Il sondaggio su DAZN

Calcio streaming, che ne pensano gli operatori costretti a investire

DAZN ha aperto le porte allo streaming live su Internet, fenomeno in crescita e che rappresenta un enorme cambiamento di approccio nella distribuzione dei contenuti live. Ma, superato il cosiddetto “elephant effect”, qual è l’impatto sugli operatori tlc e tutta la filiera?

28 Lug 2022
Flavio Luciani

Namex CTO

calcio

Per la prima volta in Italia, un evento di grande portata come il campionato di Serie A viene trasmesso, per la maggior parte delle partite, solo ed esclusivamente attraverso Internet. Questo è il cambiamento più grande. Non si parla di distribuzione di contenuti on-demand, attingendo sul momento ad un archivio già pronto, ma di live streaming, trasmissione di contenuti in diretta.

Il broadcaster è, come tutti sanno, DAZN.

Ma che ne pensano gli operatori telefonici? Glielo abbiamo chiesto con un sondaggio su 70 di loro.

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L’impatto del live streaming sugli operatori tlc

Emerge che gli operatori di telecomunicazione italiani (grandi e piccoli) stanno soffrendo del cosiddetto “elephant effect” (per parafrasare il famoso effetto farfalla): hanno bisogno di adeguare la propria infrastruttura di rete per far fronte all’impatto che un evento di questa portata sta comportando e per garantire ai propri clienti un servizio di qualità. Non cosa da poco.

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Oggi abbiamo DAZN e la distribuzione delle partite della Serie A, così come anche Amazon Prime per quelle della Champions, ma domani quali altri servizi live si affacceranno sulla rete? Sicuramente DAZN rappresenta una buona palestra ed è sicuramente un primo tentativo, dal mio punto di vista riuscito, grazie al quale si è potuta mettere alla prova la reazione della rete a fronte di un carico così grande.

Ci sono stati problemi? Si, ma era inevitabile. Dall’acquisizione di DAZN dei diritti per la trasmissione della Serie A, a fine marzo 2021, al fischio di inizio del campionato, a fine agosto, il tempo a disposizione per capire l’impatto del fenomeno (e adeguarsi) non è stato poi molto. Ma tanto si è fatto e importanti sono stati gli adeguamenti infrastrutturali, dal grande operatore nazionale al piccolo locale.

Tutti gli attori coinvolti

In più c’è da sottolineare quali siano (e quanti!) gli attori coinvolti nel fenomeno: a parte il broadcaster DAZN, abbiamo le Content Delivery Networks (CDN, grandi reti per la distribuzione del contenuto) così come anche gli Internet Exchange Point (IXP), poi ci sono le reti di accesso, quelle dei fornitori Internet, e le reti locali nelle case degli utenti.

La filiera è complessa. Se da un lato questa pluralità di soggetti rappresenta un valore, dall’altro è necessaria una maggiore collaborazione e coordinamento, la condivisione di informazioni e feedback diventa così fondamentale per il corretto funzionamento di tutta la catena.

Il sondaggio

Innanzitutto, è importante sottolineare la dimensione degli operatori che hanno aderito al sondaggio: abbiamo una maggioranza (quasi il 50% dei rispondenti) rappresentata da piccoli operatori locali (fino a 2.000 clienti) e meno del 10% invece di grandi (oltre i 50.000). Il restante, quindi il 40% dei rispondenti, sono ancora piccoli e medi operatori (con un numero di clienti tra i 2.000 e i 50.000).

La prima domanda posta è stata: “Durante le partite di cartello della Serie A, il traffico totale aumenta?”

Come si può vedere, quasi il 60% dichiara che il traffico aumenta, anche se non in maniera importante. Per il 40% invece raddoppia e raddoppia in maniera significativa. I problemi, dal punto di vista degli operatori, riscontrati nella prima parte di campionato, sono stati in effetti dovuti per lo più a episodi di saturazione delle capacità, con un impatto identificabile un po’ su tutte le direttrici (transiti così come anche sulle infrastrutture IXP). Al normale traffico dovuto allo smart working, ad esempio, si aggiunge quello delle partite (essenzialmente gli incontri delle 18:00 infrasettimanali) e al normale traffico di intrattenimento serale si aggiunge quello delle partite delle 20:45.

Quindi sulla rete è visibile, come c’era da aspettarsi, un aumento del traffico. Questo aumento dove è maggiormente visibile?

La maggior parte del carico aggiuntivo è visibile attraverso gli Internet Exchange Point, dove per lo più sono presenti le Content Delivery Networks che, ricordiamo, si occupano della distribuzione del contenuto DAZN soprattutto verso i piccoli e medi Internet Service Providers (ISP).

Quindi c’è da immaginare che gli IXP rappresentino un vantaggio per la rete dell’operatore.

Per l’80% degli operatori gli IXP sono un valore nella fruizione del contenuto DAZN.

Passando a quelli che possono essere stati gli adeguamenti infrastrutturali sostenuti, il 60% dei rispondenti dichiara di aver dovuto preparare e aggiornare la propria rete. C’è da sottolineare che di questi, buona parte considera tali adeguamenti sostenibili data la natura del servizio e la modalità di distribuzione. Per altri invece (circa il 40%) non vi è sostenibilità negli aggiornamenti effettuati.

Da questo 60% abbiamo risposte eterogenee su quali siano state esattamente le aree di intervento. Riporto qui di seguito la distribuzione delle risposte.

Proiettandosi invece in un futuro, come detto, non troppo lontano, servizi come DAZN saranno sempre più presenti. Abbiamo quindi chiesto se ci sono in previsione investimenti di adeguamento delle infrastrutture. L’80% pensa di sì e qui di seguito la distribuzione delle aree dove maggiormente saranno indirizzati gli sforzi.

Tirando le somme, la distribuzione live streaming del calcio rappresenta un problema o un’opportunità? Provando a riassumere il pensiero degli operatori che hanno risposto al questionario, si è tutti abbastanza in accordo che il fenomeno rappresenta una grande opportunità dal punto di vista tecnologico in quanto gli adeguamenti infrastrutturali realizzati in pochissimo tempo hanno accelerato il processo di aggiornamento della rete. Aggiornamento avviato già all’inizio dello scorso 2020, a causa della pandemia, durante la quale anche noi Internet Exchange Point siamo stati spettatori e attori nella corsa all’ampliamento delle capacità; così come anche abbiamo avvertito nettamente l’incremento del numero di reti interconnesse alle nostre infrastrutture (incremento volto per lo più ad una migliore distribuzione geografica da parte degli operatori più piccoli).

Dal punto di vista degli investimenti, per alcuni diversamente da altri, più che un’opportunità il fenomeno rappresenta un problema: a seguito dell’aumento del carico sulla rete, si adeguano le infrastrutture ma di contro non aumenta il numero di clienti o quantomeno non proporzionalmente al carico stesso, con uno sbilanciamento che potrà appianarsi via via nel tempo solo con la migrazione di ulteriori servizi live sulla rete Internet. E forse a questo punto gli operatori avranno una rete più che pronta rientrando così degli investimenti fatti, che ad oggi sembrerebbero essere non molto sostenibili.

Il punto di vista dei grandi operatori nazionali

Nel caso delle grandi reti nazionali, ci troviamo di fronte ad un differente approccio infrastrutturale nella distribuzione delle partite di Serie A. Mentre per i piccoli e medi operatori gli IXP rappresentano un anello fondamentale della catena (per la presenza delle Global CDN), i grandi ISP Nazionali distribuiscono il live DAZN attraverso le cosiddette “DAZN edge”, cache del broadcaster, operative direttamente all’interno delle loro reti (e dimensionate sulla base della relativa quota di mercato). Gli IXP, per i grandi ISP, rappresentano comunque un elemento importante dal punto di vista della resilienza: qualora ci dovessero essere dei problemi sulle DAZN edge oppure venga raggiunta la massima capacità supportata, ancora una volta le Global CDN presenti negli IXP agiscono da ulteriore punto di backup e ridondanza geografica nella distribuzione del contenuto.

Provando a riassumere l’esperienza dei grandi ISP nazionali, è importante sottolineare tre differenti aspetti: il carico sulla rete in relazione alla presenza del traffico in streaming, la sostenibilità degli investimenti effettuati e le prospettive future.

Durante le partite di cartello, il traffico cresce in maniera importante: l’aumento è del 30% circa rispetto al normale traffico. Le principali problematiche (o sfide) si riscontrano maggiormente quando una partita di cartello viene giocata durante il weekend (quando il traffico streaming si aggiunge a quello già presente per i servizi di intrattenimento on-demand).

Per quanto riguarda invece gli investimenti, che sembrerebbero essere poco sostenibili, questi hanno riguardato in primis degli adeguamenti delle capacità sul backbone e sull’accesso, ma anche aumenti delle risorse hardware della rete. L’aggiornamento infrastrutturale, in realtà, era già iniziato nel 2020 a causa dell’emergenza pandemica per far fronte all’aumento del traffico dovuto alla DAD, allo smart working, ecc.

Le prospettive future

Le prospettive future riguardano due aspetti fondamentali: quello tecnologico e quello economico. Dal punto di vista della rete sicuramente il multicast, o comunque tecnologie e modalità di distribuzione volte a ridurre il carico sulla rete, rappresenteranno uno dei driver per sostenere la presenza di sempre più servizi live streaming, come anche una maggiore distribuzione delle CDN sul territorio Nazionale, con l’obiettivo di minimizzare i costi di trasporto. Dal punto di vista strettamente economico i maggiori ISP italiani sottolineano la necessità di un co-investimento da parte degli OTT oppure un modello di revenue sharing, dato che le revenue per cliente sono in diminuzione costante da anni, sia su rete fissa che su rete mobile, mentre il traffico è costantemente in aumento.

Provando a riassumere per punti possiamo trarre quindi le seguenti conclusioni:

  • L’avvento di DAZN ha messo a dura prova la rete Internet italiana stimolando gli operatori ad accelerare gli investimenti e spingendoli a realizzare una rete con maggiore capacità e più resiliente di prima
  • Gli IXP si sono confermati un importante elemento della infrastruttura, sicuramente fondamentale per i medi e piccoli operatori locali così come soluzione di backup per i grandi OLO
  • La necessità di preparare la rete per una grande quantità di traffico in poco tempo ha rimesso in campo una tecnologia, il multicast, che sembrava oramai abbandonata e che invece può essere considerata una valida soluzione nel prossimo futuro.

Un primo, importante segnale di questo cambiamento, è dato dalla marcata crescita del traffico Internet, in Italia come nel mondo. Ne è derivato un acceso dibattito[1] a Bruxelles sui rapporti tra telco ed OTT, con le prime che accusano alcuni grandi piattaforme americane (in particolare Netflix, Alphabet, Meta, Amazon ed Apple) di “approfittare” delle reti di telecomunicazioni europee per estrarre lauti guadagni. Al di là del merito e dell’esito di tale dibattito, è indubbio che la crescente trasmissione di contenuti via Internet sta rappresentando un costo aggiuntivo per gli operatori telco ma anche un volano per gli investimenti in reti ultrabroadband.

Note

  1. https://www.politico.eu/article/brussels-next-lobbying-dogfight-big-tech-vs-big-telecoms/
INFOGRAFICA
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