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la priorità

Coppola: “Senza banca dati nazionale delle performance nulla cambierà davvero”

di Paolo Coppola (PD), presidente Commissione parlamentare di inchiesta sulla digitalizzazione della PA

01 Giu 2017

1 giugno 2017

Senza i necessari strumenti di programmazione, controllo e verifica dei risultati, senza focus su competenze e responsabilità, gli sforzi di Agid e Team digitale rischiano di restare sulla carta

Il piano triennale è stato un lavoro enorme a cui hanno lavorato moltissime persone. Bisogna dare atto ad Agid e al Team Digitale dello sforzo e della determinazione necessaria a portare a termine un lavoro strategico così importante.

Ora però occorre assicurarsi che il piano non rimanga sulla carta e per farlo serve che Agid sia messa nelle condizioni di rispettare quando previsto dall’art. 14 del CAD, ovvero monitoraggio, verifica attuazione e risultati (comma 2 lettere b e c). Per far questo servono personale e strumenti. Il piano deve necessariamente essere recepito dai documenti di programmazione e controllo degli enti. Se nei piani delle performance non compariranno obiettivi e indicatori relativi al piano triennale, capiremo subito che le probabilità di successo saranno bassissime.

Realizzare la banca dati nazionale delle performance, come previsto dall’art. 60 del dlgs. 179/2016, una banca dati tramite la quale sarà possibile controllare l’attuazione dei progetti nazionali, sarà un passo fondamentale per “guidare” la macchina dello stato nella direzione voluta. È anche necessario e urgente rispettare l’art. 17 del CAD, con la nomina dei responsabili della transizione alla modalità digitale che devono essere dirigenti apicali dotati delle opportune competenze tecniche e di informatica giuridica.

Le norme ci sono e vanno rispettate, ma se non verranno identificati i responsabili, se si continuerà a privilegiare lo status quo invece delle competenze e se non verranno usati gli strumenti adeguati di programmazione e controllo che hanno impatto sulla valutazione dei dirigenti e degli uffici, allora il piano rimarrà un ennesimo esercizio di stile utile per i volenterosi, ma non sufficiente a far cambiare veramente l’Italia.

  • PaoloMI

    A proposito di articolo 17 del CAD, da non perdere: https://www.youtube.com/watch?v=WbFFalBZsQM

    • Michele

      Gli interventi di Attias sono delle coraggiose lezioni di management che tutti dovrebbero vedere. Ho sempre sperato che si instaurasse una stretta collaborazione tra l’onorevole Coppola e lui.

    • Piero

      L’unico con Coppola che dice sempre la verità.

  • Federico

    La condizione di un necessario controllo sull’effettivo sviluppo (od ev. ritaratura) del piano triennale è fondamentale: si tratta di applicare gli strumenti e l’organizzazione di program/project management usuale in tutte le grandi e sfidanti iniziative che si attivano nel mondo!
    Ovviamente la banca dati nazionale delle performance ne costituisce un prerequisito: senza dati (affidabili) di piani dettagliati e relativi consuntivi (e stime a finire) non si fa controllo…
    Ma AgID ci sta pensando? può anche utilizzare (volendo) il supporto del monitoraggio esterno, fortunamente reintrodotto nelle modifiche finali del nuovo CAD.

    • Piero

      In 15 anni non ho visto un risultato raggiunto da AGID. Il piano triennale è un ottimo documento, non a caso c’ha messo le mani il gruppo di Piacentini, ma AGID non ha al suo interno le competenze per poterlo realizzare.

      • Federico

        Istituzionalmente l’owner è l’AgID! Qui si sta parlando di gestione progetti (far fare) e non di fare…
        Il nuovo CAD, grazie anche agli emendamenti proposti dalla Commissione Parlamentare dove presente l’on. Coppola, assegna ad AgID (art. 3, par. 2-c): “funzioni di valutazione, di monitoraggio e di coordinamento….e monitora l’esecuzione degli interventi e dei contratti suddetti; svolge attivita’ di monitoraggio dell’attuazione dei piani ICT delle pubbliche amministrazioni”, mentre di conseguenza la circ. AgID N. 4 del 15 dicembre 2016 prevede (artt. 3.2 e 7): il “SUPPORTO ALLE ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO DA PARTE DI SOCIETÀ ESTERNA”, alle quali sono affidabili i monitoraggi stessi: in queste ultime (nazionali ed internazionali) vi sono consolidate esperienze sulla qualità e controllo progetti ICT. Quindi non ci sono scuse sulle competenze!

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