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l'appunto

5G, la grande chimera dei servizi innovativi al pubblico

Molti esperti non vedono quali possono essere i servizi killer application 5G, quelli che già non ci siano o siano possibili su 4G. Perlomeno sul pubblico consumer. I dati di adozione lo confermano. Piuttosto, la vera rivoluzione 5G sarà a livello di infrastrutture

01 Mar 2018

Roberto Saracco

Head of industrial doctoral school di Eit Digital


Al Mobile World Congress a Barcellona la GSMA ha presentato le previsioni di evoluzione per il 2, 3, 4 e 5G in termini di utilizzatori. Come si può vedere dal grafico il 5G inizierà la commercializzazione nel 2020 ma la sua crescita, perlomeno fino al 2025, sarà inferiore a quella del 4G.

Ma quali servizi 5G?

Al momento non mi verrebbe in mente nessuna applicazione “utile ai cittadini” che possa essere possibile solo con il 5G. Se vediamo i giornali di qualche anno fa, si dicevano del 4G le stesse cose che ora si dicono del 5G. Hanno solo cambiato il 4 con il 5… L’industry 4.0, la logistica, l’auto che si guida da sola.

Il 4G è in grado di fornire moltissimo di qualsiasi cosa si possa avere bisogno (e come tale era stato pubblicizzato per spiegare come mai si dovesse passare dal 3G al 4G).

Anche se consideriamo la banda larghissima, il problema non è il limite del 4G (che può tranquillamente arrivare al Gbps) piuttosto il livello di investimenti che un operatore trova conveniente fare in una certa area per la rete (e questo si ripropone tale e quale per il 5G). Le microcelle potrebbero farle anche con il 4G.

Serve bassa latenza per veicoli autonomi? L’industria automobilistica non è in attesa del 5G per una soluzione, perché certo preferisce usare una tecnologia già esistente, che funziona bene e che è ha una adozione maggiore. E già si può contare su tecnologie su 4G per l’auto che funziona da sola.

Inoltre anche quando avremo il 5G questo non sarà, per molti anni, disponibile ovunque…

Pochi giorni fa il CEO di Vodafone ha dichiarato in una intervista ad un giornale italiano che il 5G sarà un evento rivoluzionario per i suoi servizi, che miglioreranno la nostra vita e il nostro benessere. Non è sceso in dettagli, solo indicato un generico coinvolgimento delle IoT (il mondo delle cose, che peraltro ci era stato detto – ed è vero – che il 4G avrebbe gestito perfettamente, avendo la possibilità di gestione del protocollo IP in nativo). Può venire la curiosità di chiedersi quali siano questi servizi solo 5G. Bene, confesso di non saperlo, e non sono il solo.

Stime su utenti 5G

In occasione della apertura del Congresso di Barcellona la GSMA ha presentato le sue stime sulla crescita/diminuzione dei vari sistemi cellulari, dal 2G al 5G: interessante notare come quest’anno il numero di utilizzatori del 4G supererà il numero di utilizzatori del 2G (tra l’altro: il 3G non ha mai superato il numero di utilizzatori del 2G -per la sua adozione nei paesi come Cina e India- lo farà il prossimo anno ma solo perché il 2G è sulla via del tramonto e gli utilizzatori calano).

Anche interessante in termini di “reality check” notare come il 4G abbia una previsione di crescita più rapida del 5G con una prevalenza sul mercato al 2025 aggregando oltre il 60% degli utilizzatori contro meno del 15% dal parte del 5G.

Osservando queste previsioni si capisce la mia difficoltà nel trovare una “killer application” a livello consumer, un insieme di servizi che migliorino decisamente la nostro vita e il nostro benessere. Se questi fossero in vista ci si potrebbe attendere una crescita molto più rapida del 5G!

La quantità di investimenti nel 4G nei prossimi 4 anni è maggiore di quella prevista per il 5G, e la ragione è evidente: gli operatori devono far leva sui loro investimenti pregressi e per offrire servizi (e ricavarne soldi) vanno a cercare la strada più efficace che porti a raggiungere il maggior mercato possibile. Si può scommettere che anche gli sviluppatori di servizi la pensino nello stesso modo!

Ora, il 14% degli utilizzatori non è affatto poco: il numero di utilizzatori unici (conta per uno quello che ha 2-3 telefonini) al 2025 è stimato (sempre dalla GSMA) in 5,9 miliardi, quindi ci possiamo attendere intorno ai 700 milioni di utilizzatori del 5G (il totale delle linee 5G è stimato a quella data intorno a 1,2 miliardi comprendendo anche le “cose”). Questo è indubbiamente un enorme mercato. Tuttavia, la penetrazione sarà disomogenea nelle diverse aree e se guardiamo ad aree piccole, come una città – il che è dove occorre guardare pensando a servizi ai cittadini- la differenza di adozione tra 4 e 5G sbilancia l’attenzione sul 4G. Questo significa che “l’effetto rete” (legge di Metcalfe) favorisce enormemente il 4G rispetto al 5G (in rapporto di 18 a 1).

Non sorprende, quindi, che i venditori di apparati di telecomunicazioni siano impegnati a trovare un sistema per una transizione dolce verso il 5G, il che significa trovare mezzi che consentano di utilizzare gli investimenti nel 4G aggiungendo qualcosa qua e la che sia in linea con il 5G, all’interno del piano di evoluzione del 4G. Questo è quanto sta facendo il Nodo di Budapest di EIT Digital investendo su tesi di dottorato, insieme ai suoi partner Ericsson e Nokia, per pilotare una transizione basata sul 4G.

La vera rivoluzione del 5G

Il 5G potrebbe essere un passaggio rivoluzionario in termini di commoditizzazione della infrastruttura di trasporto (come lo è stato lo smartphone in termini di commoditizzazione dei servizi – le apps), con gli operatori che trasferiscono il controllo della rete ai bordi (edge) ma sono sicuro che questa sia l’ultima cosa che gli incumbent vogliono fare e certo che combatteranno con il coltello tra i denti per impedire che questo accada (senza successo, questo accadrà ma ci vorranno ancora diversi anni, più di 10 a meno che il regolatore non li obblighi, ma anche questo non è probabile a breve).

Si prevede un bello scontro tra operatori che hanno l’infrastruttura oggi e quelli che faranno le reti ai bordi.

Di sicuro la prossima decade sarà interessante.

Sassano: “Ecco qual è la vera rivoluzione del 5G (e come arrivarci)”