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i consigli

Industria 4.0, come approcciarsi agli incentivi: una sintesi delle opportunità

Gli incentivi Industry 4.0 sono interessanti ma a volte di difficile comprensione. Ecco i consigli di Assolombarda-Confindustria per accostarvisi con profitto

16 Feb 2018

Alvise Biffi

Vicepresidente Piccola Industria Assolombarda


Gli strumenti di stimolo agli investimenti sono molto interessanti ma non sempre di semplice interpretazione o adozione perché purtroppo la burocrazia rimane sempre al centro di qualsiasi misura messa in campo dalle istituzioni italiane.

Provo a riassumere le misure più incisive cercando di chiarire “for dummies” come funzionano.

LEGGI LA GUIDA COMPLETA A INDUSTRY 4.0

Diversi incentivi per diverse aziende

L’iper ammortamento è un’agevolazione fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2017. Una misura pensata per favorire gli investimenti in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e dei processi produttivi.

Nello specifico l’iper ammortamento al 250% prevede che il costo di acquisto per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi in chiave “industria 4.0”, come ad esempio macchinari, impianti e strumenti, sia maggiorato del 150%. E inoltre per coloro che già ne beneficiano e che, nello stesso periodo d’imposta, effettuano investimenti in beni immateriali strumentali inseriti nella Legge di Bilancio – programmi, software, licenze –, prevede che possano usufruire anche di una maggiorazione del 40% sul costo di acquisto degli stessi.

Si tratta di un incentivo molto apprezzato dalle imprese e prorogato anche per il 2018 e, in alcuni casi, per tutto il 2019. Spesso però i criteri per accedere a queste agevolazioni sono complessi. A tal proposito, Assolombarda offre una consulenza personalizzata e multidisciplinare al fine di mettere l’imprenditore nelle migliori condizioni per cogliere tutte le opportunità esistenti.

Rispetto all’iper ammortamento, per esempio, l’Associazione è impegnata a supportare le imprese nella comprensione delle modalità di calcolo e di accessibilità al risparmio fiscale. Inoltre fornisce alle aziende associate un’analisi personalizzata, in relazione alle caratteristiche tecniche dell’investimento (aspetti oggettivi e contesto produttivo), per approfondirne l’ammissibilità all’incentivo. E nel caso ci siano i prerequisiti richiesti, attraverso Assolombarda Servizi, è possibile essere accompagnati nelle dichiarazioni necessarie all’ottenimento del beneficio fiscale.

Va sottolineato che, oltre all’iper ammortamento, ci sono altri importanti incentivi nell’ambito di Industria 4.0. Primo tra tutti la Nuova Sabatini che dal 2017 premia gli investimenti “Industria 4.0” con un contributo più consistente rispetto agli investimenti ordinari. Seguendo le procedure previste dalla normativa, infatti, l’impresa otterrà un contributo in conto impianti pari al 10% delle spese ammissibili, rispetto al 7,7% standard. Il contributo è subordinato all’ottenimento di un finanziamento o leasing dall’importo massimo di 2 milioni di euro per azienda. Per dare l’idea del successo dell’incentivo, ad oggi sono state agevolate oltre 24mila Pmi per progetti dal valore superiore a 10 miliardi di euro (fonte MISE elaborazione al 2 gennaio 2018). L’appeal della Nuova Sabatini diventa ancora più alto se consideriamo la sua cumulabilità con l’iper ammortamento sugli stessi costi ammissibili.

Se l’imprenditore, sempre di imprese piccole e medie, fosse invece più interessato ai servizi di consulenza potrebbe considerare il bando voucher digitali I4.0. Fino al 23 marzo 2018 è infatti possibile concorrere per l’ottenimento di un contributo a fondo perduto per un massimo di 5.000 euro a parziale copertura (il 50%) dei costi sostenuti per l’acquisto di servizi finalizzati all’introduzione di nuove tecnologie digitali 4.0.

Per le aziende più strutturate, con progetti con costi compresi tra i 5 e i 40 milioni di euro, è disponibile il bando grandi progetti R&S del Ministero dello Sviluppo Economico, che premia progetti realizzati nell’ambito del settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione elettroniche e per l’attuazione dell’Agenda digitale italiana con un contributo a fondo perduto pari al 20% e un finanziamento agevolato con durata massima di 11 anni.

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