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legge di bilancio

Isiamed, chi era costui: tutti i nodi della vicenda

di Massimo Canducci, università di Torino, Massimo Cavazzini, startup advisor, Andrea Lisi, avvocato, Roberto Scano, presidente Iwa, Daniele Tumietto, commercialista

12 Gen 2018

12 gennaio 2018

Che bello! Questo ha inizialmente pensato chi si occupa professionalmente di innovazione e digitale in Italia alla notizia che il Parlamento italiano, all’interno del complesso della Legge di Bilancio, ha stanziato tre milioni di euro da indirizzare ad iniziative di innovazione digitale nei settori del turismo, dell’agroalimentare, dello sport e delle smart cities.

Tre milioni possono essere molti o pochi, in funzione di quello che deve essere fatto, ecco quindi che alcuni professionisti si sono messi in cerca dell’articolo della legge ed è emerso qualcosa di un po’ diverso da come se lo erano immaginato: “1087. Al fine di affermare un modello digitale italiano come strumento di tutela e valorizzazione economica e sociale del made in Italy e della cultura sociale e produttiva della tipicità territoriale, è assegnato un contributo pari a 1.000.000 di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 in favore dell’istituto IsiameD per la promozione di un modello digitale italiano nei settori del turismo, dell’agroalimentare, dello sport e delle smart city.”

Dopo aver letto con attenzione alcuni hanno iniziato a porsi qualche domanda e a chiedere spiegazioni a quei pochi parlamentari e ministri che accettano quotidianamente il contraddittorio pubblico attraverso i social network. Le risposte hanno delineato un quadro piuttosto interessante:

Carlo Calenda (Ministro dello Sviluppo Economico) su Twitter: “Emendamento parlamentare mai dato parere positivo. Non ne sapevo nulla finché non segnalato da voi. Non ho la più vaga idea di cosa sia. Mi sembra una roba stravagante, a dir poco”.

Stefano Quintarelli (Deputato del Gruppo Misto) su Facebook: “Regalo di Natale a Verdini”.

Stefano Esposito (Senatore del Partito Democratico) su Facebook: “Una marchetta necessaria ad avere i voti per approvare la manovra”.

Preso atto di come sono andate le cose allora è bene porsi la domanda su cosa sia questo “istituto IsiameD” citato nella norma, proviamo allora a dare qualche risposta.

 

Cosa sappiamo di Isiamed

Iniziamo con il dire che di soggetti identificabili come  “Isiamed” ne esistono due. Uno è l’Istituto italiano per l’Asia e il Mediterraneo, un istituto senza fini di lucro nato nel 1974 e che, a leggere il comma 1087 della legge di bilancio, sembrerebbe il destinatario dei tre milioni di euro. La seconda Isiamed invece è la Isiamed Digitale srl che, come si apprende da un tweet, è stata costituita l’8 ottobre 2016 (ma con inizio attività a novembre 2017) ed è posseduta per il 25% dallo stesso istituto e per il 75% da un pianificatore finanziario, Vincenzo Sassi, che risulta esserne anche amministratore delegato. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione risulta essere Gian Guido Folloni. Queste due Isiamed hanno sede legale allo stesso indirizzo e gli stessi recapiti telefonici (tra i commenti di quest’articolo, Garrone ribadisce che i due soggetti sono separati giuridicamente e solo l’Istituto è destinatario dei finanziamenti, Ndr.).

Il portone Isiamed, con il Comunicatore Italiano

Cercando in rete, e specificatamente in web archive (l’archivio dei siti Web), ci si accorge che sino a qualche tempo fa l’Istituto Isiamed possedeva ben due siti: isiamed.it (dismesso nel 2014) e isiamed.org (lanciato nel febbraio 2016 come ultimo annuncio da un account twitter attualmente attivo il cui ultimo tweet del 4 gennaio 2008 punta ad una pagina Facebook dedicata all’Istituto attualmente rimossa ma raggiungibile dalla cache di google mentre il tweet precedente risale al mese di marzo 2016).

Entrambi i domini non sono più stati rinnovati (nonostante il dominio .org sia indicato come sito “ufficiale” dal profilo twitter, risultava sospeso nel giugno del 2017 e raggiungibile l’ultima volta come sito attivo nel mese di gennaio 2017), sono divenuti disponibili e successivamente quindi registrati da altri soggetti. Resta in piedi invece il canale Youtube che vanta tre iscritti e il cui l’ultimo video raccoglie ben 89 visualizzazioni, e un profilo linkedin.

Si scopre inoltre che l’Istituto, nato all’epoca della XVI legislatura, vantava l’appoggio di oltre 100 parlamentari ed aveva numerosi soci e sponsor, tra cui figurano diverse realtà pubbliche e private degne di nota.

Andando nel concreto va detto inoltre che consultando i contenuti presenti in Web Archive, almeno sino al 2016 (ultimo periodo in cui risultano contenuti in Web Archive), non si riscontrano attività legate alla diffusione del digitale in nessun settore, compreso quello oggetto del finanziamento. Nel 2016 poi, con la chiusura dei siti Web dell’istituto, nasce una società con medesimo nome e avente per oggetto prestazioni in campo informatico.

I soci fondatori elencati nel sito, risultano: Gian Guido Folloni (Presidente), Fabio Evangelisti (Vice Presidente), Teresio Delfino (Consiglio di Amministrazione), Tomaso Zanoletti (Consiglio di Amministrazione), Antonio Loche (Segretario Generale).

La maggioranza dei soci fondatori come si può desumere da ricerche (anche limitate a Wikipedia) ha, o ha avuto in passato, ruoli politici, in alcuni casi anche di rilievo come ruoli da ministro o da sottosegretario.

Nel momento in cui la notizia del finanziamento ha iniziato a girare tra gli addetti ai lavori e tra i professionisti del digitale in Italia, ha fatto la sua comparsa nel dibattito pubblico Pier Domenico Garrone, fondatore de “Il Comunicatore Italiano” il cui sito da qualche tempo ridirige automaticamente al sito della IsiameD srl e che invece in origine (consultando web archive) era un sito dedicato ad un’associazione di comunicatori.

Garrone, che si presenta in rete come “Senior Partner IsiameD” – la srl o l’istituto non è dato saperlo – ha recentemente scritto alcuni articoli sui temi di Isiamed, della sovranità digitale e del modello digitale italiano: Isiamed, “ecco com’è andata” e Isiamed: “Ecco perché c’è bisogno di un modello digitale italiano”. Vi invitiamo a leggerli per comprendere meglio i contorni della vicenda.

A seguito di queste pubblicazioni il dibattito in rete si è ulteriormente ravvivato e Garrone ne ha preso parte attivamente, soprattutto in questa discussione su Twitter ed in questa su Facebook. Quel che si evince, in estrema sintesi, da queste discussioni è che Garrone, pur presentandosi in rete come Senior Partner IsiameD e pur avendo firmato gli articoli elencati in precedenza, ha dichiarato più volte di non essere il destinatario del finanziamento.

Molti suoi interlocutori hanno provato più volte a rivolgergli alcune domande, per esempio quale relazione ci sia tra IsiameD Srl e l’istituto IsiameD, oppure che ruolo ricopra lui stesso all’interno di IsiameD, oppure ancora quali siano le competenze e le referenze che IsiameD ha accumulato negli anni tali per cui si possa in qualche modo giustificare l’urgenza di questa assegnazione ex lege di fondi, quindi chi abbia finanziato fino ad ora Isiamed oppure a quanto ammonti il bilancio annuale dell’istituto.

Come potete leggere dalle discussioni sulla rete, ad oggi nessuna risposta è stata data a tali domande e anzi, in alcuni casi sono state minacciate azioni legali.

Anche in questo caso vi invitiamo alla semplice lettura, e perchè no alla partecipazione, per comprendere meglio quali siano i contenuti e le ragioni espresse da tutti gli interlocutori. I social del resto possono servire anche a questo.

Questa vicenda non piace a molti, quando si cerca di entrare nel merito emergono elementi poco comprensibili sull’effettiva operatività dell’istituto in ambito di definizione di modelli per il digitale in settori strategici, mentre, trattandosi di fondi pubblici, dovrebbero esserci la massima trasparenza e la migliore attenzione alla spesa.

Il primo ad essersi dimostrato non contento di questa situazione è proprio il ministro Calenda che, in un tweet del 28 Dicembre 2017 scriveva: “Dato mandato di procedere alla notifica a Bruxelles e di verificare la compatibilità con regime aiuti di stato. Nel mentre i finanziamenti a IsiameD restano fermi”. Stessa posizione di malcontento viene espressa dal Deputato Paolo Coppola, esperto di digitale e presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione, che in un commento su Facebook scrive: “Al primo provvedimento di legge utile spero di essere nelle condizioni di abrogare quella norma”.

Anche molti semplici cittadini hanno espresso concretamente il loro malcontento, non soltanto attraverso i social, ma anche più concretamente utilizzando la procedura messa a disposizione dalla Commissione Europea per effettuare denuncia per la violazione del diritto dell’UE, nel caso specifico si presume la violazione dell’articolo 107 del trattato di funzionamento dell’Unione Europea con la motivazione “in quanto l’assegnazione di un contributo di 1 milione di euro l’anno per tre anni ad un ente privato che non vanta esclusività di competenza in materia minaccia di falsare la concorrenza”.

La vicenda assume connotazioni ancor più surreali quando si leggono alcuni commenti sui social network da parte di Garrone. Ci limitiamo a riportare questo, ripetuto più di una volta e verso interlocutori diversi: “Evviva e felice settimana, con piacere leggo i suoi commenti e ne prendo buona nota per i contenuti. Evviva”. Ognuno si faccia un’idea del significato di tale affermazione.

 

Perché è importante fare chiarezza

Ovvio che probabilmente qualcuno potrà storcere il naso su una vicenda che riguarda una cifra, 3 milioni di euro, tutto sommato modesta per fare reale promozione a livello nazionale sul digitale. L’Italia è un paese in difficoltà, se rapportato ad altri paese europei, sia dal punto di vista dell’alfabetizzazione informatica sia da quello dell’utilizzo delle tecnologie digitali da parte della popolazione; per non parlare dei servizi digitali che i cittadini potrebbero avere, e che non hanno, dalla pubblica amministrazione e dalla stessa qualità della connettività che ci vede tristemente penultimi in Europa. Il digitale invece è (o dovrebbe essere) una delle leve fondamentali per far ripartire in modo sostenuto l’economia italiana. Da questo non può che derivare quindi la necessità di chiarezza e trasparenza da parte di tutti gli attori coinvolti. In particolare i settori oggetto del finanziamento per l’identificazione del modello sono particolarmente strategici e preoccupa quindi che la definizione di un “modello” avvenga da parte di un istituto che, da quel poco che traspare nel sito del 2016, in tali settori sembra non avere alcuna competenza specifica.

 

Alcune domande

In uno scenario del genere quindi alcune domande dovrebbero apparire ovvie e inevitabili, invece che destare a volte stizza o scalpore: a chi stiamo affidando tre milioni di euro di fondi pubblici e perché? Perché ad oggi nessuno dell’istituto Isiamed si è palesato o è stato raggiunto da qualche giornalista per dare spiegazione relativamente alle reali competenze per lo sviluppo di un modello di digitale per settori strategici come turismo, agroalimentare, sport e smart city? Perché due parlamentari parlano di “regalo” e “marchetta”? Tale istituto si avvarrà della omonima e neo-costituenda società per la gestione di tali attività e quindi nell’utilizzo dei fondi assegnati? Per quale motivo la presenza in rete dell’istituto è progressivamente sparita dalla rete contestualmente alla nascita della srl?

Speriamo che prima o poi arrivi una risposta a queste domande. Ma soprattutto speriamo che il digitale, in questo Paese, cominci a essere trattato dalla politica con la dignità che merita. Nella qualità di forza trainante delle energie buone del Paese. Invece di finire vittima, come sta accadendo, delle solite oscure logiche da prima repubblica.

  • Pier Domenico Garrone

    Esistono molte più cose sia in cielo che in terra di quante se ne possano anche solo sognare nella vostra filosofia, reverendo Cole. There are more things in heaven and earth than are dreamt of in your philosophy, reverend Cole. https://uploads.disquscdn.com/images/f37cf1736d6b041b324bc26316c1d02d4a3bbe6d48f7f8d47b0ee82aa4da345a.png è

    • Roberto Scano (IWA)

      Forse dovrebbe leggere il pezzo per capire che quanto incollato in più social non ha alcun senso rispetto a quanto scritto in questo articolo. Le ho fatto una sintesi in un tweet. https://twitter.com/rscano/status/951772199572135936

    • Egr sig Garrone, se questo é il rispetto con cui Lei risponde ai cittadini che con le proprie sudate tasse finanziano i tre milioni di euro che le sono stati assegnati credo che ognuno possa trarre facilmente le proprie conclusioni

      • Pier Domenico Garrone

        Gentile Michele Ficara, se anche lei non ha capito che vi stanno usando con notizie false è un problema della vostra capacità di intendere e volere. Poi se non ha capito che sono intervenuto solo e proprio per il fastidio di vedere una discussione firmata da persone che si esprimono senza aver approfondito nulla umiliandosi ed umiliando la loro decenza professionale mi spiace. Ad esempio non avevo capito che il Parlamento in ogni legge di bilancio 2018 assume decisioni sovrane è grave e non mi pare esista in Italia il Tribunale di Ayatollah. Molto triste poi per chi ha scritto non aver espresso una idea sul tema e questa conferma la risposta del Parlamento a tanta fuffa spacciata per onniscenza. Qui chiudo con il rispetto che merita e sino a quando non vedo le scuse dovute solo per un segno di educazione. Per le offese non documentate arrivano buste verdi. Evviva

        • Roberto Scano (IWA)

          Gentile Garrone, devo proprio dire che non la capisco. Ma proprio in italiano. Mi sembra che da una parte lei abbia preso le distanze dai soggetti isiamed e dall’altra parla di buste verdi come ne fosse coinvolto. Una volta che si è chiarito con le sue due personalità o prese di posizione, vorrei farle capire che come dice lei il parlamento sovrano ha deliberato di assegnare dei conti ad un istituito. Fondi che credo non sono ancora stati erogati. Come già scritto sopra da articolo key2biz (che non le ho visto rinnegare) appare che la società isimed a novembre era a un tavolo con lei come responsabile comunicazione a parlare della proposta di modello digitale per agricoltura. La società digitale, non istituto. Ora, va bene il legale ex vice presidente csm /udc a dire che la norma non da i fondi alla srl ma a omonimo istituto, ma da cittadino vorrei capire quindi perché li riceve istituto mentre chi attualmente si occupa di ciò è la srl. E quindi, sempre come cittadino, vorrei capire da lei che si occupa di comunicazione probabilmente da prima della mia nascita, se la srl supporterà omonimo istituto in tali attività. In quanto ripeto mi preoccupa che un istituito il cui ambito è differente da oggetto contribuito non abbia modo di raggiungere questo ambizioso obiettivo. Per cui se possibile prenda uno specchio in modo che il presidente dell’istituto possa parlarsi con il presidente del CDA della srl per svelare questo mistero e portare il paese avanti nel nome del digitale.

        • Nazzareno Prinzivalli

          Concordo in pieno con quanto appena scritto da Roberto Scano.
          Aggiungo che mentre quest’ultimo non la capisce “proprio in italiano” io le evidenzio che è proprio il suo italiano a peccare e non di poco!
          Nella sua frase (una a caso) “Ad esempio non avevo capito che il Parlamento in ogni legge di bilancio 2018 assume decisioni sovrane è grave” ci sono almeno tre errori…
          La invitiamo tutti a rivedere il funzionamento del suo (s)correttore ortografico e, se potesse, a rispondere a tutte le domande ben argomentate che lo sono state poste in più contesti.

          • Pier Domenico Garrone

            Evviva e felice domenica! Nel mentre rivedo il “correttore ortografico” mi fate la cortesia, per il vostro interesse, di provare a passare dal sistema delle battute che non fanno ridere a qualcosa che dia un senso? Non avete esposto in 25 gg alcun argomento.

          • Roberto Scano (IWA)

            Pure io aspetto da lei in vano qualcosa che abbia un senso. Ma la sua arte nel cercare di deviare il discorso è pari alla poca chiarezza sul tema dell’emendamento. Noto che mi ha bloccato su Twitter. Nessun problema al posto mio penso che qualche tv si occuperà del caso.

          • Pier Domenico Garrone

            Vede Sig. Scano nel mio Paese, l’Italia, esiste il principio della buona educazione a cui segue quando non viene rispettato quelle delle leggi che riguardano anche i molestatori. I suoi messaggi e i suoi riferimenti nel tentativo di far sapere a chi legge la sua capacità di far pressione devono preoccupare prima di tutto i suoi familiari che devono avere maggior cura di lei. Lei da settimane si atteggia verso la mia persona che con pazienza ha provato a farle comprendere cose che lei fa finta di non comprendere. Ho bloccato il suo account perché lei ha dimostrato poco interesse a sapere e solo a provocare. La invito a smettere di fare associazioni tra la mia persona e fatti estranei che mirano solo ad offendere la storia mia della mia famiglia. Sono stato abituato a circondarmi di persone migliori di me e non ha titolo Lei per dare lezioni ne etiche ne professionali visto anche che al dialogo non ha saputo rispondere neanche con una idea. Ha perso una opportunità e non intendo più tollerare. Distinti saluti.

          • Roberto Scano (IWA)

            Ha ragione, non devo insegnarle nulla. Il suo mestiere lo sa fare bene. E ha dimostrato che non vuole comunicare ma solo minacciare. Capisco che questo può essere il modo di operare in certi ambienti ma le ripeto per ultima volta che sta sbagliando lei bersaglio e toni. Si dedichi al lavoro di comunicazione di isiamed. Qualsiasi delle due presiedute dal medesimo presidente Spero di leggere presto qualcosa a tema che non sia evviva o altre frasi evasive.

          • Pier Domenico Garrone

            È irresistibile Sig. Scano anzi mi inizia ad essere simpatico se non fosse per la pacchiana comicità che propone. A minacciare il mio privato ci ha già pensato lei e aspetto le sue scuse. Siamo in Italia e le ripeto esistono la buona educazione e le leggi. Le ho proposto, pur non dovendo proprio nulla a Lei di spiegazioni, il dialogo ma non riesce a meritarselo. Come fa pensare che una persona normale possa accettare un dialogo con lei? Perché lei si sente più competente ed onesto di chiunque altro? Provi ad accorgersi che esiste un mondo migliore di quello che probabilmente frequenta e le intorbidisce i pregiudizi che esprime. Provi anche ad essere più sereno, rilassato a ridere. La Vita è bella! Mi permetta un abbraccio ai suoi familiari. Distinti saluti per la stima che merita.

          • Roberto Scano (IWA)

            Ma anche lei mi è simpatico. Mi fa tenerezza 🙂 posso capire che è stato inviato come comunicatore a discutere in rete di un tema scottante. Per cui l’abbraccio pure io. Perché al suo posto tale incarico non l’avrei preso. Perché ripeto tanta stima per quello che sta facendo. Per il mio modo di lavorare e per l’ambiente che frequento non ne sarei stato capace. Pertanto le auguro buon lavoro, buona giornata e 100 di questi giorni. E stia tranquillo, sono sereno. Anzi Serenissimo 🙂

          • Massimo Canducci

            Sig. Garrone: puà spiegarci che relazione c’è tra l’Istituto Isiamed e la Isiamed slr?
            E’ la sesta volta che lo chiedo, ma lei continua a non rispondere.
            Grazie!

          • Nazzareno Prinzivalli

            I casi sono due: o lei non legge o lei non vuole proprio capire!
            Di domande argomentate gliene sono state poste moltissime…è lei, ribadisco, che ha scientemente e bellamente sorvolato su ognuna di esse.
            A questo punto devo prendere seriamente in considerazione le considerazioni dell’ottimo Roberto Scano: lei si è avventurato in un’impresa senza sepranza…difendere l’indifendibile.

          • Pier Domenico Garrone

            Gentile Prinzivalli, come sta? La semplice lettura del suo post mi conforta. Quando trovo o leggo di persone che si mostrano “a casta” dell’onestà e dell’onniscenza subito cerco di comprendere dove il dialogo è venuto meno. Poi la qualità degli argomenti ne qualifica la ragione. La notizia per Lei è che viviamo in un Paese sano, ancorato a una storia di persone educate in grado di resistere quotidianamente alle provocazioni e di assistere il disagio. Non richiesto le do un consiglio che le occupa al massimo un’ora alla settimana. Vada nella sala di aspetto del reparto di oncologia dell’ospedale a lei più vicino. Lo faccia almeno una volta alla settimana e si accorga delle cose reale e vere della vita e quanto spazio invece si dedica al pregiudizio e al l’invidia e all’abbattimento generato da illazioni e offese gratuite. Auguri

          • Gildo Scorda

            Che aggressione alla lingua italiana, sig. GARRONE!
            onniscienza, NON onniscenza (ha ripetuto questo errore anche su Twitter…una volta è tollerabile, 2 NO!).
            E va bene acquisire con metodi politici da prima Repubblica 3 milioni di euro, ma almeno ci risparmi tutto questo.
            Spero che l’Accademia della Crusca si attivi con buste verdi, rosse e blu perchè questo è proprio troppo! A maggior ragione se messo in atto da chi dichiara essere “esperto di comunicazione”!

          • Pier Domenico Garrone

            È bello iniziare la settimana… https://www.jainismoitalia.org/jainismo/filosofia/l-onniscenza/ Ha superato suoi colleghi! Se fa bene alla sua salute sono contento!

          • Gildo Scorda

            Ignorante due volte. E le ricordo che perseverare nell’ignoranza è diabolico.
            Chieda scusa a se stesso e alla Isiamed che indegnamente rappresenta.
            E verifichi le fonti.
            http://www.treccani.it/vocabolario/onniscienza/

        • Massimo Canducci

          Perchè non inizia con il rispondere a qualche domanda?
          Sembra che lei sia allergico ai punti interrogativi, nel caso mi scuso per quello della frase precedente.

        • Egr. sig. Garrone la ringrazio sentitamente per la sua preoccupazione ma le confermo che la mia capacità di intendere e volere è perfettamente funzionante, peraltro trovo però molto triste che in assenza di migliori motivazioni non si trovi altro sistema di replica che non quello di screditare le capacità critiche della controparte. Vede egr. sig. Garrone, se avesse risposto compiutamente alle numerose domande poste in rete lei avrebbe avuto una occasione fantastica per assolvere a 3 compiti: 1) dissipare i numerosi dubbi che vi vedono protagonisti, 2) affermare concretamente le sue capacità di abile comunicatore 3) non ultimo diventare parte attiva del dialogo di una comunità di grandi professionisti che da oltre 25 anni si spendono CONCRETAMENTE per lo sviluppo del digitale in Italia. Diversamente l’atteggiamento intransigente che ha assunto durante questa vostra gravissima crisi reputazionale la relega indubbiamente nella condizione di essere il prossimo caso di studio negativo di gestione della immagine digitale di cui si parlerà a lungo nei prossimi convegni di settore. Perchè sì, che in questo, ha fatto sicuramente notizia. Cordialmente.

          • Pier Domenico Garrone

            Guardi io non sono la sua controparte semplicemente perché non lei come i pochi intimi che continuano a scrivere o ci sono o ci fanno e perché nulla è dovuto a Lei anzi questo comportamento ha ampiamente superato il limite della decenza. Raro trovare persone così disposte a brutte figure pubbliche. Il “di che cosa discutete” non è nella mia agenda e ho concluso il tempo per capire se Lei come altri eravate solo tratti in inganno da una informazione errata. Auguri

    • Massimo Canducci

      “There are more things in heaven and earth, Horatio,
      Than are dreamt of in your philosophy. ”
      – Hamlet (1.5.167-8), Hamlet to Horatio
      Se deve fare una citazione, almeno cerchi di farla giusta.

  • Nazzareno Prinzivalli

    Sig. Garrone, lei continua a non rispondere alle domande ed a tergiversare con frasi criptiche o citazioni di cui non si comprende il nesso.
    Anche se, va ammesso, quelle domande andrebbero poste anche a chi in Parlamento ha proposto e perorato l’approvazione di quell’emendamento.

  • franzfume

    Le risposte dei coinvolti rasentano l’assurdo in modo sublime. Non so esattamente per quale motivo ma questa vicenda mi fa tornare alla mente i ruggenti anni di De Michelis. Il ministro in tuttologia applicata che si dimenava tutto sudato nelle discoteche della Milano da bere. Ammetto di avere anche un po’ di nostalgia per quei bei tempi andati quando almeno l’appropriazione di pubbliche risorse era condotta con uno stile che oggi sinceramente è del tutto assente

  • Francesco Frangioja

    Egregio Sig. Garrone, innanzitutto sarebbe il caso che invece di sparare citazioni a caso, spiegasse a noi comuni mortali che nulla capiamo e nulla sappiamo di digitale, di innovazione e di “sovranità digitale”, cosa intende fare, concretamente e utilizzando il milione di euro annuale, “per la promozione di un modello digitale italiano nei settori del turismo, dell’agroalimentare, dello sport e delle smart city.”
    Concretamente significa “vogliamo creare un portale web per…”, significa “vogliamo sviluppare una APP che…”, significa “vogliamo creare un fondo per prestiti a fondo perduto per gli imprenditori e per gli operatori dei settori del turismo, dell’agroalimentare, dello sport e delle smart city con i quali…”.
    Quindi? Cosa ci facciamo con quel milione di euro annuale?
    Quanto al resto, ed in particolare alla dichiarazione del vostro legale secondo la quale IsiameD inteso come Istituto e IsiameD Digitale Srl siano due entità estranee l’un l’altra, a mia volta le voglio regalare una citazione (o meglio, una rielaborazione di una citazione da “Romeo e Giulietta”):
    “se profuma di arrosto, ha il sapore di arrosto e ha l’aspetto di un arrosto, quasi certamente si tratta di un arrosto, indipendentemente da come lo si voglia chiamare”
    In parole povere, comprensibili da chiunque: se due entità fiscali sono giuridicamente, fiscalmente e legalmente separate ma gli amministratori sono gli stessi, non è poi così difficile immaginare che scopi, fondi e soprattutto finanziamenti siano… “condividi”. Quello italiano sarà anche un popolo di pecoroni disposti a bersi qualsiasi cosa, ma in mezzo al gregge c’è ancora chi riesce a riconoscere un… “arrosto” (vedi poco sopra) quando lo vede

  • Pingback: Isiamed: "Ecco perché c'è bisogno di un modello digitale italiano" | Agenda Digitale()

  • Aldo Prinzi

    Articolo pubblicato sul sito http://www.isiamed.com
    Grazie per l’aiuto a fare chiarezza.

  • Pingback: Per una nuova politica del digitale, il nostro giornalismo | Agenda Digitale()

  • Massimo Canducci

    Sarebbe interessante capire perché, invece di rispondere ad una semplice domanda, si preferisca bloccare su twitter l’interlocutore.
    Qualcuno ha qualche idea?

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