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Logistica 4.0: benefici e ostacoli visti dalle aziende

Il passaggio a una configurazione 4.0 nel settore della logistica è considerato ineluttabile dalle aziende, ma al momento quelle concretamente all’opera in questa direzione sono appena il 15% del totale, perlopiù di media e grande dimensione. Una ricerca del laboratorio Rise fa il punto

04 Feb 2020
Marco Ardolino

Laboratorio RISE - Università degli Studi di Brescia, IQ Consulting

Andrea Bacchetti

CoDirettore Osservatorio Smart AgriFood del Politecncio di Milano e Università di Brescia


Sono sempre di più le aziende manifatturiere che decidono di investire nella digitalizzazione dei processi logistici, verso una configurazione 4.0. Il Laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia presenta i risultati della prima edizione della propria ricerca “Logistica 4.0”.

Il paradigma 4.0 a supporto dei processi logistici: la Logistica 4.0

Il paradigma “Industria 4.0” si amplia, anche e soprattutto nella direzione dei processi logistici, essenziali sia per il soddisfacimento dei bisogni dei clienti, sia per il contenimento dei costi interni; in altre parole, una leva chiave per mantenere/aumentare la competitività delle imprese all’interno dei mercati in cui esse operano. Per questo motivo oggi si comincia a parlare di “Logistica 4.0”, cioè della progressiva digitalizzazione dei processi logistici delle aziende manifatturiere attraverso l’introduzione di nuovi sistemi di pianificazione, stoccaggio, movimentazione e trasporto. Trattasi di una trasformazione potenzialmente dirompente, capace di incidere non solo e non tanto sulle singole aziende, bensì su intere supply chain, passando dal livello operativo (logistica di magazzino e logistica dei trasporti) fino a quello più tattico (pianificazione) e strategico (configurazione del network). Affinchè questo possa accadere, occorre mettere i dati al centro dei processi, ad esempio attraverso il monitoraggio in tempo reale dei prodotti e del loro posizionamento, la riduzione dei tempi di consegna, l’efficientamento dei processi di magazzino e il miglioramento nell’accuratezza dei processi di pianificazione.

Sulla base di questo scenario, il Laboratorio di Ricerca RISE dell’Università degli studi di Brescia ha deciso di avviare la ricerca “Logistica 4.0”, che, nell’ambito della sua prima edizione, ha cercato di rispondere alle seguenti domande di ricerca:

  • Quali tecnologie digitali stanno trasformando i processi logistici delle aziende manifatturiere?
  • Quali sono i livelli/processi logistici più impattati dalla trasformazione digitale?
  • Quali sono i principali benefici ricercati/ottenuti?
  • Quali sono gli ostacoli più critici da superare?

I risultati della ricerca sono stati presentati lo scorso 14 novembre a Brescia, di fronte a circa 130 aziende. Nel seguito sono riportati in maniera sintetica i principali messaggi, per maggiori dettagli si rimanda al report.

Il campione di indagine

La prima edizione della ricerca, svolta mediante la somministrazione di un questionario online ad aziende manifatturiere italiane (o straniere, ma con almeno uno stabilimento produttivo in Italia), ha visto la partecipazione di 110 aziende. Il 52% di esse appartiene alla categoria delle “Grandi”, ovvero con fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro, mentre il restante 48% è rappresentato da PMI, a loro volta suddivise in Medie (35%) e Piccole (13%). I principali settori rappresentati all’interno del campione sono quello dei prodotti in metallo, con il 17%, il settore metallurgico e quello dei macchinari ed apparecchiature, entrambi con il 16% del campione.

La percezione del paradigma Logistica 4.0 e la sua effettiva implementazione

Ai rispondenti della ricerca è stato chiesto di esprimere, in prima battuta, la propria opinione in merito alla generica rilevanza del paradigma Logistica 4.0 nel contesto manifatturiero italiano. Sono molto poche (il 6%) le aziende che non credono nell’efficacia di questo paradigma, derubricandolo a bolla destinata a sgonfiarsi nel breve. Il 31% dei rispondenti invece dichiara che sì, si tratta di un tema rilevante, purtroppo però concretamente accessibile solo alle imprese medio-grandi. La maggioranza assoluta del campione (62%) però crede fermamente nel paradigma, ritenendo ineluttabile intervenire sui propri processi logistici per convergere verso la configurazione 4.0.

Se si passa a valutare la concreta implementazione del paradigma all’interno delle aziende rispondenti, lo scenario diventa lievemente meno positivo. La percentuale di aziende “per davvero” in movimento verso il paradigma 4.0 si attesta attorno al 37%. Inoltre, più della metà di queste aziende sono ancora nella fase di studio/analisi preliminare. Quindi, le aziende concretamente all’opera sono circa il 15% del totale, perlopiù di media e grande dimensione.

Tecnologie ed applicazioni

In media sono 1,1 le tecnologie impiegate dalle imprese a supporto dei processi logistici. Tale dato esprime con chiarezza l’attuale immaturità del paradigma 4.0 applicato in logistica, in cui si evidenziano soprattutto applicazioni verticali di singole tecnologie, senza integrazioni orizzontali con altre tecnologie e/o processi. Tra le tecnologie impiegate, domina l’IoT, con il 38% di utilizzo da parte delle aziende del campione, seguito da robotica collaborativa e AGV.

Per quanto concerne gli ambiti applicativi ed i processi impattati, i risultati della ricerca affermano che l’utilizzo delle tecnologie digitali a supporto dei processi logistici abbia ripercussioni soprattutto a livello operativo con circa il 60% delle applicazioni mappate. Seguono le applicazioni a supporto dei processi (tattici) di pianificazione, con il 35%. Fa riflettere infine l’assenza (o quasi) di applicazioni a livello strategico, finalizzate a supportare scelte legate alla ridefinizione del network logistico.

Benefici ed ostacoli

Tra i benefici riscontrati/ricercati dalle aziende rispondenti, al primo posto viene l’efficienza operativa nella gestione dei materiali, in termini di riduzione degli errori nelle attività di picking e miglioramento della produttività di magazzino. Interessante rilevare come, attraverso le soluzioni di Logistica 4.0, sia possibile incidere positivamente anche sulle condizioni di lavoro delle persone, comunque al centro di questo processo di trasformazione apparentemente solo tecnologico.

Gli ostacoli più rilevanti sono gli investimenti richiesti per l’acquisto delle tecnologie abilitanti e per l’acquisizione/sviluppo delle idonee competenze. Il primo è un impedimento che colpisce soprattutto le aziende di piccole dimensioni, mentre il secondo risulta decisamente trasversale a dimensioni/settori. Infine, non sembrano più un problema le ben note arretratezze infrastrutturali legate perlopiù alla connettività.

Il ruolo delle competenze

Essendo quello delle competenze un tema cruciale, si è voluto investigare se fossero state svolte, o fossero quantomeno in corso di svolgimento, iniziative specifiche finalizzate ad allineare le competenze dei lavoratori alle nuove tecnologie e ai nuovi strumenti a supporto dei processi logistici. Il quadro in questo senso non è dei migliori: soltanto il 3% delle imprese segnala di aver già sostenuto e completato iniziative formative di questo tipo, mentre il 27% afferma di averne in corso di svolgimento. Le principali iniziative sono rappresentate da corsi di formazione per i lavoratori, affiancamenti e training direttamente sul posto di lavoro, progetti di Academy, nonché formazione sulle nuove normative vigenti e sulle nuove tecnologie. Le altre aziende del campione? Il 21% dichiara di essere in fase di pianificazione, mentre quasi la metà del campione non ha svolto alcuna iniziativa e non ne ha nemmeno in programma. Inutile dire che senza un opportuno investimento in questa direzione, sarà possibile scaricare a terra solo una quota parte dei benefici raggiungibili attraverso le applicazioni tecnologiche di cui sopra.

Digital Technologies logistica 4.0

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