al contempo autonomamente apprezzabili. Ed infatti, la pronuncia in commento, pur concentrando l’attenzione sulle Card e sui contenuti digitali, sembra in ogni caso considerare detta stratificazione:

  • da un lato distinguendo la creazione e commercializzazione delle card dalle relative “caratteristiche telematiche” (distinzione che torna nello specifico riferimento agli NFT ed ai contenuti digitali ad essi associati, di cui al dispositivo dell’ordinanza);
  • dall’altro ordinando, insieme a un’inibitoria dalla creazione e commercializzazione degli NFT e dei contenuti digitali ad essi associati, di ritirare dal commercio tali NFT e contenuti collegati, precisando tuttavia di rimuoverli (solamente) da ogni sito internet e/ o da ogni pagina di sito internet direttamente e/o indirettamente controllati dalla resistente su cui tali prodotti sono offerti in vendita e/o pubblicizzati.

In altri termini, il provvedimento (che limita rimozione di NFT e contenuti digitali associati da ogni sito sito web e/o pagina di siti web) sembra voler aggirare le tematiche connesse al web 3.0 ed alle sue caratteristiche, in primis quella della sostanziale immodificabilità di blockchain ed NFT. Restano dunque tuttora aperti i numerosi dubbi degli interpreti circa le difficoltà di enforcement di provvedimenti che si scontrano con essi ed in generale con il web 3.0.

Le possibili soluzioni tecniche: il burning

Non sembra peraltro nemmeno necessario penetrare così a fondo il fenomeno, per poter appurare le difficoltà di attuazione di tali provvedimenti, posto che da una ricerca sul portale Opensea, i contenuti in questione sembrerebbero essere tuttora visibili, con possibilità di inviare un’offerta al relativo titolare del NFT cui i contenuti digitali in discussione sono collegati, che potrà accettare o rifiutare l’offerta. Ed anche volendo considerare soluzioni tecniche come il cd. burning, consistente nel trasferimento del NFT ad un indirizzo nullo (i.e. a un wallet non esistente), il problema permane: non si tratterebbe infatti di una vera e propria distruzione del NFT, posto che come la blockchain anche l’NFT è immodificabile e dunque, una volta “mintato” non può più essere rimosso. In altri termini, in ogni caso l’NFT e le informazioni con esso mintate resteranno archiviati in blockchain (anche laddove tali NFT dovessero essere rimossi da siti e pagine web e perfino in ipotesi di burning del NFT).

Come viene effettuato il burning

Resta inoltre il problema che il burning può essere effettuato solo dal proprietario del NFT poiché è l’unico ad avere il controllo del suo walletID; pertanto, una volta ceduto l’NFT cui è associato un contenuto digitale ipoteticamente in violazione di diritti di terzi, il promotore del progetto non potrà più effettuare tale operazione. Dulcis in fundo, resta il tema della qualificazione della creazione stessa di un NFT rispetto alle possibili violazioni: fin dalle prime applicazioni degli NFT al modo dell’arte e dei beni collezionabili, infatti, ci si è chiesti se la mera creazione di un NFT relativo a determinati contenuti digitali potesse costituire essa stessa contraffazione di marchio o violazione di diritti d’autore[3].

Ebbene il provvedimento in commento non solo tiene nel dispositivo – correttamente – ben distinti gli NFT dai contenuti digitali ad essi associati, ma inibisce la stessa produzione degli NFT. A ben vedere, dunque, sembrerebbe doversene trarre la conclusione che anche la mera creazione di un NFT possa costituire contraffazione di marchio, pur non includendo i contenuti ad esso associati (che in esso sono solamente identificati univocamente e localizzati in uno spazio di archiviazione esterno). Ciò riveste particolare interesse, posto che ci si chiedeva finora se il “minting” in sé potesse essere ritenuto attività contraffattoria[4], o se fosse invece necessario che detta attività fosse accompagnata dalla visualizzazione, promozione, commercializzazione od altra utilizzazione nell’attività economica dei contenuti recanti i marchi contestati, come nel caso in commento. Inoltre, una tale interpretazione agevolerebbe di certo la tutela dei diritti di proprietà intellettuale in favore dei titolari, di fronte a fenomeni di usurpazione nel web 3.0.

Valutazione di affinità tra prodotti fisici e digitali: le regole

Resta infine ancora aperto il tema della valutazione di affinità tra prodotti fisici e prodotti digitali omologhi. In particolare, nel caso di specie, dato atto che i marchi della Juventus sono marchi notori e che comunque gli stessi rivendicherebbero inter alia prodotti in classe 9 inerenti anche a pubblicazioni elettroniche scaricabili, il provvedimento in commento rileva che possa esservi affinità tra le condotte contestate (creazione, promozione e commercializzazione di contenuti digitali recanti marchi di terzi in assenza della relativa autorizzazione, sotto forma di card collezionabili associate ad NFT) e le rivendicazioni in classe 9 in questione. Tenendo a mente i criteri giurisprudenziali in tema di valutazione dell’affinità tra prodotti, sembra tuttavia potersi dubitare, allo stato, che la stessa possa dirsi in astratto sussistente – in assenza di siffatti depositi -tra rivendicazioni relative a prodotti fisici e l’uso dei marchi contraffatti in relazione a prodotti digitali corrispondenti, quantomeno laddove tali utilizzi abbiano ad oggetto condotte/prodotti digitali puri, senza relazioni con il mondo fisico.

Insomma, in attesa che nuove pronunce affrontino più approfonditamente anche tali tematiche e salve le prassi e le abitudini che dovessero nel frattempo svilupparsi sul mercato, sembra quantomai opportuno, almeno in questa fase, considerare un aggiornamento delle strategie di tutela e di deposito dei marchi, che tenga in considerazione anche le possibili rivendicazioni legate a prodotti e servizi del web 3.0, onde evitare il rischio di scoprirsi impotenti di fronte a possibili usurpatori digitali 3.0.

__

Note

  1. Si pensi,tra gli altri, al caso Hermes vs. Mason Rotschild in relazione alle metabirkin lanciate in NFT da quest’ultimo ed al caso che vede contrapposte Nike e Stock-X in relazione ai cd. vault NFT lanciati da quest’ultima.
  2. L’EUIPO ha infatti chiarito che “i prodotti virtuali rientrano nella Classe 9 perché sono trattati come contenuti digitali o immagini. Tuttavia, mancando di per sé di chiarezza e precisione, il termine prodotti virtuali deve essere ulteriormente specificato chiarendo il contenuto al quale detti prodotti virtuali si riferiscono (ad esempio prodotti virtuali scaricabili, ovvero abbigliamento virtuale)” e che “la 12a edizione della classificazione di Nizza conterrà il termine file digitali scaricabili autenticati da token non fungibili nella Classe 9”, mentre per i servizi relativi a prodotti virtuali e NFT basterà seguire i principi già consolidati di classificazione per i servizi; resta comunque qualche perplessità in merito alla qualificazione degli NFT quale strumento di autenticazione di contenuti digitali, circostanza quantomai discutibile, come già rilevato in SERI L.M., NFT e arte: lo stato delle regole su autenticità e diritti d’autore. 
  3. Cfr. Lapatoura I., Copyright & NFTs of Digital Artworks, in The IPKat, 23 marzo 2021,; per maggiori approfondimenti cfr. anche Janssens M.C. – Vanherpe J., Non-Fungible Tokens and Copyright: crypto-buyer beware, in KU EUVEN CiTiP Blog, 29 giugno 2021 
  4. Per ulteriori approfondimenti sul tema si veda SERI L.M. in ANNUNZIATA F. – CONSO A. “NFT – L’arte e il suo doppio. Non Fungible Token: L’importanza delle regole oltre i confini dell’arte”, Montabone editore, 2021.
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Valuta questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4