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Direttore responsabile Alessandro Longo

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Agende regionali: il caos partorisce le prime stelle

di Mariano Corso, Luca Gastaldi, Osservatori Politecnico di Milano

28 Dic 2015

28 dicembre 2015

Sono tre le Regioni senza un piano, mentre otto ne hanno uno ancora incompiuto. Le altre dieci hanno ultimato l’Agenda tra il 2014 e il 2015. Cominciano inoltre a vedersi i primi esempi di piani strutturati di digitalizzazione, alla ricerca di un dialogo interregionale. I piani però restano molto eterogenei e manca persino un sistema unico di misurazione, a quanto risulta da un nuovo rapporto degli Osservatori del Politecnico di Milano

 Una delle principali condizioni per un’efficace attuazione dell’Agenda Digitale nazionale è la sua coerente declinazione in piani regionali. A livello regionale, infatti, si collocano nel nostro ordinamento molte delle competenze e delle risorse fondamentali per realizzare gli interventi di digitalizzazione necessari a colmare i gap che il nostro Paese registra nei confronti di quelli benchmark in Europa.

Le analisi condotte dall’Osservatorio nel 2015 ritornano un quadro caratterizzato da una forte eterogeneità nell’attuazione dell’AD a livello locale: le Regioni si stanno muovendo con priorità, risorse, approcci e velocità abbastanza differenti. Si scorgono tuttavia interessanti iniziative di integrazione, di coinvolgimento attivo di stakeholder e, più in generale, di un rinnovato attivismo che fa ben sperare per l’immediato futuro.

Le Regioni stanno certamente maturando la consapevolezza della necessità di affrontare in modo maggiormente strutturato l’attuazione delle loro Agende Digitali. Dieci Regioni su 21 hanno nominato un referente per l’attuazione dell’Agenda Digitale regionale. Tale figura si coordina con altri referenti di Regione, società in-house (quando presente), PA (ad esempio le aziende ospedaliere) e imprese private per:

·         recepire le varie esigenze di digitalizzazione manifeste più o meno consapevolmente a livello locale;

·         stendere le priorità di digitalizzazione da perseguire in modo condiviso all’interno della Regione;

·         raccordare gli sforzi inter-regionali di attuazione dell’Agenda Digitale;

·         monitorare periodicamente lo stato di attuazione dell’Agenda Digitale regionale.

 

Oltre ai referenti, molte regioni hanno steso o stanno stendendo piani strutturati di digitalizzazione. Come indicato nella figura sottostante, 10 Regioni su 21 hanno sviluppato documenti che esplicitano le strategie e le priorità di attuazione delle loro Agende Digitali. 2 di queste Regioni hanno redatto tali documenti nell’ultimo trimestre del 2013, 4 Regioni durante il 2014 mentre 4 l’hanno finalizzata nel 2015. Se a quest’ultime sono sommate le 8 Regioni che stanno sviluppando ma non hanno ancora finalizzato i propri documenti strategici, si scorge una crescente consapevolezza della centralità dell’Agenda Digitale. Solo 3 Regioni su 21 non hanno ancora avviato lo sviluppo di un documento in cui esplicitare la strategia e le priorità di digitalizzazione da perseguire.

 

Tali piani sono abbastanza diversi tra loro – sia per approcci che per temi trattati. Per operare un confronto, è stato pertanto necessario definire un confine comune di analisi. A questo proposito l’Osservatorio si è appoggiato al framework derivante dall’analisi delle Agende Digitali di tutti i Paesi europei che abbiamo presentato in un precedente articolo e che prevede 8 aree strategiche di attuazione:

·         Connettività: diffusione della banda larga e ultra larga tra popolazione, imprese e PA;

·         Infrastrutture di servizi: costruzione di uno spazio comune di servizi digitali abilitanti;

·         eGovernment: sviluppo di soluzioni efficaci ed efficienti di governo digitale dei processi della PA;

·         OpenGov: costruzione delle condizioni per l’open government e lo sviluppo di città intelligenti;

·         Competenze: sviluppo di competenze digitali avanzate nei cittadini, imprese e PA;

·         Innovazione imprese: diffusione pervasiva di innovazione digitale nelle imprese (in particolare PMI);

·         Reputazione: valorizzazione e promozione del ruolo del Paese in ambito di innovazione digitale;

·         Ricerca/innovazione: potenziamento e diffusione della ricerca e dell’innovazione tecnologica.

 

Per ognuna delle otto aree di attuazione sono state identificate una serie di tematiche da cercare nei piani o nella documentazione regionale disponibile[1] per valutare la completezza di definizione strategica delle varie Agende Digitali. La figura sottostante riporta i risultati di quest’analisi.

 

 

Leggendo la figura per colonne si può notare un diverso livello di dettaglio nella pianificazione strategica delle Agende Digitali regionali. Se da un lato vi sono Regioni come la n° 12 che nei loro documenti specificano in maniera esaustiva le proprie priorità in 7 aree di digitalizzazione su 8, dall’altro vi sono Regioni, come la n° 4, che hanno iniziative preliminari pianificate solo in area Connettività. Tra questi estremi vi è un insieme di Regioni che esplicitano i loro piani in maniera più o meno approfondita sulle diverse aree di digitalizzazione.

L’eterogeneità dei piani indica che sarebbe auspicabile intensificare gli esercizi di confronto inter-regionale non solo in fase di attuazione ma anche in quella di definizione dell’Agenda Digitale. Con più occasioni di confronto si potrebbero infatti abilitare percorsi di emulazione delle migliori pratiche che porterebbero le Regioni immature a colmare più velocemente i loro gap di attuazione dell’Agenda Digitale.

È altrettanto interessante leggere la figura per righe. Se alcune aree di attuazione dell’Agenda Digitale come Connettività, Infrastruttura di servizi ed eGovernment sono definite compiutamente da un punto di vista strategico da oltre 15 Regioni, quelle più “soft” – Reputazione e Ricerca/Innovazione su tutte – sono sostanzialmente trascurate dai piani di 14 Regioni su 21. Sembra che le Regioni tendano a fare una pianificazione strategica dettagliata solo per le aree di digitalizzazione più tangibili. Quando misurare l’attuazione dell’Agenda Digitale diventa più difficile – perché si ha a che fare con risultati meno tangibili – la pianificazione strategica regionale mostra il fianco.

A questo proposito appare necessario un sistema di misurazione auspicabilmente condiviso, che misuri con precisione l’effettiva attuazione di tutte le aree di attuazione dell’Agenda Digitale. Purtroppo gli attuali sistemi con cui è misurata l’attuazione delle varie Agende Digitali regionali sono eterogenei e incompleti. Solo 6 Regioni su 21 hanno presentato nei loro documenti strategici un sistema di indicatori per monitorare l’attuazione dell’Agenda Digitale. Di queste 6 Regioni:

·         3 hanno definito per ogni indicatore dei target da raggiungere in un dato periodo temporale;

·         2 hanno hanno misurato la situazione di partenza su cui agire tramite l’attuazione dell’Agenda Digitale;

·         nessuna documenta in modo chiaro e con una regolare periodicità come tale situazione stia evolvendo a fronte degli interventi di digitalizzazione implementati.

Quando presenti, gli indicatori misurano diversamente gli stessi aspetti di attuazione dell’Agenda Digitale, vanificando così gran parte delle opportunità di confronto critico con altre Regioni. Ad esempio, ci sono Regioni che misurano la maturità dell’area OpenGov con il numero di servizi resi fruibili in modalità open data mentre altre Regioni misurano la maturità della stessa area in termini di numero di enti che pubblicano dati in formato aperto. Tale situazione è il risultato di un fisiologico processo bottom-up di definizione delle Agende Digitali e dei relativi sistemi di misurazione, che oggi beneficerebbe di un raccordo e una sistematizzazione inter-regionale.

Oltre ad essere eterogenei, i sistemi di misurazione sono spesso anche incompleti. Alcune aree di attuazione dell’Agenda Digitale – ad esempio quella relativa alla diffusione della banda larga e ultra larga – fanno riferimento a indicatori che non riflettono l’effettiva digitalizzazione regionale perché trascurano importanti ambiti (come ad esempio la diffusione della banda nelle PA locali). L’incompletezza dei sistemi di misurazione è da imputare principalmente a un’assenza cronica di dati a livello regionale sull’attuazione dell’Agenda Digitale.

È auspicabile che le otto Regioni che stanno finalizzando i propri piani di attuazione dell’Agenda Digitale includano nei loro documenti strategici dei sistemi di indicatori completi e il più possibile omogenei ad altre Regioni e alla strategia nazionale. A questo proposito, il cruscotto di indicatori sviluppato dall’Osservatorio è stato pensato per essere utilizzabile anche a livello regionale.


[1] Per le 3 Regioni che non hanno ancora avviato lo sviluppo di un piano di attuazione dell’Agenda Digitale è stata considerata la documentazione che descrive le iniziative di digitalizzazione in corso di attuazione.

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