il piano

Banda ultra larga, la Campania si scopre pioniera in Italia

Due campani su tre saranno coperti da internet a 30 Megabit già da quest’anno. Con impatto previsto su Pil e occupazione. L’Agenda regionale prevede altri interventi infrastrutturali: un sito di disaster recovery, l’interoperabilità dei sistemi e valorizzazione del patrimonio informativo pubblico

14 Apr 2015
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Gli obiettivi dell’Agenda digitale italiana sono, per certi versi, sfidanti e la Regione Campania non intende tirarsi indietro.

Sul tema delle infrastrutture in banda ultra larga, la Campania, entro la fine del 2015, sarà la prima regione in Italia in termini di copertura territoriale della nuova rete in fibra ottica (saranno più di 120 i comuni infrastrutturati ed il 67% della popolazione campana potrà usufruire di servizi a 30 Mb/s).

Infatti, per quel che riguarda la rete di accesso ad Internet, l’Italia nel 2014 risultava ancora il Paese con la minor copertura di reti digitali a banda ultra larga in Europa, sotto la media europea di oltre 40 punti percentuali per l’accesso a più di 30 Megabit per secondo (20% di copertura del territorio italiano contro il 62% europeo). Poichè i piani di investimento degli operatori in Campania prevedevano di realizzare, autonomamente, la rete in fibra ottica solo su 10 comuni su 551, si è reso necessario garantire lo sviluppo armonico delle infrastrutture di rete in banda ultralarga mediante investimenti pubblici mirati. Attraverso i significativi investimenti messi in campo dalla Regione Campania, si è, quindi, realizzato un intervento ad ampio spettro che allinea questa regione alla media europea; in aggiunta a ciò, non si sono tralasciati, però, sia le porzioni di territorio (ad es. nelle aree rurali) dove non è ancora possibile accedere ad internet che i soggetti che necessitano, sin da subito, di servizi internet ultraveloci. Pertanto, oltre ai citati target di copertura, entro la fine del 2015, si garantiranno anche:

· la realizzazione della rete a 100 Mb/s (FTTH) in circa 1.400 uffici della pubblica amministrazione (tra cui 600 scuole di ogni ordine e grado e 275 ospedali e strutture sanitarie) e in 1.650 imprese localizzate nelle Aree di Sviluppo Industriale,

· il completo abbattimento del digital divide sull’intero territorio regionale (il 3,6% della popolazione campana distribuita in 748 aree territoriali).

Finora è già stato realizzato più del 60% degli interventi previsti dal progetto (avviato operativamente a maggio 2014), con oltre 3.600 armadi stradali collegati alla nuova rete in fibra ottica e, quindi, l’obiettivo di copertura che ci si è posti è a portata di mano e verrà realizzato nei tempi stabiliti.

Dal punto di vista economico, questo intervento produce un effetto economico immediato (pari allo 0,1% del PIL regionale) legato all’occupazione diretta per la realizzazione delle opere e un effetto a tendere connesso allo sviluppo del mercato di servizi in banda ultra larga (stimabile nell’aumento del PIL di 1 – 1,5%).

Comuni oggetto dell’intervento pubblico di realizzazione della rete in fibra ottica

(ripartizione per provincia)

E’ chiaro, però, che la presenza di una rete di nuova generazione rappresenta solo un fattore abilitante per quel che riguarda la fornitura di servizi digitali e, quindi, la crescita economica e sociale del territorio. In Campania si deve, quindi, sfruttare il vantaggio competitivo che si è venuto a creare (in termini di infrastrutture di connettività) per garantire in tempi brevi il reale utilizzo della rete che si sta realizzando, attraverso, ad esempio, interventi sia sul fronte della domanda di servizi in rete (per cittadini, pubblica amministrazione e imprese) che per lo sviluppo della cultura digitale.

E anche sotto questo aspetto, in Campania sono in corso ulteriori investimenti pubblici di tipo infrastrutturale che, sulla scorta delle linee di intervento definite dai documenti strategici approvati dal Governo lo scorso mese di marzo, promuovono la crescita digitale, la razionalizzazione degli investimenti IT, l’interoperabilità tra i sistemi e l’apertura dei dati pubblici. A breve partirà la realizzazione del sito di disaster recovery (e continuità operativa) regionale (c.d. nodo secondario) che, sfruttando la rete pubblica in fibra ottica delle università campane (RIMIC), collegherà il nodo primario regionale (sito a Napoli) ed il realizzando nodo secondario (sito a Fisciano presso il Campus universitario di Salerno, per una distanza di circa 50 km) con connettività a 10 Gb/s e tempi di latenza tali da garantire il funzionamento contemporaneo dei due poli elaborativi (c.d. modalità active-active); stante le distanze in gioco e le modalità di funzionamento, si tratta della prima esperienza, in Italia, di soluzione di continuità operativa (oltre che di disaster recovery) dove tutte le componenti infrastrutturali (sia quelle elaborative che di connettività) sono interamente pubbliche.

C’è poi un altro significativo intervento promosso da Regione Campania che si concentra sugli aspetti di sviluppo dell’interoperabilità dei sistemi e sulla valorizzazione del patrimonio informativo pubblico. Si tratta di I.Ter Campania (Anagrafe delle entita’ e degli eventi territoriali) che è tra i primi esempi di Cloud pubblico dedicato alle informazioni territoriali in modalità SaaS, (software as a service), nel panorama nazionale ed europeo, che si propone si superare la logica sottesa ai tradizionali sistemi informativi territoriali, mettendo a disposizione di pubbliche amministrazioni, imprese e cittadini uno strumento per facilitare il riuso degli open data pubblici ed il supporto nella gestione di tematiche a forte impatto (ecologia, salute, ecc.).

Anche sul tema dell’Identità digitale, la Regione Campania non vuole rimanere al palo e si sta allineando alle linee strategiche nazionali in materia e, in particolare, al Sistema pubblico di identità digitale (SPID) che è destinato a diventare uno dei cardini del sistema regionale di Circolarità anagrafica.

Quanto sinteticamente riportato rappresenta solo qualche esempio di quanta attenzione si sta ponendo in Campania sui temi della crescita digitale, del potenziamento delle infrastrutture di rete e sull’attivazione delle piattaforme abilitanti, avendo la piena consapevolezza che la crescita socio-economico del territorio passa anche dallo sviluppo armonico e sinergico di tutto questi fattori.

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