European Digital Innovation Hub

Industria 4.0, è tempo di agire: il Piano Ue a sostegno delle PMI

Molte imprese, in Europa, hanno ancora difficoltà a sapere in quali tecnologie investire e come assicurarsi i finanziamenti per la loro trasformazione digitale. La Ue vuole invertire la rotta con una serie di interventi che vedono negli European Digital Innovation Hub la chiave per lo sviluppo in chiave Industria 4.0

Pubblicato il 20 Ott 2020

Giuseppe Storelli

Presidente di The OpenCyber Foundation, Digital Transformation Expert

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Industria 4.0, è tempo di agire: il Piano Ue a sostegno delle PMI

L’incertezza tecnologica, le competenze, la mancanza di asset chiave e i costi elevati ostacolano l’assorbimento delle soluzioni Industry 4.0 da parte delle aziende grandi e piccole, minando così lo sviluppo produttivo dell’Europa, a fronte di paesi come Cina e Stati Uniti che da anni puntano con forza su queste tematiche.

Per invertire la rotta, e fare in modo che le imprese riescano finalmente a cogliere i vantaggi dell’Industria 4.0 e della sua applicazione nei processi aziendali, l’Unione europea ha lanciato un’azione coordinata, al fine da un lato di combinare capacità e competenze complementari di diverse regioni in ambito Industria 4.0 e dall’altro di trasferire queste competenze e tecnologie sui singoli territori ovvero a imprese e cittadini.

Per questo, la Commissione europea ha scelto di destinare 9,2 miliardi di euro all’interno del prossimo bilancio UE 2021-2027 su queste tipologie di progetti individuando negli EDIH (European Digital Innovation Hub) una delle principali chiavi di volta del futuro sviluppo digitale dell’unione.

L’obiettivo principale di questo programma è quello di coinvolgere le PMI nel paradigma dell’Industria 4.0 aumentando la diffusione di competenze e strumenti digitali specializzati.

Il segreto di una trasformazione digitale di successo risiede infatti nelle competenze più che nella tecnologia intesa come mero hardware e software digitale.

Industria 4.0, lo stato dell’arte nella Ue

Molte imprese, in Europa, hanno ancora difficoltà a sapere in quali tecnologie investire e come assicurarsi i finanziamenti per la loro trasformazione digitale.

Ed è così che solo un’azienda su cinque nella Ue può dichiararsi realmente digitalizzata. A fronte di un 20% di “campioni digitali” a livello europeo, circa il 60% delle grandi industrie e più del 90% delle micro, piccole e medie imprese mostrano consistenti ritardi nell’adozione di moderne tecnologie digitali afferenti al paradigma di industria 4.0.

E ancora, pochissime regioni europee inoltre possiedono tutte le competenze/strutture sul proprio territorio creando così una forte frammentazione che rischia di minare lo sviluppo tecnologico del substrato economico e produttivo dei paesi UE.

I DIH europei

I DIH europei (come quelli nazionali) sono (e saranno) sportelli territoriali volti ad accrescere la competitività delle imprese mediante il miglioramento e l’analisi dei processi di business/produzione. I DIH forniscono alle aziende l’accesso diretto e imparziale a competenze tecniche e veri propri campi di sperimentazione, in modo che le aziende possano “testare le tecnologie prima di investire”.

In un contesto altamente innovativo e per molti “inesplorato” una prima conoscenza delle tecnologie, mediante soggetti imparziali e non semplici fornitori, risulta infatti fondamentale per favorire un clima di fiducia e crescita formativa per i decision maker aziendali.

I driver di questa scelta risiedono nella necessità di:

  • facilitare la transizione delle PMI verso il paradigma dell’Industria 4.0,
  • aumentare la loro integrazione nelle catene del valore digitali (europee e globali) favorendo l’adozione di servizi digitali specializzati,
  • aumentare la raccolta di dati al fine di monitorare l’efficacia del programma

Affinché questo avvenga, la trasformazione digitale deve coinvolgere non solo le singole aziende, ma tutti i partner della catena del valore estesa, compresi i Digital Innovation Hubs, veri attori del sistema.

Le azioni poste in essere dal network Industria 4.0 dovrebbero consentire a tutti i partner:

  • di migliorare prodotti e/o servizi;
  • di ridurre i costi;
  • di gestire le operazioni in modo più efficiente grazie al Production Performance Monitoring;
  • di sostenere meglio la loro posizione concorrenziale (accesso a dati e informazioni utili per il digiuno e per rispondere meglio alle esigenze del mercato).

Tale programma è costruito infatti intorno a tre assi strategici:

  • Competenze e Consapevolezza:
    • rendere le mPMI consapevoli delle opportunità offerte dai paradigmi dell’Industria 4.0 e dell’evidente valore aggiunto di una cooperazione transfrontaliera rafforzata in questi campi;
  • Piattaforme Abilitanti:
    • creare ecosistemi digitali basati piattaforme Open Source,
    • accelerare il time-to-market,
    • accelerare l’innovazione e minimizzando i rischi,
    • favorire la raccolta e l’analisi dei dati,
    • favorire l’approccio SaaS (Software as a Service) consentendo l’accesso delle PMI a servizi digitali innovativi senza dover investire in costose infrastrutture o licenze;
  • Rafforzamento delle Progettualità:
    • promuovere strumenti, sistemi e approcci che possano essere efficacemente integrati all’interno della produzione delle PMI, con particolare attenzione ai sistemi di monitoraggio delle prestazioni di produzione per raccogliere i dati in modo da snellire i processi di produzione.

Le attività dei Digital Innovation Hub Europei e dei partner del network sono (e saranno) strutturate in progetti tematici verticali, in modo da coprire i temi rilevanti del paradigma dell’Industria 4.0 e sviluppare soluzioni adeguate.

Gli EDIH del futuro infatti:

  • si concentreranno sulle Key Enabling Technologies e sulle roadmap per aumentare la produttività e il valore aggiunto, ma anche per promuovere nuovi modelli di business per le PMI;
  • favoriranno l’integrazione dei sistemi secondo il paradigma dell’Industria 4.0 considerando la produzione, la formazione, le competenze, gli investimenti e i processi di servitizzazione (es. piattaforme Software as a Service, Saas);
  • avvieranno focus specifici sia su settori in rapida crescita che su quelli tradizionali (es. moda, meccanica, turismo, agroalimentare, qualità della vita, etc.) al fine di migliorarli e renderli più competitivi sui mercati globali;

Per quanto riguarda gli investimenti saranno principalmente concentrati su spazi fisici (strutture e attrezzature) e sulle risorse umane (reclutamento e formazione) mentre le tematiche principali oggetto di focus saranno asseverabili nelle seguenti macro-categorie:

  • Intelligenza Artificiale nelle sue diverse declinazioni
  • High Performance Computing e Quantum Computing
  • Cybersecurity sia in ambito privato che pubblico

Per quanto riguarda l’individuazione dei diversi Hub sul territorio europeo il processo si dividerà in due fasi cicliche:

  • Gli Stati membri designano i potenziali hub avviando specifiche call
  • La Commissione Europea lancia un invito ristretto verso gli hub designati dai diversi stati

Su questo fronte l’Italia risulta tra le prime in Europa per numero di digital innovation hub candidati e abilitati dietro solo alla Spagna e seguita da colossi come Germania, Francia e Paesi Bassi:

PaeseDIH registrati
Spagna81
Italia70
Germania63
Francia52
Paesi Bassi42
Belgio33
Regno Unito24
Polonia21

I Punti Impresa Digitale delle Camere di Commercio Italiane

Spostandoci su un focus prettamente nazionale infatti solo 3 anni fa l’allora Ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda con queste parole “L’Italia è un grande Paese industriale e le nostre imprese manifatturiere rappresentano il motore della crescita e dello sviluppo economico” inaugurava il Piano Industria 4.0, volto alla digitalizzazione industriale del paese.

Il piano prevedeva diversi soggetti, istituzionali e no, appartenenti al mondo pubblico, dell’università e dell’impresa capaci di trascinare il tessuto delle micro, piccole e medie imprese verso orizzonti di efficienza e produttività.

Tra questi da un lato il sistema delle Camere di Commercio Italiane con i Punti Impresa Digitale, dall’altro i Competence Center, rappresentanti il mondo universitario e della ricerca e infine i Digital Innovation Hub in cui associazioni di categoria ed esperti si occupano di trasferire tecnologia e competenze nel tessuto imprenditoriale del territorio.

La giusta e naturale intuizione italiana ha poi trovato un importante rafforzamento con la decisione dell’Unione Europea di creare una rete di Digital Innovation Hub (DIH) europei al fine di garantire che ogni azienda, piccola o grande, digitale o tradizionale, possa trarre vantaggio dalle opportunità digitali.

Conclusioni

Il rischio, tuttavia, che tutti questi sforzi, dell’Europa in primis, diventino vani è ancora molto alto e prettamente legato alla lentezza del sistema burocratico europeo e italiano nel trasferire fondi, competenze e “libertà di azione” ai diversi operatori del network.

Dalle Università e Politecnici ai Centri di Ricerca, dalle Camere di Commercio ai Digital Innovation Hub afferenti alle diverse associazioni di categorie non c’è più spazio per la burocrazia, è tempo di agire, pena la perdita di competitività dell’intero Sistema Europa.

Link di riferimento

Digital platform innovation in European SMEs

Digitalisation Support to SMEs

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