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il tavolo Transizione 4.0

Impresa 4.0, il Governo apre a aziende e associazioni: i punti chiave da affrontare

Il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli  ha convocato per mercoledì 13 novembre il tavolo Transizione 4.0 per avviare un confronto permanente con tutti gli attori del settore industriale, a partire dalle Pmi e dalle associazioni di categoria. Le questioni sul tavolo

08 Nov 2019

Gianni Potti

presidente CNCT - Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici


Questa volta il Governo ascolta le imprese e le associazioni di rappresentanza su Impresa 4.0.

Infatti il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli  ha convocato per mercoledì 13 novembre il tavolo Transizione 4.0 per avviare un confronto permanente con tutti gli attori del settore industriale, a partire dalle Pmi e dalle associazioni di categoria.

L’obiettivo dichiarato del nuovo Ministro è quello di fortificare il percorso verso la trasformazione digitale delle imprese attraverso l’utilizzo delle tecnologie previste nell’ambito del piano Impresa 4.0 e di favorire al tempo stesso la loro transizione verso l’economia circolare. Ricordiamo che la legge di stabilità prevede per Impresa 4.0 circa 420 milioni.

Sfida non da poco, interessante, anzi direi strategica per il nostro Paese.

Ora si tratta di comprendere, come verrà declinato il tutto. Ad esempio pare (e questo ancora non va bene) che invece che concentrarsi su software/strumenti digitali e competenze/formazione, alla fine si finanzi il solito parco macchine delle nostre industrie, azione certo meritevole, ma che non indirizza verso il 4.0 se non supportata pesantemente dalla parte immateriale della digital transformation.

Il tavolo istituito dal Ministro comunque è un primo sforzo di dialogo che mancava da qualche anno al MISE e questo va certamente visto con favore. Si spera sia davvero l’occasione per individuare nuovi strumenti e migliorare quelli già esistenti, avviando un percorso che, attraverso una programmazione pluriennale, possa supportare le imprese negli investimenti tecnologici. “L’obiettivo – dice il Ministro – è quello di accompagnare il mondo produttivo del nostro Paese verso una transizione che premi la sostenibilità ambientale”.

Pare che il Ministro proporrà una prospettiva pluriennale  di bonus per consentire alle aziende di programmare gli investimenti. L’intenzione sarebbe quella di rendere triennale il pacchetto di ammortamenti già previsti dal piano.

In ogni caso ne sapremo di più, anche su queste anticipazioni nelle prossime settimane, immaginando che dopo l’incontro del Ministro ci sarà un inevitabile passaggio in Senato prima di fine mese, prima di approdare alla Camera.

Un necessario gioco di squadra

Ultima considerazione, come si sposa tutto questo con la strategia che sta mettendo a punto sul digitale il nuovo Ministro dell’Innovazione Paola Pisano, la quale giusto nei giorni scorsi ha annunciato la stesura di un piano per la digitalizzazione del Paese?

A margine dell’incontro all’Istituto per la Competitività, in Piazza Santi Apostoli, la Pisano ha evidenziato come l’Italia sia al palo: “Il tema della domanda di servizi digitali, che va creata è fondamentale. E la Pubblica Amministrazione crei la domanda giusta, non solo software. Servizi in cloud, scalabili”.

E in conclusione dopo aver indicato i titoli della sua strategia la Pisano ha detto, con applauso generale: “Serve una Governance unica sull’Innovazione (il pensiero è andato ovviamente a Task force e Agid), e la stabilità politica del Paese ne è la pre-condizione”.

Ora sarà importante che i diversi Ministri e rispettivi staff facciano rete tra loro, gioco di squadra, per evitare le segmentazioni cui abbiamo assistito in passato. Anche su questo terreno verrà misurata la serietà e solidità di questo Governo.

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