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procurement innovativo

Cannarsa (Consip): “Ecco tutte le pedine per un 2018 di grandi acquisti PA”

Il 2017 ha segnato per Consip la massima espansione dell’offerta di strumenti per la PA Digitale: 5 miliardi, il valore complessivo dei contratti quadro stipulati. Ora in cantiere un sistema di abilitazione delle imprese al procurement pubblico valido per tutte le gare, la Busta A digitale precompilata

20 Dic 2017

Cristiano Cannarsa

AD Consip

Procurement

Il 2017 ha segnato per Consip la massima espansione dell’offerta di strumenti per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e ne ha consolidato il ruolo primario nel procurement dell’innovazione. Nel corso dell’anno, infatti, è stato completato, con la stipula dei relativi contratti, il quadro delle gare che l’azienda ha gestito – in raccordo con AgID – e che traducono concretamente alcuni degli impegni previsti nel Piano triennale per l’Informatica nella PA.

Il pacchetto di iniziative nell’ambito del Sistema Pubblico di Connettività (SPC) rappresenta uno strumento fondamentale per garantire il funzionamento della macchina amministrativa, il rispetto di regole comuni, l’interoperabilità e la cooperazione – in altre parole, il dialogo – fra i sistemi informativi, l’integrazione dei servizi e la loro corretta erogazione agli utenti.

L’offerta proposta riguarda, quindi, i servizi di connettività IT (l’infrastruttura per la connessione in rete con la banda larga e il wi-fi), i servizi cloud (cioè quelli erogati su grandi infrastrutture comuni e data center che servono contemporaneamente più amministrazioni), i servizi di interoperabilità, cooperazione applicativa, identità digitale e sicurezza (fondamentali per il dialogo sicuro tra i sistemi della PA, e per la protezione dei dati), la realizzazione di portali e servizi online (i canali d’accesso ai servizi evoluti della PA), i servizi integrati per i sistemi gestionali e la gestione dei procedimenti amministrativi (ovvero la “spina dorsale” dei processi della PA). Il valore complessivo dei contratti quadro stipulati è pari a circa 5 miliardi di euro.

Si tratta di iniziative che rappresentano l’infrastruttura materiale su cui poggiano non solo i progetti strategici di innovazione, verso i quali si concentra l’azione del Team per la Trasformazione digitale, ma anche tutte le azioni di modernizzazione della PA. Grazie agli strumenti Consip le amministrazioni possono supportare lo sviluppo dei loro progetti di trasformazione digitale, acquisendo direttamente tali servizi nell’ambito di contratti quadro, senza dover procedere attraverso gare proprie, spesso lunghe, complesse e costose.

Accanto a questi strumenti si colloca l’offerta di beni e servizi di base ICT (le cosiddette “commodity”) nell’ambito del Programma di razionalizzazione della spesa pubblica – dai computer alle licenze software, dai servizi di gestione dei sistemi informativi e di desktop outsourcing fino ai servizi applicativi e di telecomunicazione. Una linea di attività ormai consolidata da anni in Consip, che consente di mettere a disposizione delle PA un’offerta articolata, con contratti che superano i 2,5 miliardi di euro di valore.

In termini di risultati, questa notevole espansione dell’offerta si è tradotta in un crescente ricorso agli strumenti d’acquisto Consip da parte delle amministrazioni. A fine 2017 circa il 35% della spesa complessiva annua della PA nel settore ICT (cioè 1,9 mld su 5,6) passa attraverso uno di questi strumenti, con un aumento del +20% rispetto al 2016.

Se volessimo riassumere tutto questo in poche parole, potremmo dire che oggi le amministrazioni hanno finalmente a disposizione il quadro completo degli strumenti per supportare i loro processi di innovazione, contribuendo a trasformare le idee in progetti e i progetti in azioni concrete.

Questo Paese ha dimostrato – quando si è registrata la convergenza fra chiara visione progettuale, unità di intenti, impegno e competenze – di essere in grado di realizzare anche grandi progetti di trasformazione digitale. Penso ad esempi quali la dichiarazione dei redditi precompilata, la fatturazione elettronica, l’informatizzazione del catasto, che hanno segnato un cambiamento forte e un salto di qualità in termini di modernizzazione della PA. Soprattutto, si tratta di servizi che hanno avuto una caratteristica fondamentale e vincente nell’ambito dei progetti ICT: non hanno semplicemente digitalizzato un processo analogico, ma hanno modificato radicalmente il processo stesso, quindi il modo di lavorare della PA e il modo in cui i cittadini usufruiscono dei servizi.

Oggi la sfida è proseguire su questa strada per costruire quello che, con una metafora legata al mondo ICT, potremmo definire il “sistema operativo” del Paese, ovvero una serie di componenti fondamentali su cui basare servizi più semplici ed efficaci per i cittadini, per la Pubblica amministrazione e per le imprese, il tutto attraverso la digitalizzazione. Il riferimento immediato è ai grandi progetti strategici nazionali, coordinati dal Team per la Trasformazione Digitale – dall’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr) al Sistema pubblico di identità digitale (Spid), passando per la Fatturazione elettronica, PagoPA, il Fascicolo sanitario elettronico – ma anche ad altre iniziative che portino un reale contributo innovativo nel settore pubblico.

Un esempio concreto a cui stiamo ragionando insieme agli altri soggetti interessati – Agenzia delle Entrate, Inps, Ministero della Giustizia – è quello della cosiddetta “Busta A digitale precompilata”, ovvero un nuovo sistema di abilitazione delle imprese al procurement pubblico totalmente basato sui dati esistenti di regolarità fiscale, contributiva e giudiziaria, una sorta di passaporto valido per tutte le gare pubbliche, che consentirà di porre fine alla lunga era delle certificazioni “pre” e “post” bandi. In pratica, si tratta di una abilitazione che dovrà ottenere qualsiasi azienda che intenda diventare fornitore della Pa e che costituirà automaticamente certificazione di regolarità. Con il vantaggio di semplificare e abbreviare decisamente i tempi di aggiudicazione delle gare – per le quali l’esame della sola documentazione amministrativa richiede a volte mesi – concentrando l’attenzione sull’offerta tecnica ed economica, e di rendere la vita più semplice alle imprese che partecipano alle gare.

Per concludere, in questa profonda trasformazione di sistema, il ruolo e il contributo di Consip sarà certamente quello di continuare a svolgere il compito di procurer per le grandi gare che riguardano le infrastrutture e i servizi di base dell’Agenda digitale, ma anche – e in questa direzione cercherò di contribuire per quanto nelle mie capacità – di essere promotore di una più ampia digitalizzazione del procurement.

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