politecnico di milano

Blockchain, quale utilità dei registri distribuiti per il settore pubblico

Secondo i dati dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano, cresce la diffusione in ambito pubblico di queste tecnologie: uno spunto interessante per analizzare come effettivamente tali innovazioni possono contribuire alla digitalizzazione della PA

04 Mar 2022
Jacopo Fracassi

Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano

Valeria Portale

direttore dell'osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano

blockchain-and-public-service-2174x1178

Il mondo blockchain e Distributed Ledger nel 2021 ha continuato ad attrarre l’interesse di istituzioni, aziende e media di tutto il mondo. Prosegue, infatti, l’aumento dei casi di utilizzo di tali tecnologie da parte di aziende e pubbliche amministrazioni a livello internazionale (370 progetti e annunci nel 2021, crescita del +39% rispetto al 2020). L’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano ha analizzato complessivamente 751 progetti avviati a livello globale tra il 2016 e il 2021, a cui si aggiungono 864 annunci per un totale di 1.615 casi censiti. Attualmente i governi di tutti i continenti sono impegnati in proof of concept, sperimentazioni o hanno già progetti operativi in ambito blockchain.

Ma cosa rende così interessante questa tecnologia per il mondo della PA? Il settore pubblico è responsabile di molti servizi, all’interno dei quali le caratteristiche chiave della tecnologia Blockchain possono risultare utilissime. L’immutabilità del registro, la trasparenza dei processi tramite smart contract, la sicurezza e la resilienza proprie di queste piattaforme hanno un enorme potenziale all’interno dei processi della Pubblica Amministrazione.

Criptovalute e blockchain: serve accelerare la regolamentazione

L’impatto di blockchain sulla PA

Queste tecnologie, quindi, risultano essere tra le più interessanti per contribuire al percorso di digitalizzazione dei servizi governativi. Queste motivazioni hanno anche spinto la Commissione Europea a sviluppare EBSI (European Blockchain Service Infrastructure) e le Pubbliche Amministrazioni italiane stanno lavorando su IBSI (Italian Blockchain Service Infrastructure). EBSI e IBSI sono piattaforme pubbliche (ovvero il cui registro permissioned (i validatori sono identificati a priori e deve essere dato loro il permesso di far parte della rete) general-purpose (tutte le Pubbliche Amministrazioni potranno utilizzarle per diversi use case; tuttavia, oggi sono state identificati alcuni use case prioritari) che lavorano su molteplici protocolli (ad oggi principalmente Hyperledger Besu, tuttavia si stanno valutando e testando anche altri protocolli).

WHITEPAPER
Energy e Blockchain: quali opportunità?
Blockchain
Utility/Energy

La diffusione di blockchain tra le PA nel mondo

Dalle ricerche condotte dall’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger, il settore pubblico risulta essere tra i più dinamici. I settori più attivi per numero di progetti sono quello finanziario con il 38% dei progetti, la Pubblica Amministrazione con il 16% e quello Media con il 7%. Nel periodo analizzato risultano attivi progetti portati avanti da pubbliche amministrazioni in ben 45 Paesi a livello internazionale. In ambito Pubblica Amministrazione, le aree geografiche più attive su progetti Blockchain sono Asia ed Europa. A dimostrazione delle caratteristiche di decentralizzazione e globalità di questa tecnologia, sono inoltre attive alcune iniziative cross-continentali, in grado di unire gli interessi di nazioni appartenenti ad aree geografiche diverse.

Casi d’uso

I principali casi d’uso delle tecnologie Blockchain da parte di Pubbliche Amministrazioni nel mondo riguardano i seguenti processi: pagamenti e processi, gestione dati e documenti, identità, gestione del voto.

La maggior parte dei casi identificati riguarda processi di pagamento e trasferimento di valore (33% del totale in ambito government), categoria all’interno della quale rientrano sia i progetti che prevedono l’accettazione di crypto-asset per i pagamenti online dei cittadini sia le iniziative riguardanti sperimentazioni di valute nazionali digitali riguardanti tecnologie Blockchain (ad esempio le Central Bank Digital Currency).

Si trovano poi i progetti riguardanti il Data & Document Management (30% del totale in ambito Government). In questa categoria finiscono progetti che si occupano della gestione e della certificazione di dati, gestione dei registri pubblici (ad esempio catasto o dati della motorizzazione) e semplici soluzioni di timestamping di documenti.

Il 9% dei casi portati avanti dalle Pubbliche Amministrazioni su Blockchain riguarda la gestione dell’identità, ossia soluzioni di gestione dell’identità del cittadino basate su tecnologie Blockchain, in grado di garantire un maggiore controllo sulla propria identità e di ridurre le informazioni condivise con i vari provider di servizi, nell’ottica di un avvicinamento al modello ideale della Self Sovereign Identity.

Vi sono poi Pubbliche Amministrazioni che utilizzano la tecnologia per il Tracking & Supply chain management (9% del totale), categoria inerente alla supervisione delle filiere, come ad esempio quella alimentare. Infine troviamo anche progetti che riguardano il Voting (9 casi, 8% del totale), soluzioni per abilitare il voto online.

EBSI: la piattaforma a livello europeo

Tra i vari progetti a livello internazionale risulta particolarmente interessante l’iniziativa relativa alla European Blockchain Services Infrastructure (EBSI). L’obiettivo di questo progetto è quello di promuovere a livello europeo l’utilizzo della tecnologia blockchain per la creazione di servizi rivolti alle pubbliche amministrazioni e ai loro ecosistemi. In questo contesto, EBSI, prima infrastruttura blockchain guidata dal settore pubblico e operativa a livello UE, svolge un ruolo cruciale. Ad oggi, infatti, conta già vari nodi operativi in tutta Europa e supporta applicazioni focalizzate su casi d’uso selezionati, come ad esempio:

  • Identity: che si pone l’obiettivo di implementare un modello di self-sovereign identity in Europa, consentendo agli utenti di creare e controllare la propria identità.
  • Diploma: che mira a dare ai cittadini il controllo delle proprie credenziali educative, riducendo significativamente i costi di verifica e migliorando la fiducia nell’autenticità dei documenti.
  • Traceability: all’interno del quale le caratteristiche della tecnologia blockchain vengono sfruttate per creare audit trail digitali affidabili, automatizzare i controlli di conformità e dimostrare l’integrità dei dati.
  • Trusted data sharing: che si focalizza sulla condivisione in sicurezza dei dati tra le autorità doganali e fiscali all’interno dell’Unione Europea.

A partire da questi casi d’uso iniziali, fortemente interconnessi tra loro, ne sono poi allo studio altri che sono stati proposti dagli stessi Paesi membri della European Blockchain Partnership che segue la realizzazione di EBSI. Questi casi vanno dalla semplificazione del processo di finanziamento per le PMI alla gestione delle richieste di asilo, fino alla definizione di un social security number europeo e si pongono l’obiettivo di integrarsi con le soluzioni già attualmente in fase di sviluppo su EBSI. L’Italia rimane molto attiva su queste attività, grazie anche al progetto promosso dall’INPS sul social security number.

Le potenzialità della digitalizzazione dei processi tramite blockchain

Dalle esperienze analizzate e da queste prime sperimentazioni a livello europeo si evince come un processo digitale basato su blockchain possa permettere di avere una maggiore trasparenza, di ridurre frodi, sprechi e manomissioni, aumentando il controllo da parte del cittadino e incrementando al tempo stesso la fiducia e l’affidabilità della pubblica amministrazione. Attraverso l’utilizzo di un registro distribuito sicuro e resiliente, individui, aziende e governi potrebbero inoltre condividere risorse e informazioni utilizzandolo una single source of truth condivisa.

Una pubblica amministrazione che utilizza la tecnologia blockchain avrebbe così gli strumenti per risolvere molti punti dolenti dei sistemi legacy e consentire vari vantaggi come un’archiviazione sicura dei dati, una riduzione dei processi ad alta intensità di manodopera, una riduzione dei costi associati alla gestione delle responsabilità e una maggiore fiducia nel governo e nei sistemi civili online.

Le iniziative

È compito quindi delle Pubbliche Amministrazioni in primis conoscere queste tecnologie per comprendere il loro potenziale utilizzo per il futuro. Proprio per promuovere lo sviluppo di casi e soluzioni in questo ambito a livello europeo sono stati attivati vari progetti destinati a diffondere conoscenza e consapevolezza attorno a questi temi. Il progetto “Blockchain4Italy”, iniziativa di Infratel Italia e dell’Agenzia per l’innovazione e le reti (INEA) della Commissione Europea, mira ad esempio a supportare concretamente lo sviluppo e la diffusione in Italia dell’European Blockchain Partnership (EBP), contribuendo altresì alla partecipazione degli stakeholders italiani a EBSI. Nell’ambito del progetto, il Politecnico di Milano, tramite l’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger, supporta Infratel Italia nell’erogazione di un percorso informativo indirizzato alle Pubbliche Amministrazioni italiane che intende presentare le opportunità offerte dalle tecnologie Blockchain e Distribuited Ledger e diffondere la conoscenza della piattaforma EBSI.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 2