legge di bilancio

Isiamed, chi era costui: tutti i nodi della vicenda

12 Gen 2018
Massimo Canducci

università di Torino

Massimo Cavazzini

startup advisor

Andrea Lisi

avvocato

Roberto Scano

già presidente Iwa, presidente commissione UNI e-accessibility

1

Che bello! Questo ha inizialmente pensato chi si occupa professionalmente di innovazione e digitale in Italia alla notizia che il Parlamento italiano, all’interno del complesso della Legge di Bilancio, ha stanziato tre milioni di euro da indirizzare ad iniziative di innovazione digitale nei settori del turismo, dell’agroalimentare, dello sport e delle smart cities.

Tre milioni possono essere molti o pochi, in funzione di quello che deve essere fatto, ecco quindi che alcuni professionisti si sono messi in cerca dell’articolo della legge ed è emerso qualcosa di un po’ diverso da come se lo erano immaginato: “1087. Al fine di affermare un modello digitale italiano come strumento di tutela e valorizzazione economica e sociale del made in Italy e della cultura sociale e produttiva della tipicità territoriale, è assegnato un contributo pari a 1.000.000 di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 in favore dell’istituto IsiameD per la promozione di un modello digitale italiano nei settori del turismo, dell’agroalimentare, dello sport e delle smart city.”

Dopo aver letto con attenzione alcuni hanno iniziato a porsi qualche domanda e a chiedere spiegazioni a quei pochi parlamentari e ministri che accettano quotidianamente il contraddittorio pubblico attraverso i social network. Le risposte hanno delineato un quadro piuttosto interessante:

Carlo Calenda (Ministro dello Sviluppo Economico) su Twitter: “Emendamento parlamentare mai dato parere positivo. Non ne sapevo nulla finché non segnalato da voi. Non ho la più vaga idea di cosa sia. Mi sembra una roba stravagante, a dir poco”.

Stefano Quintarelli (Deputato del Gruppo Misto) su Facebook: “Regalo di Natale a Verdini”.

Stefano Esposito (Senatore del Partito Democratico) su Facebook: “Una marchetta necessaria ad avere i voti per approvare la manovra”.

Preso atto di come sono andate le cose allora è bene porsi la domanda su cosa sia questo “istituto IsiameD” citato nella norma, proviamo allora a dare qualche risposta.

Cosa sappiamo di Isiamed

Iniziamo con il dire che di soggetti identificabili come  “Isiamed” ne esistono due. Uno è l’Istituto italiano per l’Asia e il Mediterraneo, un istituto senza fini di lucro nato nel 1974 e che, a leggere il comma 1087 della legge di bilancio, sembrerebbe il destinatario dei tre milioni di euro. La seconda Isiamed invece è la Isiamed Digitale srl che, come si apprende da un tweet, è stata costituita l’8 ottobre 2016 (ma con inizio attività a novembre 2017) ed è posseduta per il 25% dallo stesso istituto e per il 75% da un pianificatore finanziario, Vincenzo Sassi, che risulta esserne anche amministratore delegato. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione risulta essere Gian Guido Folloni. Queste due Isiamed hanno sede legale allo stesso indirizzo e gli stessi recapiti telefonici (tra i commenti di quest’articolo, Garrone ribadisce che i due soggetti sono separati giuridicamente e solo l’Istituto è destinatario dei finanziamenti, Ndr.).

Il portone Isiamed, con il Comunicatore Italiano

Cercando in rete, e specificatamente in web archive (l’archivio dei siti Web), ci si accorge che sino a qualche tempo fa l’Istituto Isiamed possedeva ben due siti: isiamed.it (dismesso nel 2014) e isiamed.org (lanciato nel febbraio 2016 come ultimo annuncio da un account twitter attualmente attivo il cui ultimo tweet del 4 gennaio 2008 punta ad una pagina Facebook dedicata all’Istituto attualmente rimossa ma raggiungibile dalla cache di google mentre il tweet precedente risale al mese di marzo 2016).

Entrambi i domini non sono più stati rinnovati (nonostante il dominio .org sia indicato come sito “ufficiale” dal profilo twitter, risultava sospeso nel giugno del 2017 e raggiungibile l’ultima volta come sito attivo nel mese di gennaio 2017), sono divenuti disponibili e successivamente quindi registrati da altri soggetti. Resta in piedi invece il canale Youtube che vanta tre iscritti e il cui l’ultimo video raccoglie ben 89 visualizzazioni, e un profilo linkedin.

Si scopre inoltre che l’Istituto, nato all’epoca della XVI legislatura, vantava l’appoggio di oltre 100 parlamentari ed aveva numerosi soci e sponsor, tra cui figurano diverse realtà pubbliche e private degne di nota.

Andando nel concreto va detto inoltre che consultando i contenuti presenti in Web Archive, almeno sino al 2016 (ultimo periodo in cui risultano contenuti in Web Archive), non si riscontrano attività legate alla diffusione del digitale in nessun settore, compreso quello oggetto del finanziamento. Nel 2016 poi, con la chiusura dei siti Web dell’istituto, nasce una società con medesimo nome e avente per oggetto prestazioni in campo informatico.

I soci fondatori elencati nel sito, risultano: Gian Guido Folloni (Presidente), Fabio Evangelisti (Vice Presidente), Teresio Delfino (Consiglio di Amministrazione), Tomaso Zanoletti (Consiglio di Amministrazione), Antonio Loche (Segretario Generale).

La maggioranza dei soci fondatori come si può desumere da ricerche (anche limitate a Wikipedia) ha, o ha avuto in passato, ruoli politici, in alcuni casi anche di rilievo come ruoli da ministro o da sottosegretario.

Nel momento in cui la notizia del finanziamento ha iniziato a girare tra gli addetti ai lavori e tra i professionisti del digitale in Italia, ha fatto la sua comparsa nel dibattito pubblico Pier Domenico Garrone, fondatore de “Il Comunicatore Italiano” il cui sito da qualche tempo ridirige automaticamente al sito della IsiameD srl e che invece in origine (consultando web archive) era un sito dedicato ad un’associazione di comunicatori.

Garrone, che si presenta in rete come “Senior Partner IsiameD” – la srl o l’istituto non è dato saperlo – ha recentemente scritto alcuni articoli sui temi di Isiamed, della sovranità digitale e del modello digitale italiano: Isiamed, “ecco com’è andata” e Isiamed: “Ecco perché c’è bisogno di un modello digitale italiano”. Vi invitiamo a leggerli per comprendere meglio i contorni della vicenda.

A seguito di queste pubblicazioni il dibattito in rete si è ulteriormente ravvivato e Garrone ne ha preso parte attivamente, soprattutto in questa discussione su Twitter ed in questa su Facebook. Quel che si evince, in estrema sintesi, da queste discussioni è che Garrone, pur presentandosi in rete come Senior Partner IsiameD e pur avendo firmato gli articoli elencati in precedenza, ha dichiarato più volte di non essere il destinatario del finanziamento.

Molti suoi interlocutori hanno provato più volte a rivolgergli alcune domande, per esempio quale relazione ci sia tra IsiameD Srl e l’istituto IsiameD, oppure che ruolo ricopra lui stesso all’interno di IsiameD, oppure ancora quali siano le competenze e le referenze che IsiameD ha accumulato negli anni tali per cui si possa in qualche modo giustificare l’urgenza di questa assegnazione ex lege di fondi, quindi chi abbia finanziato fino ad ora Isiamed oppure a quanto ammonti il bilancio annuale dell’istituto.

Come potete leggere dalle discussioni sulla rete, ad oggi nessuna risposta è stata data a tali domande e anzi, in alcuni casi sono state minacciate azioni legali.

Anche in questo caso vi invitiamo alla semplice lettura, e perchè no alla partecipazione, per comprendere meglio quali siano i contenuti e le ragioni espresse da tutti gli interlocutori. I social del resto possono servire anche a questo.

Questa vicenda non piace a molti, quando si cerca di entrare nel merito emergono elementi poco comprensibili sull’effettiva operatività dell’istituto in ambito di definizione di modelli per il digitale in settori strategici, mentre, trattandosi di fondi pubblici, dovrebbero esserci la massima trasparenza e la migliore attenzione alla spesa.

Il primo ad essersi dimostrato non contento di questa situazione è proprio il ministro Calenda che, in un tweet del 28 Dicembre 2017 scriveva: “Dato mandato di procedere alla notifica a Bruxelles e di verificare la compatibilità con regime aiuti di stato. Nel mentre i finanziamenti a IsiameD restano fermi”. Stessa posizione di malcontento viene espressa dal Deputato Paolo Coppola, esperto di digitale e presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione, che in un commento su Facebook scrive: “Al primo provvedimento di legge utile spero di essere nelle condizioni di abrogare quella norma”.

Anche molti semplici cittadini hanno espresso concretamente il loro malcontento, non soltanto attraverso i social, ma anche più concretamente utilizzando la procedura messa a disposizione dalla Commissione Europea per effettuare denuncia per la violazione del diritto dell’UE, nel caso specifico si presume la violazione dell’articolo 107 del trattato di funzionamento dell’Unione Europea con la motivazione “in quanto l’assegnazione di un contributo di 1 milione di euro l’anno per tre anni ad un ente privato che non vanta esclusività di competenza in materia minaccia di falsare la concorrenza”.

La vicenda assume connotazioni ancor più surreali quando si leggono alcuni commenti sui social network da parte di Garrone. Ci limitiamo a riportare questo, ripetuto più di una volta e verso interlocutori diversi: “Evviva e felice settimana, con piacere leggo i suoi commenti e ne prendo buona nota per i contenuti. Evviva”. Ognuno si faccia un’idea del significato di tale affermazione.

Perché è importante fare chiarezza

Ovvio che probabilmente qualcuno potrà storcere il naso su una vicenda che riguarda una cifra, 3 milioni di euro, tutto sommato modesta per fare reale promozione a livello nazionale sul digitale. L’Italia è un paese in difficoltà, se rapportato ad altri paese europei, sia dal punto di vista dell’alfabetizzazione informatica sia da quello dell’utilizzo delle tecnologie digitali da parte della popolazione; per non parlare dei servizi digitali che i cittadini potrebbero avere, e che non hanno, dalla pubblica amministrazione e dalla stessa qualità della connettività che ci vede tristemente penultimi in Europa. Il digitale invece è (o dovrebbe essere) una delle leve fondamentali per far ripartire in modo sostenuto l’economia italiana. Da questo non può che derivare quindi la necessità di chiarezza e trasparenza da parte di tutti gli attori coinvolti. In particolare i settori oggetto del finanziamento per l’identificazione del modello sono particolarmente strategici e preoccupa quindi che la definizione di un “modello” avvenga da parte di un istituto che, da quel poco che traspare nel sito del 2016, in tali settori sembra non avere alcuna competenza specifica.

Alcune domande

In uno scenario del genere quindi alcune domande dovrebbero apparire ovvie e inevitabili, invece che destare a volte stizza o scalpore: a chi stiamo affidando tre milioni di euro di fondi pubblici e perché? Perché ad oggi nessuno dell’istituto Isiamed si è palesato o è stato raggiunto da qualche giornalista per dare spiegazione relativamente alle reali competenze per lo sviluppo di un modello di digitale per settori strategici come turismo, agroalimentare, sport e smart city? Perché due parlamentari parlano di “regalo” e “marchetta”? Tale istituto si avvarrà della omonima e neo-costituenda società per la gestione di tali attività e quindi nell’utilizzo dei fondi assegnati? Per quale motivo la presenza in rete dell’istituto è progressivamente sparita dalla rete contestualmente alla nascita della srl?

Speriamo che prima o poi arrivi una risposta a queste domande. Ma soprattutto speriamo che il digitale, in questo Paese, cominci a essere trattato dalla politica con la dignità che merita. Nella qualità di forza trainante delle energie buone del Paese. Invece di finire vittima, come sta accadendo, delle solite oscure logiche da prima repubblica.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3