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lo stato dell'arte

5G alla prova dei servizi commerciali: il primo bilancio in Italia ed Europa

In Europa il 5G è ancora in fase sperimentale e ci sono stati solo alcuni lanci commerciali. Vediamo lo stato dell’arte in Italia, dove ha preso il via anche la prima sperimentazione in ambito audiovisivo; in Spagna, Uk e il primato svizzero, in vista dei futuri ostacoli da superare

02 Lug 2019

Enrico Martini

ministero dello Sviluppo Economico


Molti paesi europei lanceranno nei prossimi mesi i propri servizi 5G commerciali, seguendo l’esempio della Svizzera che da pochi giorni è il primo paese europeo ad avere un servizio 5G in commercio e gode di un netto primato in termini di pura velocità.

Il 5G in Italia

L’Italia pare trovarsi in una posizione di inaspettato vantaggio, stando a recenti dati rilevati da Ookla. Ormai da diversi anni è in prima linea nella sperimentazione delle nuove tecnologie e i poli di Bari, Matera, Milano e Torino permettono al nostro Paese di posizionarsi al secondo posto in Europa per quanto concerne la diffusione della rete di nuova generazione, seppur ancora in fase sperimentale.

Gli operatori che hanno investito maggiormente sono stati Tim e Vodafone, che a giugno hanno aperto i servizi in qualche città. Sono stati anche promotori di diversi progetti pilota come quello legato alla Smart City o i test di copertura svolti a Milano.

Ma anche gli operatori appena arrivati sul mercato italiano stanno spingendo sull’acceleratore, come nel caso di Iliad. Oppure Fastweb in accordo (appena annunciato) con Wind Tre o usando le frequenze per il fixed wireless access su 5G.

Dalla collaborazione tra il Ministero dello Sviluppo Economico, la RAI e il Comune di Torino, ha preso il via anche la prima sperimentazione della tecnologia 5G in ambito audiovisivo. Il Centro Ricerche Rai – il 24 giugno a Torino nel corso dello spettacolo in piazza in occasione delle celebrazioni di San Giovanni ha sperimentato la diffusione di immagini ad alta definizione 5G in modalità broadcast.

Sebbene l’Italia si posizioni direttamente davanti in classifica, il Regno Unito è riuscito a precederla in termini di attivazione della rete commerciale, tuttavia il rollout italiano non sembra essere molto lontano e dovrebbe avvenire già nel corso dell’estate.

Il Piano d’azione europeo sul 5G

Il piano d’azione europeo sul 5G prevede il lancio commerciale di prova entro il 2020 in una città importante in ogni stato membro – le cosiddette città Trial 5G. Alla fine di agosto 2018, è stato stilato un elenco non esaustivo di almeno 35 città di prova. A regime è previsto un totale di almeno 45 città Trials, in quanto l’espansione futura includerà Parigi e forse 10 città dei suoi sobborghi.

Il ruolo delle città Trials è quello di ospitare la nuova tecnologia e mostrare il funzionamento del servizio, raccogliendo anche i numerosi casi d’uso settoriali. Le città si concentreranno prevalentemente su casi relativi ad e-health, energia, trasporti, edifici intelligenti e portali di servizi digitali, con una attenzione generale sul concetto di smart city. Per questo motivo il massimo coinvolgimento degli ecosistemi e dei residenti a livello locale sono le priorità chiave del Piano.

Il nodo delle frequenze

Con l’adozione dell’European Electronic Communications Code nel dicembre 2018 è stato introdotto nel quadro normativo comunitario un obiettivo di connettività che comprende la copertura 5G senza interruzioni per le aree urbane e le principali vie di trasporto terrestre. Tutti gli stati membri devono liberare le bande di frequenza “pioniere” 5G (700 MHz, 3,5 GHz e 26 GHz) e riassegnarle entro la fine del 2020.

Tuttavia, è improbabile che tutti i paesi centreranno questo obiettivo. Attualmente soltanto nove Stati membri hanno pubblicato i loro piani di azione 5G: Austria, Francia, Finlandia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Germania, Lussemburgo e Regno Unito.

L’Europa è comunque in posizione preminente per numero di prove 5G che hanno avuto luogo, con circa 138 prove in tutti i 28 stati membri registrate all’inizio del 2019. Tuttavia, secondo l’European 5G Observatory, ad oggi è stato assegnato solo il 7% dello spettro 5G: rimangono non assegnati l’82% della banda 700 MHz, l’87% della banda 3,5 GHz e oltre il 96% dei 26 GHz.

Il primato della Svizzera

La Svizzera da pochi giorni è il primo paese europeo ad avere un servizio smartphone 5G disponibile in commercio. Il servizio è ancora estremamente frammentato, indipendentemente dal fornitore scelto. Sebbene sia Swisscom che Sunrise (così come la rivale Salt Mobile) stiano investendo pesantemente in infrastrutture 5G, c’è ancora molta strada da fare prima di raggiungere la piena copertura nazionale.

Swisscom offre un servizio parziale di 5G nelle grandi città di Ginevra, Zurigo, Basilea e Berna, dove si trova gran parte dell’economia del paese. Inoltre, si sta impegnando affinché le città più piccole, come Meyrin, Nyon e San Gallo, non siano lasciate indietro: questi comuni più piccoli hanno già una copertura completa del 5G.

La Svizzera non è conosciuta come una nazione con un alto livello di tecnologia, ma per molti aspetti è il paese ideale per la tecnologia 5G. In primo luogo, è un piccolo paese con un’alta densità di popolazione che si concentra in gran parte su poche aree urbane. Rispetto alla vicina Francia, la Svizzera ha una densità di popolazione quasi doppia. Ciò significa che le reti telefoniche svizzere possono coprire una grande parte della popolazione a basso costo e in modo rapido.

La diversità che si riscontra nell’economia e nella geografia della Svizzera rende la fornitura del 5G assolutamente irrinunciabile, soprattutto se ambisce a rimanere un paese competitivo negli anni futuri. Ad una estremità ci sono città come Ginevra e Zurigo, che dipendono fortemente dai servizi finanziari e dalle industrie turistiche. Dal fare affari al networking con i clienti, la capacità di lavorare a distanza a elevate velocità è un enorme vantaggio. Dall’altro lato, ci sono aree rurali che sono spesso lasciate indietro dagli ISP e dalle reti telefoniche, ma hanno ancora bisogno di un accesso veloce alla rete per gestire le loro attività. Gran parte della Svizzera è rurale. Il paese produce quasi il 70% del suo consumo alimentare nazionale; l’agricoltura è quindi una parte cruciale dell’economia svizzera.

La Svizzera è nota per la sua permanente posizione di neutralità geopolitica. La Svizzera non è un membro della NATO o dell’Unione europea, e ha aderito alle Nazioni Unite nel 2002 dopo decenni di acceso dibattito nazionale. Per questo motivo la Svizzera è stata in grado di adottare la tecnologia 5G prodotta in Cina senza provocare le criticità simili a quelle dell’era della Guerra Fredda che si stanno verificando negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Sunrise, uno dei maggiori e più importanti provider di telefonia del paese, utilizza l’apparecchiatura di Huawei nella sua rete 5G senza apparenti problemi.

La più grande controversia relativa al 5G in Svizzera è incentrata sulla salute. Le ridotte dimensioni della Svizzera, in combinazione con la divisione del governo federale tra 26 cantoni e una potente tradizione di democrazia diretta, fanno sì che i cittadini possano effettivamente esercitare forti pressioni sul governo. In questo caso, gli attivisti stanno usando la propria forza per bloccare il lancio della tecnologia 5G. Nel cantone di Vaud, nella parte francese del paese, i residenti sono riusciti a convincere il governo cantonale a sospendere l’emissione di permessi per i trasmettitori 5G fino a quando il governo federale non concluderà un approfondito studio sull’impatto della nuova tecnologia sulla salute.

Lo Stato dell’arte negli altri Paesi europei

Altri paesi europei seguiranno il percorso della Svizzera nei prossimi mesi, lanciando i propri servizi 5G commerciali.

Regno Unito

Nel Regno Unito, un servizio 5G è già stato lanciato a fine maggio da EE in sei città (Cardiff, Edinburgh, Belfast, Birmingham, London e Manchester), seguiranno altre 10 città nel corso del 2019.

La rete Vodafone UK vedrà un lancio iniziale in sette città il 3 luglio: Londra, Manchester, Liverpool, Birmingham, Cardiff, Bristol e Glasgow. Il prezzo del 5G sarà uguale a quello di 4G sia per i consumatori che per i clienti business. La società offrirà anche un router 5G per l’uso in casa e in ufficio per offrire ai clienti senza una connessione fissa l’accesso alla banda larga ad alta velocità. Inoltre, offrirà anche il roaming 5G nel Regno Unito, Germania, Italia e Spagna. Seguirà l’attivazione della rete a Birkenhead, Blackpool, Bournemouth, Guildford, Newbury, Portsmouth, Plymouth, Reading, Southampton, Stoke-on-Trent, Warrington e Wolverhampton prima della fine del 2019, portando l’area di copertura totale della rete 5G a 19 città.

Spagna

La Spagna non viene spesso menzionata quando si parla di paesi leader per la connettività in Europa, ma il 5G sta prendendo piede.

In collaborazione con il colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei, Vodafone Espana ha inaugurato da pochi giorni i primi servizi mobili 5G commerciali in Spagna. La rete mobile 5G copre 15 importanti città spagnole tra cui Madrid, Barcellona, Valencia e Siviglia. Circa la metà degli abitanti di queste città sarà in grado di usufruire del servizio di rete ad alta velocità all’avanguardia, che verrà ampliato in futuro.

Con i telefoni cellulari 5G, i clienti 5G in Spagna sperimenteranno velocità di download fino a 1 Gbps al momento del lancio e fino a 2 Gbps entro la fine dell’anno; potrebbe essere 10 volte più veloce di quella della rete 4G.

Vodafone è così diventato il primo operatore a rendere disponibili i servizi 5G ai clienti spagnoli. Huawei Spain ha collaborato con Vodafone come fornitore principale di attrezzature per il progetto: le due società hanno stretto una stretta collaborazione che dura da oltre 10 anni.

Uno dei problemi che la Spagna dovrà affrontare è il digital divide. Questa è una sfida inevitabile quando si prendono in considerazione le sue dimensioni: in Europa è terza per estensione geografica (quarta se includiamo la Russia) e settima per popolazione.

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